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Documentazione mediante la quale i soggetti che intendono qualificarsi dimostrano l'esistenza dei requisiti d'ordine generale per la qualificazione (articoli 17, comma 1, e 2, comma 1, lettera o), del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34). (Determinazione n. 47/2000).

L’AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
Premesso che:
1) l’art. 17, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica
25 gennaio 2000, n. 34, prevede che l’Autorita’ deve stabilire con
quale documentazione i soggetti che intendono qualificarsi
dimostrano il possesso dei requisiti d’ordine generale di cui al
medesimo articolo, comma 1, richiesti per la qualificazione;
2) le SOA (Societa’ organismo di attestazione) sono organismi di
diritto privato e, pertanto, il legislatore ha previsto che la
prestazione volta alla qualificazione delle imprese sia resa dalle
stesse sulla base di un titolo contrattuale e sia espletata
attraverso accertamenti e controlli, svolti anche mediante accesso
diretto alle strutture aziendali dell’impresa istante;
3) nel contratto da sottoscriversi tra impresa e SOA si dovra’ fare
espresso riferimento, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del suddetto
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000, al contenuto
delle disposizioni approvate con la presente determinazione;
4) l’impresa qualificata dovra’ comunicare all’osservatorio, ai
sensi dell’art. 27, comma 3, del suddetto decreto del Presidente
della Repubblica n. 34/2000, ogni variazione relativa ai requisiti
di ordine generale, previsti dall’art. 17 del suddetto decreto del
Presidente della Repubblica, entro trenta giorni dal loro
verificarsi;
5) i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni hanno
validita’ di sei mesi dalla data di rilascio (art. 2, comma 3 della
legge 25 maggio 1997, n. 127), fatti salvi quelli attestanti stati
e fatti personali non soggetti a modificazioni che hanno validita’
illimitata;
6) le condanne previste dall’art. 17, comma 1, lettera c), del
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 che incidono
sulla moralita’ professionale sono quelle relative a fatti cui
carattere e contenuto siano idonei a pregiudicare negativamente il
rapporto fiduciario con la stazione appaltante, in quanto
collegabili alla natura delle obbligazioni proprie dei contratti di
appalto;
7) l’incidenza delle condanne sull’elemento fiduciario deve essere
apprezzata traendo elementi di valutazione dai concreti contenuti
della fattispecie, dal tempo trascorso dalla condanna e da
eventuali recidive.
Considerato che:
1) la nuova normativa in materia di semplificazione delle
certificazioni amministrative trova applicazione generale ed
obbligatoria solo nei confronti e da parte di tutti gli uffici
della pubblica amministrazione e di soggetti concessionari e
gestori di pubblici servizi, di fatto assimilati, per quanto
concerne la normativa sulla semplificazione, alle pubbliche
amministrazioni;
2) nei rapporti intercorrenti tra soggetti privati e’, inoltre,
ammissibile l’applicazione del meccanismo della dichiarazione
sostitutiva dell’atto di notorieta’ in quanto questo atto puo’
essere usato nei rapporti con la pubblica amministrazione, in
quelli giurisdizionali ed anche nei rapporti interprivatistici in
materia civile e commerciale e si inquadra tra gli atti di natura
non negoziale a carattere certificativo;
3) il certificato del casellario giudiziale, necessario per la
dimostrazione dell’inesistenza di precedente condanna penale a
seguito di dibattimento o di applicazione della pena su richiesta
(“patteggiamento”) perreati che incidono sulla moralita’
professionale, qualora rilasciato su istanza dell’interessato, non
riporta tutte le condanne penali per le quali il giudice ha
disposto il beneficio della “non menzione”, nonche’ le condanne
patteggiate che godono di diritto di tale beneficio (art. 689
codice di procedura penale), mentre riporta tutte le condanne,
incluse quelle “patteggiate” (art. 688 codice di procedura penale)
se rilasciato su richiesta diretta delle pubbliche amministrazioni;
4) il riferimento nell’art. 17, comma 1, lettera c), del decreto
del Presidente della Repubblica n. 34/2000, alle sentenze di cui al
punto 6 delle premesse non preclude l’applicazione dell’art. 178
del codice penale concernente la riabilitazione, nonche’ dell’art.
