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Norme per il sostegno ed il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica e per interventi in materia di opere a carattere ambientale

Capo I NORME DI SOSTEGNO E RILANCIO DELL’EDILIZIA PUBBLICA
Art. 1. Disposizioni di modifica della legge 17 febbraio 1992, n.
179, e successive modificazioni
1. Alla legge 17 febbraio 1992, n. 179, e successive modificazioni,
sono apportate le modifiche di cui al presente articolo.
2. Dopo il comma 7 dell’articolo 3, è inserito il seguente:
“7-bis. Gli interventi di edilizia residenziale pubblica devono
pervenire all’inizio dei lavori entro tredici mesi dalla data di
pubblicazione del provvedimento regionale di individuazione dei
soggetti attuatori nel Bollettino ufficiale della regione; qualora
sia stipulato un accordo di programma, i predetti interventi devono
pervenire all’inizio dei lavori entro tredici mesi dalla data di
pubblicazione dell’accordo medesimo”.
3. Al comma 8 dell’articolo 3, le parole: “entro dieci mesi dalla
data di pubblicazione del provvedimento regionale di individuazione
dei soggetti attuatori sul Bollettino ufficiale” sono sostituite
dalle seguenti: “entro i termini di cui al comma 7-bis”.
4. Al comma 8-bis dell’articolo 3, dopo le parole: “il Ministero
dei lavori pubblici promuove e adotta, entro i successivi sessanta
giorni, un accordo di programma ai sensi dell’articolo 27 della
legge 8 giugno 1990, n. 142” sono inserite le seguenti: “, nel
quale è stabilito anche il termine per l’inizio dei lavori”.
5. Il comma 3 dell’articolo 8 è sostituito dal seguente:
“3. Il corrispettivo di godimento da porsi a carico del socio
assegnatario di alloggio di cooperativa edilizia ovvero il canone
di locazione sono determinati, ai sensi dell’articolo 26 della
legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive modificazioni, in base
al piano finanziario relativo ai costi dell’intervento costruttivo
da realizzare sull’area concessa dal comune o stabiliti nella
convenzione. Fino al trasferimento delle relative competenze alle
regioni, il corrispettivo di godimento e il canone di locazione
sono comunque determinati nel rispetto dei criteri stabiliti dal
CER ai fini della definizione del valore dei contributi di cui
all’articolo 6 della presente legge”.
6. Il comma 10 dell’articolo 8 è sostituito dal seguente:
“10. Gli obblighi previsti dal presente articolo sono recepiti in
apposita convenzione o atto d’obbligo, il cui schema è approvato
dalla regione entro il 30 giugno 1999; decorso inutilmente tale
termine, la convenzione o l’atto d’obbligo sono adottati dal comune
nel cui territorio è localizzato l’intervento. Fino alla scadenza
del predetto termine i comuni possono adottare convenzioni o atti
d’obbligo in base allo schema approvato dal CIPE. La convenzione o
l’atto d’obbligo sono trascritti alla conservatoria dei registri
immobiliari a cura del comune ed a spese dei beneficiari. Ai comuni
è fatto obbligo di segnalare alla regione eventuali inadempienze,
ricorrendo le quali la regione, previa diffida ad adempiere,
provvede a revocare il contributo”.
7. Il comma 1 dell’articolo 11 è sostituito dal seguente:
“1. Le disponibilità per l’edilizia sovvenzionata possono essere
utilizzate anche per i seguenti interventi:
a) interventi di edilizia residenziale pubblica nell’ambito di
programmi di riqualificazione urbana;
b) interventi di recupero, di cui alle lettere b), c), d) ed e) del
primo comma dell’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, di
immobili con destinazione residenziale non inferiore al 70 per
cento della superficie utile complessiva di progetto o di immobili
non residenziali funzionali alla residenza. Le disponibilità
destinate ai predetti interventi di recupero sono altresì
utilizzate, ove occorra, per l’acquisizione degli immobili da
recuperare e per l’adeguamento delle relative urbanizzazioni”.
8. Il numero 2) della lettera c) del comma 2 dell’articolo 18 è
sostituito dal seguente:
“2) qualora l’autorizzazione di cui al numero 1) riguardi solo una
quota del patrimonio immobiliare della cooperativa, il prezzo
massimo di cessione è determinato, per la parte di valore del
bilancio finanziata con risorse della medesima cooperativa,
mediante l’applicazione dei criteri di cui all’articolo 19, comma
2, della presente legge e, per la parte restante, in misura pari al
valore stesso, fermo restando il prezzo minimo delle singole unità
immobiliari da determinare secondo quanto previsto al numero 1); le
fonti di finanziamento dell’intervento devono risultare dal
programma finanziario approvato dal consiglio di amministrazione
della cooperativa;”.
