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Regolamento concernente i criteri di riparto dei fondi erariali destin...

Regolamento concernente i criteri di riparto dei fondi erariali destinati al finanziamento delle procedure di fusione tra i comuni e l'esercizio associato di funzioni comunali.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 6, comma 8, della legge 3 agosto 1999, n. 265;
Visti gli articoli 26, 26-bis e 28 della legge 8 giugno 1990, n.
142, e successive modifiche ed integrazioni;
Ritenuta la necessita’ di disciplinare i criteri di utilizzo dei
contributi erariali disponibili per il finanziamento delle
procedure di unione e fusione di comuni;
Vista la legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto l’articolo 1, comma 2, lettera e), del decreto-legge 25
novembre 1996, n. 599, convertito dalla legge 24 gennaio 1997, n.
5;
Visto l’articolo 1, comma 164, lettera d), della legge 23 dicembre
1996, n. 662;
Visto l’articolo 31, comma 12, della legge 23 dicembre 1998, n.
448;
Sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Visto il parere espresso dalla Sezione consultiva per gli atti
normativi del Consiglio di Stato nell’adunanza del 27 luglio 2000;
Vista la comunicazione effettuata al Presidente del Consiglio dei
Ministri ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400;
A d o t t a il seguente regolamento:
Art. 1.
Ripartizione dei contributi complessivi
1. La ripartizione dei contributi spettanti ai comuni derivanti da
procedure di fusione, alle unioni di comuni ed alle comunita’
montane svolgenti l’esercizio associato di funzioni comunali e’
disciplinata dalle disposizioni del presente decreto.
2. Ai comuni derivanti da procedure di fusione, alle unioni di
comuni ed alle comunita’ montane svolgenti l’esercizio associato di
funzioni comunali spettano rispettivamente il 15, il 60 ed il 25
per cento del totale dei fondi erariali annualmente a cio’
destinati in base alle disposizioni di legge vigenti.
3. Le risorse annualmente non utilizzate risultanti dalla
partizione di cui al comma 1 possono essere utilizzate nel caso di
insufficienza dei fondi per l’una o l’altra delle destinazioni
previste.
Art. 2.
Contributi per l’esercizio associato di funzioni comunali
1. Alle unioni di comuni e’ attribuito un contributo in base:
a) alla popolazione della unione dei comuni secondo quanto previsto
dall’articolo 3;
b) al numero di comuni facenti parte dell’unione secondo quanto
previsto dall’articolo 4;
c) ai servizi esercitati in forma associata secondo quanto previsto
dall’articolo 5.
2. Nel caso in cui tutti i comuni costituenti una unione facciano
parte della medesima comunita’ montana, i contributi determinati ai
sensi del comma 1, lettera c), sono diminuiti del 10 per cento.
3. Il contributo determinato secondo i criteri di cui ai commi 1 e
2 e’ aumentato del 5 per cento ove l’unione di comuni coincida
esattamente con gli ambiti territoriali ottimali di esercizio delle
funzioni individuati ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112. A tale fine gli enti interessati
attestano l’esistenza della predetta condizione secondo i modelli
di certificazione da definire con il decreto del Ministero
dell’interno di cui all’articolo 5, comma 2.
4. Alle comunita’ montane svolgenti l’esercizio associato di
funzioni comunali e’ attribuito un contributo in base ai servizi
esercitati in forma associata secondo quanto previsto dall’articolo
5.
5. Salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 3, in caso di
insufficienza dei fondi erariali destinati al finanziamento delle
unioni e delle funzioni comunali esercitate in forma associata
dalle comunita’ montane, il contributo spettante ai singoli enti
come determinato a norma del presente decreto e’ proporzionalmente
ridotto.
6. Entro il 30 settembre dell’anno di prima istituzione delle
unioni, di ampliamento delle stesse o di conferimento di nuovi
servizi, ed in sede di primo conferimento in forma associata di
servizi comunali alle comunita’ montane o di nuovi conferimenti, le
unioni di comuni e le comunita’ montane trasmettono la richiesta di
contributo, unitamente alla certificazione di cui all’articolo 5,
comma 1, per l’attribuzione entro il 31 ottobre dello stesso anno.
Il contributo e’ attribuito in proporzione al periodo temporale di
istituzione. Ove l’esercizio associato di funzioni abbia termine
l’ente interessato deve darne immediata comunicazione ai fini della
interruzione della corresponsione del contributo. Agli enti che
inviano la richiesta di contributo successivamente il termine del
30 settembre e non oltre il 31 dicembre viene attribuito sia per lo
stesso anno che per il successivo un contributo nei limiti delle
disponibilita’ di fondi risultanti a seguito dei predetti riparti.
7. Alle unioni di comuni istituite prima della entrata in vigore
della legge 3 agosto 1999, n. 265, che gia’ percepiscono il
contributo quest’ultimo viene rideterminato in base ai criteri del
presente decreto.
