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Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione ;
Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 , allegato 1,
n. 86;
Visto l’articolo 17, comma 94, della legge 15 maggio 1997, n. 127
Vista la legge 31 maggio 1965, n. 575 ;
Vista la legge 17 gennaio 1994, n. 47;
Visto il decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490, come
parzialmente modificato dall’articolo 15 del decreto-legge 25 marzo
1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio
1997, n. 135;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 febbraio 1998;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 23 marzo 1998;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 maggio 1998;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, di
concerto con i Ministri dell’interno, di grazia e giustizia e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Emana
Il seguente regolamento:
CAPO I – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
Art 1 – Oggetto e ambito di applicazione – 1. Le disposizioni del
presente regolamento disciplinano le modalità con le quali le
pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, gli enti e le
aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le società
o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente
pubblico, nonché i concessionari di opere pubbliche possono
acquisire la prescritta documentazione circa la sussistenza di una
delle cause di decadenza, di divieto di sospensione di cui
all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e dei tentativi
di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 4 del decreto
legislativo 8 agosto 1994, n. 490.
2. La documentazione di cui al comma 1 non è comunque richiesta:
a) per i rapporti fra i soggetti pubblici di cui al comma 1;
b) per i rapporti fra i soggetti pubblici di cui alla lettera a) ed
altri soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e
quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono
sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla
verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da escludere
la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di
divieto previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n.
575.
c) per il rilascio o rinnovo delle autorizzazioni o licenze di
polizia di competenza delle autorità nazionali e provinciali di
pubblica sicurezza;
d) per la stipulazione o approvazione di contratti e per la
concessione di erogazioni a favore di chi esercita attività
agricole o professionali, non organizzate in forma di impresa,
nonché a favore di chi esercita attività artigiana in forma di
impresa individuale;
e) per i provvedimenti, gli atti, i contratti e le erogazioni il
cui valore complessivo non supera i 300 milioni di lire.
Art 2 – Validità e ambiti soggettivi della documentazione antimafia
– 1. La documentazione prevista dal presente regolamento è
utilizzabile per un periodo di sei mesi dalla data del rilascio,
anche per altri procedimenti riguardanti i medesimi soggetti. È
consentito all’interessato di utilizzare la comunicazione di cui
all’articolo 3, in corso di validità conseguita per altro
procedimento, anche in copia autentica.
2. I soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, d’ora in avanti
indicati come «amministrazioni», che acquisiscono la documentazione
prevista dal presente regolamento, di data non anteriore a sei
mesi, adottando il provvedimento richiesto e gli atti conseguenti o
esecutivi, compresi i pagamenti, anche se il provvedimento o gli
atti sono perfezionati o eseguiti in data successiva alla scadenza
di validità della predetta documentazione.
3. Quando si tratta di associazioni, imprese, società e consorzi,
la documentazione prevista dal presente regolamento deve riferirsi,
oltre che all’interessato:
a) alle società;
b) per le società di capitali anche consortili ai sensi
dell’articolo 2615-ter del codice civile, per le società
cooperative, di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al
libro V, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al
legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l’organo di
amministrazione, nonché a ciascuno dei consorziati che nei consorzi
e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al
10 per cento, ed ai soci o consorziati per conto dei quali le
società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei
confronti della pubblica amministrazione;
c) per i consorzi di cui all’articolo 2602 del codice civile, a chi
ne ha la rappresentanza e agli imprenditori o società consorziate;
d) per le società in nome collettivo, a tutti i soci;
e) per le società in accomandita semplice, ai soci accomandatari;
f) per le società di cui all’articolo 2506 del codice civile, a
coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato.
