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Distillazione facoltativa dei vini di cui all'art. 29 del regolamento ...

Distillazione facoltativa dei vini di cui all'art. 29 del regolamento (CE) n. 1493/99 per la campagna 2000/2001.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Agli assessori all’agricoltura delle regioni
Agli assessori all’agricoltura delle province di Trento e Bolzano
Ai commissari di Governo
Ai commissari di Stato per la regione siciliana – Palermo
All’ispettorato centrale repressione frodi
Al comando dei carabinieri T.N.C.A. via Torino, 44 – Roma
Al comando dei carabinieri per la sanita’ – via Gioacchino Rossini,
21 – Roma
Al Ministero delle finanze – Dipartimento delle dogane – Comando
generale della Guardia di finanza – Uff. operativo – Roma
Al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato –
Divisione generale sviluppo competitivo e produttivita’ – Roma
Al Ministero dell’interno – Gabinetto – Direzione generale polizia
di Stato – Roma
Alla Corte dei conti – Ufficio di controllo per l’A.I.M.A. – Roma
Alla rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea
Bruxelles
Alla Commissione dell’Unione europea – Divisione generale
agricoltura – Divisione vino – Bruxelles
Alla Direzione generale delle politiche agricole ed agroindustriali
nazionali
Alla Direzione generale risorse forestali, idriche e montane
Alle organizzazioni di categoria
All’Istituto regionale della vite e del vino – Palermo
Alla Divisione IX
Con il regolamento (CE) n. 1493/99 del Consiglio sono state emanate
le nuove disposizioni concernenti l’organizzazione comune del
mercato vitivinicolo che si applicano a decorrere dal 1 agosto
2000.
Le modalità applicative relative ai meccanismi di mercato sono
state adottate con regolamento della Commissione (CE) n. 1623 del
25 luglio 2000.
L’articolo 63 del citato regolamento (CE) n. 1623/2000, in seguito
denominato “Regolamento”, disciplina a partire dal 1 settembre 2000
la “distillazione facoltativa dei vini da tavola e dei vini atti a
diventare vini da tavola” secondo quanto stabilito dall’art. 29 del
regolamento (CE) n. 1493/99.
La normativa precitata prevede che a partire dal 1 settembre 2000 è
aperta la distillazione facoltativa dei vini da tavola e dei vini
atti a diventare vini da tavola. Tale intervento è volto al
sostegno del mercato vitivinicolo e, di conseguenza, a favorire la
fornitura dei prodotti della distillazione del vino nel settore
dell’alcole per usi commestibili in cui l’utilizzazione di tale
alcole è tradizionale.
Il volume di vino che può essere avviato alla distillazione è
determinato dalla Commissione tenuto conto delle compatibilità del
bilancio FEOGA e dell’assorbimento del mercato dell’alcole.
Diversamente dalle distillazioni decise negli scorsi, anni, a
decorrere dalla presente campagna 2000/2001 il volume di vino che
si potrà distillare a titolo di distillazione facoltativa di cui
all’art. 29 del reg. (CE) n. 1493/99 non è stabilito nel
regolamento di attuazione della misura ma dipende soprattutto, come
sarà precisato in seguito, dalle disponibilità del bilancio FEOGA.
La nuova disciplina della distillazione facoltativa del vino, per
rispondere alle finalità sopra evidenziate, si basa su un sistema
di comunicazioni da parte dei paesi membri i quali devono segnalare
alla Commissione a scadenze fisse – il 5 ed il 20 di ogni mese
oppure il primo giorno lavorativo successivo – i volumi di vino che
hanno formato oggetto dei contratti che sono stati presentati in
periodi di tempo ben determinati: prima e seconda quindicina di
ogni mese.
Se i volumi di vino oggetto delle predette comunicazioni sono o
rischiano di essere superiori a quelli compatibili con le
disponibilità del bilancio FEOGA o superano o rischiano di superare
ampiamente le possibilità di assorbimento del settore dell’alcole
per usi commestibili, la Commissione interviene per fissare una
percentuale di accettazione dei volumi di vino oggetto dei
contratti presentati e comunicati e/o per sospendere la
presentazione di nuovi contratti.
Analogamente la Commissione può intervenire nel caso in cui, a
seguito delle anzidette comunicazioni, constati un andamento
anomalo nella conclusione dei contratti o gravi rischi di
distorsione nella continuità del tradizionale approvvigionamento
dei prodotti delle distillazioni.
