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Interventi per i Giochi olimpici invernali 'Torino 2006'....

Interventi per i Giochi olimpici invernali 'Torino 2006'.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Art. 1.
(Finalita’)
1. La presente legge detta disposizioni per la realizzazione di
impianti sportivi, infrastrutture olimpiche e viarie, necessari
allo svolgimento dei XX Giochi olimpici invernali “Torino 2006”, di
seguito denominati “Giochi olimpici”, di cui agli allegati 1, 2 e
3, finanziati dallo Stato, dalla regione Piemonte, dagli enti
locali e da privati. La presente legge disciplina, altresi’, la
realizzazione delle opere connesse allo svolgimento dei Giochi
olimpici, sulla base della valutazione di connessione dichiarata
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa
intesa con il presidente della regione Piemonte, previo parere del
Comitato organizzatore dei Giochi olimpici, costituito, in data 27
dicembre 1999, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e
dalla citta’ di Torino.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito
il Ministro per i beni e le attivita’ culturali relativamente alle
opere di cui agli allegati 1 e 2, ed il Ministro dei lavori
pubblici per quanto di propria competenza, su richiesta del
Comitato organizzatore dei Giochi olimpici, sono apportate le
variazioni agli elenchi di cui agli allegati 1, 2 e 3, rese
necessarie da particolari e straordinarie esigenze, ivi comprese
quelle conseguenti all’inserimento di nuove discipline olimpiche
entro i limiti delle risorse finanziarie complessivamente
disponibili.
3. Le opere ed i lavori di cui ai commi 1 e 2 sono dichiarati di
pubblica utilita’ ed urgenza.
4. La giunta della regione Piemonte approva, d’intesa con il
Ministero dell’ambiente, sentiti gli enti locali interessati, la
valutazione di impatto ambientale del piano degli interventi di cui
alla presente legge, denominata “valutazione ambientale
strategica”, anche sulla base dello studio di compatibilita’
ambientale definito dal proponente. Tale valutazione ha luogo
secondo contenuti e procedure definiti dalla giunta della regione
Piemonte di intesa con il Ministero dell’ambiente e con il
Ministero dei lavori pubblici, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, in relazione agli effetti
sul territorio, diretti ed indiretti, cumulativi, sinergici, a
breve ed a lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e
negativi, al fine di verificare la sostenibilita’ ambientale del
piano degli interventi.
L’Osservatorio regionale dei lavori pubblici assicura
l’informazione e la trasparenza nella realizzazione delle opere
attraverso il monitoraggio delle stesse. Restano salve le
competenze del Ministero per i beni e le attivita’ culturali.
5. La giunta della regione Piemonte, a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge, avvalendosi delle
rilevazioni dell’Osservatorio regionale dei lavori pubblici nonche’
delle informazioni e dei dati messi a disposizione dall’Agenzia di
cui all’articolo 2, provvede, eventualmente attraverso
l’istituzione di appositi strumenti informatici e telematici, ad
assicurare idonee forme di informazione e di pubblicita’ riguardo
al processo di realizzazione delle opere e alle decisioni relative
all’organizzazione dei Giochi olimpici, nonche’ alle modalita’ di
accesso agli atti relativi alle decisioni stesse.
Art. 2.
(Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici)
1. E’ istituita l’Agenzia per lo svolgimento dei Giochi olimpici,
di seguito denominata “Agenzia”, con sede in Torino.
2. L’Agenzia ha personalita’ giuridica di diritto pubblico ed e’
dotata di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile.
L’attivita’ dell’Agenzia e’ disciplinata dal diritto privato.
3. Il controllo successivo della Corte dei conti sull’Agenzia e’
espletato ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio
1994, n. 20, e successive modificazioni.
Art. 3.
(Compiti dell’Agenzia)
1. L’Agenzia realizza il piano degli interventi di cui alla
presente legge, definito dal Comitato organizzatore dei Giochi
olimpici, in modo da consentire la coordinata e tempestiva riuscita
delle manifestazioni inerenti ai Giochi olimpici. A tale fine,
l’Agenzia opera in coerenza con le indicazioni del medesimo
Comitato organizzatore, relativamente alla predisposizione del
predetto piano degli interventi, alla localizzazione ed alle
caratteristiche tecnico-funzionali e sociali delle opere,
all’ordine di priorita’ ed ai tempi di ultimazione delle stesse,
nonche’ alla quantificazione dell’onere economico di ciascuna opera
ed alla sua relativa copertura finanziaria. Il piano degli
interventi tiene altresi’ conto delle esigenze derivanti dall’uso
degli impianti e delle infrastrutture successivo allo svolgimento
dei Giochi olimpici, garantendo caratteristiche funzionali e
gestionali idonee, sul piano economico, sociale e sportivo, con
particolare riferimento all’utilizzo residenziale definitivo dei
villaggi olimpici.
2. L’Agenzia svolge le funzioni di stazione appaltante per gli
interventi di cui alla presente legge, ad eccezione degli
interventi relativi alla strada statale n. 24 e a quelli relativi
agli interventi autostradali indicati nell’allegato 3.
3. L’Agenzia puo’ stipulare convenzioni con soggetti terzi, anche
privati, che concorrono in tutto o in parte al finanziamento delle
opere di cui all’articolo 1. Tali convenzioni definiscono le
risorse finanziarie messe a disposizione, le modalita’ ed i tempi
per la realizzazione delle opere nonche’ gli interventi sostitutivi
in caso di inadempienza.
4. Gli sportelli unici comunali possono avvalersi dell’Agenzia per
le attivita’ inerenti agli interventi previsti dalla presente
legge.
5. Alle convenzioni di cui al comma 3 partecipa, nel caso di opere
riguardanti impianti gestiti da privati concessionari, l’ente
concedente, anche ai fini dell’eventuale ridefinizione degli oneri
per i servizi a carico del concessionario.
