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Individuazione dei soggetti che eserciscono legittimamente l'attivita' di radiodiffusione,pubblica e privata, sonora e televisiva, in ambito nazionale e locale, tenuti al pagamento del canone annuo previsto dal comma 9, dell'articolo 27, della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
di concerto con
IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI
e
IL MINISTRO DELLE FINANZE
Vista la legge 23 dicembre 1999, n. 488, recante “Misure di finanza
pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”;
Visto, in particolare, il comma 10 dell’art. 27, della predetta
legge n. 488/1999 con i quali, nel prevedere l’istituzione di un
canone a favore dello Stato a decorrere dall’anno 2000, si demanda
la disciplina delle modalita’ attuative ad apposito decreto
interministeriale;
Viste le istruzioni generali del tesoro approvate con decreto del
Ministro del tesoro 10 luglio 1969, ed in particolare gli articoli
393 e 394;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223, concernente la “Disciplina
del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”;
Visto il decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 407, recante “Proroga
dei termini in materia di radiodiffusione”, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 1992, n. 482;
Visto il decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, recante
“Provvedimenti urgenti in materia radiotelevisiva”, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422;
Vista la legge 25 giugno 1993, n. 206, recante “Disposizioni sulla
societa’ concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”;
Vista la convenzione tra il Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni e la RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a. per
la concessione in esclusiva del servizio pubblico di diffusione
circolare di programmi sonori e televisivi sull’intero territorio
nazionale, approvata con decreto del Presidente della Repubblica 28
marzo 1994;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, recante
“Disposizioni urgenti in materia di esercizio dell’attivita’
radiotelevisiva”, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
dicembre 1996, n. 650;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, concernente “Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122, concernente “Differimento di
termini previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, relativi
all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, nonche’ norme in
materia di programmazione e di interruzioni pubblicitarie
televisive”;
Vista la deliberazione dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni 1o dicembre 1998, n. 78/98, approvativa del
regolamento per il rilascio delle concessioni per la
radiodiffusione televisiva privata su frequenze terrestri;
Visto il decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, recante
“Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell’emittenza
televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di
posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo”, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, n. 78;
Visto il decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433, recante
“Disposizioni urgenti in materia di esercizio dell’attivita’
radiotelevisiva locale e di termini relativi al rilascio delle
concessioni per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze
terrestri in ambito nazionale”, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 gennaio 2000, n. 5;
Decreta:
Art. 1.
1. I titolari di concessioni radiotelevisive pubbliche e private e,
comunque, i soggetti che eserciscono legittimamente l’attivita’ di
radiodiffusione, pubblica e privata, sonora e televisiva, in ambito
nazionale e locale sono tenuti al pagamento del canone annuo
previsto dal comma 9, dell’art. 27, della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, nella misura e nei limiti ivi previsti.
Art. 2.
1. Il pagamento del canone e’ effettuato entro il 31 del mese di
ottobre di ciascun anno, a partire dall’anno 2000, sulla base del
fatturato conseguito nell’anno precedente, riferibile all’esercizio
dell’attivita’ radiotelevisiva, tenuto conto, per quanto concerne
la concessionaria pubblica, dei proventi derivanti dal
finanziamento del servizio pubblico, al netto dei diritti
dell’erario.
2. Ai fini della determinazione del canone, per fatturato, si
intende il volume d’affari ai sensi dell’art. 20 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
3. Le somme sono versate direttamente allo sportello della sezione
di tesoreria provinciale dello Stato, secondo il domicilio fiscale
dei soggetti interessati, previa compilazione dell’ordinaria
distinta di versamento modello 124T ovvero a mezzo del servizio dei
conti cor-renti postali, previa compilazione del bollettino di
conto corrente postale gia’ intestato alla medesima tesoreria. Su
entrambi i modelli occorre riportare, tra l’altro, il codice
fiscale del versante e l’anno per il quale si versa il canone. Il
versamento deve affluire al capitolo 2569, art. 1 (“Proventi per
attivita’ e servizi radiotelevisivi privati in ambito nazionale e
locale”), del capo XXVI dell’entrata del bilancio dello Stato salvo
per quanto concerne la concessionaria pubblica, il cui versamento
deve affluire al capitolo 2355 (“Canone annuo dovuto dalla RAI” )
del capo X dell’entrata del bilancio dello Stato.