Trattasi di un sistema innovativo e complesso che necessita della
massima attenzione per l’attuazione da parte di tutte le strutture
amministrative interessate al buon esito dell’intervento di cui
trattasi.
Senza pregiudizio di ulteriori eventuali disposizioni, con la
presente circolare si forniscono le indicazioni ed i necessari
chiarimenti per la corretta applicazione della normativa
comunitaria relativa alla distillazione in oggetto e per consentire
ai produttori interessati di poter presentare i contratti dal 1
settembre p.v..
Con proprio provvedimento l’A.I.M.A. provvederà all’emanazione
delle disposizioni di competenza ed a verificare, prima di pagare
gli aiuti, che i singoli contratti abbiano formato oggetto delle
prescritte comunicazioni nonché a porre in essere le opportune
procedure atte a garantire la corretta applicazione della.misura in
causa.
1. SOGGETTI CHE HANNO TITOLO PER CONCLUDERE CONTRATTI DI
DISTILLAZIONE FACOLTATIVA
Possono accedere – alla distillazione facoltativa soltanto i
produttori di vino da tavola. Per produttore di vino da tavola
s’intende qualsiasi persona fisica o giuridica o associazione di
dette persone che hanno prodotto vino da tavola da uve fresche, da
mosto di uve e da mosto di uve parzialmente fermentato, da essi
stessi ottenuti o acquistati .
I contratti di distillazione possono essere conclusi, da parte dei
produttori o “assimilati ai produttori”, soltanto con
“distillatori” o “assimilati al distillatore”, o “elaboratori di
vino alcolizzato” riconosciuti ed iscritti negli appositi registri
di questo Ministero ai sensi delle vigenti disposizioni.
2. VINO OGGETTO DELLA DISTILLAZIONE E PRODOTTI OTTENIBILI
Possono formare oggetto della distillazione i vini da tavola aventi
le caratteristiche previste al punto 13 dell’allegato 1 del
regolamento (CE) n. 1493/99 ed i vini atti a dare vini da tavola,
aventi le caratteristiche di cui al punto 12 dell’allegato
medesimo.
Dalla distillazione dei predetti vini si può ottenere alcole
neutro, acquavite di vino e alcole greggio o distillato in
conformità a quanto previsto all’art. 43 del ” Regolamento”.
3. VOLUME MASSIMO DI VINO AMMESSO ALLA DISTILLAZIONE
A norma del “Regolamento” ciascun produttore può concludere uno o
più contratti o dichiarazioni per un volume di vino da tavola o di
vino atto a dare vino da tavola che non può eccedere il 40% della
produzione più elevata di vini da tavola risultante dalla
dichiarazione vitivinicola presentata secondo le modalità previste
dal Decreto Ministeriale 1 agosto 1995 e successive modifiche. Il
produttore deve scegliere una dichiarazione vitivinicola tra quelle
presentate relative alle ultime 3 campagne, ivi compresa, qualora
sia già stata presentata, quella riguardante la campagna in corso
(1998/99, 1999/2000 e 2000/2001). La scelta effettuata è
irreversibile nel corso di tutta la campagna 2000/2001. Pertanto,
nel caso in cui un produttore presenti più contratti, l’indicazione
della campagna effettuata al momento della presentazione del primo
contratto non può essere successivamente modificata.
Al fine della determinazione del volume massimo di vino si deve
prendere in considerazione il vino da tavola che figura nel quadro
g) della dichiarazione di produzione presentata in corrispondenza
della voce relativa al vino da tavola ottenuto.
In proposito occorre precisare che il volume di vino da tavola
ottenuto a seguito delle operazioni di aumento della gradazione
alcolica non deve essere preso in considerazione per la
quantificazione del volume massimo di vino ammissibile
all’intervento.
4. PREZZI MINIMI DI CESSIONE DEI VINI ED IMPORTI DEGLI AIUTI
COMUNITARI
Ai sensi dell’art. 29, par. 4, del Reg. (CE) n. 1493/99, il prezzo
minimo di cessione alla distillazione in questione dei vini da
tavola e dei vini atti a dare vini da tavola è pari ad EURO 2,488%
vol/hl.
Tale prezzo, che si applica a merce nuda franco azienda del
produttore, deve essere corrisposto dal distillatore al produttore
entro tre mesi dall’entrata in distilleria di ciascuna partita di
vino.