9. La lettera g) del comma 2 dell’articolo 18 è sostituita dalla
seguente:
“g) per le cooperative a proprietà indivisa con patrimonio
superiore a 150 alloggi, sia presentato alla regione, per le
abitazioni che abbiano usufruito di agevolazioni sia statali che
regionali, il piano di cessione in proprietà deliberato dal
consiglio di amministrazione ed approvato nei successivi novanta
giorni dall’assemblea ordinaria regolarmente costituita.
L’alienazione, considerate anche le abitazioni assegnate in
proprietà in attuazione di precedenti piani di cessione, non deve
riguardare complessivamente più di un terzo delle abitazioni,
assistite da agevolazioni pubbliche, assegnate in uso e godimento,
risultanti dal bilancio relativo all’esercizio precedente a quello
di presentazione del piano. Le cessioni effettuate devono
riguardare alloggi per i quali al momento dell’assegnazione in
proprietà siano trascorsi almeno cinque anni dall’entrata in
ammortamento del mutuo. Le plusvalenze realizzate con l’attuazione
del piano di cessione dovranno essere impiegate dalle cooperative
per incrementare il proprio patrimonio di alloggi in godimento”.
10. Il comma 2 dell’articolo 22 è sostituito dal seguente:
“2. I programmi di edilizia agevolata sono localizzati nell’ambito
dei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n.167, e
successive modificazioni, in aree delimitate ai sensi dell’articolo
51 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni,
ovvero in aree esterne ai predetti piani e perimetrazioni, purchè
destinate dallo strumento urbanistico vigente all’edificazione a
carattere residenziale. In tale ultimo caso gli interventi sono
convenzionati con i comuni, secondo criteri definiti dalle regioni,
ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e
successive modificazioni”.
Art. 2. Disposizioni di modifica della legge 5 agosto 1978, n. 457,
e successive modificazioni
1. Alla legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni,
sono apportate le modifiche di cui al presente articolo.
2. Dopo il primo comma dell’articolo 1, è inserito il seguente:
“I finanziamenti per l’edilizia residenziale agevolata e
sovvenzionata possono essere destinati ad interventi di edilizia
residenziale pubblica o ad opere ad essi funzionali, da realizzare
su aree o immobili demaniali concessi a comuni o ad altri enti ai
sensi della normativa vigente. Tali aree o immobili devono comunque
essere ricompresi in piani di recupero ovvero in programmi
integrati di intervento, di riqualificazione urbana o di recupero
urbano”.
3. Alla lettera r-bis) del primo comma dell’articolo 3, dopo le
parole: “Istituti autonomi case popolari,” sono inserite le
seguenti: “comunque denominati o trasformati,” e dopo le parole:
“ovvero ai nuclei familiari” sono inserite le seguenti:
“assegnatari di abitazioni assistiti da contributo pubblico”.
4. Il secondo comma dell’articolo 18 è sostituito dal seguente:
“L’assegnazione e l’acquisto di cui al primo comma ed il relativo
frazionamento dei mutui ovvero l’atto di liquidazione finale nel
caso di alloggi costruiti da privati devono essere effettuati,
rispettivamente, entro due anni ed entro sei mesi dalla data di
ultimazione dei lavori. Il contributo sugli interessi di
preammortamento continuerà ad essere corrisposto qualora
l’immobile, anche prima della scadenza dei suddetti termini, sia
locato ai sensi degli articoli 8 e 9 della legge 17 febbraio 1992,
n. 179, e successive modificazioni. Il soggetto destinatario del
contributo potrà chiedere di effettuare l’assegnazione o la vendita
nei due anni successivi alla scadenza dei predetti termini,
provvedendosi in tal caso alla proporzionale riduzione del numero
di annualità di contributo previste dal provvedimento di
concessione”.
5. Il secondo comma dell’articolo 25 è sostituito dal seguente:
“La quota di riserva deve indicare l’ordine di priorità. Qualora
detta riserva venga esaurita, le abitazioni disponibili sono
assegnate ai soci della cooperativa in ordine di data di iscrizione
alla stessa”.
Art. 3. Disposizioni di modifica della legge 18 dicembre 1986, n.
891, e successive modificazioni
1. Alla legge 18 dicembre 1986, n. 891, e successive modificazioni,
sono apportate le modifiche di cui al presente articolo.
2. Al comma 1 dell’articolo 5, l’alinea e le lettere a) e b) sono
sostituiti dai seguenti:
“1. Per i mutui di cui all’articolo 1, i mutuatari, anche in caso
di cessazione del rapporto di lavoro, o gli eredi hanno la facoltà
di optare per:
a) l’estinzione anticipata del residuo debito ad un tasso
stabilito, anche in deroga ai limiti indicati dall’articolo 2, con
decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, emanato con periodicità annuale;
b) la continuazione del pagamento delle rate residue ad un tasso
agevolato, anche in deroga ai limiti indicati dall’articolo 2,
stabilito con il medesimo decreto di cui alla lettera a). Nella
determinazione dei tassi di cui alla lettera a) e alla presente
lettera, il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica tiene conto de…

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