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Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nei cas...

Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nei cassoni ad aria compressa.

Capo I – Disposizioni generali.

Art. 1. Campo di applicazione. –
Il presente decreto s’applica ai lavori eseguiti mediante cassoni
ad aria compressa, ai quali siano addetti lavoratori subordinati ai
sensi dell’art. 3 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547.

Art. 2. Applicazione delle altre disposizioni per la prevenzione
degli infortuni e per l’igiene del lavoro. –
Nella esecuzione dei lavori indicati all’art. 1, devono essere
osservate, in quanto aventi per progetto argomenti non
espressamente disciplinati dal presente decreto, anche le
disposizioni dettate:
a) nel D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547, contenente norme generali per
la prevenzione degli infortuni sul lavoro, e successive
modificazioni ed integrazioni;
b) nel D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, contenente norme generali per
l’igiene del lavoro;
c) nei provvedimenti speciali sugli apparecchi a pressione vigilati
dalla Associazione nazionale per il controllo della combustione.

Art. 3. Soggetti tenuti all’osservanza delle norme. –
All’osservanza delle norme del presente decreto sono tenuti, per
quanto loro spetti e competa, coloro che esercitano le attività
indicate nell’art. 1, i dirigenti, i preposti, i lavoratori
addettivi ed i medici.

Capo II – Costruzione, arredamento ed esercizio degli impianti e
degli apparecchi.

Art. 4. Requisiti dei cassoni e dei camini. –
Il cassone deve avere una camera di lavoro dell’altezza minima di
m. 2, misurata tra l’orlo del tagliente ed il cielo della camera.
L’Ispettorato del lavoro può consentire che tale altezza sia
ridotta a m. 1,80 quando ricorrono particolari esigenze tecniche.
Il diametro dei camini, se di sezione circolare, e le loro
dimensioni trasversali minime, se di sezione non circolare, devono
essere almeno di m.1.
Le scale di accesso al cassone devono essere costruite in modo da
renderne sicuro l’uso; in particolare, esse devono avere una
larghezza minima di 30 centimetri e la loro distanza dalla parete
deve essere tale da permettere un sicuro appoggio per i piedi e, in
ogni caso, non inferiore a cm. 13 in mezzeria.
I recipienti per il sollevamento dei materiali devono avere pareti
lisce ed essere a sezione trasversale circolare, a diametro
crescente dalle sezioni estreme verso quella mediana.
Sono ammessi recipienti di altra forma, purché provvisti di
dispositivi esterni atti ad evitare l’intoppo degli orli del
recipiente contro i pioli della scala.

Art. 5. Requisiti delle chiusure. –
Le porte destinate al passaggio dei materiali, nonché quelle di
accesso e di comunicazione per il personale, devono essere disposte
in modo da potersi aprire soltanto nel senso della maggiore
pressione. fatta eccezione per la porta inferiore dei tubi di
scarico del materiale, la quale deve però essere munita di
dispositivo che ne garantisca l’apertura graduale e ne renda
possibile la chiusura nonostante la eventuale pressione dell’aria e
del materiale.
Nel caso in cui il cassone sia fornito di dispositivi automatici
per la estrazione e l’introduzione dei materiali, le chiusure
interne ed esterne devono funzionare in modo che l’una non possa
aprirsi se l’altra non chiusa.
Quando i dispositivi non siano automatici, devono adottarsi mezzi
ausiliari di garanzia, tali da impedire che il personale possa
aprire la chiusura interna o esterna se l’altra non chiusa.

Art. 6. Requisiti delle campane. –
La campana deve avere una altezza media praticabile non inferiore a
m. 2 ed un’area della sezione orizzontale calcolata in ragione di
un metro quadrato ogni tre operai.
Nell’interno della campana deve essere apposta l’indicazione del
numero massimo di persone che vi possono sostare
contemporaneamente.
Le pareti della campana devono essere munite di spie di ispezione
dall’esterno.
L’accesso all’interno della campana deve essere sempre possibile,
durante il lavoro a complesso in pressione, anche senza
l’intervento del personale situato all’interno. La campana deve
essere provvista di anticamera o di appendice sufficiente a
contenere almeno due persone, dotata di porta a tenuta e
funzionante in maniera analoga alla camera di equilibrio.
La norma di cui al comma precedente non si applica quando il
cassone impiegato per lavori a pressione non eccedente le 1,5
atmosfere o quando servito da più campane con distinta caminata,
delle quali una destinata esclusivamente all’accesso di emergenza o
di controllo.
Durante il lavoro, le suddette camere sussidiarie possono essere
messe in pressione unicamente per il transito saltuario del
personale addetto alla direzione, alla sorveglianza del lavoro ed
all’eventuale soccorso.
Sia la campana che le camere per l’accesso di emergenza, comunque
disposte, devono essere dotate di propri e distinti comandi di
compressione e decompressione, disposti in modo da poter essere
manovrati, in caso di necessità, anche dall’esterno.
Ciascuna campana deve essere provvista di una valvola automatica di
scarico dell’aria, tarata alla pressione di lavoro del complesso,
maggiorata di non più del 10 per cento e tale da non consentire che
la pressione superi detto limite.