L’obbligo del rispetto del termine di pagamento è subordinato alla
condizione che il produttore abbia presentato entro due mesi dalla
consegna del vino in distilleria la prova dell’assolvimento degli
obblighi previsti dall’art. 35 e, se del caso, dall’art. 36 del
regolamento (CE) 822/87 , per la campagna 1999/2000.
Qualora la prova in questione venga fornita dal produttore oltre il
predetto termine di due mesi, il pagamento del prezzo di acquisto
sarà effettuato dal distillatore entro un mese dalla presentazione
della prova medesima.
Gli importi degli aiuti sono stati fissati per % vol. di alcole e
per ettolitro di prodotto ottenuto dalla distillazione quale aiuto
primario e sono di:
– EURO 1,884 qualora si ottenga alcole neutro;
– EURO 1,751 qualora si ottenga alcole grezzo o acquavite di vino.
L’importo dell’aiuto secondario, relativo allo stoccaggio
dell’alcole, è di:
– EURO 0,0336 % vol. di alcole per ettolitro e per giorno.
L’aiuto comunitario primario è corrisposto dall’A.I.M.A. al
distillatore, o nei casi di cui all’art. 65 parag. 3 del
“Regolamento” al produttore, entro tre mesi a partire dalla data in
cui lo stesso fornisce le prove dell’avvenuta distillazione del
quantitativo totale del vino indicato nei contratti o nelle
dichiarazioni sostitutive e del pagamento del prezzo minimo di
acquisto entro i termini stabiliti, nonché le altre indicazioni
previste all’art. 65 paragrafo 8 del “Regolamento”. Tali prove
devono essere fornite dal distillatore all’A:I.M.A. entro il 31
dicembre 2001.
E’ prevista la possibilità che il distillatore, dopo l’approvazione
del contratto di distillazione o della “dichiarazione”, o il
produttore nel caso contemplato all’art. 65 parag. 3, possa
chiedere all’A.I.M.A. che l’importo dell’aiuto gli sia versato in
anticipo a condizione che costituisca a favore dell’A.I.M.A. stessa
una cauzione pari al 120% di detto importo come stabilito nel
“Regolamento” e secondo le modalità previste dal D.M. 6 settembre
1983 pubblicato sulla Gazzetta Uffciale n. 258 del 20/9/1983.
Nel caso di richiesta di pagamento anticipato dell’aiuto, il
relativo importo sarà corrisposto dall’A.I.M.A. al distillatore
entro tre mesi dalla presentazione della cauzione e della relativa
documentazione.
Ai fini dello svincolo della cauzione, i beneficiari dell’aiuto
devono fornire all’A.I.M.A. – entro e non oltre il 31 gennaio 2002
– le prove previste all’art. 65 parag. 8 del “Regolamento”.
5. PRESENTAZIONE DEI CONTRATTI DI DISTILLAZIONE E DELLE
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE AI FINI DELLA LORO APPROVAZIONE
I produttori di vini da tavola che intendono procedere alla
distillazione di cui trattasi devono presentare una domanda per
l’approvazione dei relativi contratti di distillazione o delle
dichiarazioni, corredata da una copia della dichiarazione di
produzione relativa alla campagna scelta.
I contratti e le dichiarazioni in questione dovranno essere
presentati sulla base della modulistica predisposta dall’A.I.M.A.
In attesa dell’emanazione della nuova modulistica si può utilizzare
quella relativa alla distillazione preventiva della campagna
1999/2000.
Poiché la data di presentazione dei contratti è fondamentale ai
fini della comunicazione all’Unione Europea dei quantitativi
interessati alla misura si specifica quanto segue:
– per data di presentazione del contratto si intende la data in cui
l’ufficio competente accetta il contratto di cui trattasi in
conformità alle disposizioni di legge vigenti;
– la data di presentazione è fondamentale al fine dell’inserimento
del contratto presentato nei due periodi in cui il regolamento ha
suddiviso ciascun mese per la gestione di detta misura. Ciò è da
sottolineare per il fatto che può non essere indifferente, ai fini
di eventuali riduzioni dei quantitativi di vino oggetto dei
contratti presentati o sospensione della presentazione dei
contratti, essere inserito nel primo o nel secondo periodo di
ciascun mese.
