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Atto d'indirizzo per l'avvio e la negoziazione di accordi di traffico ...

Atto d'indirizzo per l'avvio e la negoziazione di accordi di traffico aereo con Paesi terzi.

IL MINISTRO DEI TRASPORTIE DELLA NAVIGAZIONE
Premesso che la politica del trasporto aereo nazionale deve essere
finalizzata ai seguenti obiettivi:
estensione della rete nazionale e dei collegamenti che comunque
interessano il Paese nella prospettiva politica, economica,
commerciale, turistica ed aeroportuale;
tutela dell’utenza e valorizzazione del mercato;
sviluppo dell’industria del trasporto aereo nazionale, in relazione
alle potenzialita’ del mercato;
promozione di un ambiente competitivo e pluralistico.
Considerato:
che il trasporto aereo infracomunitario e’ stato liberalizzato in
forza del regolamento n. 2408/92 (CE);
che i collegamenti con origine o destinazione al di fuori dello
spazio economico europeo sono sottoposti alla regolamentazione
degli Stati membri dell’unione europea e alla stipula di accordi di
traffico con gli Stati terzi interessati, previsti dall’art. 6
della convenzione di Chicago del 7 aprile 1944;
che gli accordi aerei e le consultazioni bilaterali costituiscono
la base del sistema del trasporto aereo mondiale;
che la disciplina degli accordi concerne:
a) il quadro normativo;
b) gli scali da operare sui territori delle parti contraenti e di
Stati terzi;
c) la capacita’ da offrire, in termini di frequenza dei servizi e
di tipologia degli aeromobili;
d) la designazione del numero dei vettori per ciascuna parte;
che le consultazioni aeronautiche si configurano quali iniziative
governative, che possono essere attivate anche sulla base di
richieste delle controparti o di vettori interessati;
che l’impostazione italiana e’ stata storicamente basata, in linea
generale, sulla monodesignazione del vettore, la pluralita’ degli
scali di origine, l’unicita’ dello scalo di destinazione, la
predeterminazione della capacita’ ed il carattere complementare dei
diritti su Paesi terzi.
Considerato inoltre:
che al momento pendono richieste per sviluppare destinazioni;
che al momento pendono e vengono presentate, da parte di Stati
terzi, numerose proposte per avviare negoziati riguardanti le
seguenti questioni principali:
a) la stipula di un accordo;
b) la concessione prevalentemente, di Milano quale secondo scalo in
aggiunta a Roma;
c) l’incremento dei diritti esistenti, segnatamente in termini di
frequenze;
che si va delineando un regime di pluridesignazione delle
compagnie;
che, mentre la precedente convenzione tra lo Stato italiano e
Alitalia, e in generale i rapporti fra di esso e altri vettori,
prevedevano un regime di esclusiva, gli attuali rapporti concessori
si limitano a registrare i diritti di traffico in esercizio, e come
tali non ostacolano la necessita’ di ampliare il campo di
applicazione sul versante internazionale;
che in tale quadro, alla luce della situazione competitiva
internazionale e di interessi aziendali di altre compagnie, sono
state gia’ avviate iniziative negoziali che riguardano non solo
l’industria del trasporto aereo nella sua globalita’, ma anche il
sistema generale dell’aviazione civile;
che nell’obiettivo di perseguire l’interesse pubblico nazionale i
predetti interessi aziendali vanno valutati sulla base di parametri
generali, anche tenuto conto dell’effetto di precedente che ogni
specifico caso puo’ assumere nelle relazioni con altri Paesi
omogenei per area geopolitica o per altri elementi obiettivi;
che nel contesto delle valutazioni e’ opportuno considerare anche
il “costo del non accordo”, vale a dire, le conseguenze negative
della mancata istituzione di collegamenti, in termini di (i) buone
relazioni aeronautiche internazionali e di portafoglio potenziale
di diritti, (ii) impatto sul contesto generale dei rapporti
bilaterali, (iii) sacrificio degli interessi degli utenti, degli
aeroporti e delle comunita’ locali;
che la negoziazione degli accordi di traffico con Paesi terzi deve
essere basata, almeno tendenzialmente, sulla reciprocita’, cioe’
sulla “somma zero” dei vantaggi concessi e ricevuti;
che i diritti di quinta e sesta liberta’ andranno valutati in
condizioni di reciproca convenienza per gli Stati contraenti, anche
alla luce di quanto disponibile e acquisibile, in atto e in
prospettiva nei rapporti con Stati terzi;
che nel contesto di cui sopra puo’ sussistere un possibile profilo
di valutazione concernente comparazioni con settori non
aeronautici.
Emana
le seguenti direttive per l’avvio e la negoziazione di accordi di
traffico aereo con Paesi terzi:
1) la politica degli accordi aerei sara’ improntata a un’ottica
complessiva di sistema;
2) va considerata favorevolmente la stipula di un accordo di
traffico con Stati terzi, improntato al principio della
reciprocita’, per l’istituzione di servizi tra i rispettivi
territori. La definizione della capacita’ dovra’ tenere conto delle
esigenze e dei programmi concreti delle compagnie; al tempo stesso,
essa dovra’ essere stabilita in modo ragionevolmente ampio per
coprire strategie evolutive e per stimolare la concorrenza;
3) allo scopo di offrire flessibilita’ e di assicurare maggiore
pluralismo si preferira’ la previsione della bi/multidesignazione;
4) gli scali di origine, preferibilmente, non do-vranno essere
predeterminati, mentre le negoziazioni relative agli scali di
destinazione dovranno ricercare soluzioni che salvaguardino gli
interessi degli utenti e dell’industria di trasporto aereo
nazionale, promuovendo altresi’ un equilibrato sviluppo del
traffico sul territorio nazionale;
5) gli accordi di code sharing dovrebbero presupporre la
disponibilita’ di diritti di traffico da parte di entrambe le
parti;
ove riguardino intese con compagnie di Paesi terzi dovranno basarsi
sulla parita’ di trattamento, qualora insistano sul medesimo Stato
terzo, ovvero sulla reciprocita’, quando siano relativi a
differenti Paesi terzi;
6) accordi di piena liberalizzazione andranno promossi in presenza
di adeguati valori di traffico o quando il contesto geografico lo
suggerisca per ottimizzare il complesso delle situazioni o, infine,
quando la politica della controparte lo assuma come inderogabile.
La presente direttiva viene trasmessa ai competenti organi di
controllo per il visto e la registrazione.
Roma, 7 luglio 2000
p. Il Ministro: Danese
Registrato alla Corte dei conti il 28 agosto 2000
Registro n. 2 Trasporti e della navigazione, foglio n. 81

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