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Norme per la riorganizzazione delle amministrazioni e degli enti pubbl...

Norme per la riorganizzazione delle amministrazioni e degli enti pubblici operanti nel settore della edilizia residenziale pubblica.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 87, comma quarto, della Costituzione;
Vista la legge 22 ottobre 1971, n. 865, concernente programmi e
coordinamento dell’edilizia residenziale pubblica, che all’art. 8
conferisce delega al Governo per l’emanazione di norme sulla
riorganizzazione delle amministrazioni degli enti pubblici operanti
nel settore edilizio, sul riordinamento dei criteri di assegnazione
degli alloggi di edilizia economica e popolare, dei canoni e delle
quote di riscatto;
Udito il parere della Commissione parlamentare;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con
i Ministri per il tesoro e per il lavoro e la previdenza sociale;
Decreta:
1. La realizzazione unitaria degli obiettivi stabiliti nei
programmi di interventi di edilizia abitativa pubblica e di
edilizia sociale di cui all’art. 1 della legge 22 ottobre 1971, n.
865, è affidata al Ministro per i lavori pubblici e alle Regioni in
conformità con gli indirizzi del C.I.P.E. e con le modalità
stabilite nel presente decreto.
2. Per il conseguimento dei fini indicati nell’articolo precedente,
il Ministero dei lavori pubblici:
a) provvede ad emanare i criteri generali diretti all’osservanza
delle disposizioni vigenti in materia di edilizia residenziale
pubblica, convenzionata ed agevolata, nonché di edilizia sociale,
da parte degli istituti autonomi per le case popolari, dei loro
consorzi, delle società e dei privati comunque operanti nel
settore, nonché delle cooperative edilizie e loro consorzi, forniti
di contributo dello Stato o comunque finanziati totalmente o
parzialmente con fondi pubblici;
b) indica ed aggiorna, sentito il comitato per l’edilizia
residenziale, i criteri tecnici generali per la progettazione e
l’esecuzione delle costruzioni, in vista del miglioramento
qualitativo della produzione, dell’adeguamento tecnico e della
riduzione dei costi, anche mediante la graduale adozione dei mezzi
di progettazione coordinata ed integrale, con le conseguenti
revisioni della materia inerente alle modalità di appalto, alla
conduzione dei lavori ed ai collaudi;
c) promuove ed assume, ove occorra, le determinazioni necessarie al
regolamento dei rapporti fra gli istituti autonomi per le case
popolari e l’ufficio incaricato della liquidazione del patrimonio
degli enti di cui al successivo art. 13, sentiti i Ministri che
esercitano la vigilanza sugli enti medesimi;
d) indica, ai fini della formulazione del progetto di piano di cui
al quarto comma dell’art. 3 della legge 22 ottobre 1971, n. 865,
sentita la commissione consultiva interregionale e il comitato per
l’edilizia residenziale, l’ammontare massimo del costo delle
costruzioni, sul quale potranno essere concessi prestiti a valere
sul fondo di rotazione di cui all’art. 55, lettera d), della stessa
legge, nonché il costo ammissibile a vano o a metro quadrato utile
abitabile per i vari comprensori, in rapporto ai tipi costruttivi
ed ai caratteri tipologici delle abitazioni atti a soddisfare le
esigenze specifiche delle singole località.
3. Fino a quando il Ministero dei lavori pubblici non provvederà
all’emanazione dei criteri tecnici generali di cui alla lettera b)
dell’art. 2, e le Regioni non avranno fissato le norme tecniche di
cui ai successivi articoli, per tutti gli interventi compresi nei
programmi di cui alla legge 22 ottobre 1971, n. 865, il cui
progetto di massima, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, non sia stato presentato per l’approvazione ai sensi
dell’art. 62 della stessa legge, si applicano le disposizioni
legislative e regolamentari in vigore.
4. Il comitato per l’edilizia residenziale, di cui all’art. 2 della
legge 22 ottobre 1971, numero 865, oltre a quanto previsto dalla
legge istitutiva, quale organo del Ministero dei lavori pubblici,
provvede all’espletamento dei seguenti compiti:
a) verifica direttamente o attraverso gli istituti autonomi Per le
case popolari i versamenti dovuti dagli assegnatari in proprietà
immediata o il pagamento rateale del prezzo degli enti ed organismi
gestori o consegnatari di immobili di proprietà della Gestione case
per lavoratori, dalle cooperative edilizie, dagli istituti di
credito interessati alla concessione di prestiti a valere sul fondo
di rotazione, dai comuni e da altri enti e privati debitori, a
qualunque titolo, nei confronti della Gestione case per lavoratori
ai sensi delle leggi 28 febbraio 1949, n. 43, 26 novembre 1965, n.