Al fine di acquisire il miglior profitto dalla misura in questione,
si invitano le Regioni a voler pubblicizzare nei modi più
opportuni, le sedi degli uffici presso i quali vanno presentati i
contratti.
Per evitare errori e contestazioni nell’applicazione della misura,
si chiarisce che:
a) devono essere inclusi nel primo periodo – che comprende la prima
quindicina di ciascun mese (dal 1 al 15 ) – i contratti e le
dichiarazioni presentate entro l’ultimo giorno lavorativo che
precede e/o include il giorno 15 del mese;
b) devono essere inclusi nel secondo periodo – che comprende la
seconda quindicina di ciascun mese (dal16 al 30 o 31) – i contratti
e le dichiarazioni presentate entro l’ultimo giorno lavorativo che
precede e/o include il giorno 30 o 31 del mese.
Gli Uffici periferici preposti alla ricezione e all’approvazione
dei contratti e delle dichiarazioni devono far pervenire
telegraficamente o tramite fax (06-4814377) al Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali – Direzione Generale delle Politiche
Comunitarie e Internazionali – Div. VI – Via XX Settembre, 20 –
00187 ROMA:
– entro e non oltre il 17 di ogni mese i dati relativi ai contratti
e/o dichiarazioni presentati nel primo periodo;
– entro e non oltre il 2 di ogni mese i dati relativi ai contratti
e/o dichiarazioni presentati nel secondo periodo del mese
precedente.
Se i giorni 17 e 2 del mese sono giorni festivi, a livello
nazionale, la comunicazione deve essere fatta il giorno lavorativo
precedente.
Pertanto si precisa, per esempio, che per i contratti presentati
nel mese di settembre p.v. , entro e non oltre il 16 settembre
devono essere comunicati, dagli uffici preposti, gli elementi
relativi ai contratti presentati dall’1 al 15 settembre; entro e
non oltre il 2 ottobre devono essere comunicati dagli uffici
preposti, gli elementi relativi ai contratti presentati dal 16 al
30 settembre.
Si richiama l’attenzione degli Organi regionali affinché
impartiscano le opportune disposizioni agli uffci periferici sul
fatto che la mancata comunicazione direttamente alla scrivente
entro i tempi stabiliti delle quantità di vino oggetto dei
contratti e/o delle dichiarazioni presentate comporta che gli
stessi non possono essere approvati ai sensi dell’art. 63 paragrafo
5 del “Regolamento” e, quindi, non potranno essere corrisposti né
il prezzo minimo né gli aiuti. Pertanto, eventuali contratti o
dichiarazioni le cui quantità non hanno formato oggetto di
comunicazione al Ministero secondo le modalità previste (telegramma
e/o fax ) e, quindi, non sono stati segnalati alla Commissione CE
nei tempi stabiliti dall’art. 63 del “Regolamento” sono ritenuti
come mai posti in essere.
Si ribadisce che, per il buon esito dell’intervento, ciascun
contratto presentato deve formare oggetto della comunicazione
relativa al periodo al quale si riferisce il contratto stesso
conformemente al modello A allegato.
Al fine di rendere più chiaro il nuovo meccanismo previsto per la
distillazione si fornisce, senza alcun pregiudizio di eventuali
decisioni della Commissione, nell’allegato B il calendario relativo
alle comunicazioni che gli uffici preposti dovranno effettuare nei
primi quattro mesi di applicazione della misura.
Resta inteso che, nel caso in cui nei termini previsti non pervenga
alcuna comunicazione da parte degli uffici periferici nei termini
imperativi previsti, si intende che nessun contratto o
dichiarazione è stato presentato nel periodo per il quale doveva
pervenire la relativa comunicazione al Ministero.
Il contratto di distillazione per il quale si chiede l’approvazione
deve avere per oggetto l’acquisto del vino da parte del
distillatore e contenere l’impegno di quest’ultimo di corrispondere
al produttore, entro i termini stabiliti, un prezzo non inferiore
al prezzo minimo di cessione indicato al precedente punto 4, fatta
salva la riduzione di cui all’art. 76 del regolamento che, per la
misura in questione, è pari a 0,1811 EURO per ogni grado ettolitro
di vino consegnato alla distillazione.
