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Interventi per la ristrutturazione dell'autotrasporto e lo sviluppo dell'intermodalità

Art. 1.
(Interventi per la ristrutturazione dell’autotrasporto e lo
sviluppo dell’intermodalità e del trasporto combinato)
1. La presente legge si propone di consentire al comparto
dell’autotrasporto nazionale di evolvere verso forme e modalità di
servizio piú evolute e competitive e di incrementare il trasporto
combinato. A tal fine la presente legge ha la finalità di favorire
la ristrutturazione del sistema dell’autotrasporto italiano
attraverso un complesso di interventi volti ad incentivare le
aggregazioni tra imprese, nonché la riduzione delle imprese
monoveicolari, ottenendo in tal modo una riduzione di capacità di
carico complessiva. La presente legge si propone inoltre di
favorire un maggiore grado di sicurezza nella circolazione stradale
dei mezzi e un minore impatto ambientale in coerenza con le
normative dell’Unione europea in materia.
2. Ai fini della presente legge si intende:
a) per autotrasporto di cose per conto di terzi, l’attività di cui
all’articolo 40 della legge 6 giugno 1974, n. 298;
b) per albo degli autotrasportatori, l’albo nazionale delle persone
fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per
conto di terzi, di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298;
c) per impresa di autotrasporto, la persona fisica o giuridica
iscritta nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese
artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, che esercita
l’attività di autotrasporto di cose per conto di terzi e che é
iscritta all’albo degli autotrasportatori;
d) per autorizzazioni, le autorizzazioni di cui all’articolo 41
della legge 6 giugno 1974, n. 298;
e) per raggruppamento, le strutture societarie costituite a norma
del libro V, titolo VI, capo I o del libro V, Titolo X, capo II,
sezioni II e II- bis , del codice civile;
f) per trasporto combinato, il trasporto di merci per cui
l’autocarro, il rimorchio, il semirimorchio con o senza il veicolo
trattore, la cassa mobile o il contenitore effettuano la parte
iniziale o terminale del tragitto su strada e l’altra parte per
ferrovia, per via navigabile interna o per mare.
3. Per il conseguimento di maggiori e piú adeguati livelli di
sicurezza stradale e di protezione dell’ambiente dalle emissioni
inquinanti originate dal trasporto stradale di cose, nonché per
determinare, sulla base del Piano generale dei trasporti e dei suoi
aggiornamenti, uno sviluppo delle quote di traffico che le imprese
di autotrasporto effettuano mediante ricorso a tecniche intermodali
ed al trasporto combinato strada-ferrovia, strada-mare e strada-
aereo, il Ministro dei trasporti e della navigazione adotta con
proprio decreto un piano complessivo di ripartizione nel triennio
1997-1999 delle risorse per la concessione di benefíci a favore
delle imprese e dei raggruppamenti di imprese. Tali benefíci sono
destinati alle seguenti finalità:
a) investimenti innovativi delle imprese di autotrasporto e
connesse forme di garanzia anche per ulteriori investimenti
aggiuntivi o integrativi da parte delle imprese, nei limiti del 50
per cento delle risorse complessive;
b) incentivazione all’esodo volontario delle imprese di trasporto
monoveicolari, nei limiti del 18 per cento delle risorse
complessive;
c) incentivazione delle aggregazioni tra imprese di autotrasporto e
dei servizi intermodali, nei limiti del 15 per cento delle risorse
complessive;
d) finanziamento dei mezzi adibiti alla gestione del trasporto
combinato, per l’acquisto delle attrezzature necessarie alla mo
vimentazione delle unità di carico specifiche destinate al
trasporto combinato per ferrovia, per mare e per vie navigabili
interne, nonché agevolazioni al trasporto combinato, nei limiti del
17 per cento delle risorse complessive.
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 8 della legge 6
giugno 1974, n. 298, e dal decreto del Presidente della Repubblica
7 novembre 1994, n. 681, al fine di tener conto dell’evoluzione
economica e strutturale del settore, le funzioni del comitato
centrale per l’albo delle persone fisiche e giuridiche che
esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi sono
integrate dalle seguenti:
a) il comitato centrale opera in posizione di autonomia sotto la
vigilanza del Ministro dei trasporti e della navigazione;
b) il comitato centrale collabora direttamente con il Ministro dei
trasporti e della navigazione per la definizione degli obiettivi e
delle priorità dell’azione amministrativa, ai fini del concreto
miglioramento e dello sviluppo dell’autotrasporto di cose; presta
anche la propria consulenza su tutte le questioni afferenti il
settore dell’autotrasporto di cose per conto di terzi, ivi comprese
quelle concernenti il rispetto della normativa comunitaria e degli
altri obblighi derivanti dalla partecipazione dell’Italia alla
Unione europea e ad altri accordi internazionali;
c) il comitato centrale esprime pareri obbligatori sui programmi e
sulle direttive in materia di autotrasporto di cose prima della
loro adozione da parte del Ministero dei trasporti e della
navigazione, nonché sulla predisposizione della relativa normativa
di attuazione, in conformità ai princípi di cui all’articolo 92 del
trattato CEE;
d) il comitato centrale propone al Ministero dei trasporti e della
navigazione la normativa ed i provvedimenti amministrativi relativi
al funzionamento delle commissioni esaminatrici, alle modalità di
svolgimento delle prove ed ai programmi di esame per l’accesso alla
professione di autotra sportatore, in modo da assicurare
l’imparzialità di giudizio e l’accertamento della professionalità
conformemente alla normativa comunitaria;
e) il comitato centrale coordina l’attività dei segretari dei
comitati provinciali e degli stessi comitati;
f) il comitato centrale propone al Ministro dei trasporti e della
navigazione, che provvede con proprio decreto, i criteri per
l’accertamento della rappresentatività delle associazioni di
categoria degli autotrasportatori di cose per conto di terzi ai
fini della designazione dei rappresentanti nei comitati centrale e
provinciali;
g) il comitato centrale cura le attività formative interessanti
l’autotrasporto di cose per conto di terzi, utilizzando, oltrealle
somme a tal fine destinate dal comitato centrale medesimo, anche le
risorse dei fondi strutturali dell’Unione europea e gli altri
finanziamenti dello Stato e degli enti territoriali, nonché i
contributi volontariamente versati da organismi privati e da
acquisire con la procedura di cui all’articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 7 novembre 1994, n. 681;
h) il comitato centrale utilizza le quote di cui all’articolo 2
della legge 27 maggio 1993, n. 162, versate dagli autotrasportatori
iscritti all’albo nazionale, per l’assolvimento dei compiti
previsti dagli articoli 8 e 9 della legge 6 giugno 1974, n. 298, e
dalla presente legge, nonché per l’espletamento di tutti gli
adempimenti connessi. A tal fine la normativa contabile per
l’amministrazione delle quote versate dagli autotrasportatori é
stabilita con provvedimento del comitato centrale. Gli impegni di
spesa e gli altri provvedimenti relativi allo svolgimento
dell’attività del comitato centrale sono assunti e formalizzati a
seguito della deliberazione dello stesso comitato, con
provvedimento adottato dal presidente o dal vicepresidente
delegato. Alle relative dotazioni provvede il Ministero dei
trasporti e della navigazione utilizzando le risorse iscritte nel
relativo bilancio.

