Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento del...

Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.

(4)Abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. o), D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella G.U.
(1a) Il testo unico delle disposizioni
legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della
paternità è stato emanato con D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;
Visto l’articolo 34 della legge 22 febbraio 1994, n.
146, recante delega al Governo per il recepimento della direttiva
92/85/CEE in materia di sicurezza e salute sul lavoro delle
lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento;
Visto
l’articolo 6, comma 3, della legge 6 febbraio 1996, n. 52, legge
comunitaria 1994, recante proroga dei termini della delega legislativa
contemplata dall’articolo 34 della citata legge n. 146 del 1994;
Vista
la legge 30 dicembre 1971, n. 1204;
Vista la legge 9 dicembre 1977, n.
903;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 30 dicembre 1969, n. 1335;
Vista la preliminare
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
dell’11 ottobre 1996;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni
permanenti della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 21 novembre 1996;
Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della sanità, per la
funzione pubblica e gli affari regionali, per le pari opportunità e
per la solidarietà sociale;
E M A N A
il seguente decreto
legislativo:
Art. 1.
Campo di applicazione(6)
(6)Articolo abrogato
dall’art. 86, comma 2, lett. o), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha
abrogato l’intero provvedimento a decorrere dal giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella G.U.
Art. 1.
Campo di
applicazione(5)
1. Il presente decreto legislativo prescrive misure
per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici
gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo
il parto, che hanno informato il datore di lavoro del proprio stato,
conformemente alle disposizioni vigenti.
(5)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 2.
Linee
direttrici (8)
(8)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. o),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 2.
Linee direttrici (7)
1. Con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della
sanità, sentita la Commissione consultiva permanente di cui
all’articolo 26 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni e integrazioni, sono recepite le linee
direttrici elaborate dalla Commissione dell’Unione europea,
concernenti la valutazione degli agenti chimici, fisici e biologici,
nonché dei processi industriali ritenuti pericolosi per la sicurezza o
la salute delle lavoratrici di cui all’articolo 1 e riguardanti anche
i movimenti, le posizioni di lavoro, la fatica mentale e fisica e gli
altri disagi fisici e mentali connessi con l’attività svolta dalle
predette lavoratrici.
2. Con la stessa procedura di cui al comma 1, si
provvede ad adeguare ed integrare la disciplina contenuta nel decreto
di cui al comma 1, in conformità alle modifiche alle linee direttrici
adottate dalla Commissione dell’Unione europea.
(7)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 3.
Divieto
di esposizione(10)
(10)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett.
o), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero
provvedimento a decorrere dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella G.U.
Art. 3.
Divieto di esposizione(9)
1. I lavori
faticosi, pericolosi ed insalubri, di cui all’articolo 3, primo comma,
della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, includono anche tutti quelli
che comportano il rischio di esposizione agli agenti ed alle
condizioni di lavoro che sono indicati nell’allegato II.
(9)Testo
precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151.
Art. 4.
Valutazione e informazione(12)
(12)Articolo abrogato
dall’art. 86, comma 2, lett. o), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha
abrogato l’intero provvedimento a decorrere dal giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella G.U.
Art. 4.
Valutazione e
informazione(11)
1. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 3,
primo comma, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, come integrato
dall’articolo 3, e fermo restando quanto stabilito dall’articolo 5 del
decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n. 1026, il
datore di lavoro, nell’ambito ed agli effetti della valutazione di cui
all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626, e successive modificazioni ed integrazioni, valuta i rischi per
la sicurezza e la salute delle lavoratrici di cui all’articolo 1, in
particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o
biologici, processi o condizioni di lavoro di cui all’allegato I nel
rispetto delle linee direttrici stabilite con i decreti di cui
all’articolo 2, individuando le misure di prevenzione e protezione da
adottare.
2. L’obbligo di informazione stabilito dall’articolo 21 del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni ed integrazioni, comprende quello di informare le
lavoratrici ed i loro rappresentanti per la sicurezza sui risultati
della valutazione di cui al comma 1 e sulle conseguenti misure di
protezione e di prevenzione adottate.
(11)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 5.
Misure
di protezione e di prevenzione(13)
(13)Articolo abrogato dall’art. 86,
comma 2, lett. o), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato
l’intero provvedimento a decorrere dal giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella G.U.
Art. 5.
Misure di protezione e di
prevenzione(14)
1. Qualora i risultati della valutazione di cui
all’articolo 4, comma 1, rivelino un rischio per la sicurezza e la
salute delle lavoratrici di cui all’articolo 1, il datore di lavoro
adotta le misure necessarie affinché l’esposizione al rischio delle
lavoratrici sia evitata, modificandone temporaneamente le condizioni o
l’orario di lavoro.
2. Ove la modifica delle condizioni o dell’orario
di lavoro non sia possibile per motivi organizzativi o produttivi, il
datore di lavoro applica quanto stabilito dall’articolo 3, secondo,
terzo e quarto comma, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, dandone
contestuale informazione scritta all’ispettorato provinciale del
lavoro competente per territorio, anche ai fini di quanto stabilito
dall’articolo 5, primo comma, lettera c), della legge n. 1204 del 1971
(3).
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione al
di fuori dei casi di divieto sanciti dall’articolo 3, primo comma,
della legge n. 1204 del 1971, come integrato dall’articolo 3.
4.
L’inosservanza della disposizione di cui al comma 1 è punita con la
sanzione di cui all’articolo 31, primo comma, della legge n. 1204 del
1971.
(14)Testo precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo
2001, n. 151.
(3)La Corte costituzionale, con sentenza 5 dicembre
1997, n. 373, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità
costituzionale del presente comma, sollevate dalla Regione Toscana in
riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, e dalla Regione
Umbria in riferimento all’art. 32 della Costituzione; con la stessa
sentenza la Corte ha dichiarato non fondate le questioni di
legittimità costituzionale del presente comma, sollevate dalle Regioni
Veneto, Toscana e Umbria in riferimento agli artt. 117, 118, ed alla
VIII disposizione transitoria della Costituzione, e dalla Regione
Umbria in riferimento all’art. 5 della Costituzione.
Art. 6.
Lavoro
notturno(16)
(16)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. o),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 6.
Lavoro notturno(15)
1. In materia di lavoro notturno, per
le lavoratrici di cui all’articolo 1 restano ferme le vigenti
disposizioni legislative, regolamentari e contrattuali.
(15)Testo
precedente le modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151.
Art. 7.
Esami prenatali(18)
(18)Articolo abrogato dall’art. 86,
comma 2, lett. o), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato
l’intero provvedimento a decorrere dal giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella G.U.
Art. 7.
Esami prenatali(17)
1. Le
lavoratrici gestanti di cui all’articolo 1 hanno diritto a permessi
retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti
clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi
debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro.
2. Per la
fruizione dei permessi di cui al comma 1 le lavoratrici presentano al
datore di lavoro apposita istanza e successivamente presentano la
relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario
di effettuazione degli esami.
(17)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 8.
Aggiornamento
allegati (20)
(20)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. o),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 8.
Aggiornamento allegati (19)
1. Con la procedura di cui
all’articolo 2, comma 1, possono essere modificati o integrati gli
elenchi di cui agli allegati I e II in conformità alle modifiche
adottate in sede comunitaria.
(19)Testo precedente le mod…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info