CAPO II – CERTIFICAZIONI E COMUNICAZIONI
SEZIONE I – COMUNICAZIONI DELLA PREFETTURA
Art 3 – Comunicazioni per iscritto – 1. Salvo quanto previsto
dall’articolo 1, la documentazione circa la sussistenza di una
delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui
all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, su richiesta
nominativa della stessa amministrazione, anche per elenchi, è
effettuata mediante comunicazione scritta della prefettura della
provincia in cui l’amministrazione ha sede, ovvero, se richiesta
dai soggetti privati interessati, dalla prefettura della provincia
in cui gli stessi risiedono o hanno sede, soltanto quando:
a) i collegamenti informatici o telematici di cui all’articolo 4
non sono attivati o non sono comunque operanti, ovvero
l’attestazione risultante richiede la conferma scritta della
prefettura;
b) il certificato rilasciato dalla camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, è privo della dicitura antimafia di cui
all’articolo 9.
2. La richiesta da parte dei soggetti privati interessati,
corredata della documentazione di cui all’articolo 10, comma 3,
ancorché priva della dicitura di cui all’articolo 9, ovvero della
documentazione di cui all’articolo 10, comma 4, è ammessa previa
informativa all’amministrazione procedente e può essere effettuata
da persona delegata. La delega può indicare anche la persona
incaricata del ritiro ed è sempre effettuata con atto recante
sottoscrizione autenticata. La delega deve essere esibita,
unitamente ad un documento di identificazione, sia all’atto della
richiesta, che all’atto del ritiro. Nel caso di ritiro a mezzo di
persona delegata, la comunicazione è rilasciata in busta chiusa a
nome del richiedente.
3. La comunicazione è rilasciata entro quindici giorni dal
ricevimento della richiesta.
Art 4 – Comunicazioni in via telematica – 1. La documentazione
circa la sussistenza delle cause di sospensione, di divieto o di
decadenza previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n.
575, può essere conseguita mediante l’utilizzazione di collegamenti
informatici o telematici tra le amministrazioni interessate ed una
o più prefetture dotate di specifico archivio automatizzato,
attivati sulla base di convenzioni approvate dal Ministero
dell’interno, in modo da:
a) attestare con strumenti automatizzati l’inesistenza delle
predette cause interdittive, allo scopo di conseguire risultati
equivalenti alle comunicazioni di cui all’articolo 3;
b) rendere accessibili alle prefetture competenti le segnalazioni
relative alle attestazioni prodotte.
2. Nessun provvedimento di diniego o altrimenti sfavorevole
all’interessato può essere adottato o eseguito sulla base delle
segnalazioni trasmesse a norma del comma I senza specifica
comunicazione di conferma da effettuarsi, a cura della prefettura
competente, anche mediante elenchi cumulativi, entro quindici
giorni dalla richiesta nominativa.
Art 5 – Autocertificazione – 1. Fuori dei casi previsti
dall’articolo 10, i contratti e subcontratti relativi a lavori o
forniture dichiarati urgenti ed i provvedimenti di rinnovo
conseguenti a provvedimenti già disposti, sono stipulati,
autorizzati o adottati previa acquisizione di apposita
dichiarazione con la quale l’interessato attesti che nei propri
confronti non sussistono le cause di divieto, di decadenza o di
sospensione di cui all’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n.
575. La sottoscrizione della dichiarazione deve essere autenticata
con le modalità dell’articolo 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
2. La predetta dichiarazione è resa dall’interessato anche quando
gli atti e i provvedimenti della pubblica amministrazione
riguardano:
a) attività private, sottoposte a regime autorizzatorio, che
possono essere intraprese su denuncia di inizio da parte del
privato alla pubblica amministrazione competente;
b) attività private sottoposte alla disciplina del silenzio-
assenso, indicate nella tabella C annessa al regolamento approvato
con decreto del Presidente del Repubblica 26 aprile 1992, n. 300, e
successive modificazioni e integrazioni.
SEZIONE II – CERTIFICATI CAMERALI
Art 6 – Certificazioni o attestazioni delle camere di commercio,
industria e artigianato – 1. Le certificazioni o attestazioni delle
camere commercio, industria e artigianato, d’ora in avanti indicate
come camere di commercio, rec…

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