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Incentivo per la progettazione ex art. 18, legge 11 febbraio 1994, n. ...

Incentivo per la progettazione ex art. 18, legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni ed integrazioni. (Determinazione n. 43/2000).

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
IL CONSIGLIO
Sulla base di una ricognizione dei quesiti pervenuti a questa
Autorita’ in ordine all’interpretazione ed all’applicazione di
quanto disposto dall’art. 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
e successive modificazioni, si formulano le seguenti
considerazioni.
1) Soggetti destinatari dell’incentivo.
La prima problematica attiene all’individuazione dei soggetti
destinatari dell’incentivo alla progettazione e concerne, in
particolare, quattro aspetti: la possibilita’ di considerare tali i
tecnici abilitati o non all’esercizio della professione; la
possibilita’ di intendere per “incaricato del collaudo” anche
l’incaricato del collaudo statico; il riconoscimento del diritto
alla quota di incentivo spettante al responsabile del procedimento
anche nel l’ipotesi di progettazione esterna ed, infine,
l’inclusione o meno del coordinatore per la sicurezza, designato ai
sensi dell’art. 3, comma 4 del decreto legislativo n. 494/1996, e
successive modificazioni, tra i beneficiari dell’incentivo.
Per quanto riguarda il primo aspetto, l’incentivo previsto
dall’art. 18, costituito da una somma non superiore all’1,5 per
cento dell’importo posto a base di gara di un’opera o di un lavoro,
va ripartito tra il responsabile unico del procedimento e gli
incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza,
della direzione dei lavori, del collaudo nonche’ tra i loro
collaboratori, sulla base di un regolamento che la singola
amministrazione aggiudicatrice e’ tenuta ad adottare e nel quale i
criteri da seguire per la ripartizione delle somme tengono conto
“delle responsabilita’ professionali connesse alle specifiche
prestazioni da svolgere”.
Al riguardo, rispetto alla precedente versione della legge n.
109/1994, si e’ avuto un ampliamento dell’ambito dei benefici dal
punto di vista soggettivo.
Al fine d’individuare i soggetti cui corrispondere l’incentivo alla
progettazione, occorre far riferimento alle condizioni previste nel
comma 2 dell’art. 17 della legge n. 109/1994, e successive
modificazioni, secondo cui i progetti redatti dagli uffici tecnici
delle stazioni appaltanti sono firmati da dipendenti delle
amministrazioni abilitati all’esercizio della professione. I
tecnici diplomati, in assenza di abilitazione, possono firmare i
progetti, nei limiti previsti dagli ordinamenti professionali,
qualora siano in servizio presso l’amministrazione aggiudicatrice
da almeno cinque anni alla data di entrata in vigore della legge n.
415/1998 e risultino inquadrati in un profilo professionale tecnico
ed abbiano svolto o collaborato ad attivita’ di progettazione.
Pertanto, laddove ricorrano, per i tecnici non abilitati, le
suddette condizioni, nulla osta alla possibilita’ di far rientrare
anche questi soggetti tra quelli beneficiari degli incentivi in
questione, in quanto autori della redazione di progetti.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, l’art. 188 del regolamento
di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici,
adottato con decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999,
reca disposizioni circa la nomina del collaudatore e prevede, al
comma 1, l’attribuzione, da parte della stazione appaltante,
dell’incarico del collaudo a “soggetti di specifica qualificazione
professionale commisurata alla tipologia e categoria degli
interventi, alla loro complessita’ ed al relativo importo”.
Inoltre, lo stesso articolo, al comma 5, dispone, nel caso di
lavori che richiedono l’apporto di diverse professionalita’,
l’affidamento del collaudo ad una commissione composta di tre
membri.
Il comma successivo, infine, prevede che “per i lavori comprendenti
strutture, al soggetto incaricato del collaudo o ad uno dei
componenti della commissione di collaudo e’ affidato anche il
collaudo statico, purche’ essi abbiano i requisiti specifici
previsti dalla legge. Per i lavori eseguiti in zone classificate
come sismiche, il collaudo e’ esteso alla verifica dell’osservanza
delle norme sismiche”.
Pertanto, per “incaricato del collaudo”, ai sensi dell’art. 18,
comma 1, della legge n. 109/1994, e successive modificazioni, deve
intendersi non solo il redattore del certificato di collaudo finale
o certificato di regolare esecuzione, bensi’ anche l’incaricato del
collaudo statico, il quale, peraltro, coincide con il primo oppure
con uno dei tre membri della suddetta commissione.
Per quanto concerne il terzo aspetto, il responsabile del
procedimento, il coordinatore unico e relativi collaboratori sono
stati ricompresi tra i soggetti aventi diritto alla corresponsione
dell’incentivo, in seguito alle modifiche all’originario testo