6. L’Agenzia puo’ stipulare convenzioni con soggetti pubblici per
l’utilizzazione di strutture in dotazione agli stessi.
7. L’Agenzia termina la propria attivita’ il 31 dicembre 2006.
Art. 4.
(Ordinamento dell’Agenzia)
1. Sono organi dell’Agenzia:
a) il direttore generale;
b) il comitato direttivo;
c) il collegio dei revisori dei conti.
2. L’organizzazione, il funzionamento e l’attivita’ dell’Agenzia
sono disciplinati con deliberazioni del comitato direttivo. Tali
deliberazioni sono approvate dal Comitato di alta sorveglianza e
garanzia di cui all’articolo 7 nel termine di trenta giorni dalla
loro ricezione, decorso il quale si intendono approvate.
3. Il collegio dei revisori dei conti effettua la verifica della
regolarita’ amministrativa e contabile dell’attivita’ dell’Agenzia.
Esso e’ composto da tre membri effettivi e due supplenti, nominati
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
4. Gli organi dell’Agenzia durano in carica sino alla cessazione
dell’Agenzia medesima.
5. Agli organi dell’Agenzia ed ai loro componenti si applicano le
norme del codice civile che regolano i rapporti degli
amministratori e dei sindaci nei confronti delle societa’ per
azioni, in quanto compatibili con la presente legge.
6. All’interno dell’Agenzia viene costituito un ufficio di
controllo interno per l’attivita’ di cui all’articolo 4 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286.
Art. 5.
(Comitato direttivo)
1. Il comitato direttivo provvede alla programmazione annuale delle
attivita’ dell’Agenzia, all’approvazione dei bilanci,
all’approvazione delle operazioni finanziarie necessarie per
l’acquisizione delle risorse, secondo i propri atti organizzativi,
e ad ogni altra attivita’ necessaria per il perseguimento dei
compiti di cui all’articolo 3.
2. Il comitato direttivo e’ composto dal direttore generale,
nominato a norma dell’articolo 6, nonche’ da sei membri, nominati
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, quattro su
designazione, rispettivamente, del presidente della regione
Piemonte, del presidente della provincia di Torino, del sindaco di
Torino e del presidente del CONI, e due su designazione effettuata
d’intesa tra i legali rappresentanti delle comunita’ montane e dei
comuni interessati dalle opere di cui all’articolo 1 o sedi di
gara. Il comitato direttivo e’ regolarmente costituito quando sono
nominati almeno cinque componenti.
3. I membri del comitato direttivo sono scelti tra esperti
particolarmente qualificati nelle discipline tecniche, giuridiche
ed economiche. Per la validita’ delle deliberazioni del comitato
direttivo e’ necessaria la presenza di cinque componenti.
Art. 6.
(Direttore generale)
1. Il direttore generale e’ nominato con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, previa intesa con il Comitato organizzatore
dei Giochi olimpici, tra soggetti in possesso di riconosciuta
professionalita’ acquisita in incarichi di direzione, gestione ed
organizzazione aziendale.
2. Il direttore generale convoca e presiede le sedute del comitato
direttivo, ha la rappresentanza legale dell’Agenzia e adotta gli
atti di gestione ordinaria e straordinaria, con possibilita’ di
delega, nei limiti stabiliti dagli atti organizzativi. Il direttore
generale cura i rapporti con il Comitato organizzatore dei Giochi
olimpici e promuove gli accordi di programma di cui all’articolo 27
della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni.
3. Il direttore generale, per tutta la durata del suo incarico, non
puo’ assumere o mantenere altri incarichi di qualsiasi natura
conferiti da soggetti pubblici e privati.
4. Il Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa con il
Comitato organizzatore dei Giochi olimpici, puo’ revocare il
direttore generale per gravi inadempienze nell’attuazione del
programma, nonche’ per gravi irregolarita’ amministrative o
contabili.
Art. 7.
(Comitato di alta sorveglianza e garanzia)
1. Presso l’Agenzia e’ istituito il Comitato di alta sorveglianza e
garanzia, organismo indipendente e dotato di piena autonomia
funzionale, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri e composto dal presidente e da quattro membri, di cui due
designati dal Comitato organizzatore dei Giochi olimpici e uno dal
Ministero dei lavori pubblici. I componenti del Comitato sono
scelti tra personalita’ di indiscusso prestigio ed autorevolezza.
2. Il Comitato di alta sorveglianza e garanzia, avvalendosi anche
di soggetti esterni da scegliere con procedure concorsuali:
a) effettua i controlli di cui all’articolo 6 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286, con particolare riguardo alla
verifica della congruita’ dei risultati ottenuti dagli interventi
realizzati rispetto agli obiettivi del piano degli interventi
approvato ai sensi dell’articolo 1, comma 4, e agli stanziamenti
utilizzati; a tale fine puo’ acquisire le informazioni ritenute
necessarie;
b) svolge, d’iniziativa o su segnalazione di terzi, accertamenti
specifici sulla gestione, conduzione ed esecuzione degli appalti, e
in generale il monitoraggio degli interventi previsti dalla
presente legge anche al fine di accertare il regolare impiego della
manodopera ed evitare infiltrazioni della criminalita’ organizzata
nella realizzazione delle opere. Tutte le imprese che intervengono
nell’esecuzione degli appalti edili di cui alla presente legge
devono essere iscritte alle Casse edili provinciali, anche al fine
di favorire la vigilanza del competente Comitato paritetico
territoriale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Le
imprese stesse sono tenute ad attestare i versamenti effettuati
alla Cassa edile per i lavoratori impiegati;
c) cura gli accertamenti di cui all’articolo 18, commi 7 e 8, della
legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni;
d) informa il Presidente del Consiglio dei ministri, il presidente
della regione Piemonte ed il Comitato organizzatore dei Giochi
olimpici sull’esito degli accertamenti effettuati;
e) rende pubblici con scadenza trimestrale gli esiti degli
accertamenti effettuati.
