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Attuazione della direttiva CEE n. 85/374 relativa al ravvicinamento de...

Attuazione della direttiva CEE n. 85/374 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 16 aprile 1987, n. 183, concernente il coordinamento
delle politiche comunitarie riguardanti l’appartenenza dell’Italia
alle Comunità europee e l’adeguamento dell’ordinamento interno agli
atti normativi comunitari;
Vista la direttiva CEE n. 85/374 relativa al ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli
Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti
difettosi, indicata nell’elenco C allegato alla legge 16 aprile
1987, n. 183;
Considerato che in data 2 maggio 1988, ai termini dell’art. 15
della citata legge 16 aprile 1987, n. 183, che delega il Governo ad
emanare norme attuative delle direttive indicate nel predetto
elenco C, è stato inviato lo schema del presente provvedimento ai
Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
per gli adempimenti ivi previsti;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 maggio 1988;
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di
grazia e giustizia, del tesoro, dell’agricoltura e delle foreste,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità e
dell’ambiente;
Emana il seguente decreto:

Art. 1. Responsabilità del produttore.
1. Il produttore è responsabile del danno cagionato da difetti del
suo prodotto.

Art. 2. Prodotto.
1. Prodotto, ai fini delle presenti disposizioni, è ogni bene
mobile, anche se incorporato in altro bene mobile o immobile.
2. Si considera prodotto anche l’elettricità.
3. Sono esclusi i prodotti agricoli del suolo e quelli
dell’allevamento, della pesca e della caccia, che non abbiano
subito trasformazioni. Si considera trasformazione la
sottoposizione del prodotto a un trattamento che ne modifichi le
caratteristiche, oppure vi aggiunga sostanze. Sono parificati alla
trasformazione, quando abbiano carattere industriale, il
confezionamento e ogni altro trattamento, se rendano difficile il
controllo del prodotto da parte del consumatore o creino un
affidamento circa la sua sicurezza.

Art. 3. Produttore.
1. Produttore è il fabbricante del prodotto finito o di una sua
componente e il produttore della materia prima.
2. Per i prodotti agricoli del suolo e per quelli dell’allevamento,
della pesca e della caccia, produttore è chi li abbia sottoposti a
trasformazione.
3. Si considera produttore anche chi si presenti come tale
apponendo il proprio nome, marchio o altro segno distintivo sul
prodotto o sulla sua confezione.
4. È sottoposto alla stessa responsabilità del produttore chiunque,
nell’esercizio di un’attività commerciale, importi nella Comunità
europea un prodotto per la vendita, la locazione, la locazione
finanziaria, o qualsiasi altra forma di distribuzione, e chiunque
si presenti come importatore nella Comunità europea apponendo il
proprio nome, marchio o altro segno distintivo sul prodotto o sulla
sua confezione.

Art. 4. Responsabilità del fornitore.
1. Quando il produttore non sia individuato, è sottoposto alla
stessa responsabilità il fornitore che abbia distribuito il
prodotto nell’esercizio di un’attività commerciale, se abbia omesso
di comunicare al danneggiato, entro il termine di tre mesi dalla
richiesta, l’identità e il domicilio del produttore o della persona
che gli ha fornito il prodotto.
2. La richiesta deve essere fatta per iscritto e deve indicare il
prodotto che ha cagionato il danno, il luogo e, con ragionevole
approssimazione, il tempo dell’acquisto; deve inoltre contenere
l’offerta in visione del prodotto, se ancora esistente.
3. Se la notificazione dell’atto introduttivo del giudizio non è
stata preceduta dalla richiesta prevista dal comma 2, il convenuto
può effettuare la comunicazione entro i tre mesi successivi.
4. In ogni caso, su istanza del fornitore presentata alla prima
udienza del giudizio di primo grado, il giudice, se le circostanze
lo giustificano, può fissare un ulteriore termine non superiore a
tre mesi per la comunicazione prevista dal comma 1.
5. Il terzo indicato come produttore o precedente fornitore può
essere chiamato nel processo a norma dell’art. 106 del codice di
procedura civile e il fornitore convenuto può essere estromesso, se
la persona indicata comparisce e non contesta l’indicazione.
Nell’ipotesi prevista dal comma 3, il convenuto può chiedere la
condanna dell’attore al rimborso delle spese cagionategli dalla
chiamata in giudizio.
6. Le disposizioni del presente articolo si applicano al prodotto
importato nella Comunità europea, quando non sia individuato
l’importatore, anche se sia noto il produttore.

