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Attuazione della direttiva 92/59/CEE relativa alla sicurezza generale ...

Attuazione della direttiva 92/59/CEE relativa alla sicurezza generale dei prodotti

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146, ed in particolare l’art.
43, recante la delega al Governo per l’attuazione della direttiva
92/59/CEE del Consiglio del 29 giugno 1992 relativa alla sicurezza
generale dei prodotti;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 17 febbraio 1995;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 marzo 1995;
Su proposta del Ministro del bilancio e della programmazione
economica incaricato per il coordinamento delle politiche
dell’Unione europea e del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’ artigianato , di concerto con i Ministri degli affari esteri,
di grazia e giustizia, del tesoro, dell’interno, del lavoro e della
previdenza sociale, delle finanze e della sanità;
E M A N A
il seguente decreto legislativo:

Art. 1. – Obiettivi e ambito di applicazione.
1. Le disposizioni del presente decreto sono intese a garantire che
i prodotti immessi sul mercato siano sicuri.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano laddove non
esistono, nella normativa vigente, disposizioni specifiche sulla
sicurezza dei prodotti; in particolare:
a) se una normativa specifica disciplina gli obblighi di sicurezza
di un prodotto, gli articoli 2, 3 e 4 non si applicano a tale
prodotto;
b) se una normativa specifica disciplina solo taluni requisiti di
sicurezza o categoria di rischio di un prodotto, le disposizioni
del presente decreto si applicano solo per gli aspetti non
disciplinati.
3. Le disposizioni del presente decreto non si applicano ai
prodotti di cui al decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123.

Art. 2. – Definizioni.
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) prodotto: il prodotto nuovo, di seconda mano o rimesso a nuovo
destinato al consumatore o suscettibile di essere utilizzato da
consumatore, ceduto a titolo oneroso o a titolo gratuito
nell’ambito di un’attività commerciale; tuttavia le disposizioni
del presente decreto non si applicano al prodotto di seconda mano
ceduto come pezzo d’antiquariato o come prodotto da riparare o da
rimettere a nuovo prima dell’utilizzazione, purché il cedente ne
informi per iscritto il cessionario;
b) prodotto sicuro: il prodotto che, in condizioni di uso normale o
ragionevolmente prevedibile, compresa la durata, non presenta alcun
rischio oppure presenta unicamente rischi minimi compatibili con
l’impiego del prodotto o considerati accettabili nell’osservanza di
un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle
persone, in funzione, in particolare, dei seguenti elementi:
1) caratteristiche del prodotto, in particolare composizione,
imballaggio, modalità di assemblaggio e di manutenzione;
2) effetto del prodotto su altri prodotti, quando è ragionevolmente
prevedibile il loro uso congiunto;
3) presentazione del prodotto, etichettatura, eventuali istruzioni
per l’uso, eliminazione nonché qualsiasi altra indicazione o
informazione fornita dal produttore;
4) categorie di consumatori che si trovano in condizioni di
maggiore rischio nell’utilizzazione del prodotto, con particolare
riguardo ai minorenni;
c) prodotto pericoloso: il prodotto che non risponde alla
definizione di “prodotto sicuro” ai sensi della lettera b); la
possibilità di raggiungere un livello di sicurezza superiore a
quello della normativa vigente o di procurarsi altri prodotti che
presentano un rischio minore non costituisce un motivo sufficiente
per considerare un prodotto “pericoloso”;
d) produttore:
1) il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità europea e
qualsiasi altra persona individuabile come tale mediante
l’apposizione sul prodotto del nome, del marchio o di altro segno
distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto;
2) il rappresentante con sede nella Comunità europea, quando il
fabbricante ha sede in un Paese terzo, o, in mancanza,
l’importatore del prodotto;
3) gli altri operatori professionali della catena di
commercializzazione, quando la loro attività può incidere sulle
caratteristiche di sicurezza del prodotto;
e) distributore: l’operatore professionale della catena di
commercializzazione la cui attività non incide sulle
caratteristiche di sicurezza del prodotto.