3. Nell’esercizio delle proprie funzioni il Comitato di alta
sorveglianza e garanzia puo’ avvalersi dell’Osservatorio regionale
dei lavori pubblici e dell’ufficio di controllo interno
dell’Agenzia.
Le risorse necessarie per le attivita’ istituzionali del Comitato
sono ricomprese nell’ambito di quelle attribuite all’Agenzia
dall’articolo 10, comma 2, e sono stabilite nella misura
determinata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
previsto dal comma 1 del presente articolo.
Art. 8.
(Personale dell’Agenzia)
1. L’Agenzia si avvale di personale temporaneamente impiegato, nel
limite massimo di quaranta unita’, mediante:
a) contratti di diritto privato a tempo determinato e assunzioni
con le procedure del lavoro interinale;
b) apposite convenzioni che disciplinano l’utilizzo del personale
proveniente da amministrazioni dello Stato, dal CONI e da enti
territorialmente interessati, in posizione di comando, distacco,
aspettativa, o in regime di collaborazione a tempo limitato. Il
servizio prestato presso l’Agenzia e’ comunque valutabile, ad ogni
effetto, come servizio prestato presso l’amministrazione di
appartenenza.
2. L’Agenzia puo’ stipulare contratti di consulenza e conferire
incarichi professionali, se gli stessi sono indispensabili allo
svolgimento della missione e non sussistono al proprio interno le
necessarie professionalita’.
Art. 9.
(Conferenza di servizi)
1. La giunta della regione Piemonte, anche su richiesta
dell’Agenzia, ovvero su motivata e documentata richiesta
dell’interessato, prima della presentazione di un’istanza o di un
progetto definitivo, al fine di verificare quali siano le
condizioni per ottenere, all’atto della loro presentazione, i
necessari atti di consenso, convoca una conferenza di servizi che
si svolge secondo le disposizioni del presente articolo, in deroga
ai commi 7, 8 e 13 dell’articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n.
109, e successive modificazioni. In tale sede le amministrazioni
preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del
patrimonio storico o alla tutela della salute si pronunciano per
quanto riguarda l’interesse da ciascuna tutelato nonche’ sulle
soluzioni progettuali prescelte.
Qualora non emergano, sulla base della documentazione disponibile,
elementi preclusivi alla realizzazione del progetto, le suddette
amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni dalla
convocazione della conferenza di servizi, le condizioni e gli
elementi necessari per ottenere, in sede di presentazione del
progetto definitivo, i necessari atti di consenso.
2. Nel caso in cui sia richiesta la valutazione di impatto
ambientale (VIA), la conferenza di servizi si esprime entro trenta
giorni dalla conclusione della fase preliminare di definizione dei
contenuti dello studio di impatto ambientale, secondo quanto
previsto dalla disciplina in materia di VIA. Ove tale conclusione
non intervenga entro novanta giorni dalla richiesta di cui al comma
1, la conferenza di servizi si esprime comunque entro i successivi
trenta giorni. Nell’ambito di tale conferenza, l’autorita’
competente alla VIA si esprime sulle condizioni per l’elaborazione
del progetto e dello studio di impatto ambientale. In tale fase,
che costituisce parte integrante della procedura di VIA, la
suddetta autorita’ esamina le principali alternative, compresa
l’alternativa zero, e, sulla base della documentazione disponibile,
verifica l’esistenza di eventuali elementi di incompatibilita’,
anche con riferimento alla localizzazione prevista dal progetto e,
qualora tali elementi non sussistano, indica nell’ambito della
conferenza di servizi le condizioni per ottenere, in sede di
presentazione del progetto definitivo, i necessari atti di
consenso.
3. Entro trenta giorni dalla trasmissione dei progetti definitivi
alle amministrazioni interessate, la regione Piemonte convoca la
conferenza di servizi, che si pronuncia nei successivi trenta
giorni.
4. Con le stesse modalita’ si procede ove siano necessarie
variazioni, anche integrative, agli strumenti urbanistici ed ai
piani territoriali nonche’ relative ad immobili di natura demaniale
civica ovvero soggetti a diritti di uso civico. Dette variazioni
sono efficaci, senza la necessita’ di ulteriori adempimenti, una
volta divenuta esecutiva la determinazione di conclusione positiva
del procedimento purche’ la proposta di variazione sia stata
pubblicata per almeno otto giorni nell’albo dei comuni interessati
e siano decorsi ulteriori dieci giorni per la presentazione delle
osservazioni, che sono riportate in conferenza di servizi per un
esame che si conclude entro l’ulteriore termine di dieci giorni.
5. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi
si esprime dopo aver acquisito la valutazione medesima. Se la
valutazione non interviene nel termine previsto per l’adozione del
relativo provvedimento, l’amministrazione competente si esprime in
sede di conferenza di servizi, che si conclude nei trenta giorni
successivi alla scadenza del predetto termine.
6. Il dissenso di uno o piu’ rappresentanti delle amministrazioni
regolarmente convocate per la conferenza di servizi, a pena di
inammissibilita’, deve essere manifestato nella conferenza
medesima, deve essere congruamente motivato, non puo’ riferirsi a
questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza
medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche
progettuali necessarie ai fini dell’assenso.
