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Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali...

Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali

(1a) In relazione al presente testo unico è stata pubblicata la
Circolare 11 ottobre 2000, n. 7.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 31 della legge 3 agosto 1999, n. 265, recante
delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di
ordinamento degli enti locali;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 aprile 2000;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei Deputati;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza
generale dell’8 giugno 2000;
Acquisito il parere della Conferenza Stato-città ed autonomie
locali e della Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 4 agosto 2000;
Sulla proposta del Ministro dell’interno, di concerto con i
Ministri per gli affari regionali e della giustizia;
EMANA
il seguente decreto legislativo:

Articolo 1

1. E’ approvato l’unito testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, composto di 275 articoli.

PARTE PRIMA
ORDINAMENTO ISTITUZIONALE

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto

1. Il presente testo unico contiene i principi e le disposizioni in
materia di ordinamento degli enti locali.

2. Le disposizioni del presente testo unico non si applicano alle
regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di
Bolzano se incompatibili con le attribuzioni previste dagli statuti
e dalle relative norme di attuazione.

3. La legislazione in materia di ordinamento degli enti locali e di
disciplina dell’esercizio delle funzioni ad essi conferite enuncia
espressamente i principi che costituiscono limite inderogabile per
la loro autonomia normativa. L’entrata in vigore di nuove leggi che
enunciano tali principi abroga le norme statutarie con essi
incompatibili. Gli enti locali adeguano gli statuti entro 120
giorni dalla data di entrata in vigore delle leggi suddette.

4. Ai sensi dell’articolo 128 della Costituzione le leggi della
Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico
se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1. Ai fini del presente testo unico si intendono per enti locali i
comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane,
le comunità isolane e le unioni di comuni.

2. Le norme sugli enti locali previste dal presente testo unico si
applicano, altresì, salvo diverse disposizioni, ai consorzi cui
partecipano enti locali, con esclusione di quelli che gestiscono
attività aventi rilevanza economica ed imprenditoriale e, ove
previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi
sociali.

Articolo 3

Autonomia dei comuni e delle province

1. Le comunità locali, ordinate in comuni e province, sono
autonome.

2. Il comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità,
ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

3. La provincia, ente locale intermedio tra comune e regione,
rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove
e ne coordina lo sviluppo.

4. I comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa,
organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e
finanziaria nell’ambito dei propri statuti e regolamenti e delle
leggi di coordinamento della finanza pubblica.

5. I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie e di
quelle conferite loro con legge dello Stato e della regione,
secondo il principio di sussidiarietà. I comuni e le province
svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono
essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei
cittadini e delle loro formazioni sociali.

Articolo 4

Sistema regionale delle autonomie locali

1. Ai sensi dell’articolo 117, primo e secondo comma, e
dell’articolo 118, primo comma, della Costituzione, le regioni,
ferme restando le funzioni che attengono ad esigenze di carattere
unitario nei rispettivi territori, organizzano l’esercizio delle
funzioni amministrative a livello locale attraverso i comuni e le
province.

2. Ai fini di cui al comma 1, le leggi regionali si conformano ai
principi stabiliti dal presente testo unico in ordine alle funzioni
del comune e della provincia, identificando nelle materie e nei
casi previsti dall’articolo 117 della Costituzione, gli interessi
comunali e provinciali in rapporto alle caratteristiche della
popolazione e del territorio.

3. La generalità dei compiti e delle funzioni amministrative è
attribuita ai comuni, alle province e alle comunità montane, in
base ai princìpi di cui all’articolo 4, comma 3, della legge del 15
marzo 1997, n. 59, secondo le loro dimensioni territoriali,
associative ed organizzative, con esclusione delle sole funzioni
che richiedono l’unitario esercizio a livello regionale.

4. La legge regionale indica i principi della cooperazione dei
comuni e delle province tra loro e con la regione, al fine di
realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali al servizio
dello sviluppo economico, sociale e civile.

5. Le regioni, nell’ambito della propria autonomia legislativa,
prevedono strumenti e procedure di raccordo e concertazione, anche
permanenti, che diano luogo a forme di cooperazione strutturali e
funzionali, al fine di consentire la collaborazione e l’azione
coordinata fra regioni ed enti locali nell’ambito delle rispettive
competenze.

Articolo 5

Programmazione regionale e locale

1. La regione indica gli obiettivi generali della programmazione
economico-sociale e territoriale e su questi ripartisce le risorse
destinate al finanziamento del programma di investimenti degli enti
locali.

2. Comuni e province concorrono alla determinazione degli obiettivi
contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle regioni e
provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro
specificazione ed attuazione.

3. La legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione
degli enti locali alla formazione dei piani e programmi regionali e
degli altri provvedimenti della regione.

4. La legge regionale indica i criteri e fissa le procedure per gli
atti e gli strumenti della programmazione socio-economica e della
pianificazione territoriale dei comuni e delle province rilevanti
ai fini dell’attuazione dei programmi regionali.

5. La legge regionale disciplina, altresì, con norme di carattere
generale, modi e procedimenti per la verifica della compatibilità
fra gli strumenti di cui al comma 4 e i programmi regionali, ove
esistenti.

Articolo 6

Statuti comunali e provinciali

1. I comuni e le province adottano il proprio statuto.

2. Lo statuto, nell’ambito dei princìpi fissati dal presente testo
unico, stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione
dell’ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi
e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi
di esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in
giudizio. Lo statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in
materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra
comuni e province, della partecipazione popolare, del
decentramento, dell’accesso dei cittadini alle informazioni e ai
procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto
ulteriormente previsto dal presente testo unico.

3. Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per
assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi
della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di
entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune
e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da
essi dipendenti.

4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto
favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale
maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in
successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è
approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della
maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di
cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

5. Dopo l’espletamento del controllo da parte del competente organo
regionale, lo statuto è pubblicato nel bollettino ufficiale della
regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni
consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere
inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra
in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo
pretorio dell’ente.

6. L’ufficio del Ministero dell’interno, istituito per la raccolta
e la conservazione degli statuti comunali e provinciali, cura anche
adeguate forme di pubblicità degli statuti stessi.

Articolo 7

Regolamenti

1. Nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello statuto,
il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di
propria competenza ed in particolare per l’organizzazione e il
funzionamento delle istituzioni e degli organismi di
partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e
per l’esercizio delle funzioni.

Articolo 8

Partecipazione popolare

1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano
le libere forme associative e promuovono organismi di
partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di
tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su
situazioni giuridi…

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