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Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di tutela delle acque dall'inquinamento, a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge 24 aprile 1998, n. 128

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, recante
disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e
recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento
delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa
alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati
provenienti da fonti agricole;
Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, recante disposizioni per
l’adempimento degli obblighi derivanti dalla partecipazione
dell’Italia alle Comunità Europee (legge comunitaria 1995-1997) ed
in particolare l’articolo 1, comma 4;
Vista la legge 5 gennaio 1994, n. 36, e successive modifiche,
concernente disposizioni in materia di risorse idriche;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modifiche, concernente l’attuazione delle direttive 91/156/CEE sui
rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli
imballaggi e sui rifiuti di imballaggio;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
236;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;
Visto il regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775;
Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 maggio 2000;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
Deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 4 agosto 2000;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri della sanità,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, e del commercio
con l’estero, delle politiche agricole e forestali, dei lavori
pubblici, dei trasporti e della navigazione, delle finanze, del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per gli
affari regionali, della giustizia, degli affari esteri e per la
funzione pubblica;

emana
il seguente decreto legislativo:

Articolo 1 – Definizioni
1. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999,
n. 152, sono apportate le seguenti modifiche:
a) la lettera h) è sostituita dalla seguente: “h) “acque reflue
industriali”: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici
od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di
produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle
acque meteoriche di dilavamento;”;
b) la lettera i) è sostituita dalla seguente: “i) “acque reflue
urbane”: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue
domestiche, di acque reflue industriali, ovvero meteoriche di
dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e
provenienti da agglomerato; “;
c) la lettera m) è sostituita dalla seguente: “m) “agglomerato”:
area in cui la popolazione, ovvero le attività economiche sono
sufficientemente concentrate così da rendere possibile, e cioè
tecnicamente ed economicamente realizzabile anche in rapporto ai
benefici ambientali conseguibili, la raccolta e il convogliamento
delle acque reflue urbane verso un sistema di trattamento di acque
reflue urbane o verso un punto di scarico finale; “;
d) dopo la lettera n) è inserita la seguente: “n-bis)
“utilizzazione agronomica”: la gestione di effluenti di
allevamento, di acque di vegetazione residuate dalla lavorazione
delle olive ovvero di acque reflue provenienti da aziende agricole
e piccole aziende agroalimentari, dalla loro produzione
all’applicazione al terreno di cui alla lettera n), finalizzata
all’utilizzo delle sostanze nutritive e ammendanti nei medesimi
contenute ovvero al loro utilizzo irriguo o fertirriguo;”;
e) dopo la lettera o) è inserita la seguente: “o-bis) “gestore del
servizio idrico integrato”: il soggetto che in base alla
convenzione di cui all’articolo 11 della legge 5 gennaio 1994, n.
36, gestisce i servizi idrici integrati e, soltanto fino alla piena
operatività del servizio idrico integrato, il gestore esistente del
servizio pubblico;”;
f) dopo la lettera aa) è inserita la seguente: “aa-bis) “fognature
separate”: la rete fognaria costituita da due condotte, una che
canalizza le sole acque meteoriche di dilavamento e può essere
dotata di dispositivi per la raccolta e la separazione delle acque
di prima pioggia, l’altra che canalizza le altre acque reflue
unitamente alle eventuali acque di prima pioggia;”;
g) dopo la lettera cc) è inserita la seguente: “cc-bis) “scarichi
esistenti”: gli scarichi di acque reflue urbane che alla data del
13 giugno 1999 sono in esercizio e conformi al regime autorizzativo
previgente ovvero di impianti di trattamento di acque reflue urbane
per i quali alla stessa data siano già state completate tutte le
procedure relative alle gare di appalto e all’assegnazione lavori;
gli scarichi di acque reflue domestiche che alla data del 13 giugno
1999 sono in esercizio e conformi al regime autorizzativo
previgente; gli scarichi di acque reflue industriali che alla data
del 13 giugno 1999 sono in esercizio e già autorizzati;”.

