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Regolamento per la semplificazione del procedimento recante la disciplina del procedimento relativo agli interventi a favore dell'imprenditoria femminile (n. 54, allegato 1 della legge n. 59/1997).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
Vista la legge 25 febbraio 1992, n. 215, recante azioni positive
per l’imprenditoria femminile;
Visto l’articolo 20 e l’allegato 1, n. 54 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 5 dicembre 1996, n. 706, recante norme per la
concessione di agevolazioni a favore dell’imprenditoria femminile;
Vista la Comunicazione della Commissione europea 98/C 74/06
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n. 74/9
del 10 marzo 1998, recante orientamenti in materia di aiuti di
Stato a finalita’ regionale;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni, e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’8 ottobre 1999;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nella sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 21 febbraio
2000;
Acquisito il parere della competente commissione del Senato della
Repubblica e verificato che la competente commissione della Camera
dei deputati non ha espresso il proprio parere entro il termine
prescritto del 28 aprile 2000;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 luglio 2000;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri per
gli affari regionali, dell’industria del commercio e
dell’artigianato e del commercio con l’estero, per le pari
opportunita’ e del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica;
E m a n a
il seguente regolamento:
Capo I
Definizioni e ripartizione delle disponibilita’ finanziarie
Art. 1.
Definizioni
1. Ai sensi del presente regolamento si intende per:
a) legge, la legge 25 febbraio 1992, n. 215;
b) progetti aziendali innovativi, i progetti aziendali connessi
all’introduzione di qualificazione e di innovazione di prodotto,
tecnologica od organizzativa di cui all’articolo 4, comma 1,
lettera a), della legge, da realizzare tramite le iniziative di cui
all’articolo 4, comma 1, lettera b);
c) servizi reali, i servizi di cui all’articolo 4, comma 1, lettera
b), della legge destinati all’aumento della produttivita’,
all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie,
alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti,
all’acquisizione di nuove tecniche di produzione, di gestione e di
commercializzazione, nonche’ allo sviluppo di sistemi di qualita’;
d) corsi di formazione, i corsi di formazione imprenditoriale di
cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), della legge;
e) servizi di consulenza e assistenza, i servizi di consulenza e di
assistenza tecnica e manageriale di cui all’articolo 2, commna 1,
lettera b), della legge;
f) Ministero, il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
Art. 2.
Ripartizione delle disponibilita’ finanziarie
1. Alla ripartizione delle risorse finanziarie destinate agli
interventi di cui al presente regolamento si provvede annualmente
con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, sentito il Comitato di cui all’articolo 10 della
legge, tra i seguenti interventi:
a) concessione delle agevolazioni previste per l’avvio di
attivita’, per l’acquisto di attivita’ preesistenti, per i progetti
aziendali innovativi e per l’acquisto di servizi reali;
b) concessione delle agevolazioni per la promozione dei servizi di
consulenza ed assistenza e delle iniziative regionali di cui
all’articolo 12 della legge, anche per la promozione dei corsi di
formazione, nell’ambito dei programmi indicati nell’articolo 21.
2. Se una delle quote riservate agli interventi di cui al comma 1,
risulta superiore alle richieste, l’eccedenza incrementa le risorse
finanziarie dell’anno successivo.
Capo II Agevolazioni per la promozione di nuove imprenditorialita’
femminili e per l’acquisizione di servizi reali.
Art. 3.
Soggetti beneficiari
1. Possono presentare domanda per accedere ai benefici previsti
dall’articolo 4, comma 1, della legge, le imprese operanti nei
settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato,
dell’agricoltura, del turismo e dei servizi, di cui all’articolo 2,
comma 1, lettera a), della legge, e rientranti nella definizione
comunitaria di piccola impresa stabilita dal decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 18 settembre
1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 1 ottobre
1997, e successive modilicazioni, ai sensi dell’articolo 2, comma
2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
2. Sono fatti salvi i divieti e le limitazioni previsti dalla
normativa comunitaria vigente in relazione a particolari tipologie
di attivita’ economiche, nei settori di cui al comma 1.
Art. 4.
