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Norme di adeguamento dell'attività degli spedizionieri doganali alle mutate esigenze dei traffici e dell'interscambio internazionale delle merci

Art. 1.
(Nuove attribuzioni agli spedizionieri
doganali)
1. Gli spedizionieri doganali, iscritti agli albi professionali
istituiti con la legge 22 dicembre 1960, n. 1612, riconosciuti
quali professionisti qualificati per le materie previste
dall’articolo 1 della predetta legge n. 1612 del 1960, sono
abilitati alla rappresentanza dinanzi agli uffici
dell’Amministrazione finanziaria.
2. Gli spedizionieri doganali iscritti agli albi di cui al comma 1
sono altresì abilitati a svolgere i compiti che lo Stato, le
regioni, le province, i comuni e gli enti locali, per effetto di
norme nazionali o comunitarie, possono affidare ai privati.
Art. 2.
(Asseverazione dei dati)
1. Gli spedizionieri doganali possono asseverare i dati contenuti
nelle dichiarazioni da presentare agli uffici finanziari. Tali
dichiarazioni sono trasmesse ai competenti uffici preferibilmente
per via telematica.
2. Il direttore generale del dipartimento delle dogane e imposte
indirette può abilitare altri soggetti, in possesso dei necessari
requisiti professionali, all’asseverazione dei dati contenuti nelle
dichiarazioni di cui al comma 1.
3. Gli spedizionieri doganali in possesso dell’autorizzazione di
cui all’articolo 6 del decreto del Ministro delle finanze 31 marzo
1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 7 aprile 1992,
possono asseverare la conformità dei dati esposti negli elenchi
riepilogativi delle cessioni e degli acquisti di cui all’articolo
50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, con le
scritture contabili previste dagli articoli 23, 24 e 25 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
successive modificazioni.
4. Nell’effettuazione di controlli in sede di accertamento
l’Amministrazione finanziaria assume, di norma, i dati che siano
stati asseverati dagli spedizionieri doganali ovvero dai soggetti
di cui al comma 2, salvo che vi siano fondati motivi per procedere
ad ulteriori verifiche dei dati stessi.
5. Ai fini della presente legge, per asseverazione si intende la
verifica della corrispondenza dei dati contenuti nelle
dichiarazioni presentate con i documenti sui quali le stesse si
basano. Relativamente alle dichiarazioni doganali, l’asseverazione
comprende anche l’attestazione che l’operazione doganale richiesta
è regolare, completa dei documenti necessari e risponde a tutti i
requisiti richiesti dalla normativa vigente per poter essere
effettuata.
6. In ordine alla regolarità, veridicità e completezza dei dati,
nonché alla idoneità e validità dei documenti allegati, gli
spedizionieri doganali e gli altri soggetti di cui al comma 2, se
erano o avrebbero dovuto ragionevolmente essere a conoscenza della
loro erroneità, rispondono solidalmente del pagamento del tributo.
7. In caso di asseverazioni false e mendaci gli spedizionieri
doganali e gli altri soggetti di cui al comma 2 sono responsabili
anche patrimonialmente per i danni procurati all’erario.
8. Nei casi di cui al comma 6, gli spedizionieri doganali e gli
altri soggetti di cui al comma 2 sono sospesi per un anno dalla
possibilità di asseverare i dati di cui ai commi da 1 a 4. Nei casi
di cui al comma 7, o nel caso di ripetuti comportamenti di cui al
comma 6, gli spedizionieri doganali e gli altri soggetti di cui al
comma 2 decadono definitivamente dai benefici di cui ai commi 1, 3
e 4.
Art. 3.
(Centri di assistenza doganale)
1. I centri di assistenza doganale (CAD) di cui al decreto-legge 30
dicembre 1991, n. 417, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
febbraio 1992, n. 66, e disciplinati dal decreto del Ministro delle
finanze 11 dicembre 1992, n. 549, sono muniti dall’Amministrazione
finanziaria di un timbro speciale conforme a quello di cui
all’allegato 62 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione,
del 2 luglio 1993, da utilizzare per la certificazione dei
documenti emessi.
2. Ai CAD si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma
2, e di cui all’articolo 2.
3. I CAD, obbligatoriamente muniti di collegamento telematico con
gli uffici dell’amministrazione doganale, possono anche acquisire e
trasmettere gli elenchi di cui al comma 3 dell’articolo 2, dopo
averne asseverata la conformità dei dati.
