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Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nell'in...

Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nell'industria della cinematografia e della televisione.

Capo I – Campo di applicazione.

Art. 1.
Le norme di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro
contenute nel presente decreto si applicano ai lavori, ai quali
siano addetti lavoratori subordinati ai sensi dell’art. 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n 547 :
a) per le riprese dei film dalle imprese della produzione
cinematografica e da quelle che gestiscono teatri di posa, ivi
comprese le costruzioni e demolizioni di scene e le opere
provvisorie in genere e le relative lavorazioni accessorie
svolgentisi sia in teatri di posa che in esterno;
b) agli stessi lavori di cui alla precedente lettera a) svolti
dalle imprese della ripresa televisiva.

Art. 2.
Sono vietati la costruzione, il noleggio, la concessione in uso e
l’esercizio dei teatri di posa e televisivi, dei mezzi tecnici,
degli scenari ed ambienti di lavoro in genere, nonché la
installazione di impianti ed attrezzature che non siano rispondenti
alle norme del presente decreto.
E’ altresì vietato l’impiego di pellicola vergine con supporto che
non sia del tipo detto comunemente ininfiammabile o di sicurezza,
tanto nella ripresa cinematografica e televisiva che nella stampa
di copie positive di film.

Art. 3.
Nella esecuzione dei lavori indicati nell’art. 1 devono essere
altresì osservate, in quanto aventi per oggetto argomenti non
espressamente disciplinati dal presente decreto, le disposizioni
dettate:
a) nel decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, contenente norme generali per la prevenzione degli infortuni
sul lavoro, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) nel decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n.
164, contenente norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
nelle costruzioni, limitatamente ai lavori di costruzioni di opere
sceniche, temporanee, fisse all’aperto di qualsiasi altezza, se in
muratura, e di altezza superiore a metri 10, se realizzate con
altri materiali;
c) nel decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n.
303, contenente norme generali per l’igiene del lavoro.
Le norme di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro
contenute nei decreti del Presidente della Repubblica 20 marzo
1956, n. 320 e 20 marzo 1956, n. 321, si applicano anche ai lavori
di cui all’art. 1 eseguiti in sotterraneo o nei cassoni ad aria
compressa dai dipendenti dalle imprese soggette al presente
decreto.

Art. 4.
All’osservanza delle norme del presente decreto sono tenuti, per
quanto loro spetti e competa, coloro che esercitano i lavori
indicati nell’art. 1, i dirigenti, i preposti ed i lavoratori
addettivi, nonché i costruttori, i noleggiatori, i concedenti,
limitatamente alla disposizione dell’art. 2 primo comma e coloro
che esercitano l’attività di stampa di copie positive di film,
limitatamente alla disposizione dell’art. 2 secondo comma.

Capo II – Allestimento delle opere sceniche e di quelle temporanee.

Art. 5.
La costruzione delle opere sceniche e di quelle temporanee per la
ripresa può essere effettuata senza l’impiego di opere
provvisionali distinte, quando i supporti delle opere costituiscano
sicuro sostegno per i lavoratori.

Art. 6.
Le opere sceniche e quelle temporanee per la ripresa, qualunque sia
il sistema adottato per la loro costruzione, devono offrire la
necessaria resistenza in relazione al peso proprio, ai
sovraccarichi dei materiali e delle persone ed alla massima
presumibile azione del vento e degli altri agenti atmosferici.

Art. 7.
Le opere sceniche, di altezza superiore ai 15 metri, e quelle che,
qualunque sia l’altezza, devono essere praticate da masse di
persone o comunque soggette a notevoli sovraccarichi durante la
ripresa, devono essere allestite sotto la direzione di un ingegnere
o architetto abilitato a norme di legge all’esercizio della
professione.

Art. 8.
I materiali recuperati dalle costruzioni sceniche e temporanee,
prima di ogni loro reimpiego devono essere revisionati da personale
pratico ai fini dell’accertamento del loro stato di conservazione,
di idoneità e di resistenza.

Art. 9.
Le opere sceniche e quelle temporanee, riutilizzate dopo periodi di
inattività dei lavori di ripresa, devono essere accuratamente
revisionate da personale pratico per accertare il loro stato di
conservazione e di stabilità.

Art. 10.
Dagli elementi delle costruzioni sceniche e temporanee in
demolizione devono essere estratti o ribattuti o altrimenti resi
inoffensivi i chiodi e gli altri materiali acuminati o taglienti.

Capo III – Impianti ed attrezzature tecniche.

Art. 11.
Le passerelle ed i ponti di servizio esistenti nei teatri di posa o
all’esterno, che non debbano essere utilizzati come ponti-luce per
il servizio dei riflettori di scena, devono essere provvisti di
parapetto normale con arresto al piede o di difesa equivalente.
L’accesso alle passerelle ed ai ponti di servizio nell’interno dei
teatri di posa deve essere assicurato mediante scale fisse a
gradini o scale verticali a pioli; queste ultime devono essere
provviste di gabbia di protezione quando l’altezza superi metri 5.
Il piano di calpestio delle passerelle e dei ponti di servizio deve
essere a superficie continua o presentare interstizi o maglie di
larghezza non superiore a 3 centimetri.

