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Disposizioni per l'introduzione dell'euro nell'ordinamento nazionale, ...

Disposizioni per l'introduzione dell'euro nell'ordinamento nazionale, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n. 433

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 17 dicembre 1997, n. 433;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 15 maggio 1997, n.127;
Visto il testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria, approvato con decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 3 aprile 1998;
Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari;
Acquisito il parere della Banca centrale europea (BCE);
Visti i regolamenti (CE) n. 1103/97 del 17 giugno 1997 e n. 974/98
del 3 maggio 1998;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 giugno 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
di concerto con i Ministri degli affari esteri, delle finanze, per
la funzione pubblica e gli affari regionali e di grazia e
giustizia;
Emana
il seguente decreto legislativo:
TITOLO I DEFINIZIONI
Art.1 Definizioni
1. Nel presente decreto si intendono per:
a) “Stati membri partecipanti”: i paesi che adottano la moneta
unica conformemente al Trattato;
b) “strumenti giuridici”: disposizioni normative, atti
amministrativi, decisioni giudiziarie, contratti, atti giuridici
unilaterali, strumenti di pagamento diversi dalle banconote e dalle
monete metalliche ed altri strumenti aventi efficacia giuridica, di
cui al Regolamento (CE) 1103/97 del 17 giugno 1997;
c) “tasso di conversione”: il tasso di cambio irrevocabilmente
fissato tra l’euro e la moneta nazionale di uno Stato membro
partecipante e tra l’euro e l’Ecu;
d) “valute aderenti”: le monete nazionali degli Stati membri
partecipanti, nonche’ l’Ecu;
e) “lira”: la lira italiana;
f) “Trattato”: il Trattato istitutivo della Comunita’ Europea, e
successive modifiche e integrazioni;
g) “periodo transitorio”: il periodo di tempo compreso tra il 1
gennaio 1999 e il 31 dicembre 2001;
h) “Tesoro”: il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica;
i) “ridenominazione”: la modifica dell’unita’ nella quale e’
espresso l’importo di un debito in essere da un’unita’ monetaria
nazionale all’unita’ euro;
j) “titoli di Stato”: tutti i titoli, a breve e medio-lungo
termine, emessi dal tesoro, nonche’ i prestiti emessi dalle
Ferrovie dello Stato e riconosciuti come debiti dello Stato ai
sensi dell’articolo 2, comma 12, della legge 23 dicembre 1996, n.
662;
k) “banca”: l’impresa indicata nell’articolo 1, comma 1, lettera
b), del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385;
l) “societa’ finanziaria”: la societa’ indicata nell’articolo 59,
comma 1, lettera b), del decreto legislativo 1 settembre 1993, n.
385 che redige il bilancio ai sensi del decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 87;
m) “imprese di assicurazione”: le imprese di cui all’articolo 1 del
decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173;
n) “documenti contabili obbligatori a rilevanza esterna”: il
bilancio dell’impresa, il bilancio consolidato, gli altri prospetti
e rendiconti annuali e infra-annuali, periodici e straordinari,
destinati al pubblico;
o) “moneta di conto”: la moneta, lira o euro, che risulta in
prevalenza utilizzata, a partire da un dato momento, per la
rilevazione delle operazioni di gestione;
p) “elementi monetari”: le disponibilita’ di denaro, le attivita’ e
passivita’ iscritte in bilancio e le restanti operazioni in corso
(dette anche “fuori bilancio”) che comportano o comporteranno il
diritto a incassare o l’obbligo a pagare a date future importi di
denaro determinati o determinabili;
q) “attivita’, passivita’ e operazioni fuori bilancio”: gli
elementi dell’attivo e del passivo del bilancio nonche’ le garanzie
rilasciate, gli impegni a erogare o a ricevere fondi, i contratti
di compravendita non ancora regolati e i contratti derivati;
r) “organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR)”: i
fondi comuni di investimento aperti e chiusi e le societa’ di
investimento a capitale variabile;
s) “societa’ di gestione accentrata”: societa’ avente le
caratteristiche di cui all’articolo 80 del decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58;
t) “societa’ quotata”: societa’ emittente strumenti finanziari
negoziati sui mercati regolamentati italiani;
u) “fondi pensione”: le forme pensionistiche di cui al decreto
legislativo 21 aprile 1993, n. 124 e successive modifiche e
integrazioni.
TITOLO II PARAMETRI DI INDICIZZAZIONE, CALCOLI INTERMEDI E IMPORTI
IN LIRE CONTENUTI IN NORME VIGENTI
Art.2 Parametri di indicizzazione
1. A decorrere dal 1° gennaio 1999 e per un periodo massimo di
cinque anni la Banca d’Italia determina periodicamente un tasso la
cui misura sostituisce quella della cessata ragione normale dello
