Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Delega al Governo per l'introduzione dell'euro...

Delega al Governo per l'introduzione dell'euro

Capo I – DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1. – Delega al Governo
1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge e nel rispetto
della normativa comunitaria vigente, uno o piu’ decreti legislativi
recanti le norme necessarie per dare piena attuazione alle
disposizioni comunitarie sul passaggio alla moneta unica europea e
per favorire un ordinato e trasparente passaggio dalla lira
all’EURO, nonche’ per assicurare la compatibilita’ dell’ordinamento
nazionale con quanto disposto dall’articolo 108 del Trattato che
istituisce la Comunita’ europea.
2. I decreti legislativi sono adottati su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri e del Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica, di concerto con i Ministri degli
affari esteri e delle finanze e con gli altri Ministri interessati
in relazione all’oggetto delle norme delegate.
3. Gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione
preliminare del Consiglio dei Ministri, sono trasmessi, entro
quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su di
essi sia espresso, entro sessanta giorni dalla data di
trasmissione, il parere delle Commissioni competenti per materia.
Decorso tale termine i decreti sono emanati anche in mancanza di
detto parere. Qualora il termine previsto per il parere delle
Commissioni scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei
termini previsti al comma 1° successivamente, questi ultimi sono
prorogati di sessanta giorni.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nel rispetto dei principi e criteri direttivi da essa
fissati, il Governo puo’ emanare, con la procedura indicata nei
commi 2 e 3, disposizioni integrative e correttive dei decreti
legislativi
emanati ai sensi del comma 1, coordinandovi, qualora necessario, le
norme vigenti nelle stesse materie.
5. Con regolamenti adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, potranno essere emanate le
disposizioni necessarie ad adeguare la disciplina legislativa degli
ordinamenti di settore delle pubbliche amministrazioni alle
esigenze derivanti dall’introduzione della moneta unica europea, in
conformita’ dei principi e criteri generali della presente legge e
delle disposizioni comunitarie in materia.
Art. 2. – Criteri e principi direttivi generali della delega
legislativa
1. Salvi gli specifici principi e criteri direttivi stabiliti negli
articoli seguenti ed in coerenza con quelli contenuti nelle
disposizioni comunitarie, i decreti legislativi di cui all’articolo
1 saranno informati ai seguenti principi e criteri direttivi
generali:
a) continuita’ degli strumenti e dei rapporti giuridici;
b) principio della neutralita’ del passaggio dalla moneta nazionale
all’EURO e degli effetti conseguenti;
c) piena informativa delle regole della transizione;
d) previsione, mediante norme per la fase transitoria, di periodi
di adattamento che favoriscano il passaggio graduale alla nuova
moneta ed il suo consapevole utilizzo, in particolare da parte dei
consumatori;
e) per evitare disarmonie con le discipline vigenti, nei settori
interessati dalla normativa da attuare, potranno essere introdotte
le occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;
f) previsione della possibilita’ di disporre la delegificazione
della disciplina di materie non coperte da riserva assoluta di
legge, per l’adeguamento alle esigenze derivanti dall’introduzione
della moneta unica europea, nel rispetto dei principi e criteri
generali
della presente legge e delle disposizioni comunitarie in materia;
g) assicurare che la disciplina disposta sia conforme alle
disposizioni comunitarie eventualmente intervenute fino al momento
dell’esercizio della delega;
h) alla copertura di eventuali spese non contemplate da leggi
vigenti e che non riguardano l’attivita’ ordinaria delle
amministrazioni statali si provvedera’, in quanto non sia possibile
farvi fronte con i fondi gia’ assegnati alle competenti
amministrazioni, a norma degli articoli 5 e 21 della legge 16
aprile 1987, n. 183, osservando altresi’ il disposto dell’articolo
11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto
dall’articolo 7 della legge 23 agosto 1988, n. 362, e successive
modificazioni.
Capo II – DISPOSIZIONI SPECIFICHE E PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI
SPECIALI DI DELEGA LEGISLATIVA
Art. 3. – Disposizioni specifiche
1. Nell’ambito dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma
1, sono emanate le disposizioni intese a disciplinare, in
particolare, le materie e gli oggetti previsti dagli articoli
successivi, secondo i principi e i criteri direttivi speciali ivi
indicati ed in
conformita’ ai principi e criteri generali di cui all’articolo 2.
Art. 4. – Parametri di indicizzazione
1. I parametri di indicizzazione venuti meno a seguito
dell’introduzione dell’EURO che non possano essere automaticamente
sostituiti sono ridefiniti rispettando la continuita’ fra vecchi e
nuovi parametri ed assicurando la equivalenza economicofinanziaria
rispetto ai parametri cessati, al fine di garantire l’ordinata
prosecuzione dei rapporti in corso.
