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Disposizioni in materia di lavoro notturno, a norma dell'articolo 17, ...

Disposizioni in materia di lavoro notturno, a norma dell'articolo 17, comma 2, della legge 5 febbraio 1999, n. 25.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva n. 93/104/CE del Consiglio del 23 novembre 1993,
concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di
lavoro, ed in particolare gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 5 febbraio 1999, n. 25;
Visto l’articolo 45 della legge 17 maggio 1999, n. 144, come
modificato dall’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 2
agosto 1999, n. 263, di conversione in legge, con modificazioni,
del decreto-legge 1o luglio 1999, n. 214;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 5 novembre 1999;
Visto il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 26 novembre 1999;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanita’,
degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica, per la funzione pubblica e per gli
affari regionali;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1. – Campo di applicazione
1. Il presente decreto si applica a tutti i datori di lavoro
pubblici e privati che utilizzino lavoratori e lavoratrici con
prestazioni di lavoro notturno, ad eccezione di quelli operanti nei
settori del trasporto aereo, ferroviario, stradario, marittimo,
della navigazione interna, della pesca in mare, delle altre
attivita’ in mare, nonche’ delle attivita’ dei medici in
formazione. Nei confronti del personale dirigente e direttivo, del
personale addetto ai servizi di collaborazione familiare e dei
lavoratori addetti al culto dipendenti da enti ecclesiastici o da
confessioni religiose, non trova applicazione la disposizione di
cui all’articolo 4.
2. Nei riguardi delle forze armate e di polizia, dei servizi di
protezione civile, ivi compresi quelli del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, nonche’ nell’ambito delle strutture giudiziarie,
penitenziarie, di quelle destinate per finalita’ istituzionali alle
attivita’ degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza
pubblica, le norme del presente decreto sono applicate tenendo
conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato e
per la specifica disciplina del rapporto di impiego, con le
modalita’ individuate con decreto del Ministro competente, di
concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale,
della sanita’, del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e per la funzione pubblica, da emanarsi entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 2. – Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto si
intende per:
a) lavoro notturno: l’attivita’ svolta nel corso di un periodo di
almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo fra la
mezzanotte e le cinque del mattino;
b) lavoratore notturno:
1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga, in
via non eccezionale, almeno tre ore del suo tempo di lavoro
giornaliero;
2) qualsiasi lavoratore che svolga, in via non eccezionale, durante
il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro
normale secondo le norme definite dal contratto collettivo
nazionale di lavoro. In difetto di disciplina collettiva e’
considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga
lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi
all’anno; il suddetto limite minimo e’ riproporzionato in caso di
lavoro a tempo parziale.
2. I contratti collettivi individuano le condizioni e i casi di
eccezionalita’ nell’adibizione al lavoro notturno di cui al comma
1, lettere a) e b).
Art. 3. – Limitazioni al lavoro notturno
1. Sono adibiti al lavoro notturno con priorita’ assoluta i
lavoratori e le lavoratrici che ne facciano richiesta, tenuto conto
delle esigenze organizzative aziendali.
2. Fuori dei casi previsti dall’articolo 5, commi 1 e 2, della
legge 9 dicembre 1977, n. 903, come sostituito dall’articolo 17,
comma 1, della legge 5 febbraio 1999, n. 25, e dall’articolo 15 del
decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345, la contrattazione
collettiva puo’ determinare ulteriori limitazioni all’effettuazione
del lavoro notturno, ovvero ulteriori priorita’ rispetto a quelle
di cui al comma 1.
Art. 4. – Durata della prestazione
1. L’orario di lavoro dei lavoratori notturni non puo’ superare le
otto ore nelle ventiquattro ore, salvo l’individuazione da parte
dei contratti collettivi, anche aziendali, che prevedano un orario
di lavoro plurisettimanale, di un periodo di riferimento piu’ ampio
sul quale calcolare come media il suddetto limite.