sconto (tasso ufficiale di sconto), di cui all’articolo 1 della
legge 7 febbraio 1992, n. 82, al fine dell’applicazione agli
strumenti giuridici che vi facciano rinvio quale parametro di
riferimento. Detto tasso e’ inizialmente determinato nella misura
dell’ultimo tasso di sconto e successivamente modificato dal
Governatore della Banca d’Italia, con proprio provvedimento da
pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana,
tenendo conto delle variazioni riguardanti lo strumento monetario
adottato dalla Banca Centrale Europea che la Banca d’Italia
considerera’ piu’ comparabile al tasso ufficiale di sconto in
termini di funzione, di frequenza, di variazioni e tipo di effetto.
2. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, i parametri finanziari
di indicizzazione venuti meno a seguito dell’introduzione dell’euro
si considerano automaticamente sostituiti dai nuovi parametri
finanziari che il mercato nel quale i parametri cessati venivano
rilevati adotta in loro sostituzione. Il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, sentita la Banca
d’Italia, dichiara con proprio decreto l’avvenuta sostituzione.
3. Nel caso dei parametri a sostituzione non automatica si fa
ricorso, in mancanza di una diversa previsione contenuta negli
strumenti giuridici o di accordo sulla determinazione dei parametri
sostitutivi, ad un arbitratore unico o ad un collegio di tre
arbitratori se il valore dello strumento giuridico supera i
cinquecento milioni.
4. Gli arbitratori sono scelti di comune accordo dalle parti o, in
caso di disaccordo, sono designati, su istanza di chi vi ha
interesse, dal Presidente del Tribunale del luogo ove il contratto
e’ stato concluso.
5. Gli arbitratori, entro 45 giorni dall’accettazione
dell’incarico, prorogabili per un massimo di altri 45 giorni,
determinano il parametro sostitutivo assicurandone l’equivalenza
economico-finanziaria rispetto al parametro cessato. Il compenso
degli
arbitratori e’ a carico delle parti. Per quanto non diversamente
disposto si applica l’articolo 1349 del codice civile.
Art.3 Calcoli intermedi
1. Quando un importo in lire contenuto in strumenti giuridici
diversi dalle norme vigenti non costituisce autonomo importo
monetario da contabilizzare o da pagare ed occorre convertirlo in
euro, l’importo convertito, salvo diverso accordo, va utilizzato
con almeno:
a) cinque cifre decimali per gli importi originariamente espressi
in unita’ di lire;
b) quattro cifre decimali per gli importi originariamente espressi
in decine di lire;
c) tre cifre decimali per gli importi originariamente espressi inb
centinaia di lire;
d) due cifre decimali per gli importi originariamente espressi in
migliaia di lire, salvo quanto previsto dall’articolo 4.4 del
Regolamento (CE) n. 1103/97 del 17 giugno 1997.
2. Quando un importo in euro non costituisce autonomo importo
monetario da contabilizzare o da pagare e’ possibile trattarlo,
anche elettronicamente, con un numero di cifre decimali a piacere.
Nei casi indicati al comma 1 il numero di cifre decimali non
puo’ comunque essere inferiore a quello minimo richiesto dalle
lettere da a) a d).
Art.4 Importi in lire contenuti in norme vigenti
1. A decorrere dal 1° gennaio 1999, quando un importo in lire
contenuto in norme vigenti che stabiliscono tariffe, prezzi
amministrati o comunque imposti non costituisce autonomo importo
monetario da pagare o contabilizzare ed occorreconvertirlo in euro,
l’importo convertito va utilizzato con almeno:
a) cinque cifre decimali per gli importi originariamente espressi
in unita’ di lire;
b) quattro cifre decimali per gli importi originariamente espressi
in decine di lire;
c) tre cifre decimali per gli importi originariamente espressi in
centinaia di lire;
d) due cifre decimali per gli importi originariamente espressi in
migliaia di lire.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2002:
a) l’articolo 2327 del codice civile e’ sostituito dal seguente:
“La societa’ per azioni deve costituirsi con un capitale non
inferiore a centomila euro. Il valore nominale delle azioni delle
societa’ di nuova costituzione e’ di un euro o suoi multipli.”;
b) i commi primo, secondo e terzo dell’articolo 2474 del codice
civile sono sostituiti dai seguenti: “La societa’ deve costituirsi
con un capitale non inferiore a diecimila euro. Le quote di
conferimento dei soci possono essere di diverso ammontare, ma in
nessun caso inferiori ad un euro. Se la quota di conferimento e’
superiore al minimo, deve essere costituita da un ammontare
multiplo di un euro.”;
c) i commi primo e secondo dell’articolo 2521 del codice civile
sono sostituiti dai seguenti: “Nelle societa’ cooperative nessun
socio puo’ avere una quota superiore a cinquantamila eur…

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