dell’art. 18 della legge quadro apportate con la legge n. 216/1995.
Occorre quindi distinguere il periodo intercorrente tra l’entrata
in vigore di questa legge e l’entrata in vigore della legge n.
144/1999.
Per il primo periodo, nel caso di progettazione affidata
all’esterno, l’inciso riportato nella norma “qualora essi abbiano
redatto direttamente i progetti o i piani” si riferisce
esclusivamente al personale degli uffici tecnici e non anche al
responsabile del procedimento ed al coordinatore unico e relativi
collaboratori.
L’ulteriore modifica apportata dalla legge n. 144/1999, oltre alla
abrogazione del riferimento al coordinatore unico, ribadisce
l’intento del legislatore di prevedere in ogni caso a favore del
responsabile del procedimento e dei suoi collaboratori il diritto
alla corresponsione dell’incentivo, aggiungendo espressamente la
previsione che, nel caso di progettazione esterna, le quote del
compenso altrimenti spettante al personale degli uffici tecnici
costituiranno economie.
Pertanto, nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore della
legge n. 216/1995 e l’entrata in vigore della legge n. 144/1999,
appare legittima la corresponsione della quota parte di incentivo
per gli incarichi sia di responsabile del procedimento sia di
coordinatore unico, anche nel caso di progettazione affidata a
professionisti esterni.
Successivamente all’entrata in vigore della legge n. 144/1999,
invece, solo il responsabile del procedimento ha diritto alla quota
di incentivo nell’ipotesi di ricorso alla progettazione esterna.
Non e’ possibile, invece, ricomprendere tra i soggetti destinatari
dell’incentivo in esame il coordinatore della sicurezza in fase di
esecuzione dei lavori, designato ai sensi dell’art. 3, comma 4 del
decreto legislativo n. 494/1996 cosi’ come modificato dal decreto
legislativo n. 528/1999. Si premette che tale figura esula dalla
previsione legislativa, che si riferisce espressamente soltanto al
tecnico incaricato della redazione del piano della sicurezza, vale
a dire al coordinatore per la sicurezza nella fase della
progettazione, ex art. 4 del decreto legislativo sopra citato.
Siccome in base all’art. 127 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 554/1999 al direttore dei lavori sono affidate anche
le funzioni di coordinatore per la sicurezza, l’indicazione della
legge “incaricato della direzione dei lavori” deve intendersi nel
senso che si comprendono entrambe dette attribuzioni. Ne segue che
nel regolamento che ripartisce l’incentivo bisognera’ tener conto
di questa doppia attribuzione, come si dovra’ prevedere la quota di
incentivo a favore del direttore operativo ove nominato per queste
funzioni.
2) Ambito oggettivo di applicazione dell’art. 18.
La seconda problematica attiene, invece, all’ambito oggettivo di
applicazione dell’art. 18, riferendosi ad una molteplicita’ di casi
che possono dar diritto all’erogazione dell’incentivo.
In primo luogo, si pone la questione dell’applicabilita’ del
compenso a favore dei tecnici incaricati della progettazione e/o
della direzione lavori in caso di perizie di variante e suppletive,
ex art. 25, comma 1 della legge quadro, qualora si sia resa
necessaria la riprogettazione delle opere. In presenza di
prestazioni che, di fatto, comportano un’attivita’ di progettazione
l’incentivo va riconosciuto, ma sull’importo ovviamente della
perizia di variante e suppletiva.
In secondo luogo, si pone invece la questione della sussistenza del
diritto ai compensi in caso di lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria che non comportino la predisposizione di elaborati
progettuali, quali per esempio i lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria fatti eseguire su semplice richiesta di preventivo e
con determina di assegnazione e impegno di spesa adottata dal
responsabile del servizio. In tal caso, l’assenza di qualsiasi
elaborato progettuale contrasterebbe con il principio che collega
necessariamente il diritto agli incentivi all’espletamento di
un’attivita’ di progettazione.
Da ultimo, si fa riferimento al comma 2 dell’art. 18 della legge n.
109/1994 e successive modificazioni, cosi’ come modificato dalla
legge n. 144/1999, il quale prevede l’incentivo per i dipendenti
che redigono un atto di pianificazione.
La dizione utilizzata dal legislatore “atto di pianificazione
comunque denominato” fa ritenere che in esso possano
ricomprendersi, oltre che i vari tipi di atti di pianificazione,
anche quegli atti a contenuto normativo, quali per esempio i
regolamenti edilizi, che accedono alla pianificazione, purche’
completi e idonei alla successiva approvazione da parte degli
organi competenti.
3) Criteri e modalita’ di costituzione, accantonamento,
ripartizionee liquidazione del fondo incentivante.
L’ultima problematica emersa inerisce a tre aspetti strettamente
legati alle modalita’ di costituzione…

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