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Regolamento di attuazione della direttiva 96/93/CE relativa alla certi...

Regolamento di attuazione della direttiva 96/93/CE relativa alla certificazione di animali e di prodotti di origine animale.

IL MINISTRO DELLA SANITA’
Visto l’articolo 6 della legge 24 aprile 1998, n. 128, recante
disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla
appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee (legge comunitaria
1995-1997);
Visto il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, emanato in
attuazione delle direttive 89/662/CEE e 90/425/CEE relative ai
controlli veterinari e zootecnici di taluni animali vivi e su
prodotti di origine animale applicabili negli scambi
intracomunitari;
Visto il decreto legislativo 13 dicembre 1996, n. 674, emanato in
attuazione della direttiva 92/118/CEE concernente condizioni
sanitarie per gli scambi e le importazioni dei patogeni e dei
prodotti non soggetti a normative comunitarie specifiche;
Vista la direttiva 96/93/CE del Consiglio del 17 dicembre 1996,
relativa alla certificazione di animali e prodotti di origine
animale;
Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante
“Definizione e ampliamento delle attribuzioni della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i
compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei
comuni, con la conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali”;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante disciplina dell’attivita’ di governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nella adunanza del 6 dicembre
1999:
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri,
effettuata con nota n. l00.l/2187-G/3354 del 7 giugno 2000;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. La certificazione prevista dalla normativa comunitaria
veterinaria di cui agli allegati al decreto legislativo 30 gennaio
1993, n. 28, e successive modifiche, deve essere rilasciata da un
veterinario ufficiale o da un veterinario libero professionista
autorizzato dall’autorita’ competente, nel caso in cui i
provvedimenti di attuazione delle direttive di cui agli allegati al
predetto decreto legislativo n. 28 del 1993 prevedono tale
facolta’.
Art. 2.
1. Le aziende sanitarie locali provvedono ad accertare che i
veterinari che rilasciano 1a certificazione:
a) abbiano un’effettiva conoscenza delle normative generali
riferibili alle certificazioni di animali e dei prodotti, del
contenuto specifico di ogni certificato da rilasciare, delle
relative modalita’ di compilazione nonche’ delle indagini, prove ed
esami da eseguire prima della certificazione;
b) siano imparziali e non abbiano interessi commerciali diretti,
sia generali, con riguardo alle aziende o agli stabilimenti di
provenienza, che particolari in relazione agli animali o prodotti
da certificare.
2. Le aziende sanitarie locali stabiliscono un collegamento tra
l’identita’ del veterinario certificatore e ogni singolo
certificato rilasciato. Il veterinario certificatore invia copia di
ogni certificato rilasciato alla azienda sanitaria locale entro il
cui ambito territoriale esso opera, entro 48 ore dalla data di
rilascio.
3. Le regioni e le province autonome procedono a controlli a
sondaggio al fine di prevenire il rilascio di certificati falsi, di
certificazioni che possono indurre in errore nonche’ la produzione
o l’uso fraudolenti di certificati inerenti la legislazione
veterinaria.
Art. 3.
1. I certificati devono essere rilasciati in lingua italiana e
almeno in una delle lingue ufficiali dello Stato di destinazione.
2. E’ fatto divieto di:
a) certificare fatti non di diretta conoscenza, non preventivamente
verificati o che non sia possibile verificare;
b) rilasciare certificati in bianco o incompleti o relativi ad
animali o prodotti di origine animale non sottoposti a preventiva
ispezione ovvero non piu’ sottoposti al controllo del veterinario
certificatore.
3. Il rilascio di certificati redatti sulla base di un altro
documento puo’ avvenire solo se detto documento sia in possesso del
veterinario certificatore prima del rilascio della certificazione.
4. In deroga a quanto previsto al comma 2, il veterinario ufficiale
puo’ rilasciare certificati in base a dati che, nei casi
espressamente previsti, siano:
a) attestati, se ricorra quanto previsto all’articolo 1, da un
veterinario libero professionista autorizzato, a condizione che
questi operi sotto il controllo del veterinario ufficiale e che i
dati possano essere verificati da quest’ultimo;
b) ottenuti nell’ambito di programmi di sorveglianza riferiti a
schemi di garanzia qualitativa ufficialmente riconosciuti o
attraverso un sistema di sorveglianza epidemiologica.
Art. 4.
1. Qualora le autorita’ sanitarie competenti constatino il mancato
rispetto delle prescrizioni di cui all’articolo 3, provvedono a
sospendere il veterinario dall’attivita’ di rilascio dei
certificati fino a tre mesi e, in caso di reiterata violazione, a
interdirlo dalla stessa.
2. In caso di utilizzo improprio o di alterazione dei certificati
da parte di persone fisiche o giuridiche, e’ legittimo il rifiuto
al rilascio di ulteriori certificati inerenti l’attivita’ delle
citate persone per un periodo non inferiore a quindici giorni.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.
Roma, 19 giugno 2000
Il Ministro: Veronesi
Visto, il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 16 ottobre 2000
Registro n. 2 Sanita’, foglio n. 181
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. l0,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota alle premesse:
– Si riporta il testo dell’art. 6 della legge 24 aprile 1998, n.
128:
“Art. 6 (Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare o
amministrativa). – 1. L’allegato D elenca le direttive attuate o da
attuare mediante regolamento ministeriale da emanare ai sensi
dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, o atto
amministrativo, nel rispetto del termine indicato nelle direttive
stesse. Resta fermo il disposto degli articoli 11 e 20 della legge
16 aprile 1987, n. 183.
2. Le amministrazioni competenti informano costantemente la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie sulle fasi dei
procedimenti connessi all’emanazione dei provvedimenti di cui al
comma 1.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nelle
materie di loro competenza possono, entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, indirizzare alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il
coordinamento delle politiche comunitarie proposte in merito al
contenuto dei provvedimenti da emanare ai sensi del comma 1”.
– Il comma 3 dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attivita’ di governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale
possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del
Ministro o di autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie
di competenza di piu’ Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4, dello stesso
articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la
denominazione di “regolamento”, siano adottati previo parere del
Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della
Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Nota all’art. 1:
– L’argomento del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e’
riportato nelle premesse.

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