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Recepimento delle direttive della Commissione n. 99/66/CE, n. 99/67/CE, n. 99/68/CE e n. 99/69/CE del 28 giugno 1999, relative alle norme tecniche sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali, in applicazione del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 151.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Vista la direttiva n. 98/56/CE del Consiglio del 20 luglio 1998
relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione
delle piante ornamentali;
Visto il decreto legislativo 19 maggio 2000, n.151 relativo
all’attuazione della direttiva n. 98/56/CE del Consiglio del 20
luglio 1998;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 535, concernente
l’attuazione della direttiva n. 91/682/CEE del Consiglio del 19
dicembre 1991, relativa alla commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante ornamentali;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 536, relativo
all’attuazione della direttiva n. 91/683/CEE del Consiglio del 19
dicembre 1991 che modifica la direttiva n. 77/93/CEE, concernente
le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati membri di
organismi nocivi ai vegetali ed ai prodotti vegetali;
Visto il decreto 31 gennaio 1996, concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio
della Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali;
Visto il decreto 14 aprile 1997, relativo al recepimento delle
direttive delle Commissioni n. 93/49/CEE del 23 giugno 1993, n.
93/63/CEE del 5 luglio 1993 e n. 93/78/CEE del 21 settembre 1993,
relative alle norme tecniche sulla commercializzazione dei
materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali e delle
piante ornamentali, appartenenti ai generi, alle specie o agli
ibridi elencati nell’allegato I;
Vista la direttiva n. 99/66/CE della Commissione del 28 giugno 1999
che stabilisce le modalita’ relative alle etichette o ad altri
documenti rilasciati dal fornitore ai sensi della direttiva n.
98/56/CE del Consiglio;
Vista la direttiva n. 99/67/CE della Commissione del 28 giugno 1999
recante modifica della direttiva 93/47/CEE che stabilisce la scheda
sui requisiti da rispettare per i materiali di moltiplicazione
delle piante ornamentali e per le piante ornamentali, prevista
dalla direttiva n. 91/682/CEE del Consiglio;
Vista la direttiva n. 99/68/CE della Commissione del 28 giugno 1999
recante disposizioni di applicazione supplementari riguardanti gli
elenchi delle varieta’ di piante ornamentali tenuti dai fornitori a
norma della direttiva n. 98/56/CE del Consiglio;
Vista la direttiva n. 99/69/CE della Commissione del 28 giugno 1999
che abroga la direttiva 93/63/CEE che stabilisce le disposizioni di
applicazione concernenti la sorveglianza ed il controllo dei
fornitori e degli stabilimenti ai sensi della direttiva 91/682/CEE
del Consiglio;
Considerata la necessita’ di recepire le direttive della
Commissione n. 99/66/CE, n. 99/67/CE, n. 99/68/CE e n. 99/69/CE del
28 giugno 1999, ai sensi dell’art. 20, comma 1, della legge n.
183/1987;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il presente decreto ha per oggetto le disposizioni di
applicazione per la commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante ornamentali di cui al decreto
legislativo 19 maggio 2000, n. 151.
Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intendono per:
a) “centro aziendale”: unita’ produttiva autonoma stabilmente
costituita, presso la quale sono tenuti i registri ed i documenti
previsti;
b) “campo di produzione”: unita’ produttiva dipendente da un centro
aziendale sito nella stessa o in altra regione;
Art. 3.
Requisiti fitosanitari dei materiali
1. Fatte salve le disposizioni del decreto 31 gennaio 1996 e
successive modificazioni, il materiale di moltiplicazione delle
piante ornamentali dev’essere, almeno ad una ispezione visiva,
sostanzialmente privo di organismi nocivi o malattie – nonche’ dei
relativi indizi o sintomi – tali da compromettere la sua qualita’ e
da ridurre la possibilita’ di utilizzarlo come materiale di
moltiplicazione; in particolare, dev’essere privo degli organismi o
delle malattie elencati nell’allegato I del presente decreto, per
quanto concerne il genere o la specie considerati.
Art. 4.
Requisiti di identita’ varietale
1. I materiali di moltiplicazione commercializzati devono avere
l’identita’ e la purezza del genere o della specie o, se del caso,
del gruppo di piante cui appartengono e, se commercializzati o
destinati ad essere commercializzati con riferimento alla varieta’,
devono avere altresi’ l’identita’ e la purezza della stessa
varieta’.
2. Riguardo a varieta’ per le quali sia gia’ stata presentata
domanda di riconoscimento dei diritti dei costitutori o di
iscrizione al registro nazionale, si deve utilizzare, finche’ non
sia concessa l’autorizzazione, il riferimento al selezionatore o il
nome da lui proposto.