7. Se una o piu’ amministrazioni hanno espresso il proprio dissenso
sulla proposta dell’amministrazione procedente, quest’ultima,
valutate le specifiche risultanze della conferenza, assume comunque
la determinazione di conclusione del procedimento. In caso di
determinazione positiva, l’amministrazione procedente ne da’
comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, ove
l’amministrazione procedente o quella dissenziente sia una
amministrazione statale; negli altri casi, la comunicazione e’ resa
al presidente della regione, al presidente della provincia o ai
sindaci interessati. Il Presidente del Consiglio dei ministri,
previa deliberazione del Consiglio medesimo, o il presidente della
regione, il presidente della provincia o i sindaci, previa delibera
dei competenti organi regionali, provinciali o comunali, entro
trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, possono disporre
la sospensione della determinazione inviata; decorso tale termine,
in assenza di sospensione, la determinazione e’ esecutiva; in caso
di sospensione, la conferenza puo’, entro trenta giorni, pervenire
ad una nuova decisione che tenga conto delle osservazioni. Decorso
inutilmente tale termine, la conferenza e’ sciolta e il
procedimento prosegue nelle forme ordinarie.
8. Qualora il motivato dissenso sia espresso da un’amministrazione
preposta alla tutela ambientale, paesaggistica e territoriale, del
patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute, il
procedimento si intende concluso in senso negativo qualora
l’amministrazione procedente non richieda, nei successivi trenta
giorni, la determinazione di conclusione del procedimento
all’autorita’ di cui al secondo periodo del comma 7. Se positiva,
la determinazione e’ assunta previa deliberazione, rispettivamente,
del Consiglio dei ministri, dei competenti organi regionali,
provinciali o comunali.
9. Nell’ipotesi in cui l’opera sia sottoposta a valutazione di
impatto ambientale e in caso di provvedimento negativo, trova
applicazione l’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23
agosto 1988, n. 400, introdotta dall’articolo 12, comma 2, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
Art. 10.
(Risorse finanziarie)
1. Per il finanziamento degli interventi necessari allo svolgimento
dei Giochi olimpici e’ autorizzato il limite d’impegno
quindicennale di lire 110 miliardi per l’anno 2001, quale limite
massimo del concorso dello Stato agli oneri derivanti dalla
contrazione di mutui o altre operazioni finanziarie che l’Agenzia e
l’Ente nazionale per le strade (ANAS) sono autorizzati ad
effettuare, nei limiti della quota che sara’ a ciascuno assegnata
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, sentito il Ministro dei lavori pubblici, da emanare
successivamente alla predisposizione del piano degli interventi; le
relative rate di ammortamento per capitale ed interessi sono
corrisposte agli istituti finanziatori da parte del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Per le
medesime finalita’ e per il funzionamento dell’Agenzia e’ altresi’
concesso all’Agenzia un contributo straordinario nel limite massimo
di lire 5 miliardi per l’anno 2000, di lire 20 miliardi per l’anno
2001 e di lire 10 miliardi per l’anno 2002.
2. Per lo svolgimento delle sue funzioni sono inoltre attribuite
all’Agenzia le somme previste alla voce “spese generali” compresa
nel quadro economico di ciascun progetto delle opere di cui agli
allegati 1, 2 e 3, ed eventuali successive variazioni. Tale importo
e’ commisurato al 3,60 per cento dell’importo complessivo lordo dei
lavori e delle forniture e dell’importo delle indennita’ di
espropriazione. La relativa documentazione e’ sottoposta alla
certificazione del collegio dei revisori dei conti al fine della
definitiva quantificazione della somma.
3. Le economie derivanti da eventuali ribassi d’asta riguardanti
interventi finanziati, anche in parte, a carico del bilancio dello
Stato e degli enti territoriali possono essere utilizzate, su
richiesta motivata del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici,
per ulteriori oggettive esigenze connesse alla realizzazione delle
opere, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
sentito il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica. Le economie non utilizzate sono riversate ai soggetti
finanziatori proporzionalmente alle rispettive quote di
partecipazione al programma delle spese, secondo le modalita’
definite dal regolamento di cui all’articolo 13, comma 1, primo
periodo.
4. I proventi percepiti dal Comitato organizzatore dei Giochi
olimpici, nell’esercizio di attivita’ commerciali, anche
occasionali, svolte in conformita’ agli scopi istituzionali, ovvero
di attivita’ accessorie, non concorrono a formare reddito
imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone
giuridiche. Si considerano svolte in conformita’ agli scopi
istituzionali le attivita’ il cui contenuto oggettivo realizza
direttamente uno o piu’ degli scopi stessi. Si considerano
accessorie le attivita’ poste in essere in diretta connessione con
le attivita’ istituzionali o quale loro strumento di finanziamento.
5. In deroga all’articolo 24 del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, e successive modificazioni, la giunta regionale del
Piemonte puo’ disporre che i proventi di cui al comma 4, in
conformita’ al principio stabilito dal medesimo comma 4, non
concorrono alla determinazione della base imponibile del Comitato
organizzatore dei Giochi olimpici rilevante ai fini dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive.
6. Alla presente legge si applica il disposto dell’articolo 11,
comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni.
Art. 11.
(Garanzia fidejussoria)
1. In deroga all’articolo 30, comma 2, della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modificazioni, l’esecutore dei lavori e’
obbligato a costituire una garanzia fidejussoria, da parte di un
istituto di credito di primaria importanza a livello nazionale, del
50 per cento dell’importo degli stessi, destinata a garantire
l’ultimazione dell’opera entro il termine fissato dal bando di
gara.
Art. 12.
(Indennita’ di espropriazione)
1. Per le espropriazioni nell’area della regione Piemonte
preordinate alla realizzazione di opere o interventi previsti dalla
presente legge, da parte o per conto dello Stato, della regione
Piemonte, delle province, dei comuni o da parte degli altri enti di
diritto pubblico anche non territoriali, l’indennita’ di
espropriazione e’ determinata a norma dell’articolo 5-bis del
decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, e successive
modificazioni.
Art. 13.