Art. 5. Prodotto difettoso.
1. Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si
può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze,
tra cui:
a) il modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, la sua
presentazione, le sue caratteristiche palesi, le istruzioni e le
avvertenze fornite;
b) l’uso al quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato
e i comportamenti che, in relazione ad esso, si possono
ragionevolmente prevedere;
c) il tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione.
2. Un prodotto non può essere considerato difettoso per il solo
fatto che un prodotto più perfezionato sia stato in qualunque tempo
messo in commercio.
3. Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza offerta
normalmente dagli altri esemplari della medesima serie.

Art. 6. Esclusione della responsabilità.
1. La responsabilità è esclusa:
a) se il produttore non ha messo il prodotto in circolazione;
b) se il difetto che ha cagionato il danno non esisteva quando il
produttore ha messo il prodotto in circolazione;
c) se il produttore non ha fabbricato il prodotto per la vendita o
per qualsiasi altra forma di distribuzione a titolo oneroso, né lo
ha fabbricato o distribuito nell’esercizio della sua attività
professionale;
d) se il difetto è dovuto alla conformità del prodotto a una norma
giuridica imperativa o a un provvedimento vincolante;
e) se lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento
in cui il produttore ha messo in circolazione il prodotto, non
permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso;
f) nel caso del produttore o fornitore di una parte componente o di
una materia prima, se il difetto è interamente dovuto alla
concezione del prodotto in cui è stata incorporata la parte o
materia prima o alla conformità di questa alle istruzioni date dal
produttore che l’ha utilizzata.

Art. 7. Messa in circolazione del prodotto.
1. Il prodotto è messo in circolazione quando sia consegnato
all’acquirente, all’utilizzatore, o a un ausiliario di questi,
anche in visione o in prova.
2. La messa in circolazione avviene anche mediante la consegna al
vettore o allo spedizioniere per l’invio all’acquirente o
all’utilizzatore.
3. La responsabilità non è esclusa se la messa in circolazione
dipende da vendita forzata, salvo che il debitore abbia segnalato
specificamente il difetto con dichiarazione resa all’ufficiale
giudiziario all’atto del pignoramento o con atto notificato al
creditore procedente e depositato presso la cancelleria del giudice
dell’esecuzione entro quindici giorni dal pignoramento stesso.

Art. 8. Prova.
1. Il danneggiato deve provare il danno, il difetto e la
connessione causale tra difetto e danno.
2. Il produttore deve provare i fatti che possono escludere la
responsabilità secondo le disposizioni dell’art. 6. Ai fini
dell’esclusione da responsabilità prevista nell’art. 6, lettera b),
è sufficiente dimostrare che, tenuto conto delle circostanze, è
probabile che il difetto non esistesse ancora nel momento in cui il
prodotto è stato messo in circolazione.
3. Se appare verosimile che il danno sia stato causato da un
difetto del prodotto, il giudice può ordinare che le spese della
consulenza tecnica siano anticipate dal produttore.

Art. 9. Pluralità di responsabili.
1. Se più persone sono responsabili del medesimo danno, tutte sono
obbligate in solido al risarcimento.
2. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro gli altri
nella misura determinata dalle dimensioni del rischio riferibile a
ciascuno, dalla gravità delle eventuali colpe e dalla entità delle
conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio la ripartizione
avviene in parti uguali.

Art. 10. Colpa del danneggiato.
1. Nelle ipotesi di concorso del fatto colposo del danneggiato il
risarcimento si valuta secondo le disposizioni dell’art. 1227 del
codice civile.
2. Il risarcimento non è dovuto quando il danneggiato sia stato
consapevole del difetto del prodotto e del pericolo che ne derivava
e nondimeno vi si sia volontariamente esposto.
3. Nell’ipotesi di danno a cosa, la colpa del detentore di questa è
parificata alla colpa del danneggiato.

Art. 11. Danno risarcibile.
1. È risarcibile in base alle disposizioni del presente decreto:
a) il danno cagionato dalla morte o da lesioni personali;
b) la distruzione o il deterioramento di una cosa diversa dal
prodotto difettoso, purché di tipo normalmente destinato all’uso o
consumo privato e così principalmente utilizzata dal danneggiato.
2. Il danno a cose è risarcibile solo nella misura che ecceda la
somma di lire settecentocinquantamila.

Art. 12. Clausole di esonero da responsabilità.
1. È nullo qualsiasi patto che escluda o limiti preventivamente,
nei confronti del danneggiato, la responsabilità prevista dal
presente decreto.

Art. 13. Prescrizione.
1. I…

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