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Rifinanziamento delle leggi di sostegno all'industria cantieristica ed armatoriale ed attuazione delle disposizioni comunitarie di settore

Art. 1.
1. Per consentire ulteriori interventi finalizzati al sostegno
dell’industria cantieristica ed armatoriale, con l’attuazione delle
misure previste dalla direttiva 87/167/CEE del Consiglio, del 26
gennaio 1987, e dalla direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21
dicembre 1990, sono autorizzati nel triennio 1997-1999 i seguenti
ulteriori limiti di impegno della durata massima di quindici anni:
a) per gli interventi di cui all’articolo 2 della legge 14 giugno
1989, n. 234, in ragione di lire 15.000 milioni per l’anno 1998;
b) per gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 del decreto-legge
24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22 febbraio 1994,
n. 132, in ragione di lire 45.000 milioni per l’anno 1997, 20.000
milioni per l’anno 1998 e 70.000 milioni per l’anno 1999;
c) per gli interventi di cui all’articolo 10 del decreto-legge 24
dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22 febbraio 1994, n.
132, in ragione di lire 40.000 milioni per l’anno 1997, 70.000
milioni per l’anno 1998 e 75.000 milioni per l’anno 1999.
Art. 2.
1. In attuazione del regolamento (CE) n. 1904/96 del Consiglio del
27 settembre 1996, relativo agli aiuti alla costruzione navale, le
disposizioni di cui al decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564,
convertito dalla legge 22 febbraio 1994, n. 132, recante
provvedimenti a favore dell’industria navalmeccanica e della
ricerca nel settore navale, sono estese, nei limiti degli
stanziamenti di cui all’articolo 1, ai contratti di costruzione e
trasformazione navale stipulati fino alla data di entrata in vigore
dell’accordo in sede di Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico (OCSE) del 21 dicembre 1994 relativo alle
normali condizioni di concorrenza nel settore della costruzione e
della riparazione navale commerciale o, in mancanza, fino al 31
dicembre 1997.
Art. 3.
1. In vista della entrata in vigore dell’accordo OCSE del 21
dicembre 1994 relativo alle normali condizioni di concorrenza nel
settore della costruzione e della riparazione navale commerciale o,
in ogni caso, del superamento in sede di Unione europea
dell’attuale regime di sostegno al settore stesso e tenuto conto
delle presenti condizioni del mercato, il Ministero dei trasporti e
della navigazione è autorizzato in via transitoria ed eccezionale
ad accordare alle imprese di costruzione navale iscritte all’Albo
di cui all’articolo 19, comma 1, lettera a), della legge 14 giugno
1989, n. 234, i contributi di cui all’articolo 3 del decreto-legge
24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22 febbraio 1994,
n. 132, in relazione alla produzione da essi effettivamente
sviluppata, nei limiti delle relative autorizzazioni di spesa.
Detta facoltà è esercitata con riferimento alla produzione
realizzata grazie ad incrementi della produttività ottenuti anche
mediante forme di associazione, integrazione e coordinamento tra
imprese iscritte al menzionato Albo delle imprese di costruzione
navale. Restano fermi i valori di capacità produttiva assistibile
annua, strutturale, già riconosciuti alla data del 31 dicembre 1995
alle suddette imprese ed è escluso in ogni caso il riconoscimento
di nuova capacità produttiva assistibile conseguente alla creazione
di nuove strutture produttive od all’iscrizione all’Albo di nuove
imprese.
2. Ai fini dell’ammissibilità ai contributi di cui agli articoli 3
e 10 del decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla
legge 22 febbraio 1994, n. 132, sono assimilati a tutti gli effetti
ai lavori di trasformazione di cui al comma 2 dell’articolo 4 del
citato decreto-legge i lavori di completamento di costruzioni
rientranti nel campo d’applicazione dell’anzidetta normativa
eseguiti da imprese iscritte all’Albo speciale delle imprese di
riparazione navale, terza e quarta fascia dimensionale, di cui
all’articolo 19, comma 1, lettera b), della legge 14 giugno 1989,
n. 234, sempre che il valore contrattuale delle relative commesse
non sia inferiore ai 10 milioni di ECU.
3. Al fine di equiparare le condizioni di concorrenza tra cantieri
italiani e cantieri di altri Paesi dell’Unione europea, la
concessione dei contributi di cui all’articolo 10 del decreto-legge
24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22 febbraio 1994,
n. 132, deve intendersi accordabile, nei limiti delle relative
autorizzazioni di spesa, per le iniziative relative alla
costruzione di navi commesse ai cantieri nazionali iscritti
all’Albo di cui all’articolo 19, comma 1, lettera a), della legge
14 giugno 1989, n. 234, od ai cantieri di altri Paesi dell’Unione
europea, prescindendo dall’applicazione delle norme relative alle
tecniche organizzative ed alle modalità del processo produttivo
contenute nel regolamento adottato con decreto del Ministro della
marina mercantile 8 novembre 1990, n. 373.