(Destinazione finale dei beni)
1. Con apposito regolamento adottato, ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, sono dettate
disposizioni dirette a disciplinare le modalita’ di successiva
utilizzazione dei beni mobili di proprieta’ dell’Agenzia, compresi
le attrezzature e gli arredi, nonche’ il riversamento proporzionale
al bilancio degli enti finanziatori delle eventuali somme non
utilizzate, risultanti da apposito rendiconto certificato dal
collegio dei revisori dei conti dell’Agenzia. Con le stesse
modalita’, su proposta degli enti interessati, si provvede con
riferimento ai beni immobili per la parte finanziata anche
parzialmente con risorse pubbliche.
Art. 14.
(Copertura finanziaria)
1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a
lire 5 miliardi per il 2000, a lire 130 miliardi per il 2001, a
lire 120 miliardi per il 2002 e a lire 110 miliardi a decorrere dal
2003, si provvede, per gli anni 2000, 2001 e 2002, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per l’anno 2000, allo scopo parzialmente
utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 15.
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 9 ottobre 2000
CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Allegato 1
(articolo 1, comma 1)
IMPIANTI
1) Biathlon;
2) Bob e slittino;
3) Curling;
4) Hockey (gare);
5) Hockey (gare);
6) Hockey (gare);
7) Hockey (gare/allenamento);
8) Hockey (allenamento);
9) Pattinaggio artistico – Short track;
10) Pattinaggio veloce;
11) Salto e combinata;
12) Sci alpino, snow, free style;
13) Sci di fondo;
14) Opere urbanizzazione.
Allegato 2
(articolo 1, comma 1)
INFRASTRUTTURE OLIMPICHE
Impianti:
1) Villaggi olimpici;
2) Villaggi media;
3) Main press centre/International broadcast centre (MPC/IBC).
Allegato 3
(articolo 1, comma 1)

INFRASTRUTTURE VIARIE

LAVORI PREPARATORI Camera dei deputati (atto n. 6831):

Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (D’Alema) il 3
marzo 2000.
Assegnato alla VIII commissione (Ambiente, territorio e lavori
pubblici), in sede referente, il 23 marzo 2000, con pareri delle
commissioni I, V, VI, VII, XI e parlamentare per le questioni
regionali.
Esaminato dalla VIII commissione, in sede referente, il 28 mar-zo
2000, il 4 aprile 2000, il 9 maggio 2000, il 15, 22, 28 e 29 giugno
2000, il 5 ed il 20 luglio 2000.
Nuovamente assegnato alla VIII commissione, in sede legislativa, il
25 luglio 2000.
Esaminato dalla VIII commissione, in sede legislativa, il 25 e 26
luglio 2000 ed approvato il 27 luglio 2000.
Senato della Repubblica (atto n. 4784):
Assegnato alla 8a commissione (Lavori pubblici, comunicazioni), in
sede deliberante, il 5 settembre 2000 con pareri delle commissioni
1a, 2a, 5a, 6a, 7a, 10a, 11a, 12a, 13a e parlamentare per le
questioni regionali.
Esaminato dalla 8a commissione il 19 settembre 2000 e approvato il
26 settembre 2000.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota all’art. 2:
– Il testo del comma 4 dell’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n.
20 (Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della
Corte dei conti), cosi’ come modificato dall’art. 2 del decreto-
legge 23 ottobre 1996, n. 543, e’ il seguente:
“4. La Corte dei conti svolge, anche in corso di esercizio, il
controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio
delle amministrazioni pubbliche, nonche’ sulle gestioni fuori
bilancio e sui fondi di provenienza comunitaria, verificando la
legittimita’ e la regolarita’ delle gestioni, nonche’ il
funzionamento dei controlli interni a ciascuna amministrazione.
Accerta, anche in base all’esito di altri controlli, la rispondenza
dei risultati dell’attivita’ amministrativa agli obiettivi
stabiliti dalla legge, valutando comparativamente costi, modi e
tempi dello svolgimento dell’azione amministrativa.
La Corte definisce annualmente i programmi ed i criteri di
riferimento del controllo”.
Nota all’art. 4:
– Il testo dell’art. 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
286 (Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di
monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei
risultati dell’attivita’ svolta dalle amministrazioni pubbliche, a
norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), e’ il
seguente:
“Art. 4 (Controllo di gestione). – 1. Ai fini del controllo di
gestione, ciascuna amministrazione pubblica definisce:
a) l’unita’ o le unita’ responsabili della progettazione e della
gestione del controllo di gestione;
b) le unita’ organizzative a livello delle quali si intende
misurare l’efficacia, l’efficienza ed economicita’ dell’azione
amministrativa;
c) le procedure di determinazione degli obiettivi gestionali e dei
soggetti responsabili;
d) l’insieme dei prodotti e delle finalita’ dell’azione
amministrativa, con riferimento all’intera amministrazione o a
singole unita’ organizzative;
e) le modalita’ di rilevazione e ripartizione dei costi tra le
unita’ organizzative e di individuazione degli obiettivi per cui i
costi sono sostenuti;
f) gli indicatori specifici per misurare efficacia, efficienza ed
economicita’;
g) la frequenza di rilevazione delle informazioni.
2. Nelle amministrazioni dello Stato, il sistema dei controlli di
gestione supporta la funzione dirigenziale di cui all’art. 16,
comma 1, del decreto n. 29. Le amministrazioni medesime
stabiliscono le modalita’ operative per l’attuazione del controllo
di gestione entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente
decreto, dandone comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con propria
direttiva, periodicamente aggiornabile, stabilisce in maniera
tendenzialmente omogenea i requisiti minimi cui deve ottemperare il
sistema dei controlli di gestione.
3. Nelle amministrazioni regionali, la legge quadro di contabilita’
contribuisce a delineare l’insieme degli strumenti operativi per le
attivita’ di pianificazione e controllo”.