Art. 12.
I ponti-luce, sia fissi che mobili, per il servizio dei riflettori
di scena devono essere costruiti a regola d’arte, preferibilmente
con elementi prefabbricati di facile montaggio e smontaggio.
I sostegni verticali delle impalcature devono avere una base di
appoggio sufficientemente ampia, sbadacchiature e controventature,
atte ad evitare cedimenti o sbandamenti del ponte. Quando la
lunghezza del ponte supera i metri 6, le travi portanti delle
impalcature devono essere rinforzate mediante puntelli, saettoni o
tiranti di sostegno, atti ad evitare anche pericolose oscillazioni.
I ponti-luce devono avere una larghezza tale da garantire un sicuro
transito e, comunque non inferiore a cm. 80 e devono essere
provvisti di parapetto normale con arresto al piede sui lati nei
quali non sono usati i riflettori. Le fronti di servizio dei
riflettori devono, invece, essere provviste di un parapetto,
costituito da un solido corrente orizzontale, fissato a montanti
intermedi, variabile in altezza da m. 1 a m. 1,40 a seconda delle
dimensioni di ingombro dei riflettori usati. Le varie tratte del
corrente orizzontale possono essere scorrevoli sui montanti con
dispositivi di arresto all’altezza voluta.

Art. 13.
I riflettori disposti su ponti-luce su cavalletti o su altri
appoggi, devono essere installati e, se del caso, ancorati, in modo
da assicurarne la stabilità durante il loro impiego.

Capo IV – Apparecchiature elettriche.

Art. 14.
Per l’alimentazione di macchine ed apparecchiature elettriche
mobili devono essere usati conduttori elettrici flessibili aventi
un rivestimento tale da garantire, oltre un adeguato isolamento
elettrico, anche un’alta resistenza meccanica contro l’usura ed il
deterioramento.

Art. 15.
Le derivazioni elettriche, siano esse eseguite su quadri fissi o
volanti, con spine o comunque ad elementi innestabili, devono avere
le parti in tensione protette in modo da evitare contatti
accidentali con le persone.

Art. 16.
I riflettori e le batterie di accumulatori mobili devono essere
sottoposti a sistematiche verifiche da parte di personale esperto
per accertare e garantire le necessarie condizioni di efficienza e
di isolamento delle parti in tensione.

Capo V – Lavori di ripresa

Art. 17.
Quando nella ripresa cinematografica o televisiva non possono
apparire, per esigenze sceniche, i mezzi di sicurezza previsti
dalle vigenti norme generali e speciali di prevenzione infortuni
sul lavoro, devono essere adottate idonee cautele per salvaguardare
l’incolumità dei lavoratori.
Cautele devono essere altresì adottate nella ripresa di scene
riproducenti infortuni, incidenti od altre condizioni di pericolo.

Art. 18.
Qualora per numero di persone da impiegare in una ripresa o per
altre cause, vi siano particolari rischi d’incidenti, i datori di
lavoro, i dirigenti ed i preposti devono, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni e competenze, rendere edotti i lavoratori
mediante idonee segnalazioni dei rischi specifici cui sono esposti
e delimitare con segnali evidenti i movimenti delle masse di
lavoratori e le zone di pericolo.
Quando i segnali e le delimitazioni non devono apparire nel campo
scenico, i lavoratori devono essere guidati da persone a conoscenza
dei pericoli inerenti all’azione da riprendere e degli spostamenti.

Art. 19.
I cavi, i sostegni delle scene, le tubazioni e gli accessori vari,
che devono, per inderogabili esigenze tecniche, essere collocati
sui pavimenti degli ambienti di lavoro e dei luoghi destinati al
passaggio dei lavoratori, per il periodo necessario alle riprese
sia all’interno che all’esterno, devono essere resi facilmente
visibili o segnalati con mezzi idonei.

Capo VI – Norme igieniche.

Art. 20.
Nei teatri di posa e negli altri ambienti di lavoro, nei quali le
esigenze dell’isolamento acustico ostacolino il ricambio naturale
dell’aria, deve provvedersi a tale ricambio con mezzi artificiali.
L’aria da introdurre deve essere scevra da inquinamenti e deve
essere distribuita nell’ambiente in modo da assicurare nelle zone
di lavoro condizioni igienicamente convenienti. A tale fine si deve
all’interno mantenere la temperatura in limiti da 14° a 30° e la
umidità relativa dal 40 al 70%. La velocità dell’aria nelle zone di
lavoro non deve superare metri 1 per minuto secondo. Per
particolari esigenze consentito sc…

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