Art. 7. Arredamento interno ed esterno. –
Qualora la pressione superi le 2,5 atmosfere, la campana deve
essere dotata di sedili incernierati contro parete e in
corrispondenza della porta di uscita dall’esterno, di una
piattaforma della larghezza di almeno m. 0,50, munita di parapetto.

Art. 8. Requisiti delle camere di ricompressione terapeutica. –
La camera di ricompressione terapeutica deve avere dimensioni tali
da contenere almeno un letto branda e da consentire al personale
sanitario di prestare le cure all’infortunato; deve essere inoltre
munita di impianto di illuminazione artificiale, di spie di
ispezioni e di dispositivi che permettano la introduzione dei
medicamenti.
I manometri ed i congegni di manovra devono essere posti sia
all’esterno che all’interno della camera.

Art. 9. Apparecchi di controllo e di segnalazione. –
Le campane e i serbatoi di aria compressa devono essere provvisti
di manometri che, oltre a rispondere ai requisiti di cui alle
vigenti disposizioni sugli apparecchi a pressione, devono essere
graduati a decimi di atmosfera.
Il manometro della campana deve essere facilmente accessibile,
ispezionabile e collocato all’esterno in modo da essere leggibile
anche all’interno.
Quando la pressione sia superiore a 2,5 atmosfere deve essere
installato un altro manometro del tipo a registrazione automatica.

Art. 10. Denuncia dei lavori. –
Chiunque intende eseguire lavori in aria compressa deve farne
denuncia almeno 20 giorni prima dell’inizio all’Ispettorato del
lavoro.
La denuncia, inviata a mezzo lettera raccomandata, deve contenere:
a) l’indicazione della impresa o della amministrazione che esegue i
lavori;
b) la indicazione del luogo del cantiere;
c) il nome, il cognome e l’indirizzo del capo responsabile del
cantiere;
d) la indicazione della durata presuntiva dei lavori;
e) la indicazione del numero presumibile dei lavoratori che saranno
adibiti ai lavori in aria compressa;
f) la indicazione della pressione massima che si prevede dovrà
essere raggiunta;
g) una descrizione dei lavori e degli impianti prescritti dal
presente decreto;
h) il nome, il cognome e l’indirizzo del medico incaricato del
servizio sanitario del cantiere.
Qualora nel corso dei lavori si addivenga alla sostituzione delle
persone indicate alle lettere c) e h), questa deve essere
notificata all’Ispettorato del lavoro.
Qualora nel corso dei lavori, la pressione denunciata venga
superata ed ecceda il limite di 3,2 atmosfere, deve esserne data,
agli effetti dell’art. 36, secondo comma, preventiva o immediata
notizia all’Ispettorato del lavoro, rispettivamente nei casi in cui
il superamento di detto limite sia predeterminato ovvero si renda
indispensabile per sopravvenute ragioni tecniche contingenti.

Capo III – Servizi sanitari.

Art. 11. Assistenza sanitaria e pronto soccorso. –
Il cantiere deve essere dotato di un locale adibito a pronto
soccorso, rispondente alle condizioni indicate dagli artt. 27, 30 e
31 del D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, contenente norme generali per
l’igiene del lavoro.
Il cantiere in cui si eseguono lavori a pressione superiore a 1,5
atmosfere deve altresì essere dotato di mezzi necessari per
sottoporre a ricompressione terapeutica i lavoratori che presentino
turbe derivanti dall’aria compressa. A tal fine, annessa al
suddetto locale di pronto soccorso, deve essere predisposta una
apposita camera di ricompressione rispondente ai requisiti
stabiliti dal precedente art. 8.
Il locale adibito a pronto soccorso e la camera di ricompressione
non possono essere adibiti ad altri usi.

Art. 12. Medici ed infermieri. –
Un infermiere deve essere sempre sul luogo di lavoro durante il
periodo in cui i lavoratori svolgono la loro attività in aria
compressa e durante la decompressione.
Il medico deve essere facilmente reperibile. Un mezzo di trasporto
deve essere tenuto disponibile, in modo da consentire al medico di
raggiungere rapidamente il luogo di lavoro in caso di soccorso di
urgenza.
In luoghi ben visibili del cantiere devono essere affissi cartelli
indicanti le generalità ed il recapito del medico, nonché
l’eventuale numero del suo telefono.
Per le pressioni superiori a 2,5 atmosfere l’Ispettorato del lavoro
può prescrivere la presenza del medico nel cantiere o nelle sue
immediate vicinanze.

Art. 13. Presidi medico-chirurgici. –
Il datore di lavoro deve fornire i presidi medico-chirurgici
necessari e deve far prestare le prime cure agli individui colpiti
da lesioni derivant…

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