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Regolamento recante disposizioni in materia di accesso alla qualifica ...

Regolamento recante disposizioni in materia di accesso alla qualifica di dirigente, a norma dell'articolo 28, comma 3, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e in
particolare l’articolo 28 come sostituito dall’articolo 10 del
decreto legislativo 29 ottobre 1998, n. 387, e l’articolo 36-ter
inserito dal medesimo decreto legislativo;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1998, n. 387;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n.
487, e successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 febbraio 1999,
n. 150;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentita la Scuola superiore della pubblica amministrazione;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 15 maggio 2000;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 4 agosto 2000;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Il presente regolamento viene emanato in attuazione
dell’articolo 28, comma 3, lettere a) e b), del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, cosi’ come modificato dall’articolo 10 del
decreto legislativo 29 ottobre 1998, n. 387, e definisce i criteri
per la composizione e la nomina delle commissioni esaminatrici,
nonche’ le modalita’ di svolgimento dei concorsi per esami,
attraverso i quali e’ consentito l’accesso alla qualifica di
dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali, anche ad
ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici, di cui
al medesimo articolo 28.
Art. 2.
Programmazione
1. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 39 della legge 23
dicembre 1997, n. 449, i posti di dirigente da coprire con
l’attivazione delle due distinte procedure concorsuali di cui
all’articolo 28, comma 2, lettera a) e b), del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, sono determinati in sede di programmazione
del fabbisogno di personale.
Art. 3.
Concorsi per esami
1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della
funzione pubblica bandisce, per le amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, i concorsi di cui all’articolo 28,
comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, e relativamente agli enti pubblici non economici, i concorsi
di cui alla lettera b) del medesimo comma.
2. Gli enti pubblici non economici provvedono a bandire
direttamente i concorsi di cui all’articolo 28, comma 2, lettera
a), del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, applicando le
disposizioni del presente regolamento.
Art. 4.
Commissioni esaminatrici
1. Le commissioni esaminatrici sono nominate con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato,
salvo nel caso di concorsi indetti da enti pubblici non economici,
i quali vi provvedono direttamente, e sono composte da almeno tre
membri, di cui uno con funzioni di presidente.
2. Per i concorsi di cui all’articolo 28, comma 2, lettere a) e b),
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, il presidente e’
scelto fra i dirigenti di amministrazioni pubbliche che ricoprano o
abbiano ricoperto un incarico di direzione di uffici dirigenziali
generali ovvero tra i magistrati del Consiglio di Stato o avvocati
dello Stato, nonche’ tra i professori di prima fascia di
universita’ statali o equiparate, anche collocati a riposo.
3. Gli altri due o piu’ componenti sono scelti fra dirigenti dello
Stato e di enti pubblici non economici, professori di ruolo di
universita’ statali o equiparate, anche straniere, nonche’ esperti
nelle materie di esame oggetto dei concorsi.
4. Le funzioni di segretario sono svolte da personale appartenente
all’area professionale C.
5. Le commissioni esaminatrici sono integrate da uno o piu’
componenti esperti nelle lingue straniere oggetto del concorso e da
uno o piu’ componenti esperti di informatica.
6. I provvedimenti di nomina delle commissioni esaminatrici
indicano anche uno o piu’ supplenti per ciascun componente.
Art. 5.
Modalita’ di svolgimento della procedura selettiva di cui
all’articolo 28, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29.