Art. 3.
Determinazione dei contributi per le unioni dei comuni in base
allapopolazione
1. A ciascuna unione di comuni spetta in base alla popolazione un
contributo per abitante pari ad una percentuale del valore
nazionale medio per abitante dei contributi erariali. Le
percentuali da applicare sono le seguenti:
a) 5 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
sino a 3.000 abitanti;
b) 6 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
da 3.001 a 5.000 abitanti;
c) 7 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
da 5.001 a 10.000 abitanti;
d) 8 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
da 10.001 a 15.000 abitanti;
e) 9 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
da 15.001 a 20.000 abitanti;
f) 5 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
da 20.001 a 30.000 abitanti;
g) 3 per cento per le unioni di comuni con popolazione complessiva
superiore a 30.000 abitanti.
2. Il contributo di cui al comma 1 e’ rideterminato ogni dieci
anni. Il contributo e’ comunque rideterminato a seguito di
variazione del numero dei comuni che costituiscono l’unione.
Art. 4.
Determinazione dei contributi per le unioni dei comuni in base al
numero degli enti associati
1. A ciascuna unione di comuni, in relazione al numero dei comuni
associati, spetta in base alla popolazione dei comuni interessati,
un contributo per abitante pari ad una percentuale del valore
nazionale medio per abitante dei contributi erariali. Le
percentuali da applicare sono le seguenti:
a) 5 per cento per le unioni di comuni costituite da due comuni;
b) 7 per cento per le unioni di comuni costituite con un massimo di
4 comuni;
c) 8 per cento per le unioni di comuni costituite con un massimo di
10 comuni;
d) 10 per cento per le unioni di comuni costituite con oltre 10
comuni.
2. Il contributo di cui al comma 1 e’ rideterminato a seguito di
variazione del numero dei comuni che costituiscono l’unione.
Art. 5.
Determinazione dei contributi per le unioni dei comuni e le
comunita’ montane in base ai servizi esercitati in forma associata.
1. In sede di prima istituzione delle unioni, di variazione del
numero dei comuni che costituiscono le stesse unioni, di variazione
del numero dei servizi, ed in sede di primo conferimento in forma
associata di servizi comunali alle comunita’ montane o di
variazione del numero degli stessi, i comuni interessati inviano
attraverso le unioni di comuni e le comunita’ montane entro il
termine di cui all’articolo 2, comma 6, apposita certificazione al
fine di ottenere il contributo erariale. Le notizie sono riferite
all’ultimo consuntivo approvato dai singoli enti. Per i servizi di
cui non si dispongano di dati finanziari i comuni indicano dati di
previsione corredati da apposita relazione esplicativa, in modo
analitico, dei dati stessi.
2. Con decreto del Ministero dell’interno da emanarsi entro il 31
maggio di ciascun anno vengono definiti i modelli per le
certificazioni di cui al commna 1.
3. A ciascuna unione di comuni ed a ciascuna comunita’ montana
spetta in base ai servizi esercitati in forma associata un
contributo pari:
a) al 10 per cento delle spese certificate ove l’ente gestisca in
forma associata un servizio;
b) al 14 per cento delle spese certificate ove l’ente gestisca in
forma associata 2 servizi;
c) al 16 per cento delle spese certificate ove l’ente gestisca in
forma associata da 3 a 5 servizi;
d) al 20 per cento delle spese certificate ove l’ente gestisca in
forma associata piu’ di 5 servizi.
4. La percentuale di cui al comma 3 e’ elevata del 5 per cento per
le spese certificate relative al servizio di anagrafe e stato
civile e del 5 per cento per le spese certificate relative
all’ufficio tecnico. La percentuale di incremento spetta anche se
l’esercizio associato riguarda solo tali servizi.
5. Mediante apposita certificazione, da trasmettere al Ministero
dell’interno, il contributo di cui al comma 1 e’ rideterminato ogni
triennio sulla base dei dati relativi alle spese correnti ed in
conto capitale impegnate per i servizi esercitati in forma
associata attestate dalle unioni di comuni e dalle comunita’
montane, nonche’ in relazione al miglioramento dei servizi misurato
sulla base di parametri fissati con il decreto di cui al comma 2.
Il contributo e’ comunque rideterminato a seguito di variazione del
numero dei servizi esercitati in forma associata.
6. Con il decreto di cui al comma 2 vengono definiti i modelli per
le certificazioni di cui al comma 5 e le modalita’ relative alle
dichiarazioni finalizzate alla rideterminazione del contributo.
Art. 6.
Contributi per le fusioni di comuni
1. Ai sensi dell’articolo 11, comma 4, della legge 8 giugno 1990,
n. 142, e successive modifiche ed integrazioni, ai comuni
scaturen…

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