Art. 4.
1. In relazione al processo di normalizzazione del mercato
internazionale della costruzione navale, di cui al citato accordo
OCSE del 21 dicembre 1994, e allo scopo di favorire la
privatizzazione dell’industria cantieristica nazionale, il Ministro
del tesoro, di concerto con il Ministro dei trasporti e della
navigazione, è autorizzato a partecipare, in concorso con altri
soggetti, e subordinatamente alla non opposizione da parte dei
competenti organi della Comunità europea, alla ricapitalizzazione
della società Fincantieri-Cantieri Navali Italiani SpA.
2. Per la corresponsione delle somme di cui al comma 1 si applicano
le procedure di cui alla legge 31 dicembre 1991, n. 431.
3. Per le finalità di cui al comma 1 sono autorizzati limiti di
impegno quindicennali in ragione di lire 15.000 milioni per l’anno
1997 e 20.000 milioni per l’anno 1998.
Art. 5.
1. È istituito il Fondo centrale di garanzia per il credito navale,
di seguito denominato “Fondo”, destinato alla copertura dei rischi
derivanti dalla mancata restituzione del capitale e dalla mancata
corresponsione dei relativi interessi ed altri accessori connessi o
dipendenti dai finanziamenti di cui al presente articolo. La
gestione finanziaria, amministrativa e tecnica del Fondo è affidata
all’Istituto centrale per il credito a medio termine (Mediocredito
centrale) o a una società a prevalente partecipazione bancaria
individuata con decreto del Ministro del tesoro.
2. Possono essere ammessi all’intervento della garanzia del Fondo i
finanziamenti garantiti da ipoteca di primo grado sulla nave che ne
è oggetto, concessi da banche ad armatori italiani ed esteri per i
lavori, effettuati nei cantieri nazionali, di costruzione e
trasformazione delle unità navali previste dall’articolo 2 del
decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22
febbraio 1994, n. 132, di durata non superiore a dodici anni
dall’ultimazione della nave, di importo non superiore all’80 per
cento del prezzo contrattuale e ad un tasso di interesse non
inferiore a quello di cui alla risoluzione del Consiglio dell’OCSE
del 3 agosto 1981, e successive modificazioni.
3. La garanzia del Fondo può essere accordata alla banca concedente
il finanziamento fino ad un massimale del 40 per cento del
finanziamento stesso, su richiesta della banca concedente, previa
richiesta della banca concedente e dell’armatore interessato. Nei
limiti di detto massimale, la garanzia può essere attivata in
misura non superiore al 90 per cento della perdita che, di intesa
con il soggetto gestore del Fondo, risulti definitivamente
accertata.
4. Le condizioni e le modalità dell’intervento della garanzia del
Fondo sono stabilite con decreto del Ministro del tesoro, di
concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione.
5. Il Fondo ha una dotazione iniziale costituita dall’apporto dello
Stato ed è alimentato dai versamenti una tantum effettuati dalle
banche richiedenti a fronte della concessione della garanzia e
dagli interessi maturati sulle disponibilità del Fondo stesso.
6. Per l’attuazione di quanto disposto dal presente articolo è
autorizzato un limite d’impegno di durata decennale pari a lire
20.000 milioni per l’anno 1998.
Art. 6.
1. Al fine di incrementare il ruolo della ricerca e sviluppo nel
miglioramento della competitività e di consolidare le basi
tecnologiche dell’industria navalmeccanica, il Ministero dei
trasporti e della navigazione è autorizzato a concedere, nel quadro
della disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e
allo sviluppo di cui alla comunicazione della Commissione delle
Comunità europee n. 96/C 45/06, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità europee n. C45 del 17 febbraio 1996, all’Istituto
nazionale per studi ed esperienze di architettura navale (INSEAN)
di Roma ed al Centro per gli studi di tecnica navale SpA (CETENA)
di Genova, contributi per i programmi di ricerca nel settore navale
relativi al periodo 1^ gennaio 1997- 31 dicembre 1999 ed aventi ad
oggetto lo sviluppo di soluzioni avanzate in tema di trasporti
marittimi ed industria cantieristica, determinati e corrisposti nei
limiti e secondo le aliquote, le modalità e le procedure di cui ai
seguenti commi.
2. I contributi di cui al comma 1 sono riferiti alle spese
sostenute per la realizzazione dei programmi di ricerca finalizzati
ad:
a) attività di ricerca fondamentale nelle discipline scientifiche
di potenziale interesse per l’ingegneria navale marina, non
collegata ad obiettivi industriali o commerciali;
b) attività di ricerca industriale tesa alla definizione di
metodologie avanzate ed innovative nel campo della progettazione
delle navi e delle strutture marine, nonchè alla definizione di
tecnologie costruttive in campi innovativi, in particolare per navi
o…

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