Art. 3.
1. Le somme corrisposte a titolo di canone indebitamente versate
possono essere recuperate dai soggetti di cui all’art. 1
detraendole da quanto dovuto in occasione dei successivi
versamenti;
dell’avvenuta compensazione e’ data comunicazione al Ministero
delle comunicazioni ed al Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica entro il mese successivo a quello in
cui e’ stato effettuato il versamento sul quale e’ stato operato il
predetto recupero.
2. I predetti soggetti possono, in alternativa, chiedere il
rimborso delle somme indebitamente pagate a titolo di canone,
mediante apposita istanza al Ministero delle comunicazioni, il
quale provvede, previa informativa al Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, secondo le disposizioni
degli articoli 393, 394 e 254 delle istruzioni generali sui servizi
del Tesoro, approvate con decreto del Ministro del tesoro 10 luglio
1969 (allegato A).
Art. 4.
1. A dimostrazione dell’avvenuto versamento del canone le societa’
sono tenute a trasmettere, entro dieci giorni dalla data dello
stesso, al Ministero delle comunicazioni, al Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica nonche’ all’Autorita’
di cui al comma 2, copia della attestazione di versamento.
Unitamente a detta attestazione, sono inviati, con apposita nota,
sottoscritta dal titolare dell’impresa e controfirmata dal
presidente del collegio sindacale, ove esistente, i dati relativi
al fatturato cui il canone si riferisce nonche’ copia del bilancio
di esercizio approvato.
2. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni puo’ disporre in
qualsiasi momento accertamenti e verifiche utilizzando gli
strumenti di cui all’art. 1, comma 6, lettera c), numero 7), della
legge 31 luglio 1997, n. 249.
Art. 5.
1. In caso di ritardato versamento delle somme relative al canone,
le stesse sono aumentate degli interessi decorrenti dalla scadenza
del termine indicato all’art. 2, calcolati al tasso legale vigente.
Art. 6.
1. In caso di mancato pagamento del canone e degli interessi da
parte dei soggetti di cui all’art. 1, al loro recupero si provvede
a norma delle vigenti disposizioni in materia.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 23 ottobre 2000
Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica Visco
Il Ministro delle telecomunicazioni Cardinale
Il Ministro delle finanze Del Turco
Allegato A
Art. 393 (Rimborso di somme indebitamente versate all’erario). –
Nel caso di versamento all’erario di somme non dovute,
l’amministrazione ne effettua il rimborso agli aventi diritto con
le modalita’ previste per il pagamento delle spese dello Stato.
La Direzione provinciale del Tesoro e’ competente a disporre, con
le modalita’ di cui alla legge 17 agosto 1960, n. 908, il rimborso,
a favore di persone fisiche o giuridiche, delle somme erroneamente
o indebitamente versate in conto entrate del Tesoro (capo X),
concernenti, in via di massima:
le somme versate in piu’ per l’acquisto di materiale fuori uso da
amministrazioni dello Stato, quando l’importo del contratto sia
stato determinato in via presuntiva;
le quote indebite o inesigibili, versate dagli esattori delle
imposte dirette o dai ricevitori provinciali per tassa ispezione
farmacie e officine di prodotti chimici e di preparati galenici,
per contributi delle farmacie non rurali, ecc.;
le trattenute in piu’ effettuate sulle pensioni e sugli stipendi;
i versamenti erroneamente effettuati al capo X, per i quali le
tesorerie provinciali non hanno potuto provvedere alla rettifica di
imputazione;
le somme relative ai vaglia del Tesoro incamerati per perenzione
amministrativa;
i depositi provvisori incamerati perche’ di data remota;
i sospesi di Tesoreria derivanti da anticipazioni fatte dalle
tesorerie provinciali alle amministrazioni dello Stato e versate
erroneamente all’erario all’atto della restituzione.
La direzione provinciale del Tesoro e’ altresi’ competente a
disporre il rimborso delle somme erroneamente o indebitamente
versate a capi diversi dal capo X, nel caso in cui le
amministrazioni centrali competenti non abbiano, nel proprio stato
di previsione della spesa, uno specifico stanziamento.
Ove si tratti di somme erroneamente versate sull’apposit…

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