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Attuazione delle direttive 76/464/CEE, 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/...

Attuazione delle direttive 76/464/CEE, 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 88/347/CEE e 90/415/CEE in materia di scarichi industriali di sostanze pericolose nelle acque.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;.
Visto l’art. 68 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante
delega al Governo per l’attuazione delle direttive 76/464/CEE del
Consiglio del 4 maggio 1976, 82/176/CEE del Consiglio del 22 marzo
1982, 83/513/CEE del Consiglio del 26 settembre 1983, 84/156/CEE
del Consiglio dell’8 marzo 1984, 84/491/CEE del Consiglio del 9
ottobre 1984, 88/347/CEE del Consiglio del 16 giugno 1988,
90/415/CEE del Consiglio del 27 luglio 1990 in materia di scarichi
industriali di sostanze pericolose nelle acque;.
Visto, altresì, l’art. 2 della legge 29 dicembre 1990, n. 428;.
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 agosto 1991;.
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;.
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 gennaio 1992;.
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di
grazia e giustizia, del tesoro, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e dell’ambiente;.
Emana il seguente decreto legislativo:.
Art. 1. Ambito di applicazione. –
1. Il presente decreto si applica agli scarichi delle sostanze
pericolose compresi nelle famiglie e nei gruppi di sostanze
indicate nell’elenco I e II dell’allegato A che sono recapitate
nelle acque interne superficiali, nelle acque marine territoriali,
nelle acque interne del litorale nonché, per le sole sostanze
indicate nell’elenco I dell’allegato A, nelle fognature pubbliche.
2. Ai fini del presente decreto si intende per:
a)- acque interne superficiali: tutte le acque dolci
superficiali correnti o stagnanti;
– acque interne del litorale: acque situate all’interno della
linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle
acque marine territoriali e che si estendono, nel caso di corsi
d’acqua, fino al limite delle acque dolci inteso come il punto del
corso d’acqua in cui con bassa marea e in periodo di magra, si
riscontra un sensibile aumento del grado di salinità dovuto alla
presenza di acqua marina;
b) scarico: l’immissione nelle acque indicate al comma 1 delle
sostanze indicate nell’elenco I e II dell’allegato A ad eccezione:
– degli scarichi di fanghi di dragaggio;
– degli scarichi operativi effettuati da navi e da piattaforme
per la ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi nelle
acque marine territoriali;
– dell’immersione di rifiuti effettuati da navi nelle acque
marine territoriali;
c) inquinamento: lo scarico effettuato direttamente o
indirettamente dall’uomo nell’ambiente idrico di sostanze o di
energia le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo la
salute umana, nuocere alle risorse viventi e al sistema ecologico
idrico, compromettere le attrattive o ostacolare altri usi
legittimi delle acque;
d) trattamento delle sostanze: qualsiasi processo produttivo
che comporta la produzione, la trasformazione o l’utilizzazione
delle sostanze di cui all’allegato A, ovvero qualsiasi altro
processo produttivo che comporti la presenza di tali sostanze nello
scarico;
e) stabilimento industriale: qualsiasi stabilimento nel quale
viene effettuato il trattamento delle sostanze di cui all’allegato
A o qualsiasi altra sostanza contenente le sostanze di cui
all’allegato A. Si considera altresì, esistente, qualsiasi
stabilimento in funzione o posto in funzione entro un anno dalla
data di entrata in vigore del presente decreto e per il quale sia
stata presentata domanda di cui all’art. 7 nei termini ivi
previsti; nuovo, quello che entra in funzione, ovvero che aumenta
almeno del 20% la capacità produttiva dopo un anno dalla data di
entrata in vigore del presente decreto;
f) valore limite delle norme di emissione: i valori fissati
nell’allegato B per le sostanze pericolose di cui all’elenco I
dell’allegato A in funzione del tipo di stabilimento. I valori
limite sono osservati secondo i metodi di misura ed i tempi
previsti nello stesso allegato B;
g) obiettivi di qualità: gli standards fissati per le sostanze
di cui all’allegato A in funzione dell’utilizzazione in atto o
potenziale del corpo idrico.
Art. 2. Competenze dello Stato. –
1. Sono fatte salve le competenze in materia non regolate dal
presente decreto, attribuite dalla legge 10 maggio 1976, n. 319 e
dalla legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni.