5. I componenti del comitato centrale e dei comitati regionali e
provinciali per l’albo nazionale degli autotrasportatori, di cui al
titolo I della legge 6 giugno 1974, n. 298, in carica alla data di
entrata in vigore della presente legge, sono prorogati nel loro
mandato fino al centottantesimo giorno successivo alla predetta
data.
6. Tutte le persone fisiche e giuridiche che esercitano
l’autotrasporto di cose per conto di terzi con qualsiasi mezzo e
tonnellaggio e a qualsiasi titolo devono essere iscritte all’albo
degli autotrasportatori.
7. Sulla base di un rapporto del Comitato di cui all’articolo 8, il
Ministro dei trasporti e della navigazione riferisce annualmente e
comunque entro il 30 settembre al Parlamento sullo stato di
attuazione della presente legge, sul conseguimento degli obiettivi
programmatici volti al riequilibrio della domanda di trasporto tra
strada, ferrovia e cabotaggio marittimo, sulla valutazione degli
effetti conseguiti sul mercato del trasporto e sulla rispondenza
degli interventi attuati alle normative dell’Unione europea.

Art. 2.
(Investimenti innovativi e
formazione professionale)
1. Per lo sviluppo dell’impresa di autotrasporto di merci in
funzione del trasporto combinato e, in tale contesto, degli
investimenti innovativi e per la formazione professionale, gli
interventi previsti dal presente articolo sono destinati al
finanziamento agevolato delle iniziative riguardanti:
a) l’acquisizione dei programmi e delle apparecchiature finalizzati
all’introduzione di tecnologie innovative funzionali allo sviluppo
dell’intermodalità e del trasporto combinato, ed all’innovazione
della gestione dell’impresa di trasporto, affinché la stessa possa
orientarsi verso forme di trasporto combinato, ivi compresi i
sistemi satellitari e telematici che consentano la gestione
unitaria ed il controllo della merce durante ogni singola fase del
trasporto, nonché dell’assistenza specialistica necessaria per il
conseguimento della certificazione di qualità secondo gli standard
di cui alle norme UNI-EN 29.000 ovvero ISO 9000. Alle suddette…

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