Oltre i predetti elementi, nei contratti di distillazione o
dichiarazioni vanno indicati:
a) le generalità e l’indirizzo del produttore;
b) la quantità, il colore e la gradazione alcolometrica effettiva
del vino che si vuole far distillare e che deve essere conforme
alle disposizioni comunitarie in materia di qualità dei prodotti
destinati alla distillazione. Dovrà essere precisato, altresì, se
si tratta di vino da tavola o di vino atto a dare vino da tavola;
c) il luogo ove è immagazzinato il vino;
d) il nome del distillatore o la ragione sociale della distilleria;
e) l’indirizzo della distilleria.
Gli stessi contratti devono contenere una dichiarazione secondo la
quale il produttore, sotto la propria responsabilità:
– attesti di aver soddisfatto per la campagna 1999/2000 agli
obblighi delle distillazioni di cui all’art. 35 e, ove tenuto,
all’art. 36 del Reg. CEE n. 822/87;
– si impegni ad addizionare al vino cloruro di litio, nella misura
compresa tra i 5 ed i 10 grammi per ettolitro, conformemente a
quanto previsto al seguente punto 9);
– attesti di non aver presentato nella Provincia e/o in altre
Province contratti relativi alla distillazione, specificando, in
caso contrario, l’Ufficio presso il quale ha presentato tali
contratti e le quantità di vino oggetto dei contratti medesimi.
L’attestato dell’avvenuto assolvimento degli obblighi di cui agli
articoli dianzi indicati, rilasciato dall’Ufficio periferico
dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi competente, deve essere
presentato all’A.I.M.A. entro i termini prescritti mediante lettera
raccomandata, da inviare per conoscenza anche al distillatore,
unitamente a una copia del certificato medesimo.
Si ricorda, infine, che in virtù delle disposizioni tendenti ad
assicurare l’esecuzione del contratto stipulato, il contratto di
distillazione o la dichiarazione dovranno essere corredati dalla
prova che è stata costituita, a favore dell’A.I.M.A., una cauzione
pari a 5 EURO per ettolitro di vino oggetto del contratto stesso.
Detta cauzione dovrà essere conforme al modello predisposto
dall’A.I.M.A. e sarà svincolata dall’A.I.MA. stessa
proporzionalmente alle quantità consegnate nel momento in cui viene
fornita la prova della effettiva consegna del vino in distilleria.
Se non viene effettuata alcuna consegna nei termini previsti, la
cauzione verrà incamerata per intero.
Nel caso in cui un produttore faccia eseguire per proprio conto la
distillazione negli impianti di un distillatore riconosciuto, il
contratto di distillazione sarà sostituito da una dichiarazione di
consegna e da un contratto di “lavorazione per conto” concluso tra
il produttore ed il distillatore riconosciuto.
La dichiarazione ed il contratto di “lavorazione per conto” devono
contenere tutti gli elementi e le attestazioni sopra specificate.
La stessa dichiarazione deve essere presentata dal produttore che
esegue la distillazione negli impianti di cui è titolare. In tal
caso, deve essere prelevato un campione del vino da distillare
sotto il controllo di un pubblico ufficiale ed inviato ad un
Laboratorio autorizzato per l’analisi del prodotto, che deve
accertare, in particolare, la determinazione analitica del titolo
alcolometrico volumico effettivo, dell’acidità totale, dell’acidità
volatile espressa in acido acetico, dell’anidride solforosa,
dell’estratto secco e delle ceneri. Il risultato di tali analisi
viene trasmesso a cura del produttore all’A.I.M.A. unitamente al
verbale redatto dal pubblico ufficiale che ha presenziato al
prelevamento del campione stesso.
Il “contratto di distillazione” o la “dichiarazione” ed,
eventualmente, il contratto di “lavorazione per conto” vanno
presentati all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura o ad altro
organo all’uopo preposto dalla Regione nella Provincia in cui è
immagazzinato il vino da distillare, in cinque copie sia ai fini
della relativa comunicazione al Ministero ed alla Commissione U.E.
che per l’eventuale successiva approvazione.
In relazione alla particolare articolazione del provvedimento ed ai
tempi tecnici entro i quali è possibile riconoscere i contratti, si
conferma che gli Enti eventualmente incaricati dalle Regioni per i
rispettivi territori di competenza e l’Istituto Regionale della
Vite del Vino di Palermo per la Sicilia, avranno il compito di
coordinare le iniziative dei produttori singoli ed associati
provvedendo, altresì, ove se ne presenti la necessità, alle
operazioni connesse alla distillazione.