Nota all’art. 6:
– Il testo dell’art. 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142
(Ordinamento delle autonomie locali), cosi’ come modificato
dall’art. 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, e’ il seguente:
“Art. 27 (Accordi di programma). – 1. Per la definizione e
l’attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento
che richiedono, per la loro completa realizzazione, l’azione
integrata e coordinata di comuni, di province e regioni, di
amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di
due o piu’ tra i soggetti predetti, il presidente della regione o
il presidente della provincia o il sindaco, in relazione alla
competenza primaria o prevalenti sull’opera o sugli interventi o
sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo
di programma, anche su richiesta di uno o piu’ dei soggetti
interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per
determinarne i tempi, le modalita’, il finanziamento ed ogni altro
connesso adempimento.
2. L’accordo puo’ prevedere altresi’ procedimenti di arbitrato,
nonche’ interventi surrogatori di eventuali inadempienze dei
soggetti partecipanti.
3. Per verificare la possibilita’ di concordare l’accordo di
programma, il presidente della regione o il presidente della
provincia o il sindaco convoca una conferenza tra i rappresentanti
di tutte le amministrazioni interessate.
4. L’accordo, consistente nel consenso unanime del presidente della
regione, del presidente della provincia, dei sindaci e delle altre
amministrazioni interessate, e’ approvato con atto formale del
presidente della regione o del presidente della provincia o del
sindaco ed e’ pubblicato nel bollettino ufficiale della regione.
L’accordo, qualora adottato con decreto del presidente della
regione, produce gli effetti della intesa di cui all’art. 81 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
determinando le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti
urbanistici e sostituendo le concessioni edilizie, sempre che vi
sia l’assenso del comune interessato.
5. Ove l’accordo comporti variazione degli strumenti urbanistici,
l’adesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal
consiglio comunale entro trenta giorni a pena di decadenza.
5-bis. Per l’approvazione di progetti di opere pubbliche comprese
nei programmi dell’amministrazione e per le quali siano
immediatamente utilizzabili i relativi finanziamenti si procede a
norma dei precedenti commi.
L’approvazione dell’accordo di programma comporta la dichiarazione
di pubblica utilita’, indifferibilita’ ed urgenza delle medesime
opere; tale dichiarazione cessa di avere efficacia se le opere non
hanno avuto inizio entro tre anni.
6. La vigilanza sull’esecuzione dell’accordo di programma e gli
eventuali interventi sostitutivi sono svolti da un collegio
presieduto dal presidente della regione o dal presidente della
provincia o dal sindaco e composto da rappresentanti degli enti
locali interessati, nonche’ dal commissario del Governo nella
regione o dal prefetto nella provincia interessata se all’accordo
partecipano amministrazioni statali o enti pubblici nazionali.
7. Allorche’ l’intervento o il programma di intervento comporti il
concorso di due o piu’ regioni finitime, la conclusione
dell’accordo di programma e’ promossa dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, a cui spetta convocare la conferenza di cui
al comma 3. Il collegio di vigilanza di cui al comma 6 e’ in tal
caso presieduto da un rappresentante della Presidenza del Consiglio
dei Ministri ed e’ composto dai rappresentanti di tutte le regioni
che hanno partecipato all’accordo. La Presidenza del Consiglio dei
Ministri esercita le funzioni attribuite dal comma 6 al commissario
del Governo ed al prefetto.
8. La disciplina di cui al presente articolo si applica a tutti gli
accordi di programma previsti da leggi vigenti relativi ad opere,
interventi o programmi di intervento di competenza delle regioni,
delle province o dei comuni, salvo i casi in cui i relativi
procedimenti siano gia’ formalmente iniziati alla data di entrata
in vigore della presente legge. Restano salve le competenze di cui
all’art. 7, legge 1o marzo 1986, n. 64”.
Note all’art. 7:
– Il testo dell’art. 6 del citato decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 286, e’ il seguente:
“Art. 6 (La valutazione e il controllo strategico). – 1.
L’attivita’ di valutazione e controllo strategico mira a
verificare, in funzione dell’esercizio dei poteri di indirizzo da
parte dei competenti organi, l’effettiva attuazione delle scelte
contenute nelle direttive ed altri atti di indirizzo politico.
L’attivita’ stessa consiste nell’analisi, preventiva e successiva,
della congruenza e/o degli eventuali scostamenti tra le missioni
affidate dalle norme, gli obiettivi operativi prescelti, le scelte
operative effettuate e le risorse umane, finanziare e materiali
assegnate, nonche’ nella identificazione degli eventuali fattori
ostativi, delle eventuali responsabilita’ per la mancata o parziale
attuazione, dei possibili rimedi.
2. Gli uffici ed i soggetti preposti all’attivita’ di valutazione e
controllo strategico riferiscono in via riservata agli organi di
indirizzo politico, con le relazioni di cui al comma 3, sulle
risultanze delle analisi effettuate. Essi di norma supportano
l’organo di indirizzo politico anche per la valutazione dei
dirigenti che rispondono direttamente all’organo medesimo per il
conseguimento degli obiettivi da questo assegnatigli.
3. Nelle amministrazioni dello Stato, i compiti di cui ai commi 1 e
2 sono affidati ad apposito ufficio, operante nell’ambito delle
strutture di cui all’art. 14, comma 2, del decreto n. 29,
denominato servizio di controllo interno e dotato di adeguata
autonomia operativa. La direzione dell’ufficio puo’ essere dal
Ministro affidata anche ad un organo collegiale, ferma restando la
possibilita’ di ricorrere, anche per la direzione stessa, ad
esperti estranei alla pubblica amministrazione, ai sensi del
predetto art. 14, comma 2, del decreto n. 29. I servizi di
controllo interno operano in collegamento con gli uffici di
statistica istituiti ai sensi del decreto legislativo 6 settembre
1989, n. 322. Essi redigono almeno annualmente una relazione sui
risultati delle analisi effettuate, con proposte di miglioramento
della funzionalita’ delle amministrazioni. Possono svolgere, anche
su richiesta del Ministro, analisi su politiche e programmi
specifici dell’amministrazione di appartenenza e fornire
indicazioni e proposte sulla sistematica generale dei controlli
interni nell’amministrazione”.