2. Il Ministro dell’ambiente:
a) determina gli indirizzi e attua il coordinamento delle
attività connesse all’applicazione del presente decreto;
b) stabilisce entro sei mesi dalla entrata in vigore del
presente decreto, specifiche metodologie per il rilevamento delle
caratteristiche qualitative delle acque di scarico e dei corpi
specifici ricettori;
c) fissa entro sei mesi dalla entrata in vigore del presente
decreto, i criteri metodologici per l’acquisizione e l’elaborazione
dei dati conoscitivi da parte delle regioni e cura l’acquisizione e
l’elaborazione dei dati forniti dalle regioni;
d) individua, in via generale e con riferimento alla maggiore
pericolosità della sostanza trattata, entro sei mesi dall’entrata
in vigore del presente decreto i casi in cui è obbligatoria
l’installazione di strumenti per il controllo automatico degli
scarichi contenenti le sostanze pericolose e fissa le cadenze
temporali alle quali il titolare dello scarico deve inviare i
risultati del controllo all’autorità competente; le spese di
installazione e gestione sono a carico del titolare dello scarico;
e) fornisce, agli organi delle Comunità europee tutte le
informazioni e esegue tutte le comunicazioni prescritte dalla
normativa comunitaria di settore;
f) presenta annualmente al Parlamento una relazione sullo
stato di attuazione del presente decreto.
3. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della
sanità e dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
a) aggiorna in adempimento di disposizioni comunitarie in
relazione alle conoscenze scientifiche relative alla tossicità,
alle persistenze ed alla accumulazione delle sostanze negli
organismi viventi e nei sedimenti gli elenchi I e II dell’allegato
A integrandoli con le sostanze indicate nella tabella A della legge
10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni, ovvero con le
sostanze per le quali non sono ancora stabiliti limiti di
emissione;
b) fissa entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente
decreto, i valori limite delle norme di emissione relativi alle
sostanze dell’allegato A integrando l’allegato B; determinando
sulla base delle indicazioni delle direttive CEE il punto di
prelievo dei campioni ai fini dell’applicazione dei valori, in modo
omogeneo per l’intero territorio nazionale;
c) adegua gli allegati A e B alle disposizioni comunitarie;
d) attua ed integra, entro sei mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, le disposizioni comunitarie relative alle
procedure di sorveglianza e controllo d’applicare agli scarichi, ai
metodi di campionamento e di analisi ed indica le cadenze temporali
dei controlli stessi;
e) individua entro sei mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, la migliore tecnologia in commercio nella
comunità; comprensiva anche delle tipologie di processi produttivi
non inquinanti, comportante l’eliminazione o la riduzione
dell’inquinamento provocata dalle sostanze nell’allegato A;
f) definisce, sentite le autorità di bacino di rilievo
nazionale interregionale o regionale, nonché gli altri Ministri
interessati, programmi specifici volti ad evitare o eliminare
l’inquinamento derivante da fonti significative, comprese le fonti
multiple e diffuse delle sostanze previste nell’allegato A diverse
dalle fonti di scarichi soggette a regime di valori limite
comunitari e delle norme nazionali di emissione. Tali programmi
individuano le misure e le tecniche per assicurare la sostituzione,
la ritenzione ed il riciclo delle sostanze.
4. Al fine di ridurre l’inquinamento provocato dalle sostanze
indicate negli elenchi I e II dell’allegato A, entro sei mesi dalla
entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell’ambiente:
a) fissa, di concerto con il Ministro della sanità, gli
obiettivi di qualità delle varie categorie dei corpi idrici, ne
determina le classi in relazione agli obiettivi medesimi, tenendo
conto della loro utilizzazione attuale o potenziale;
b) dispone, di concerto con i Ministri della sanità,
dell’agricoltura e delle foreste e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, in ordine alla composizione ed ai criteri d’uso
di sostanze, gruppi di sostanze e prodotti per il conseguimento
degli obiettivi di qualità delle varie categorie di corpi idrici;
c) stabilisce i criteri e le direttive per la predisposizione
dei piani di risanamento regionali prescritti dall’art. 3 e per le
assegnazioni alle classi di qualità di cui alla lettera a), d)
stabilisce i criteri di massima per l’attuazione dei piani e
criteri per l’adozione delle misure necessarie per il
raggiungimento degli obiettivi di qualità.
5. Ai fini dell’espletamento dei compiti e delle funzioni di cui ai
precedenti commi 2 e 3, il Ministro dell’ambiente si avvale
dell’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle
ricerche e dell’Istituto superiore di sanità.
6. Il Ministro dell’ambiente, in caso di inosservanza totale o
parziale da parte delle regioni degli obbligh…

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