6. APPROVAZIONE DEI CONTRATTI DI DISTILLAZIONE E DELLE
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE
L’organo incaricato dalle Regioni all’approvazione dei contratti di
distillazione procederà all’accertamento, sulla base della
documentazione presentata:
– della sussistenza delle condizioni prescritte per l’ammissione
alla distillazione;
– della giacenza in cantina di un volume di vino da tavola o atto a
dare vino da tavola pari, almeno, al volume che forma oggetto del
contratto o della dichiarazione;
– della conformità della fideiussione di 5 Euro al modello
predisposto dall’A.I.M.A..
Gli Uffici preposti all’approvazione dei contratti devono
verificare che i contratti e le dichiarazioni delle quali si chiede
l’approvazione siano stati oggetto delle comunicazioni pervenute
nei termini stabiliti al Ministero delle politiche agricole e
forestali – D.G. politiche comunitarie ed internazionali – Div. VI^
– Via XX settembre 20, 00187 Roma – secondo quanto previsto al
precedente punto 5.
Sulla base delle comunicazioni effettuate dai singoli Stati membri
la Commissione U.E. potrebbe decidere, entro i 10 giorni lavorativi
successivi al 5 ed al 20 di ogni mese, in merito, all’eventuale
riduzione da apportare al volume di vino oggetto dei contratti o
delle dichiarazioni presentati o eventualmente ad altre misure
particolari secondo quanto previsto dall’art. 63 parag. 6 del
regolamento.
In relazione a quanto sopra, questo Ministero provvederà, con la
dovuta tempestività, a dare notizia ai competenti Assessorati
Regionali all’Agricoltura interessati per i successivi adempimenti
di competenza in ordine al livello della riduzione che deve essere
apportata al volume di vino indicato in ciascun contratto o
dichiarazione o alle eventuali altre decisioni adottate dalla
Commissione U.E..
In assenza di comunicazioni da parte della Commissione e del
Ministero, i contratti e le dichiarazioni sono approvati dagli
uffici che li hanno ricevuti entro i termini previsti al paragrafo
5 dell’art. 63 del “Regolamento”. Gli Uffici in questione devono
comunicare al Ministero il volume di vino oggetto dei contratti
approvati al più tardi in occasione della successiva comunicazione.
In particolare, gli anzidetti uffici procederanno entro i termini
prescritti all’approvazione dei contratti o delle dichiarazioni
presentati dagli interessati con l’apposizione del visto “si
approva per hl …, pari al ….. % della quantità di vino ammesso
alla distillazione” dopo aver applicato eventuali percentuali di
riduzione decise dalla Commissione e che ha formato oggetto della
comunicazione da parte del Ministero.
Gli Uffici stessi comunicheranno tempestivamente agli interessati
l’esito della procedura anzidetta.
A tal fine, due copie dei contratti o dichiarazioni così approvati
saranno restituite alle parti contraenti (produttore e
distillatore) ed un’altra sarà inviata sollecitamente all’A.I.M.A.
unitamente alla cauzione ed alla documentazione richiesta secondo
le modalità stabilite da quest ultima; in particolare si evidenzia
la necessità che tutti i contratti che hanno formato oggetto di una
medesima comunicazione siano inviati contestualmente e con il
riferimento alla prevista comunicazione relativa alla
presentazione.
Si ricorda – come meglio si dirà in seguito – che per i volumi di
vino avviati alla distillazione eccedenti i volumi consentiti non
sarà riconosciuto alcun aiuto.
Gli Assessorati regionali all’Agricoltura dovranno assicurare che
gli organi da essi designati provvedano ad effettuare nei termini
previsti tutte le comunicazioni prescritte dalla presente
circolare, garantendo il necessario coordinamento.
7. CONSEGNA DEL VINO ALLA DISTILLAZIONE: TOLLERANZA E CAUSA DI
FORZA MAGGIORE
Il vino può essere introdotto in distilleria dopo l’approvazione
dei relativi contratti di distillazione o delle dichiarazioni e,
comunque, non oltre il 30 giugno 2001.
Nell’esecuzione dei contratti (o delle dichiarazioni) è ammessa una
tolleranza del 5% in più o in meno rispetto alle quantità di vino
indicate nei contratti stessi o nelle dichiarazioni.
