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Attuazione della direttiva 80/68/CEE concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’art. 68 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante
delega al Governo per l’attuazione della direttiva 80/68/CEE del
Consiglio del 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle
acque sotterranee dall’inquinamento provocato da certe sostanze
pericolose;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 agosto 1991;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 gennaio 1992;
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di
grazia e giustizia, del tesoro, dell’agricoltura e delle foreste,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità,
dell’ambiente e per le riforme istituzionali e gli affari
regionali;
Emana il seguente decreto legislativo:
Art. 1. Finalità. –
1. Il presente decreto ha lo scopo di prevenire l’inquinamento
delle acque sotterranee dovuto alle sostanze appartenenti alle
famiglie e ai gruppi di sostanze di cui agli elenchi I e/o II
dell’allegato, e di ridurre o eliminare per quanto possibile le
conseguenze dell’inquinamento già esistenti.
Art. 2. Definizioni. –
1. Ai sensi del presente decreto si intendono per:
a) acque sotterranee: tutte le acque che si trovano sotto la
superficie del suolo nella zona di saturazione e a contatto diretto
con il suolo ed il sottosuolo;
b) scarico diretto: l’immissione nelle acque sotterranee di
sostanze degli elenchi I e/o II dell’allegato senza percolazione
nel suolo o nel sottosuolo;
c) scarico indiretto: l’immissione nelle acque sotterranee di
sostanze degli elenchi I e/o II dell’allegato dopo percolazione nel
suolo o nel sottosuolo;
d) inquinamento: lo scarico di sostanze o di energia
effettuato direttamente o indirettamente dall’uomo nelle acque
sotterranee, le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo o
la salute umana o l’approvvigionamento idrico, nuocere alle risorse
viventi e al sistema ecologico idrico, o ostacolare altri usi
legittimi delle acque.
Art. 3. Esclusioni. –
1. Il presente decreto non si applica:
a) agli scarichi degli effluenti domestici delle abitazioni
isolate non raccordate ad una rete di fognatura e situate al di
fuori delle zone di protezione delle captazioni di acqua destinata
al consumo umano;
b) agli scarichi nei quali sia accertata la presenza di
sostanze degli elenchi I e/o II dell’allegato in quantità e
concentrazione poco significative, tali da escludere qualsiasi
rischio presente o futuro di deterioramento della qualità delle
acque sotterranee riceventi, c) agli scarichi contenenti sostanze
radioattive.
Art. 4. Competenze dello Stato. –
1. Il Ministro dell’ambiente:
a) svolge le funzioni di indirizzo, promozione, consulenza e
coordinamento generali sulle attività connesse con l’applicazione
del presente decreto;
b) determina i criteri generali e le metodologie per il
rilevamento delle caratteristiche delle acque sotterranee, nonché i
criteri metodologici per la formazione e l’aggiornamento del
catasto degli scarichi diretti nelle unità geologiche profonde, e
di quelli indiretti nelle acque sotterranee suddivisi in base agli
elenchi I e II dell’allegato, e integra, ove occorra, la delibera
del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque
dall’inquinamento 4 febbraio 1977 e successive modifiche;
c) cura gli adempimenti comunitari previsti dalla direttiva
recepita col presente decreto;
d) aggiorna l’allegato in conformità con le determinazioni
adottate dal Consiglio della Comunità europea.
2. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della
sanità e dell’industria, del commercio e dell’artigianato:
a) entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto,
determina i valori dell’inquinamento poco significativo ai fini
dell’art. 3, lettera b);
b) entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente
decreto, fissa i requisiti, in termini di concentrazioni, delle
sostanze degli elenchi I e II dell’allegato, ammissibili nelle
acque di scarico in relazione alle operazioni di eliminazione di
tali acque che abbiano come conseguenza
inevitabile uno scarico indiretto.
3. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della
sanità, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, e
dell’agricoltura e delle foreste, indica le misure necessarie per
impedire scarichi indiretti delle sostanze dell’elenco I
dell’allegato, o per limitare scarichi indiretti delle sostanze
dell’elenco II dell’allegato causati da operazioni sul suolo o nel
sottosuolo diverse da quelle disciplinate dal presente decreto.
4. Fatto salvo quanto previsto ai commi 1, 2 e 3, con decreto del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dell’agricoltura
e delle foreste, ai sensi dell’art. 17, comma 3 della legge 23
dicembre 1988, n. 400, sono adottate le modifiche al presente
decreto anche per adeguarlo alle modifiche apportate alla direttiva
del Consiglio 80/68/CEE.