– Il testo dei commi 7 e 8 dell’art. 18 della legge 19 marzo 1990,
n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di
tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di
pericolosita’ sociale), e’ il seguente:
“7. L’appaltatore di opere pubbliche e’ tenuto ad osservare
integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai
contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il
settore e per la zona nella quale si svolgono i lavori; e’,
altresi, responsabile in solido dell’osservanza delle norme
anzidette da parte dei subappaltatori nei confronti dei loro
dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto.
L’appaltatore e, per suo tramite, le imprese subappalta-trici
trasmettono all’amministrazione o ente committente prima
dell’inizio dei lavori la documentazione di avvenuta denunzia agli
enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi ed
antinfortunistici, nonche’ copia del piano di cui al comma 8.
L’appaltatore e, suo tramite, le imprese subappaltatrici
trasmettono periodicamente all’amministrazione o ente committente
copia dei versamenti contributivi, previdenziali, assicurativi
nonche’ di quelli dovuti agli organismi paritetici previsti dalla
contrattazione collettiva.
8. Le stazioni committenti stabiliscono a carico delle imprese
esecutrici l’obbligo di predisporre, prima dell’inizio dei lavori,
il piano delle misure per la sicurezza fisica dei lavoratori. Tale
piano e’ messo a disposizione delle autorita’ competenti preposte
alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri.
L’affidatario e’ tenuto a curare il coordinamento di tutte le
imprese operanti nel cantiere, al fine di rendere gli specifici
piani redatti dalle imprese subappaltatrici compatibili tra loro e
coerenti con il piano presentato dall’appaltatore. Nell’ipotesi di
associazione temporanea di impresa o di consorzio, detto obbligo
incombe all’impresa mandataria o designata quale capogruppo. Il
direttore tecnico di cantiere e’ responsabile del rispetto del
piano da parte di tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei
lavori”.
Note all’art. 9:
– Il testo dei commi 7, 8 e 13 dell’art. 7 della legge 11 febbraio
1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici), e’ il
seguente:
“7. Per l’acquisizione di intese, pareri, concessioni,
autorizzazioni, licenze, nulla osta e assensi, comunque denominati,
al fine dell’esecuzione di lavori pubblici, l’amministrazione
aggiudicatrice, su proposta del responsabile unico del
procedimento, convoca una conferenza di servizi ai sensi dell’art.
14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
Alle amministrazioni interessate deve essere comunicato, a cura del
responsabile unico del procedimento, il progetto di cui al comma 8
del presente articolo almeno trenta giorni prima della data di
convocazione della conferenza o dell’accordo di programma.
In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici di cui
all’art. 19, comma 2, la conferenza di servizi e’ convocata dal
concedente anche nell’interesse del concessionario.
8. In sede di conferenza di servizi le amministrazioni si esprimono
sul progetto definitivo, successivamente alla pronuncia da parte
dell’amministrazione competente in ordine alla valutazione
d’impatto ambientale, ove richiesta dalla normativa vigente, da
rendere nel termine di novanta giorni dalla richiesta, o nel piu’
breve termine idoneo a consentire l’utilizzazione degli eventuali
cofinanziamenti comunitari entro la scadenza per essi prevista.
Trascorsi i termini di cui al primo periodo del presente comma, la
stessa amministrazione e’ tenuta ad esprimersi in sede di
conferenza di servizi. La conferenza di servizi puo’ esprimersi
anche sul progetto preliminare al fine di concordare quali siano le
condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto
definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni,
le licenze, i nulla osta e gli assensi di cui alle vigenti norme”.
“13. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve
essere motivato e recare, a pena di inammissibilita’, le specifiche
indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini
dell’assenso”.
– Il testo della lettera c-bis) del comma 2 dell’art. 5 della legge
23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
introdotta dal-l’art. 12, comma 2, del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 303, e’ il seguente:
“2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art.
95, primo comma, della Costituzione:
a)-c) (Omissis);
c-bis) puo’ deferire al Consiglio dei Ministri, ai fini di una
complessiva valutazione ed armonizzazione degli interessi pubblici
coinvolti, la decisione di questioni sulle quali siano emerse
valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo
competenti in ordine alla definizione di atti e provvedimenti”.
Note all’art. 10:
– Il testo dell’art. 24 del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446 (Istituzione dell’imposta regionale sulle attivita’
produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle
detrazioni dell’Irpef e istituzione di una addizionale regionale a
tale imposta, nonche’ riordino della disciplina dei tributi
locali), cosi’ come modificato dall’art. 1 del decreto legislativo
30 dicembre 1999, n. 506, e’ il seguente:
“Art. 24 (Poteri delle regioni). – 1. Le regioni a statuto
ordinario possono disciplinare, con legge, nel rispetto dei
principi in materia di imposte sul reddito e di quelli recati dal
presente titolo, le procedure applicative dell’imposta, ferme
restando le disposizioni degli articoli 19, da 21 a 23, e da 32 a
35.
2. Le regioni a statuto speciale e le provincie autonome di Trento
e Bolzano provvedono, con legge, alla attuazione delle disposizioni
del presente titolo in conformita’ delle disposizioni della legge
23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, commi 158 e 159.
3. L’accertamento delle violazioni alle norme del presente titolo
compete alle amministrazioni regionali.
4. Le leggi di cui ai commi 1 e 2 possono prevedere la stipula di
convenzioni con il Ministero delle finanze per l’espletamento, in
tutto o in parte, delle attivita’ di liquidazione, accertamento e
riscossione dell’imposta, nonche’ per le attivita’ concernenti il
relativo contenzioso, secondo le disposizioni in materia di imposte
sui redditi.