Le caratteristiche del vino consegnato alla distillazione non
possono essere diverse da quelle indicate nel contratto o nella
dichiarazione.
In conseguenza nessun aiuto è concesso
– per l’intero volume di vino effettivamente consegnato in
distilleria quando questo risulta inferiore al 95% del volume
oggetto del contratto approvato;
– per il volume di vino che eccede il 105% della suddetta quantità;
– per la quantità di vino che eccede quella massima ammessa tenuto
conto dell’eventuale decisione della Commissione.
Non appare superfluo ricordare ancora una volta che, salvo i casi
di forza maggiore, la mancata esecuzione o l’esecuzione dei
contratti di distillazione per quantità inferiori al limite di
tolleranza comporta la perdita del diritto all’aiuto comunitario e
l’incameramento da parte dell’A.I.M.A. dell’intera cauzione nel
caso sia stato corrisposto l’aiuto in via anticipata.
Il volume minimo di vino che può essere consegnato alla
distillazione da ciascun produttore non può essere inferiore a 10
ettolitri.
8. RIDUZIONE DEL PREZZO DI ACQUISTO DEI VINI AVVIATI ALLA
DISTILLAZIONE E DEI RELATIVI AIUTI
L’articolo 32 del regolamento (CE) n. 1493/99 e l’art. 76 del
“Regolamento” prevedono, tra l’altro, la riduzione del prezzo di
cessione dei vini avviati alla distillazione per i produttori che
hanno effettuato l’arricchimento dei propri vini da tavola con il
beneficio dell’aiuto comunitario.
Tale riduzione è pari a 0,1811, EURO per ogni grado ettolitro di
vino consegnato alla distillazione.
Le norme che presiedono alla pratica attuazione della riduzione del
prezzo di cessione del vino alla distillazione sono quelle in
vigore nelle scorse campagne in quanto la normativa comunitaria non
ha subito modifiche sostanziali in merito.
9. IMPIEGO DEL RIVELATORE E CONTROLLO DELLE CARATTERISTICHE DEL
VINO
Le disposizioni di cui al “Regolamento”, nel delegare alle autorità
competenti degli Stati, membri i compiti di controllo intesi ad
evitare la sottrazione dei vini da distillare alla loro
destinazione, prevedono:
– la possibilità di imporre l’impiego di un rivelatore;
– il divieto di opporsi, a causa della presenza del rivelatore,
alla circolazione del vino in questione destinato alla
distillazione o alla circolazione dei prodotti ottenuti dalla
distillazione stessa.
Con Decreto Ministeriale 20 maggio 1986, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 140 del 19/6/1986, è stato stabilito che il vino
oggetto dei contratti di distillazione deve essere addizionato con
cloruro di litio nella misura compresa tra 5 e 10 grammi per
quintale di prodotto da avviare alla distillazione, opportunamente
miscelato.
La violazione di tale obbligo comporta, per i trasgressori,
l’applicazione delle, sanzioni previste.
I produttori debbono comunicare telegraficamente all’Ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente
per territorio l’avvenuta denaturazione del vino, secondo le norme
del decreto 20 maggio 1986 e non possono procedere all’estrazione o
alla consegna del prodotto prima di aver effettuato la
denaturazione.
I distillatori hanno l’obbligo di non ritirare il vino che non sia
stato denaturato in conformità a quanto prescritto dal precitato
Decreto.
Il controllo delle caratteristiche del vino consegnato alla
distilleria, in particolare del quantitativo, del colore e della
gradazione alcolica effettiva, viene effettuato dall’U.T.F.
competente, per sondaggio, secondo le istruzioni impartite dal
Ministero delle Finanze d’intesa con l’A.I.MA..
Resta inteso che i distillatori debbono sempre predisporre e
comunicare agli U.T.F. competenti i piani di ritiro del vino
secondo le modalità indicate al punto 4) della circolare n. 20 del
16/9/1983, relativa alla distillazione preventiva per la campagna
1983/84.
Copie di dette comunicazioni dovranno essere inviate dai
distillatori anche all’Ispettorato centrale repressione frodi – Via
XX settembre, 20 – 00187 ROMA (FAX n. 06/4819714 – E-MAIL: Segtec –
[email protected] ).
10. PRESENTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLA DISTILLAZIONE
DEL VINO
Ai fini della corresponsione dell’aiuto primario, secondo la
procedura ordinaria o della liquidazione definitiva dell’aiuto
anticipato su cauzione, gli aventi diritto devono presentare
all’A.I.M.A. (Via Palestro, 81 – 00185 ROMA), specifica domanda,
secondo le modalità che saranno stabilite dall’Azienda medesima.
Si ricordano i termini ultimi per la presentazione della
documentazione di cui sopra: 31 dicembre 2001 nei casi di richiesta
di pagamento dell’aiuto secondo la. procedura ordinaria, 31 gennaio
2002 nel caso di richiesta di liquidazione definitiva dell’aiuto
già anticipato su cauzione.
11. ELABORAZIONE DI VINO ALCOLIZZATO
Il vino destinato alla distillazione può essere trasformato in vino
alcolizzato.
Le norme che disciplinano l’elaborazione del vino alcolizzato sono
contenute negli articoli 68 e seguenti del “Regolamento”.
Si ricorda, inoltre, che con circolare n. 10 del 2/6/1989 e con
lettera F/435 del 18/2/1991 sono state emanate dalla scrivente le
indicazioni relative alla elaborazione di vino alcolizzato per la
distillazione.
Nel caso in questione l’importo dell’aiuto è stato fissato in EURO
1,715% vol/hl.
12. ADEMPIMENTI DEI DISTILLATORI
Premesso che le operazioni di distillazione devono essere
effettuate entro e non oltre il 31 luglio 2001, i distillatori
riconosciuti e loro assimilati dovranno comunicare all’A.I.M.A.,
entro e non oltre il 10 di ogni mese, le quantità divino distillato
nel corso del mese precedente e le quantità dei prodotti ottenuti
distinti in alcole neutro, alcole greggio e acquavite di vino.
Ai sensi del “Regolamento” il tardivo adempimento delle anzidette
comunicazioni comporta una riduzione dell’aiuto dello 0,1% per ogni
giorno di ritardo.
Se il ritardo è superiore ad un mese l’aiuto non viene corrisposto.
Lo stesso regolamento prevede anche una riduzione dello 0,5%
dell’aiuto per ogni giorno di ritardo e per un periodo di due mesi,
a carico del distillatore che abbia trasmesso in ritardo:
– la prova del pagamento del prezzo minimo previsto per la
distillazione in causa;
– la domanda per ottenere l’aiuto.
Se il ritardo supera i due mesi l’aiuto non sarà versato.
E’ previsto, altresì, che nel caso in cui il distillatore non
rispetti il termine previsto per il pagamento del prezzo di
acquisto del vino, l’aiuto sarà ridotto dell’ 1% per ogni giorno di
ritardò durante il periodo di un mese.
Se il ritardo è superiore ad un mese l’aiuto non sarà versato.
Nel richiamare l’attenzione degli Organi periferici – preposti alla
ricezione, all’esame ed alla approvazione dei contratti – sulla
necessità che tutti gli adempimenti siano effettuati con
accuratezza e con la necessaria tempestività, si invitano gli Enti
e le Organizzazioni di categoria interessate a dare alla presente
la massima divulgazione.
Nell’ambito dei compiti istituzionali, l’Ispettorato Centrale
Repressione frodi ed il Comando Carabinieri Tutela Norme
Comunitarie ed Agroalimentari effettueranno indagini e controlli a
sondaggio finalizzati ad accertare, mediante analisi su campioni
prelevati, le caratteristiche analitiche del vino avviato alla
distillazione nonché che il medesimo vino sia stato effettivamente
prodotto dalla ditta che ha sottoscritto il contratto di
distillazione.
Si richiama, altresì, l’attenzione sul contenuto dell’art. 4, comma
11, del decreto legge 7/9/1987, n. 370, convertito, con
modificazioni, nella legge 4/11/1987, n. 460, il quale stabilisce,
tra l’altro, che l’inosservanza delle disposizioni contenute nella
regolamentazione comunitaria relativa alla distillazione dei vini
comporta l’applicazione della sanzione di lire centocinquantamila
(150.000) per quintale o frazione di quintale di prodotto e,
comunque, non inferiore a seicentomila (600.000).
Allegato
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pag. 63
pag. 64
Il Ministro: Pecoraro Scanio
Registrata alla Corte dei conti il 12 settembre 2000
Registro n. 2 Politiche agricole e forestali, foglio n. 115

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