Articolo 2 – Competenze
1. All’articolo 3 del decreto legislativo n. 152 del 1999, comma 3
è sostituito dal seguente:
“3. In relazione alle funzioni e ai compiti spettanti alle regioni
e agli enti locali, in caso di accertata inattività che comporti
inadempimento agli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione
europea o pericolo di grave pregiudizio alla salute o all’ambiente
o inottemperanza agli obblighi di informazione, il Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri competenti,
esercita i poteri sostitutivi in conformità all’articolo 5 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 fermi restando i poteri
di ordinanza previsti dall’ordinamento in caso di urgente
necessità, nonché quanto disposto dall’articolo 53. Gli oneri
economici connessi all’attività di sostituzione sono posti a carico
dell’ente inadempiente.”.

Articolo 3 – Perseguimento obiettivo di qualità ambientale
1. All’articolo 5 del decreto legislativo n. 152 del 1999, il comma
1 è sostituito dal seguente:
“1. Entro il 30 aprile 2003, sulla base dei dati già acquisiti e
dei risultati del primo rilevamento effettuato ai sensi degli
articoli. 42 e 43, le regioni identificano per ciascun corpo idrico
significativo, o parte di esso, la classe di qualità corrispondente
a una di quelle indicate nell’allegato 1.”.

Articolo 4 – Aree sensibili
1. L’articolo 18 del decreto legislativo n. 152 del 1999 è
sostituito dal seguente:
“Articolo 18 (Aree sensibili) – 1. Le aree sensibili sono
individuate secondo i criteri dell’allegato 6.
2. Ai fini della prima individuazione sono designate aree
sensibili:
a) i laghi di cui all’allegato 6, nonché i corsi d’acqua a esse
afferenti per un tratto di 10 chilometri dalla linea di costa;
b) le aree lagunari di Orbetello, Ravenna e Piallassa-Baiona, le
Valli di Comacchio, i laghi salmastri e il delta del Po;
c) le zone umide individuate ai sensi della convenzione di Ramsar
del 2 febbraio 1971, resa esecutiva con decreto del presidente
della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
d) le aree costiere dell’Adriatico-Nord Occidentale dalla foce
dell’Adige al confine meridionale del comune di Pesaro e i corsi
d’acqua ad essi afferenti per un tratto di 10 chilometri dalla
linea di costa.
3. Resta fermo quanto disposto dalla legislazione vigente
relativamente alla tutela di Venezia.
4. Sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato 6 e sentita
l’Autorità di bacino, le regioni, entro un anno dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, possono designare ulteriori
aree sensibili ovvero individuano all’interno delle aree indicate
nel comma 2, i corpi idrici che non costituiscono aree sensibili.
5. Le regioni, sulla base dei criteri previsti dall’allegato 6,
delimitano i bacini drenanti nelle aree sensibili che
contribuiscono all’inquinamento di tali aree.
6. Ogni quattro anni si provvede alla reidentificazione delle aree
sensibili e dei rispettivi bacini drenanti che contribuiscono
all’inquinamento delle aree sensibili.
7. Le nuove aree sensibili identificate ai sensi dei commi 4 e 6
devono soddisfare i requisiti dell’articolo 32 entro sette anni
dall’identificazione.”.

Articolo 5 – Salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee
destinate al consumo umano
1. L’articolo 21 del decreto legislativo n. 152 del 1999 è
sostituito dal seguente:
“Articolo 21 (Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque
superficiali e sotterranee destinate al consumo umano) – 1. Su
proposta delle autorità d’ambito, le regioni per mantenere e
migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali
e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante
impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse,
nonché per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree
di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di
rispetto, nonché, all’interno dei bacini imbriferi e delle aree di
ricarica della falda, le zone di protezione.
2. Per gli approvvigionamenti diversi da quelli di cui al comma 1,
le autorità competenti impartiscono, caso per caso, le prescrizioni
necessarie per la conservazione, la tutela della risorsa e il
controllo delle caratteristiche qualitative delle acque destinate
al consumo umano.
3. Per la gestione delle aree di salvaguardia si applicano le
disposizioni dell’articolo 13 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e
le disposizio…

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