5. Gli uffici dell’amministrazione finanziaria ed i comandi della
Guardia di finanza cooperano per l’acquisizione ed il reperimento
degli elementi utili per l’accertamento dell’imposta e per la
repressione delle violazioni alle norme del presente titolo,
procedendo anche di propria iniziativa secondo le norme e con le
facolta’ stabilite dalle singole leggi regionali o, in loro
mancanza, secondo le facolta’ loro attribuite dalla normativa
tributaria statale, trasmettendo agli uffici regionali i relativi
verbali e rapporti.
6. Le leggi di cui ai commi 1 e 2 non possono avere effetto
anteriore al periodo di imposta in corso al 1o gennaio 2000.
7. Con decreto del Ministro delle finanze da emanare ai sensi
dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, d’intesa
con la Conferenza Stato-regioni, sono stabiliti gli organi
competenti all’irrogazione delle sanzioni e le modalita’ di
ripartizione delle somme riscosse in caso di concorso formale e di
violazioni continuate rilevanti ai fini dell’imposta regionale e di
altri tributi”.
– Il testo della lettera f) del comma 3 dell’art. 11 della legge 5
agosto 1978, n. 468 (Riforma di alcune norme di contabilita’
generale dello Stato in materia di bilancio), cosi’ come modificato
dall’art. 2, comma 16, della legge 25 giugno 1999, n. 208, e’ il
seguente:
“3. La legge finanziaria non puo’ contenere norme di delega o di
carattere ordinamentale ovvero organizzatorio.
Essa contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti
finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio
pluriennale e in particolare:
a)-e) (Omissis);
f) gli stanziamenti di spesa, in apposita tabella, per il
rifinanziamento, per non piu’ di un anno, di norme vigenti
classificate tra le spese in conto capitale e per le quali
nell’ultimo esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza,
nonche’ per il rifinanziamento, qualora la legge lo preveda, per
uno o piu’ degli anni considerati dal bilancio pluriennale, di
norme vigenti che prevedono interventi di sostegno dell’economia
classificati tra le spese in conto capitale”.
Nota all’art. 11:
– Il testo del comma 2 dell’art. 30 della legge 11 febbraio 1994,
n. 109, come da ultimo modificato dall’art. 9, comma 54, della
legge 18 novembre 1998, n.
415, e’ il seguente:
“2. L’esecutore dei lavori e’ obbligato a costituire una garanzia
fidejussoria del 10 per cento dell’importo degli stessi. In caso di
aggiudicazione con ribasso d’asta superiore al 20 per cento la
garanzia fidejussoria e’ aumentata di tanti punti percentuali
quanti sono quelli eccedenti il 20 per cento. La mancata
costituzione della garanzia determina la revoca dell’affidamento e
l’acquisizione della cauzione da parte del soggetto appaltante o
concedente, che aggiudica l’appalto o la concessione al concorrente
che segue nella graduatoria. La garan-zia copre gli oneri per il
mancato od inesatto adempimento e cessa di avere effetto solo alla
data di emissione del certificato di collaudo provvisorio”.
Nota all’art. 12:
– Il testo dell’art. 5-bis del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333
(Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica),
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359,
come da ultimo modificato dall’art. 3, comma 65, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, e’ il seguente:
“Art. 5-bis. – 1. Fino all’emanazione di un’organica disciplina per
tutte le espropriazioni preordinate alla realizzazione di opere o
interventi da parte o per conto dello Stato, delle regioni, delle
province, dei comuni e degli altri enti pubblici o di diritto
pubblico, anche non territoriali, o comunque preordinate alla
realizzazione di opere o interventi dichiarati di pubblica
utilita’, l’indennita’ di espropriazione per le aree edificabili e’
determinata a norma dell’art. 13, terzo comma, della legge 15
gennaio 1885, n. 2892, sostituendo in ogni caso ai fitti coacervati
dell’ultimo decennio il reddito dominicale rivalutato di cui agli
articoli 24 e seguenti del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 912.
L’importo cosi’ determinato e’ ridotto del 40 per cento.
2. In ogni fase del procedimento espropriativo il soggetto
espropriato puo’ convenire la cessione volontaria del bene. In tal
caso non si applica la riduzione di cui al comma 1.
3. Per la valutazione delle edificabilita’ delle aree, si devono
considerare le possibilita’ legali ed effettive di edificazione
esistenti al momento dell’apposizione del vincolo preordinato
all’esproprio.
4. Per le aree agricole e per quelle che, ai sensi del comma 3, non
sono classificabili come edificabili, si applicano le norme di cui
al titolo II della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive
modificazioni ed integrazioni.
5. Con regolamento da emanare con decreto del Ministro dei lavori
pubblici ai sensi dell’art. 17, legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
definiti i criteri e i requisiti per la individuazione della
edificabilita’ di fatto di cui al comma 3.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in
tutti i casi in cui non sono stati ancora determinati in via
definitiva il prezzo, l’entita’ dell’indennizzo e/o del
risarcimento del danno, alla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto.
7. Nella determinazione dell’indennita’ di espropriazione per i
procedimenti in corso si applicano le disposizioni di cui al
presente articolo.
7-bis. In caso di occupazioni illegittime di suoli per causa di
pubblica utilita’, intervenute anteriormente al 30 settembre 1996,
si applicano, per la liquidazione del danno, i criteri di
determinazione dell’indennita’ di cui al comma 1, con esclusione
della riduzione del 40 per cento. In tal caso l’importo del
risarcimento e’ altresi’ aumentato del 10 per cento. Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai
procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in
giudicato”.
Nota all’art. 13:
– Il testo del comma 3 dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400, e’ il seguente:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti
nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali,
ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte
della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi
debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
prima della loro emanazione”.

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