Iniziative ammissibili
1. Le imprese possono proporre la domanda di cui all’articolo 9
relativamente alle seguenti iniziative:
a) avvio di attivita’ imprenditoriali, nonche’ acquisto di
attivita’ preesistenti mediante cessione dell’attivita’ medesima o
di un ramo aziendale ovvero mediante affitto per almeno cinque
anni;
b) realizzazione di progetti aziendali innovativi connessi
all’introduzione di qualificazione e di innovazione di prodotto
tecnologica o organizzativa anche se finalizzata all’ampliamento e
all’ammodernamento dell’attivita’;
c) acquisizione di servizi destinati all’aumento della
produttivita’, all’innovazione organizzativa, al trasferimento
delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento
dei prodotti, all’acquisizione di nuove tecniche di produzione, di
gestione e di commercializzazione, nonche’ per lo sviluppo di
sistemi di qualita’.
Art. 5.
Misura delle agevolazioni
1. Per la realizzazione delle iniziative di cui all’articolo 4, e’
concesso un contributo in conto capitale, in conformita’ ai
principi della procedura valutativa di cui all’articolo 5 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, secondo le intensita’
massime di aiuto consentite dalla normativa comunitaria vigente,
espresse in equivalente sovvenzione netto (ESN) o lordo (ESL),
individuate con decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, tenuto conto anche di quanto disposto dalla
stessa normativa comunitaria in relazione alle aree territoriali
svantaggiate.
2. L’agevolazione in equivalente sovvenzione netto (ESN) o lordo
(ESL) e’ calcolata come percentuale del valore ottenuto
attualizzando gli investimenti ammissibili, se realizzati in piu’
anni, all’epoca in cui l’iniziativa e’ avviata a realizzazione,
mediante calcolo basato sull’anno solare. Per l’attualizzazione si
tiene conto della suddivisione degli investimenti per anno solare
indicata dall’impresa nel modulo di domanda. L’importo
dell’agevolazione in Equivalente sovvenzione netto (ESN) e lordo
(ESL) e’ rivalutato in relazione al piano di disponibilita’ delle
somme di cui all’articolo 15, comma 1.
3. Alle imprese ammesse alle agevolazioni e’ riconosciuta priorita’
nella concessione della garanzia del Fondo di cui all’articolo 15
della legge 7 agosto 1997, n. 266, e del Fondo centrale di garanzia
istituito presso l’Artigiancassa S.p.a. dalla legge 14 ottobre
1964, n. 1068, e successive modificazioni e integrazioni, quando
tale garanzia venga richiesta per i finanziamenti che riguardano lo
stesso programma di investimenti ammesso ad agevolazione. In tal
caso la somma delle agevolazioni concesse non puo’ superare il
limite massimo del settantacinque per cento della spesa ammessa.
Art. 6.
Misura delle agevolazioni “de minimis”
1. Le imprese possono richiedere che le agevolazioni di cui
all’articolo 5, siano concesse secondo la regola: de minimis, cosi’
come definita dalla Commissione europea con la comunicazione 96/C
68/06, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunita’ europee
n. 69/9 del 6 marzo 1996. In tal caso, fermo restando l’importo
massimo dell’aiuto de minimis concedibile, la misura
dell’agevolazione e’ pari al cinquanta per cento della spesa
ammessa, elevabile fino al settantacinque per cento per le
iniziative ubicate nei territori svantaggiati individuati dalla
normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese.
Per le iniziative di acquisto dei servizi reali la misura
dell’agevolazione e’ pari al 30 per cento, elevabile fino al 40 per
cento nelle aree territoriali svantaggiate.
Con il decreto di cui all’articolo 5, comma 1, il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede a
determinare la misura delle maggiorazioni consentite per le aree
territoriali svantaggiate, in relazione a quanto disposto dalla
normativa comunitaria vigente.
2. In applicazione delle disposizioni comunitarie in materia di
politica agricola, la regola: de minimis non si applica alle
iniziative rientranti nel settore dell’agricoltura, fatta eccezione
per l’agriturismo.
Art. 7.
Divieto di cumulo
1. Le agevolazioni di cui all’articolo 5 non sono cumulabili con
altre agevolazioni statali, regionali, delle province autonome di
Trento e di Bolzano, comunitarie o comunque concesse da enti o
istituzioni pubbliche per finanziare lo stesso programma di
investimenti.
Art. 8.
Spese ammissibili
1. La domanda di agevolazione per l’avvio di at…

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