Art. 5. Competenze della regione e della provincia. –
1. La provincia e la regione rilasciano le autorizzazioni, secondo
la rispettiva competenza quali stabilite dalla legge 10 maggio
1976, n. 319, e successive modifiche, dal decreto del Presidente
della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e dalla legge 8 giugno
1990, n. 142, tenendo conto delle disposizioni del presente
decreto.
2. Delle autorizzazioni rilasciate è fatto un inventario che deve
essere comunicato annualmente al Ministero dell’ambiente.
3. La provincia e la regione adottano direttamente, ovvero
sollecitano presso le altre autorità competenti, tutte le misure
necessarie per evitare qualsiasi scarico indiretto di sostanze
dell’elenco I dell’allegato, ovvero per limitare qualsiasi scarico
indiretto di sostanze dell’elenco II dell’allegato, dovuti ad
operazioni effettuate sul suolo o nel sottosuolo diverse dalle
operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell’eliminazione
previste dagli articoli successivi, in conformità con quanto
disposto dall’art. 4, comma 3.
4. Restano ferme le competenze delle provincie autonome di Trento e
di Bolzano ai sensi del testo unico delle leggi sullo statuto
speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e delle
relative norme di attuazione.
Art. 6. Scarichi diretti. –
1. Fermi i divieti stabiliti dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, in
materia di scarichi nel sottosuolo, ed in particolare all’art. 4,
comma 3, della stessa legge, è vietato qualsiasi scarico diretto
nelle acque sotterranee di sostanze indicate nell’elenco I e II
dell’allegato, con esclusione, limitatamente alle sostanze indicate
nell’elenco II dell’allegato, degli scarichi di acque reflue che
recapitano nelle unità geologiche profonde, che devono essere
comunque autorizzati ai sensi della predetta legge.
Art. 7. Eliminazione e deposito delle sostanze dell’elenco I. –
1. Tutte le operazioni di eliminazioni e di deposito ai fini
dell’eliminazione di acque reflue e di rifiuti contenenti le
sostanze indicate nell’elenco I dell’allegato che possano
comportare uno scarico indiretto devono essere autorizzate
specificamente, ai sensi dell’art. 5, comma 1. L’autorizzazione è
rilasciata solo se risulta che l’adozione di adeguate prescrizioni
tecniche impedisce lo scarico anche indiretto delle sostanze
dell’elenco I dell’allegato.
2. È vietato ogni scarico sul suolo di acque reflue che contengono
le sostanze dell’elenco I dell’allegato.
Art. 8. Deroghe. –
1. Lo scarico consistente nella reiniezione nella stessa falda
delle acque utilizzate per scopi geotermici delle acque di
infiltrazione di miniere o cave, o delle acque pompate nel corso di
determinati lavori di ingegneria civile, è soggetto a preventiva
autorizzazione. La Regione rilascia l’autorizzazione, ai sensi
della legge 10 maggio 1976, n. 319, se a seguito di indagine
preventiva sull’assetto geomorfologico, sulla qualità delle acque,
sulle modalità di prelievo e di reiniezione, risulta che non vi è
pericolo di inquinamento della falda.
Art. 9. Scarico indiretto delle sostanze dell’elenco II. –
1. Sono sottoposte a specifica autorizzazione, ai sensi dell’art.
5, comma 1, da parte dell’autorità competente, tutte le operazioni
di eliminazione e/o di deposito ai fini dell’eliminazione di acque
reflue e rifiuti contenenti le sostanze indicate nell’elenco II
dell’allegato che possono comportare uno scarico indiretto.
Art. 10. Indagine preventiva e rilascio dell’autorizzazione. –
1. Il rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli
precedenti è subordinato ad un’indagine preventiva. A tale fine il
richiedente deve allegare alla domanda di autorizzazione una
relazione geologica, redatta da un geologo abilitato, sulle
condizioni idrogeologiche dell’area interessata, sull’eventuale
capacità depurativa del suolo e del sottosuolo, sui rischi di
inquinamento e di alterazione della qualità delle acque
sotterranee, nonché sul punto se lo scarico in tali acque
costituisca una soluzione adeguata.
2. La relazione geologica non è richiesta ove, in caso di
operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell’eliminazione
di rifiuti, il richiedente dimostri che l’impianto è costruito in
maniera da evitare qualsiasi scarico indire…

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