2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, previa consultazione delle organizzazioni
sindacali nazionali di categoria comparativamente piu’
rappresentative e delle organizzazioni nazionali dei datori di
lavoro, viene stabilito un elenco delle lavorazioni che comportano
rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali, il cui
limite e’ di otto ore nel caso di ogni periodo di ventiquattro ore.
3. Il periodo minimo di riposo settimanale di cui agli articoli 1 e
3 della legge 22 febbraio 1934, n. 370, non viene preso in
considerazione per il computo della media se cade nel periodo di
riferimento stabilito dai contratti collettivi di cui al comma 1.
Art. 5. – Tutela della salute
1. I lavoratori notturni devono essere sottoposti a cura e a spese
del datore di lavoro, per il tramite del medico competente di cui
all’articolo 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
come modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242:
a) ad accertamenti preventivi volti a constatare l’assenza di
controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti;
b) ad accertamenti periodici almeno ogni due anni per controllare
il loro stato di salute;
c) ad accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute
incompatibili con il lavoro notturno.
Art. 6. – Trasferimento al lavoro diurno
1. Nel caso in cui sopraggiungano condizioni di salute che
comportano l’inidoneita’ alla prestazione di lavoro notturno,
accertata tramite il medico competente, e’ garantita al lavoratore
l’assegnazione ad altre mansioni o altri ruoli diurni.
2. La contrattazione collettiva definisce le modalita’ di
applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 e individua le
soluzioni nel caso in cui l’assegnazione prevista dal citato comma
non risulti applicabile.
Art. 7. – Riduzione dell’orario di lavoro e maggiorazione
retributiva
1. La contrattazione collettiva stabilisce la riduzione dell’orario
di lavoro normale settimanale e mensile nei confronti dei
lavoratori notturni e la relativa maggiorazione retributiva.
2. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale provvede a
verificare periodicamente, e almeno annualmente, le disposizioni
introdotte dai contratti collettivi nazionali ai sensi del comma 1.
Art. 8. – Rapporti sindacali
1. L’introduzione del lavoro notturno e’ preceduta dalla
consultazione delle rappresentanze sindacali unitarie, ovvero delle
rappresentanze sindacali aziendali e, in mancanza, delle
associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni
dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano
nazionale; la consultazione e’ effettuata e conclusa entro sette
giorni a decorrere dalla comunicazione del datore di lavoro.
Art. 9. – Doveri di informazione
1. Il datore di lavoro, prima dell’adibizione al lavoro, informa i
lavoratori notturni e il rappresentante della sicurezza sui
maggiori rischi derivanti dallo svolgimento del lavoro notturno,
ove presenti.
2. Il datore di lavoro garantisce l’informazione sui servizi per la
prevenzione e la sicurezza, nonche’ la consultazione dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ovvero delle
organizzazioni sindacali di cui all’articolo 8, per le lavorazioni
che comportano i rischi particolari di cui all’articolo 4, comma 2.
Art. 10. – Comunicazione del lavoro notturno
1. Il datore di lavoro informa per iscritto la direzione
provinciale del lavoro – settore ispezione del lavoro, competente
per territorio, con periodicita’ annuale, dell’esecuzione di lavoro
notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni
periodici, quando esso non sia previsto dal contratto collettivo;
tale informativa va estesa alle organizzazioni sindacali di cui
all’articolo 8. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 12 del
regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955.
Art. 11. – Misure di protezione personale e collettiva
1. Durante il lavoro notturno il datore di lavoro garantisce,
previa informativa alle rappresentanze sindacali di cui
all’articolo 8, un livello di servizi e di mezzi di prevenzione o
di protezione adeguati alle caratteristiche del lavoro notturno e
assicura un livello di servizi equivalente a quello previsto per il
turno diurno.
2. Il datore di lavoro, previa consultazione con le rappresentanze
sindacali di cui all’articolo 8, dispone, ai sensi degli articoli
40 e seguenti del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
per i lavoratori notturni che effettuano le lavorazioni che
comportano rischi particolari di cui all’elenco definito
dall’artic…

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