1148, 14 febbraio 1963, n. 60, e successive modifiche e
integrazioni;
b) verifica i versamenti dovuti dai datori di lavoro, dai
lavoratori e dallo Stato ai sensi degli articoli 10 e 11 della
legge 14 febbraio 1963, n. 60, e disciplina i rapporti con gli enti
percettori; con decreto del Ministro per i lavori pubblici di
concerto con i Ministri che esercitano la vigilanza sui predetti
enti percettori sarà fissata la misura del rimborso delle spese per
riscossione da corrispondersi ai predetti enti percettori a carico
dei contributi riscossi;
c) cura i rapporti con gli altri organi dello Stato conseguenti
all’applicazione dell’art. 34 della legge 14 febbraio 1963, n. 60;
d) verifica i versamenti dovuti dagli enti ed organismi di cui
all’art. 61 della legge 22 ottobre 1971, n. 865;
e) provvede alla costituzione, presso la Cassa depositi e prestiti,
del fondo di garanzia di cui all’art. 17, comma quinto, sesto e
settimo, della legge 14 febbraio 1963 n. 60, anche in relazione
agli interventi di cui all’art. 55, lettera d), della legge 22
ottobre 1971, n. 865;
f) provvede alla disciplina dei rapporti con la Cassa depositi e
prestiti, con gli istituti autonomi per le case popolari e con gli
organismi dagli stessi costituiti, conseguenti all’espletamento dei
compiti relativi alla gestione degli immobili di edilizia
residenziale pubblica, ivi compresi quelli di cui alle precedenti
lettere a), b) e d);
g) sovrintende alla gestione dei fondi destinati alla esecuzione
dei programmi pluriennali e, per il tramite della Cassa depositi e
prestiti, alle operazioni di tesoreria necessarie al conseguimento
dei fini dei programmi di edilizia residenziale pubblica;
h) promuove, anche su proposta della commissione consultiva
interregionale prevista dall’art. 9 della legge 27 febbraio 1967,
n. 48, le operazioni finanziarie rivolte allo sviluppo dei
programmi di edilizia residenziale pubblica, compresi lo sconto dei
contributi statali e le operazioni di mutuo, nonché, previa
autorizzazione del Ministro per il tesoro, sentito il Comitato per
il credito ed il risparmio, quelle di emissione di obbligazioni
previste dall’art. 67 della legge 22 ottobre 1971, n. 865:
i) verifica, nei limiti dei fondi attribuiti a ciascuna Regione,
che si provveda ai conseguenti accreditamenti agli istituti
autonomi per le case popolari, in relazione allo svolgimento dei
programmi costruttivi di cui all’art. 55 della legge 22 ottobre
1971, n. 865, e di quelli comunque concernenti l’impiego dei fondi
depositati presso la Cassa depositi e prestiti, ai sensi dell’art.
5 della stessa legge, con le modalità previste dall’art. 10 del
presente decreto;
l) propone al Ministro per i lavori pubblici l’emanazione di
disposizioni atte a facilitare la applicazione della legge 22
ottobre 1971, numero 865, e richiede alle Regioni notizie sullo
svolgimento dei programmi di esecuzione, ai fini della nccessaria
informazione per la predisposizione dei piani pluriennali;
m) promuove studi, ricerche operative, iniziative di
documentazione, di rilevazione e di scambio nel settore
dell’edilizia residenziale pubblica e propone al Ministro per i
lavori pubblici l’attuazione dei progetti edilizi sperimentali e
dei progetti-pilota, avvalendosi anche di esperti, nonché di
istituti ed organismi specializzati;
n) sovrintende, fino al trasferimento dei rispettivi patrimoni e
per la parte non ancora trasferita, a tutti gli adempimenti
comunque demandati dalle norme vigenti agli organi deliberanti
della Gestione case lavoratori, dell’Istituto nazionale per le case
degli impiegati dello Stato, dell’Istituto per lo sviluppo
dell’edilizia sociale e degli altri enti di cui all’art. 13 del
presente decreto, per quanto attiene ai compiti in materia di
edilizia abitativa o con tale materia connessi.
Per l’espletamento delle funzioni demandategli dalla legge e dal
presente decreto, il comitato per l’edilizia residenziale si avvale
di un ufficio di segreteria il cui personale è fornito dal
Ministero dei lavori pubblici, nonché di esperti e di personale
dipendenti dagli enti posti in liquidazione ai sensi del presente
decreto o dagli istituti autonomi case popolari. Il contigente del
personale complessivo che costituisce l’ufficio di segreteria è
stabilito dal Ministro per i lavori pubblici su determinazione del
comitato per l’edilizia residenziale.
La spesa relativa al personale distaccato dagli enti fa carico allo
stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici.
Il Ministro per i lavori pubblici, d’intesa con il Ministro per il
tesoro, provvede al conferimento degli incarichi agli esperti ed
alla determinazione dei relativi compensi.
5. Le Regioni eserciteranno le attribuzioni di cui all’art. 4 della
legge 22 ottobre 1971, numero 865, e inoltre:
a) determinano, nel quadro dei criteri generali predisposti dal
Ministero dei lavori pubblici, le norme tecniche per la
progettazione, l’esecuzione ed il collaudo delle costruzioni e per
la nomina dei collaudatori, che sarà effettuata d’intesa con il
Ministero dei lavori pubblici;
b) propongono al Minis…

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