445, comma 2, del codice di procedura penale relativo
all’estinzione del reato nel caso di sentenza di applicazione della
pena su richiesta (“patteggiamento”);
e che pertanto:
5) i singoli requisiti d’ordine generale elencati dall’art. 17,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000
dovranno essere dimostrati dai soggetti che intendono qualificarsi
presentando i certificati resi dagli uffici competenti al relativo
rilascio e che detengono le notizie da certificare;
6) laddove i requisiti non siano dimostrabili con appositi
certificati occorrera’ presentare una dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorieta’, ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403, circa la inesistenza delle
situazioni previste dallo stesso art. 17, comma 1;
7) in ogni caso – a parte innovazioni normative su quanto indicato
al precedente punto 3) o emanazione di chiarimenti di competenza di
amministrazioni pubbliche sulla possibilita’ di ottenere, su
istanza dell’interessato, certificati con l’indicazione di tutte le
condanne – l’Autorita’, nello svolgimento della propria attivita’
di vigilanza, potra’ sempre richiedere al competente ufficio i
certificati integrali del casellario giudiziale relativi al
titolare, al legale rappresentante, all’amministratore e al
direttore tecnico di una impresa.
Visto il parere della commissione consultiva prevista dall’art. 8,
comma 3, della legge n. 109/1994, e successive modificazioni, e
dell’art. 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000
espresso nella seduta del 4 e 5 ottobre 2000:
Dispone:
a) il possesso dei requisiti di cui all’art. 17, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 e’ dimostrato
con la presentazione dei seguenti documenti:
1) certificati di cittadinanza italiana relativi al titolare, al
legale rappresentante, all’amministratore e al direttore tecnico;
2) comunicazione effettuata, su richiesta del soggetto da
qualificare ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 3 giu-gno 1998, n. 252, dalla
prefettura della provincia in cui risiede o ha sede il suddetto
soggetto oppure certificato della camera di commercio, industria,
agricoltura e artigianato con in calce la dicitura, ai sensi
dell’art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica n.
252/1998, “… nulla osta ai fini dell’art. 10 della legge 31
maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni …” e con
l’indicazione della specifica attivita’ di impresa;
3) certificato della cancelleria fallimentare;
4) certificati del casellario giudiziale relativi al titolare, al
legale rappresentante, all’amministratore e al direttore tecnico;
5) dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403, rilasciato
dal titolare, dal legale rappresentante, dall’amministratore e dal
direttore tecnico attestante l’inesistenza di sentenze definitive
di condanna passate in giudicato per le quali il giudice ha
disposto il beneficio della “non menzione” o di sentenze di
applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 del
codice di procedura penale ovvero l’elencazione di tali sentenze;
6) dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403, rilasciata
dal titolare o dal legale rappresentante circa l’inesistenza di
irregolarita’, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi
relativi al pagamento delle imposte e tasse secondo la legislazione
italiana o del paese di provenienza, di errore grave
nell’esecuzione di lavori pubblici, nonche’ di false dichiarazioni
circa il possesso dei requisiti richiesti per l’ammissione agli
appalti e per il conseguimento dell’attestazione di qualificazione;
b) i documenti dei soggetti residenti in Stati dell’Unione europea
sono prodotti secondo la normativa vigente nei rispettivi Paesi;
c) i documenti dei soggetti non residenti in Stati dell’Unione
europea sono prodotti secondo la legislazione italiana e, pertanto,
secondo quanto previsto alla lettera a), fatto salvo per quanto
riguarda il certificato di cittadinanza che e’ sostituito da quello
di residenza ed il certificato di iscrizione al registro delle
imprese presso la competente camera di commercio, industria,
agricoltura ed artigianato che e’ sostituito da quello di
iscrizione al registro professionale dello Stato di provenienza.
Roma, 12 ottobre 2000
Il presidente: Garri
Il segretario : Esposito

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