1. Il concorso per esami, al quale possono partecipare i soggetti
di cui all’articolo 28, comma 2, lettera a), del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, consiste in due prove scritte
ed in una prova orale, su materie individuate sentita la Scuola
superiore della pubblica amministrazione, nonche’ le
amministrazioni interessate, e specificate nel bando di concorso:
a) le due prove scritte sono volte ad accertare la preparazione del
candidato sia sotto il profilo teorico sia sotto quello applicativo-
operativo. La prima prova scritta consiste nello svolgimento di un
elaborato su tematiche in ambito giuridico-economico e/o storico-
sociale e/o tecnico-scientifico a carattere generale, in relazione
alle professionalita’ richieste, con riflessi su materie attinenti
allo svolgimento delle funzioni dirigenziali ed e’ mirata ad
accertare l’attitudine all’analisi di fatti e di avvenimenti,
nonche’ alla riflessione critica. La seconda prova scritta consiste
nella risoluzione di un caso in ambito giuridico-amministrativo e/o
gestio-nale-organizzativo, ed e’ mirata a verificare l’attitudine
all’analisi e la soluzione di problemi inerenti le funzioni
dirigenziali da svolgere. Il bando di concorso stabilisce la
votazione minima prevista per ciascuna delle due prove scritte ai
fini dell’ammissione dei candidati alla prova orale. Il bando di
concorso puo’ altresi’ prevedere un numero massimo di candidati da
ammettere alla prova orale;
b) la prova orale consiste in un colloquio interdisciplinare che
verte sulle materie indicate nel bando di concorso, e mira ad
accertare la preparazione e la professionalita’ del candidato
nonche’ l’attitudine, anche valutando l’esperienza professionale
posseduta, all’espletamento delle funzioni dirigenziali.
Nell’ambito della prova orale e’ altresi’ accertata la conoscenza
della lingua straniera, scelta dai candidati tra quelle indicate
nel bando, attraverso la lettura e la traduzione di testi, nonche’
mediante una conversazione, in modo tale da riscontrare il possesso
di un’adeguata e completa padronanza degli strumenti linguistici,
ad un livello avanzato. In occasione della prova orale e’ accertata
la conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni
informatiche piu’ diffuse, da realizzarsi anche mediante una
verifica applicativa, nonche’ la conoscenza delle problematiche e
delle potenzialita’ organizzative connesse all’uso degli strumenti
informatici. Del giudizio conclusivo di tale verifica si tiene
conto ai fini della determinazione del voto relativo alla prova
orale;
c) il punteggio complessivo dei candidati idonei e’ attribuito in
centesimi e determinato sommando i voti riportati nelle due prove
scritte e il voto riportato nella prova orale.
Art. 6.
Modalita’ di svolgimento della procedura selettiva di cui
all’articolo 28, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29.
1. Il concorso per esami al quale possono partecipare i soggetti di
cui all’articolo 28, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, consiste in due prove scritte e in una prova
orale, su materie individuate sentita la Scuola superiore della
pubblica amministrazione e specificate nel bando di concorso:
a) le due prove scritte sono volte ad accertare la preparazione del
candidato sia sotto il profilo teorico sia sotto quello applicativo-
operativo. La prima prova scritta consiste nello svolgimento di un
elaborato su tematiche specificate nel bando di concorso, di ambito
giuridico-economico e/o storico-sociale e/o tecnico-scientifico a
carattere generale, in relazione alle professionalita’ richieste,
con riflessi su materie attinenti allo svolgimento delle funzioni
dirigenziali ed e’ mirata ad accertare l’attitudine all’analisi di
fatti e di avvenimenti, nonche’ alla riflessione critica. La
seconda prova scritta consiste nella risoluzione di un caso in
ambito giuridico-amministrativo e/o gestionale-organizzativo, ed e’
mirata a verificare l’attitudine all’analisi e alla soluzione di
problemi inerenti le funzioni dirigenziali. Il bando di concorso
stabilisce la votazione minima prevista per ciascuna delle due
prove scritte ai fini dell’ammissione dei candidati alla prova
orale. Il bando di concorso puo’ altresi’ prevedere un numero
massimo di candidati da ammettere alla prova orale;
b) la prova orale consiste in un colloquio interdisciplinare che
verte sulle materie indicate nel bando di concorso e mira a
verificare la preparazione nonche’ l’attitudine all’espletamento
delle funzioni dirigenziali. Nell’ambito della prova orale e’
altresi’ accertata la conoscenza della lingua straniera, scelta dai
candidati tra quelle indicate nel bando, attraverso la lettura e la
traduzione di testi, nonche’ mediante una conversazione in modo
tale da riscontrare il possesso di un’adeguata e completa
padronanza degli strumenti linguistici, ad un livello avanzato. In
occasione della prova orale e’ accertata la conoscenza dell’uso
delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche piu’
diffuse, da realizzarsi anche mediante una verifica applicativa,
nonche’ la conoscenza delle problematiche e delle potenzialita’
organizzative connesse all’uso degli strumenti informatici. Del
giudizio conclusivo di tale verifica si …

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