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Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL, nonchè disposizioni per il riordino degli enti previdenziali

Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il
riordino degli incentivi all’occupazione e della normativa che
disciplina l’INAIL, nonchè disposizioni per il riordino degli enti
previdenziali
Capo I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INVESTIMENTI
Art. 1. Costituzione di unità tecniche di supporto alla
programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli
investimenti pubblici
1. Al fine di migliorare e dare maggiore qualità ed efficienza al
processo di programmazione delle politiche di sviluppo, le
amministrazioni centrali e regionali, previa intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, istituiscono e rendono
operativi, entro il 31 ottobre 1999, propri nuclei di valutazione e
verifica degli investimenti pubblici che, in raccordo fra loro e
con il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici
del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, garantiscono il supporto tecnico nelle fasi di
programmazione, valutazione, attuazione e verifica di piani,
programmi e politiche di intervento promossi e attuati da ogni
singola amministrazione. È assicurata l’integrazione dei nuclei di
valutazione e verifica degli investimenti pubblici con il Sistema
statistico nazionale, secondo quanto previsto dall’articolo 6 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. I nuclei di valutazione e verifica di cui al comma 1 operano
all’interno delle rispettive amministrazioni, in collegamento con
gli uffici di statistica costituiti ai sensi del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, ed esprimono adeguati livelli
di competenza tecnica ed operativa al fine di poter svolgere
funzioni tecniche a forte contenuto di specializzazione, con
particolare riferimento per:
a) l’assistenza e il supporto tecnico per le fasi di
programmazione, formulazione e valutazione di documenti di
programma, per le analisi di opportunità e fattibilità degli
investimenti e per la valutazione ex ante di progetti e interventi
tenendo conto in particolare di criteri di qualità ambientale e di
sostenibilità dello sviluppo ovvero dell’indicazione della
compatibilità ecologica degli investimenti pubblici;
b) la gestione del Sistema di monitoraggio di cui al comma 5, da
realizzare congiuntamente con gli uffici di statistica delle
rispettive amministrazioni;
c) l’attività volta alla graduale estensione delle tecniche proprie
dei fondi strutturali all’insieme dei programmi e dei progetti
attuati a livello territoriale, con riferimento alle fasi di
programmazione, valutazione, monitoraggio e verifica.
3. Le attività volte alla costituzione dei nuclei di valutazione e
verifica di cui al comma 1 sono attuate autonomamente sotto il
profilo amministrativo, organizzativo e funzionale dalle singole
amministrazioni tenendo conto delle strutture similari già
esistenti e della necessità di evitare duplicazioni. Le
amministrazioni provvedono a tal fine ad elaborare, anche sulla
base di un’adeguata analisi organizzativa, un programma di
attuazione comprensivo delle connesse attività di formazione e
aggiornamento necessarie alla costituzione e all’avvio dei nuclei.
4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
indicati le caratteristiche organizzative comuni dei nuclei di cui
al presente articolo, ivi compresa la spettanza di compensi agli
eventuali componenti estranei alla pubblica amministrazione, nonchè
le modalità e i criteri per la formulazione e la realizzazione dei
programmi di attuazione di cui al comma 3.
5. È istituito presso il Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE) il «Sistema di monitoraggio degli
investimenti pubblici» (MIP), con il compito di fornire
tempestivamente informazioni sull’attuazione delle politiche di
sviluppo, con particolare riferimento ai programmi cofinanziati con
i fondi strutturali europei, sulla base dell’attività di
monitoraggio svolta dai nuclei di cui al comma 1. Tale attività
concerne le modalità attuative dei programmi di investimento e
l’avanzamento tecnico-procedurale, finanziario e fisico dei singoli
interventi. Il Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici
è funzionale all’alimentazione di una banca dati tenuta nell’ambito
dello stesso CIPE, anche con l’utilizzazione del Sistema
informativo integrato del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica. Il CIPE, con propria deliberazione,
costituisce e definisce la strutturazione del Sistema di
monitoraggio degli investimenti pubblici, disciplina il suo
funzionamento ed emana indirizzi per la sua attività, previa intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
6. Il Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici deve
essere flessibile ed integrabile in modo tale da essere funzionale
al progetto «Rete unitaria della pubblica amministrazione», di cui
alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 5
settembre 1995, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 272 del 21
novembre 1995. Le informazioni derivanti dall’attività di
monitoraggio sono trasmesse dal CIPE alla Cabina di regia nazionale
di cui all’articolo 6 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341,
alla sezione centrale dell’Osservatorio dei lavori pubblici e, in
relazione alle rispettive competenze, a tutte le amministrazioni
centrali e regionali. Il CIPE invia un rapporto semestrale al
Parlamento.
7. Per le finalità di cui al presente articolo, ivi compreso il
ruolo di coordinamento svolto dal CIPE, è istituito un fondo da
ripartire, previa deliberazione del CIPE, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, con decreto del Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Per la
dotazione del fondo è autorizzata la spesa di lire 8 miliardi per
l’anno 1999 e di lire 10 miliardi annue a decorrere dall’anno 2000.
8. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, pari
a 8 miliardi di lire per l’anno 1999 e 10 miliardi di lire per
ciascuno degli anni 2000 e 2001, si provvede mediante riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-
2001, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente
«Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno
1999, parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al
medesimo Ministero.
9. Per le finalità di cui al comma 1, il CIPE, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle
competenti Commissioni parlamentari permanenti, entro dodici mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, indica i
criteri ai quali dovranno attenersi le regioni e le province
autonome al fine di suddividere il rispettivo territorio in Sistemi
locali del lavoro, individuando tra questi i distretti economico-
produttivi sulla base di una metodologia e di indicatori elaborati
dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), che ne curerà anche
l’aggiornamento periodico. Tali indicatori considereranno fenomeni
demografici, sociali, economici, nonchè la dotazione
infrastrutturale e la presenza di fattori di localizzazione,
situazione orografica e condizione ambientale ai fini della
programmazione delle politiche di sviluppo di cui al comma 1. Sono
fatte salve le competenze in materia delle regioni, delle province
autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali.
Art. 2. Partecipazione alle riunioni del CIPE
1. In attesa della riforma della composizione del CIPE, nell’ambito
della razionalizzazione dell’ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri e del riordino, soppressione e fusione dei
Ministeri previsti dall’articolo 11, comma 1, lettera a), della
legge 15 marzo 1997, n. 59, partecipano alle singole riunioni del
CIPE, con diritto di voto, anche i Ministri, non appartenenti al
CIPE, nelle cui competenze sono comprese le materie oggetto delle
deliberazioni.
Art. 3. Compiti del CIPE
1. Il comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 5 dicembre
1997, n. 430, è sostituito dal seguente:
«2. I compiti di gestione tecnica, amministrativa e finanziaria
attualmente attribuiti al CIPE sono trasferiti alle amministrazioni
competenti per materia, tenuto conto dei settori ai quali si
riferiscono le relative funzioni. Con deliberazione del CIPE da
emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, previo parere della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano e quindi delle competenti Commissioni
parlamentari permanenti che si pronunciano entro quindici giorni
dalla richiesta, sono individuate le tipologie dei provvedimenti
oggetto del trasferimento e le amministrazioni rispettivamente
competenti. Con la stessa deliberazione sono individuate le
attribuzioni, non concernenti compiti di gestione tecnica,
amministrativa e finanziaria, previste da norme vigenti, che il
CIPE continua ad…

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