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Norme integrative del regolamento approvato con R.D. 12 maggio 1927, n. 824 e disposizioni per l'esonero da alcune verifiche e prove stabilite per gli apparecchi a pressione.

TITOLO I – Esercizio

Capo I – Recipienti fissi contenenti gas compressi, liquefatti o
disciolti o vapori diversi dal vapore d’acqua non assimilabili a
quelli adibiti per il trasporto

Art. 1

I recipienti fissi contenenti in tutto o in parte gas compressi,
liquefatti o disciolti o vapori diversi dal vapore d’acqua, escluse
le bombole di capacità non superiore a 80 litri, sono soggetti ai
sensi degli articoli 43 e 44 del regio decreto 12 maggio 1927, n.
824:

a) alle norme di cui al decreto ministeriale 21 novembre 1972,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1973
riguardante il calcolo, l’impiego dei materiali e della saldatura
nella costruzione o riparazione di apparecchi a pressione;

b) alle disposizioni di cui al titolo I del regio decreto 12 maggio
1927, n. 824, articoli da 1 a 9, 11, 45, 49, 51, 52, 53, 54, 57,
70, 71, 72 e 73 ed al titolo III del medesimo regio decreto;

c) all’obbligo dell’applicazione, da parte del costruttore, su una
parte essenziale del recipiente, di una targa indicante:

il nome o la ragione sociale del costruttore;

il luogo e l’anno della costruzione;

la temperatura e la pressione di progetto.

La targa deve avere un apposito spazio per la stampigliatura, da
parte del costruttore, del numero di matricola con relativa sigla
della provincia e la data dell’ultima prova effettuata in sede di
costruzione.

L’agente tecnico provvede per la punzonatura del marchio ufficiale
dell’Associazione nazionale per il controllo della combustione.

In prossimità della targa e sulle singole membrature, in cui il
recipiente risulta scomponibile, il costruttore deve stampigliare,
tra due marchi A.N.C.C., il numero di fabbrica del recipiente e la
data dell’ultima prova effettuata in sede di costruzione.

In deroga a quanto stabilito dal punto c) del presente articolo,
nei casi in cui le operazioni di applicazione della targa, per
comprovati motivi tecnici, possono compromettere la stabilità del
recipiente, il costruttore può punzonare tutte le indicazioni di
cui ai precedenti commi direttamente su una parte essenziale del
recipiente stesso.

L’A.N.C.C. per i recipienti di cui al presente articolo,
assoggettati con esito positivo alle operazioni di verifiche in
sede di costruzione, rilascia un libretto matricolare contenente i
dati di targa, l’indicazione dei fluidi di esercizio, le
certificazioni e le verbalizzazioni delle operazioni e verifiche
eseguite nonché un disegno del recipiente e le dichiarazioni
rilasciate dal costruttore.

Art. 2

La visita interna di costruzione o riparazione consiste nell’esame
di tutte le parti del recipiente soggette a sorveglianza ai fini di
accertarne la corrispondenza al progetto e l’esecuzione secondo le
disposizioni in vigore.

La prova idraulica consiste nel sottoporre il recipiente a
pressione di liquido. Tale pressione deve essere mantenuta per
tutto il tempo necessario all’esame del recipiente in ogni sua
parte.

Per i recipienti di nuova costruzione con pressione di progetto
fino a 10 kg/cm², la prova idraulica si esegue ad una pressione
uguale ad una volta e mezza quella di progetto e comunque non
inferiore a 1,5 kg/cm².

Ove si tratti di recipienti aventi pressione di progetto maggiore
di 10 kg/cm² la prova deve essere effettuata ad una pressione che
superi di 5 kg/cm² quella di progetto e comunque non inferiore ad
una volta ed un quarto la pressione di progetto.

Per i recipienti riparati le prove idrauliche si eseguono ad una
pressione uguale ad una volta ed un quarto la pressione di progetto
e comunque non inferiore ad 1 kg/cm². Ove si tratti di recipienti
con pressione di progetto maggiore di 10 kg/cm², la prova sarà
effettuata ad una pressione che superi di 2,5 kg/cm² quella di
progetto ed in ogni caso non inferiore ad una volta ed un ottavo la
pressione di progetto.

L’A.N.C.C., previa dichiarazione del costruttore, può autorizzare
una pressione di esercizio superiore a quella indicata sulla targa.

Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano altresì ai
recipienti importati e non sottoposti a visita interna e prova
idraulica presso il costruttore da parte degli agenti tecnici
dell’Associazione nazionale per il controllo della combustione.

Art. 3

Per quanto attiene l’esercizio, i recipienti fissi contenenti gas
compressi, liquefatti o disciolti o vapori diversi dal vapore
d’acqua si distinguono nelle seguenti classi:

classe a) – recipienti soggetti a sole verifiche in sede di
costruzione;

classe b) – recipienti soggetti alle verifiche in sede di
costruzione e di primo o nuovo impianto;

classe c) – recipienti soggetti alle verifiche in sede di
costruzione, di primo o nuovo impianto e periodiche.