Art. 5. – Calcoli intermedi
1. Fermi restando i criteri generali stabiliti dai regolamenti
comunitari in materia, le norme delegate disciplinano le modalita’
di utilizzo dell’EURO nei calcoli intermedi effettuati ai fini
della successiva quantificazione di importi monetari da
contabilizzare o da pagare.
Art. 6. – Effetti della conversione di importi contenuti in norme
vigenti
1. Le norme delegate disciplinano gli effetti della conversione in
EURO degli importi in lire contenuti in norme vigenti, nel rispetto
dei seguenti criteri:
a) dovra’ prevedersi l’irrilevanza degli scarti derivanti dalla
automatica conversione di lire in EURO, con riferimento alle
conseguenze che la norma riconnette agli scostamenti dall’importo
indicato;
b) qualora si renda opportuno modificare il risultato della
conversione, la modifica dovra’ essere effettuata mantenendo
inalterato l’ordine di grandezza dell’originario importo in lire e
salvaguardando gli effetti giuridici che vi sono connessi, nel
rispetto della funzione svolta nell’ordinamento dalla disposizione
considerata;
c) dovra’ essere concesso un adeguato periodo di adattamento agli
importi stabiliti in EURO ai sensi della lettera a), prevedendo a
tal fine una disciplina transitoria che tenga conto del valore
delle modifiche apportate;
d) le norme che prevedono sanzioni pecuniarie, da sole, alternative
o congiunte a pene detentive per la commissione di taluni reati o
che derivino da pene sostitutive o da conversione di altre
sanzioni, dovranno essere oggetto di singoli provvedimenti per
gruppi di materie al fine di conservare l’omogeneita’, la
congruita’ e la proporzionalita’ delle sanzioni medesime. Gli
stessi principi dovranno essere osservati anche in relazione alle
disposizioni omologhe contenute nella legge 24 novembre 1981, n.
689, e nelle disposizioni legislative di depenalizzazione
successivamente emanate, nonche’ alle sanzioni amministrative.
2. Le norme delegate disciplinano i criteri di arrotondamento degli
importi in EURO nelle ipotesi in cui una norma, pur non indicando
un importo, ne preveda comunque i criteri di quantificazione, nel
rispetto della funzione svolta nell’ordinamento dalla disposizione
considerata e tenendo conto dell’equilibrio degli interessi delle
parti coinvolte dalla disposizione medesima.
Art. 7. – Disposizioni per la ridenominazione in EURO degli
strumenti finanziari
1. Le norme delegate provvedono a disciplinare le modalita’ per la
ridenominazione in EURO, sin dall’inizio del periodo transitorio,
del debito e degli altri strumenti finanziari dello Stato e di
emittenti pubblici. Provvedono altresi’ a disciplinare le modalita’
per la ridenominazione in EURO, sin dall’inizio del periodo
transitorio, degli strumenti finanziari privati, tenendo conto
dell’esigenza di non determinare oneri rilevanti a carico degli
emittenti.
2. Ferme restando le competenze previste dalla normativa vigente,
sono emanate le disposizioni necessarie a determinare, sin
dall’inizio del periodo transitorio, i modi per la ridenominazione
in EURO dell’unita’ di conto utilizzata nei mercati per il regolare
scambio, la compensazione e la liquidazione degli strumenti
elencati nella sezione B dell’allegato al decreto legislativo 23
luglio 1996, n. 415, e delle merci, nonche’ dell’unita’ di conto
utilizzata nei sistemi per il regolare scambio, la compensazione e
la liquidazione dei pagamenti.
Art. 8. – Adozione dell’EURO quale moneta di conto
1. Le norme delegate, al fine di soddisfare l’esigenza di una
trasparente e coerente redazione dei documenti contabili
obbligatori delle imprese e dei gruppi di imprese, disciplinano i
criteri e i modi di utilizzo dell’EURO quale moneta di conto
durante il periodo transitorio.
Art. 9. – Rilevazione nei bilanci delle imprese delle operazioni
influenzate dall’introduzione dell’EURO
1. Le norme delegate disciplinano i criteri e le modalita’ di
rilevazione nei bilanci delle imprese delle operazioni influenzate
dalla fissazione irrevocabile dei tassi di conversione tra le
monete nazionali degli Stati membri partecipanti, l’ECU e l’EURO,
nel rispetto del principio della neutralita’ del passaggio dalla
lira all’EURO e degli effetti conseguenti.
Art. 10. – Dematerializzazione degli strumenti finanziari pubblici
e privati
1. Le norme delegate disciplinano la dematerializzaz…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info