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Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 25 giugno 1998, n. 213, in materia di introduzione dell'euro nell'ordinamento nazionale, a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge 17 dicembre 1997, n. 433.

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 17 dicembre 1997, n. 433, ed in particolare
l’articolo 1, comma 4, in base al quale entro due anni dalla data
di entrata in vigore della legge possono essere emanate
disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi
emanati ai sensi del comma 1 del medesimo articolo 1;
Visto il decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 febbraio 1999;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Acquisito il parere della Banca centrale europea (BCE);
Visti i regolamenti (CE) n. 1103/97 del 17 giugno 1997 e n. 974/98
del 3 maggio 1998;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 9 giugno 1999;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei
Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
di concerto con i Ministri degli affari esteri, delle finanze e di
grazia e giustizia;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 24 giugno 1998,
n. 213, le parole: “norme vigenti che stabiliscono tariffe, prezzi
amministrati o comunque imposti” sono sostituite dalle seguenti:
“norme vigenti, ivi comprese quelle che stabiliscono tariffe,
prezzi amministrati o comunque imposti”.
2. All’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 24 giugno 1998,
n. 213, dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti:
“h-bis) il comma 1 dell’articolo 3 della legge 31 gennaio 1992, n.
59, e’ sostituito dal seguente: ”1. Il limite massimo della quota
e delle azioni che ciascun socio persona fisica puo’ possedere,
stabilito dal primo comma dell’articolo 24 del decreto legislativo
del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577,
ratificato, con modificazioni, con legge 2 aprile 1951, n. 302, e
successive modificazioni, da ultimo elevato dall’articolo 17, primo
comma, della legge 19 marzo 1983, n. 72, e’ determinato in
cinquantamila euro. Per i soci delle cooperative di manipolazioni,
trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli e di quelle di produzione e lavoro, tale limite e’ fissato
in settantamila euro”;
h-ter) l’articolo 2485 del codice civile e’ sostituito dal
seguente: ”Ogni socio ha diritto ad almeno un voto nell’assemblea.
Se la quota e’ multipla di un euro, il socio ha diritto a un voto
per ogni euro”.”.
3. Il comma 5 dell’articolo 4 del decreto legislativo 24 giugno
1998, n. 213, e’ sostituito dai seguenti:
” 5. Le quotazioni di riferimento contro euro delle valute estere
sono rilevate per ciascuna giornata lavorativa secondo le procedure
stabilite nell’ambito del Sistema europeo delle banche centrali.
5-bis. La Banca d’Italia puo’ rilevare per ciascuna giornata
lavorativa le quotazioni di valute estere, diverse da quelle le cui
quotazioni sono rilevate ai sensi del comma 5, secondo le modalita’
eventualmente stabilite nell’ambito del Sistema europeo delle
banche centrali.
5-ter. La Banca d’Italia divulga al mercato le quotazioni rilevate
ai sensi dei commi 5 e 5-bis e le comunica al Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, che ne cura la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
5-quater. Le quotazioni delle valute estere rilevate ai sensi dei
commi 5 e 5-bis tengono luogo di quelle precedentemente rilevate,
cui le disposizioni vigenti fanno riferimento, a qualsiasi titolo.
5-quinquies. Sono abrogate la legge 12 agosto 1993, n. 312, ed ogni
altra disposizione incompatibile con il presente decreto
legislativo.”.
Art. 2.
1. Al comma 1 dell’articolo 17 del decreto legislativo 24 giugno
1998, n. 213, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “In
alternativa, le medesime societa’ possono avvalersi di quanto
disposto al comma 6.”.