Art. 4

Rientrano nella classe a), e pertanto sono soggetti alle sole
verifiche in sede di costruzione, i seguenti tipi di recipienti:

recipienti di qualsiasi tipo aventi il prodotto della pressione di
progetto in kg/cm² per la capacità in litri non superiore ad 8000 e
pressione di progetto non maggiore di 12 kg/cm², purché siano
destinati ad essere installati singolarmente ed a contenere fluidi
non corrosivi in relazione al tipo di materiale con il quale sono
costruiti i recipienti stessi.

Per detti recipienti il costruttore deve dichiarare anche la
portata massima e le caratteristiche dei fluidi immissibili o del
gas generabile;

recipienti di capacità non superiore a 1000 litri e con pressione
di progetto non superiore a 25 kg/cm², facenti parte di impianti
frigoriferi completamente assiemati in sede di costruzione con il
gruppo compressore ed in cui non siano inseriti recipienti di
capacità e pressione maggiori di quelle sopraspecificate.

La pressione di progetto non deve essere inferiore ad 1,2 volte la
pressione relativa del vapore saturo del fluido frigorifero alla
temperatura di 35°C;

generatori di acetilene muniti, in aggiunta ai prescritti accessori
di sicurezza, di guardia idraulica ed aventi pressione di progetto
non superiore a 1,5 kg/cm² e produzione oraria di gas acetilene non
superiore a 6 kg.

Art. 5

Rientrano nella classe b), e pertanto sono soggetti alle verifiche
in sede di costruzione e di primo o nuovo impianto, i seguenti tipi
di recipienti:

recipienti di qualsiasi tipo aventi prodotto della pressione in
progetto in kg/cm² per la capacità in litri non superiore a 8000 e
pressione di progetto non superiore a 12 kg/cm², destinati a
funzionare in collegamento con altri recipienti a pressione per i
quali il prodotto della pressione di progetto per la capacità in
litri non superi 8000 e la pressione di progetto non superi 12
kg/cm², purché contengano fluidi non corrosivi in relazione al tipo
di materiale con il quale sono costruiti;

recipienti di capacità non superiore a 1000 litri e con pressione
di progetto non superiore a 25 kg/cm², facenti parte di impianti
frigoriferi assiemati sul luogo di installazione in cui non siano
inseriti recipienti di capacità e pressione maggiori di quelle
sopraspecificate.

La pressione di progetto non deve essere inferiore ad 1,2 volte la
pressione relativa del vapore saturo del fluido frigorifero alla
temperatura di 35°C.

Art. 6.

Rientrano nella classe c), e pertanto sono soggetti alle verifiche
in sede di costruzione, di primo o nuovo impianto e periodiche,
tutti i recipienti con caratteristiche diverse da quelle previste
nei precedenti articoli 4 e 5.

Art. 7.

I recipienti della classe a) di cui all’art. 4 sono soggetti, oltre
che alle disposizioni previste nell’art. 1 del presente decreto,
all’accertamento in sede di costruzione della corrispondenza degli
accessori di sicurezza e di controllo alle norme vigenti.

In caso di modifica, restauro o cambiamento d’uso, i recipienti
devono essere sottoposti, oltre alla visita interna e prova
idraulica con le modalità di cui all’art. 2, agli adempimenti
previsti per i recipienti oggetto di primo impianto.

Art. 8.

I recipienti della classe b) di cui all’art. 5, oltre che alle
disposizioni di cui all’art. 1 del presente decreto, sono soggetti
all’obbligo della denuncia di primo o nuovo impianto, che deve
pervenire all’A.N.C.C. prima che l’apparecchio sia posto in
esercizio ed in tempo utile perché possano essere eseguite le
verifiche regolamentari, e devono essere sottoposti in sede di
primo o nuovo impianto ad una ispezione generale intesa ad
accertare che i recipienti stessi siano stati assoggettati alle
regolamentari verifiche di costruzione e non abbiano subito danni
durante il trasporto ed il montaggio, nonché ad una verifica di
esercizio intesa ad accertare la rispondenza degli accessori di
sicurezza e di controllo, alle norme vigenti.

In caso di modifica, restauro o cambiamento d’uso, detti recipienti
devono essere sottoposti oltre che alla visita interna e prova
idraulica con le modalità di cui all’art. 2, agli adempimenti
previsti per i recipienti oggetto di primo o nuovo impianto.

Art. 9.

I recipienti della classe c) di cui all’art. 6 sono soggetti oltre
che alle disposizioni previste dagli articoli 1 e 8 del presente
decreto, agli obblighi di cui al cap. III, sezione 2ª, del regio
decreto 12 maggio 1927, n. 824, e devono subire annualmente una
verifica di esercizio e, almeno ogni dieci anni, una verifica
completa.

L’A.N.C.C. può ridurre l’intervallo decennale di cui al precedente
comma nel caso di recipienti contenenti fluidi corrosivi in
relazione al tipo di materiale costituente l’apparecchio
considerato.

I recipienti della classe c) di cui sopra saranno sottoposti
all’esame dell’efficienza delle valvole di sicurezza ogni due anni
a condizione che:

1) la taratur…

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