3. La domanda di iscrizione al registro nazionale deve essere
presentata conformemente all’allegato II, corredata da schede
descrittive conformi agli orientamenti internazionali proposti
dall’Unione protezione novita’ vegetali (U.P.O.V.).
Art. 5.
Requisiti degli elenchi delle varieta’ tenuti dai fornitori
1. Gli elenchi delle varieta’ tenuti dai fornitori ai sensi
dell’art. 8, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 maggio
2000, n. 151, devono fornire le seguenti informazioni:
a) la denominazione della varieta’ e gli eventuali sinonimi
comunemente noti;
b) le indicazioni riguardanti il mantenimento della varieta’ e il
sistema di moltiplicazione applicato;
c) la descrizione della varieta’ almeno sulla base delle
caratteristiche e delle loro espressioni, conformemente alle
disposizioni relative alle domande di concessione della privativa
comunitaria per i ritrovati vegetali, qualora applicabili;
d) le indicazioni, per quanto possibile, sugli elementi che
differenziano la varieta’ dalle altre maggiormente somiglianti.
2. I fornitori la cui attivita’ si limita alla sola distribuzione
di materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali, prodotte
da altri, sono esonerati dagli obblighi di cui alle lettere b) e d)
del comma precedente.
Art. 6.
Registrazione del fornitore
1. Il fornitore che intende essere registrato ai sensi dell’art. 5
del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 151, deve presentare
apposita domanda al servizio fitosanitario regionale competente per
territorio dove ha la sede legale, secondo la procedura di cui
all’art. 20 del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, specificando
le attivita’ che si intraprendono nell’ambito del presente decreto.
Qualora la ditta rientri tra quelle tenute ad iscriversi al
registro ufficiale dei produttori, a norma del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 536, puo’ essere presentata un’unica domanda.
2. Qualora il fornitore abbia centri aziendali ubicati in regioni
diverse da quella ove e’ situata la sede legale, deve inoltrare
domanda di registrazione anche ai servizi fitosanitari regionali
competenti per territorio. Nel caso che l’attivita’ svolta in
regione diversa da quella della sede legale non contempli un centro
aziendale, ma solo campi di produzione o depositi, e’ sufficiente
inviare ai servizi fitosanitari regionali competenti copia della
domanda di registrazione nonche’ del certificato di iscrizione al
registro ufficiale dei produttori, non appena acquisito.
Art. 7.
Identificazione dei punti critici
1. Ai fini dell’identificazione dei punti critici di cui all’art.
6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.
151, i fornitori devono attenersi alle linee guida riportate
nell’allegato III al presente decreto.
Art. 8.
Idoneita’ dei laboratori
1. I titolari dei laboratori che intendono effettuare analisi per
il controllo dello stato fitosanitario e di rispondenza varietale
dei materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali devono
presentare domanda al servizio fitosanitario regionale competente
indicando i tipi di analisi e le specie vegetali su cui si intende
operare.
2. I laboratori per poter ottenere il riconoscimento a svolgere
analisi, ai sensi dell’art. 10, comma 5, del decreto legislativo 19
maggio 2000, n. 151, devono possedere, almeno le apparecchiature
necessarie allo svolgimento delle analisi per ogni gruppo di
organismi nocivi secondo le metodologie in uso riconosciute
scientificamente ed essere condotti da personale tecnico-
scientifico qualificato.
3. I laboratori che intendono effettuare prove di rispondenza
varietale devono disporre di attrezzature per la determinazione
delle impronte genomiche o per la valutazione dei caratteri
fenotipici; in quest’ultimo caso devono disporre anche di adeguati
campi parcellari.
4. Se il titolare di un laboratorio intende svolgere analisi
diverse da quelle per cui e’ stato riconosciuto idoneo, deve
acquisire specifico riconoscimento.
5. Il Servizio fitosanitario competente esamina le domande
presentate dai laboratori e provvede all’eventuale riconoscimento
d’idoneita’, dandone comunicazione al Ministero delle politiche
agricole e forestali.
Art. 9.
Documento di commercializzazione
1. Le etichette o i documenti rilasciate dal fornitore ai sensi
dell’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.
151, devono essere di materiale adatto, non essere mai stati
utilizzati in precedenza, stampati almeno in italiano e devono
contenere le seguenti diciture:
a) indicazione “qualita’ CE”;
b) indicazione “Italia” oppure “I”;
c) indicazione del servizio fitosanitario regionale competente;
d) numero di registrazione del fornitore;
e) numero di serie, di settimana o di lotto;
f) denominazione botanica;
g) denominazione varietale, se del caso; nel caso di portinnesti:
denominazione varietale o sua designazione;
h) denominazione del gruppo di piante, se del caso;
i) quantitativo;
j) nel caso di importazioni da paesi terzi…

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