Art. 3. – Obblighi del produttore e del distributore.
1. Il produttore deve immettere sul mercato solo prodotti sicuri.
2. Il produttore deve fornire al consumatore le informazioni utili
alla valutazione e alla prevenzione dei pericoli derivanti dall’uso
normale, o ragionevolmente prevedibile, del prodotto, se non sono
immediatamente percettibili senza adeguate avvertenze.
3. Oltre quanto previsto al comma 2, il produttore deve adottare
misure adeguate in relazione alle caratteristiche del prodotto per
consentire individuazione dei pericoli connessi al suo uso, come la
marcatura del prodotto o della partita di prodotti in modo da
poterne consentire l’identificazione singolarmente o per lotti, le
verifiche mediante campionamento, l’esame dei reclami presentati e
l’informazione dei distributori in merito ai risultati dei
controlli.
4. Il produttore, il quale accerta che un prodotto non è sicuro
deve prendere tutte le iniziative necessarie per garantire
l’immissione e la presenza sul mercato di prodotti sicuri, ivi
compreso, ove necessario e con spese a proprio carico, il ritiro
del prodotto dal mercato; l’esito dei controlli svolti deve esser
comunicato al distributore qualora siano necessari adempimenti da
parte di quest’ultimo ai sensi del comma 5.
5. Il distributore deve agire con diligenza nell’esercizio della
sua attività per garantire l’immissione sul mercato di prodotti
sicuri; i particolare, è tenuto:
a) a non distribuire prodotti di cui conosce o avrebbe dovuto
conoscere la pericolosità in base alle informazioni in suo possesso
e nella sua qualità di operatore professionale;
b) a favorire il controllo sulla sicurezza del prodotto immesso sul
mercato, trasmettendo le informazioni concernenti i rischi
derivanti dall’uso del prodotto al produttore, alle autorità
competenti e collaborando alle azioni intraprese per evitare tali
rischi.
6. Il produttore e il distributore sono tenuti a consentire i
controlli, conformemente alle modalità previste e ad assicurare
agli incaricati la necessaria assistenza per l’esercizio delle loro
funzioni, anche impartendo opportune istruzioni ai propri
dipendenti.

Art. 4. – Presunzione e valutazione di sicurezza.
1. In mancanza di specifiche disposizioni comunitarie si presume
sicuro il prodotto conforme alla normativa vigente nello Stato
membro in cui il prodotto stesso è commercializzato.
2. In assenza della normativa specifica i cui al comma 1, la
sicurezza del prodotto è valutata in base alle norme nazionali non
cogenti che recepiscono una norma europea o, se esistono, alle
specifiche tecniche comunitarie.
3. In assenza delle norme o specifiche tecniche di cui al comma 2,
la sicurezza del prodotto è valutata in base alle norme nazionali
emanate dagli organismi nazionali di normalizzazione, ai codici di
buona condotta in materia di sicurezza vigenti nel settore
interessato ovvero a metodologie di controllo innovative nonché al
livello di sicurezza che i consumatori possono ragionevolmente
aspettarsi.
4. Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 le autorità
competenti adottano le misure necessarie per limitare l’immissione
sul mercato o chiedere il ritiro dal mercato del prodotto, se
questo si rivela comunque pericoloso per la salute e la sicurezza
del consumatore.

Art. 5. – Procedure di consultazione e coordinamento.
1. I Ministeri dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
della sanità, del lavoro e della previdenza sociale, dell’interno,
delle finanze e dei trasporti, competenti per i controlli di cui
all’art. 6, provvedono, nell’ambito delle ordinarie disponibilità
di bilancio, alla realizzazione di un sistema di scambio rapido di
informazioni attraverso un adeguato supporto informativo in
conformità alle prescrizioni stabilite in sede comunitaria che
consenta anche l’archiviazione e la diffusione delle informazioni.
2. I criteri per il coordinamento dei controlli previsti dall’art.6
sono stabiliti in una apposita conferenza di servizi fra i
competenti uffici dei Ministeri di cui al comma 1 da convocare
almeno due volte l’anno presso il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato.
3. La conferenza di cui al comma 2 tiene conto anche dei dati
raccolti ed elaborati nell’ambito del sistema comunitario di
informazione sugli incidenti domestici e del tempo libero.
4. Alla conferenza di cui al comma 2 possono presentare
osservazioni gli organismi di categoria della produzione e della
distribuzione nonché le associazioni di tutela degli interessi dei
consumatori e degli utenti operanti a livello nazionale, secondo le
modalità definite dalla conferenza medesima.

Art. 6. – C o n t r o l l i.
1. Le amministrazioni di cui all’art. 5, comma 1, secondo le
rispettive competenze, controllano che i prodotti immessi sul
mercato siano sicuri; l’elenco delle amministrazioni, degli uffici
o organi di cui si avvalgono ed i relativi aggiornamenti sono
comunicati alla Commissione europea dal Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, su indicazione della
amministrazione competente.
2. Ai fini dell’espletamento dei controlli di cui al comma 1, le
amministrazion…

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