4. L’autorizzazione all’esercizio dei CAD prevede la loro
ammissione alle procedure semplificate di accertamento di cui
all’articolo 76 del codice doganale comunitario di cui al
regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, e
agli articoli 253 e seguenti del regolamento (CEE) n. 2454/93 della
Commissione, del 2 luglio 1993, alle condizioni e con le modalità
dagli stessi previste.
5. I CAD, in attuazione delle procedure semplificate, possono
presentare le merci, oltre che negli spazi e nei luoghi destinati
all’effettuazione delle operazioni doganali di cui all’articolo 17
del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio
1973, n. 43, anche presso i luoghi, i magazzini o i depositi dei
soggetti per conto dei quali di volta in volta essi operano e
presso i quali le merci si trovano giacenti, semprechè tali luoghi,
magazzini o depositi siano siti nell’ambito territoriale di
competenza della circoscrizione doganale presso la quale sono
accreditati ad operare.
6. Con provvedimento del direttore generale del dipartimento delle
dogane e imposte indirette, da emanare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati i
casi e le modalità di esercizio della facoltà di cui al comma 5.
Fino alla data di emanazione del predetto provvedimento i CAD già
in attività continuano ad operare in conformità alle disposizioni
di cui ai disciplinari emanati dalla circoscrizione doganale di
competenza.
7. I CAD sono autorizzati a riscuotere i diritti portuali secondo
le modalità che saranno fissate dalle Amministrazioni competenti.
8. I CAD sono abilitati a svolgere attività quali enti per le
ispezioni della Comunità europea di cui al regolamento (CE) n.
3287/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994.
9. Il direttore generale del dipartimento delle dogane e imposte
indirette può abilitare altri soggetti, in possesso dei necessari
requisiti di professionalità, a presentare le merci secondo le
modalità previste al comma 5.
Art. 4.
(Procedure semplificate)
1. Le procedure semplificate previste dall’articolo 76 del codice
doganale comunitario di cui al regolamento (CEE) n. 2913/92 del
Consiglio, del 12 ottobre 1992, sono consentite ai soggetti
richiedenti alle condizioni previste dagli articoli 253 e seguenti
del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio
1993.
2. Con provvedimento del direttore generale del dipartimento delle
dogane e imposte indirette, da emanare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate
le procedure autorizzatorie e le modalità di esercizio delle
procedure semplificate di cui al comma 1.
Art. 5.
(Pagamento differito)
1. L’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 202,
è abrogato.
2. In conformità agli articoli 226 e 227 del codice doganale
comunitario di cui al regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio,
del 12 ottobre 1992, l’articolo 79 del testo unico delle
disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e
successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
«Art. 79. – (Pagamento differito di diritti doganali). – 1. Il
ricevitore della dogana consente, a richiesta dell’operatore, il
pagamento differito dei diritti doganali per un periodo di trenta
giorni. Lo stesso ricevitore può autorizzare la concessione di una
maggiore dilazione, per il pagamento dei diritti afferenti la sola
fiscalità interna, fino ad un massimo di novanta giorni, compresi i
primi trenta.
2. La concessione del pagamento differito, sia per i primi trenta
giorni sia per la maggiore dilazione, è accordata a condizione che,
a garanzia dei diritti dovuti e dei relativi interessi, sia
prestata cauzione ai sensi dell’articolo 87.
3. Il ricevitore della dogana può in qualsiasi momento, quando
sorgano fondati timori sulla possibilità del tempestivo
soddisfacimento del debito, revocare la concessione del pagamento
differito; in tal caso l’operatore deve, entro cinque giorni dalla
notifica della revoca, estinguere il suo debito o prestare una
ulteriore garanzia ritenuta idonea dal ricevitore stesso.
4. L’agevolazione del pagamento differito comporta l’obbligo della
corresponsione degli interessi, con esclusione dei primi trenta
giorni, al saggio stabilito semestralmente con decreto del Ministro
delle finanze sulla base del rendimento netto dei buoni ordinari
del tesoro a tre mesi».
3. Il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto afferente le
operazioni doganali effettuate dal 1º al 24 dicembre deve essere
comunque eseguito non oltre il successivo 30 dicembre di ciascun
anno.
Art. 6.
(Diploma di laurea)
1. In deroga al disposto dell’articolo 48, primo comma, lettera e),
del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio
1973, n. 43, l’esame per il conseguimento della patente di
spedizioniere doganale per gli aspiranti in possesso del diploma di
laurea in materie giuridiche, economiche ed equipollenti, consiste
in un colloquio nelle materie previste dall’articolo 52 del
predetto testo unico.
2. Agli aspir…

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