2. Il comma 5 dell’articolo 17 del decreto legislativo 24 giugno
1998, n. 213, e’ sostituito dal seguente:
” 5. Le operazioni di cui ai commi da 1 a 4 sono deliberate dagli
amministratori in deroga agli articoli 2365 e 2376 del codice
civile e, con riferimento all’operazione di aumento del capitale
sociale di cui al comma 2, anche in deroga all’articolo 2443 del
codice civile. Nei casi indicati ai commi 3 e 4 non si applica il
terzo comma dell’articolo 2445 del codice civile. I verbali delle
predette deliberazioni vengono depositati e iscritti a norma
dell’articolo 2436 del codice civile. Se la delibera risulta da
verbale ricevuto da un notaio, per l’iscrizione nel registro delle
imprese non occorre l’omologazione prevista dal secondo comma
dall’articolo 2411 del codice civile. Al notaio che riceve il
verbale compete l’onorario fisso previsto per i verbali di
assemblea di cui all’articolo 7 della tariffa professionale. Gli
amministratori riferiscono del loro operato alla prima assemblea
utile.”.
3. Al comma 6 dell’articolo 17 del decreto legislativo 24 giugno
1998, n. 213, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le
assemblee speciali deliberano la conversione in prima e in seconda
convocazione col voto favorevole di tante azioni che rappresentino
rispettivamente almeno il venti e il dieci per cento delle azioni
in circolazione; in terza convocazione le assemblee speciali
deliberano la conversione a maggioranza dei presenti, qualunque sia
la parte di capitale rappresentata dai soci intervenuti.”.
4. Dopo il comma 6 dell’articolo 17 del decreto legislativo 24
giugno 1998, n. 213, e’ inserito il seguente: “6-bis. In
applicazione del principio di neutralita’ sancito dalla lettera b)
del comma 1 dell’articolo 2 della legge 17 dicembre 1997, n. 433,
le deliberazioni adottate all’esclusivo fine delle conversioni di
cui ai commi precedenti, sono esenti dalle imposte di registro e di
bollo.”.
5. All’articolo 17 del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213,
e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
“10-bis. In presenza di obbligazioni convertibili in azioni, il
comma 6 dell’articolo 2420-bis del codice civile si applica anche
nei casi previsti dai commi 3 e 4, nonche’ quando si modifica il
valore nominale delle obbligazioni convertibili a seguito della
ridenominazione di cui agli articoli 11, 12 e 13 del presente
decreto.”.
Art. 3.
1. Al decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, dopo l’articolo
52 e’ inserito il seguente titolo:
“Titolo VIII Monetazione metallica Art. 52-bis. Medaglie e gettoni
in euro
1. Sono vietati la produzione, l’emissione, lo stoccaggio,
l’importazione, la distribuzione e il commercio di medaglie,
gettoni metallici o di altri oggetti metallici simili a monete che
riportino la scritta ”euro”, ”euro cent” o scritte similari o
che riproducano, anche parzialmente, l’immagine del lato comune o
di quello nazionale delle monete in euro.
2. La violazione del divieto di cui al comma 1 e’ punita con una
sanzione amministrativa pecuniaria, la cui misura puo’ essere
stabilita fino al 40 per cento del valore dei beni e dei diritti
che costituiscono oggetto dell’illecito.
3. Oltre alla sanzione di cui al comma 2, il trasgressore e’
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire tremila a lire trentamila per ogni medaglia, gettone
metallico o oggetto metallico simile a monete, vietati ai sensi del
comma 1. In ogni caso, l’importo complessivo delle sanzioni, ivi
compresa quella di cui al comma 2, non deve superare il quintuplo
del valore dei beni e dei diritti che costituiscono oggetto
dell’illecito.
4. Per l’accertamento delle violazioni previste dal presente
articolo e per l’irrogazione delle relative sanzioni si applicano
le disposizioni del testo unico delle norme in materia valutaria,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo
1988, n. 148, nonche’, in quanto compatibili, quelle di cui alla
legge 24 novembre 1981, n. 689. Non e’ ammesso il pagamento in
misura ridotta previsto dall’articolo 16 della stessa legge.
Art. 52-ter. Prescrizione delle monete metalliche
1. Le monete metalliche si prescrivono a favore dell’erario decorsi
dieci anni dalla data di cessazione del corso legale.”.
Art. 4.
1. Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

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