Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Disposizioni sui beni culturali...

Disposizioni sui beni culturali

Art. 1. Testo unico delle norme in materia di beni culturali
1. Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto
legislativo recante un testo unico nel quale siano riunite e
coordinate tutte le disposizioni legislative vigenti in materia di
beni culturali e ambientali. Con l’entrata in vigore del testo
unico sono abrogate tutte le previgenti disposizioni in materia che
il Governo indica in allegato al medesimo testo unico.
2. Nella predisposizione del testo unico di cui al comma 1, il
Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) possono essere inserite nel testo unico le disposizioni
legislative vigenti alla data di entrata in vigore della presente
legge, nonché quelle che entreranno in vigore nei sei mesi
successivi;
b) alle disposizioni devono essere apportate esclusivamente le
modificazioni necessarie per il loro coordinamento formale e
sostanziale, nonché per assicurare il riordino e la semplificazione
dei procedimenti.
3. Lo schema di testo unico è trasmesso, entro sette mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, alla Camera dei
deputati e al Senato della Repubblica affinché le competenti
Commissioni parlamentari esprimano il loro parere. Si applica la
procedura di cui all’articolo 14, comma 4, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
4. Il testo unico potrà essere aggiornato, entro tre anni dalla
data della sua entrata in vigore, con la medesima procedura di cui
ai commi 1, 2 e 3.
5. Il testo unico è emanato con decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro per i beni culturali e
ambientali, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, udito
il Consiglio di Stato, il cui parere è espresso entro
quarantacinque giorni dalla trasmissione del relativo schema.
6. Per la stesura del testo da sottoporre all’approvazione del
Consiglio dei ministri, il Ministro per i beni culturali e
ambientali può avvalersi dell’opera di enti, di istituti
universitari, nonché di esperti, particolarmente qualificati nel
settore, mediante affidamento di incarichi di studio; al relativo
onere si provvede mediante utilizzazione delle risorse disponibili
nell’ambito degli ordinari capitoli dello stato di previsione del
Ministero per i beni culturali e ambientali.
Art. 2. Programmazione delle attività culturali
1. La partecipazione di tutti i soggetti privati, italiani e
stranieri, ivi compresi le associazioni ed i comitati, alle
attività culturali dello Stato o a quelle cui lo Stato concorre
finanziariamente, è regolata dal presente articolo.
2. Il Ministro per i beni culturali e ambientali, entro il mese di
agosto di ciascun anno, adotta il calendario delle iniziative
culturali che si svolgeranno nel triennio successivo, indicando
altresì l’eventuale piano di aumento dei livelli occupazionali. Ai
fini della programmazione gli organi del Ministero per i beni
culturali e ambientali, nonché le regioni, gli enti locali, le
istituzioni e gli altri enti interessati, entro il 30 giugno di
ciascun anno, propongono l’elenco delle iniziative culturali che
intendono realizzare nel triennio successivo. Possono essere svolte
manifestazioni, mostre ed altre attività culturali, anche se non
inserite nel calendario medesimo.
3. Il calendario delle iniziative culturali, con l’indicazione dei
soggetti che vi partecipano, è divulgato dal Ministero per i beni
culturali e ambientali.
4. Rientrano nelle attività culturali:
a) la manutenzione, la protezione, il restauro e l’acquisto delle
cose indicate nell’articolo 1 della legge 1° giugno 1939, n. 1089 ,
e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, e successive modificazioni;
b) l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e di
esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale delle cose
di cui alla lettera a), di convegni, nonché gli studi e le ricerche
eventualmente a tal fine necessari;
c) ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-
culturale, anche ai fini didattico-promozionali, ivi compresi gli
studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione, e le
pubblicazioni relative ai beni culturali, nonché le manifestazioni
per la celebrazione di anniversari relativi a persone illustri, a
grandi scoperte ed invenzioni e a ricorrenze storiche;
d) l’organizzazione di eventi musicali di rilevante interesse,
nonché gli studi e le ricerche eventualmente a tal fine necessari;
e) l’organizzazione di attività e manifestazioni finalizzate alla
valorizzazione delle tradizioni culturali locali, nonché gli studi
e le ricerche eventualmente a tal fine necessari.
5. La partecipazione alla realizzazione delle attività culturali
può avvenire mediante:
a) erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle
regioni, degli enti locali territoriali, di enti ed istituzioni
pubbliche, di fondazioni e di associazioni legalmente riconosciute
che, senza scopo di lucro, svolgono o promuovono attività di
studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore
culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività e
manifestazioni culturali;
b) erogazioni liberali in denaro a favore di comitati organizzatori
appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni
culturali e ambientali;
c) prestazioni gratuite di servizi e cessioni gratuite di beni, in
favore dei soggetti individuati nelle lettere a) e b).
6. I rapporti tra i soggetti che intendono partecipare alle
attività culturali, quelli che organizzano o realizzano le attività
culturali medesime e lo Stato sono regolati da apposite convenzioni
secondo lo schema tipo adottato con decreto del Ministro per i beni
culturali e ambientali, sentito il Ministro del tesoro, entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
Nelle convenzioni devono essere stabilite le modalità di
contribuzione e le forme di manifestazione al pubblico della
partecipazione all’iniziativa. Nel caso in cui l’attività o la
manifestazione culturale sia di preminente interesse locale, e
coinvolga gli enti locali territoriali, la convenzione può essere
stipulata direttamente tra gli stessi enti locali territoriali e i
soggetti che intendono concorrere finanziariamente, sulla base di
uno schema tipo predisposto dalla giunta e adottato con delibera
consiliare dell’ente locale territoriale. Nel caso in cui
l’attività o la manifestazione culturale coinvolga le regioni, la
convenzione
può essere stipulata direttamente con i soggetti che intendono
concorrere finanziariamente, sulla base di uno schema tipo
predisposto dalla giunta e adottato con delibera consiliare.
7. Nello stato di previsione del Ministero per i beni culturali e
ambientali è istituito il fondo per le iniziative e le attività
culturali. Le somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato
ai sensi del comma 5 sono riassegnate, con decreti del Ministro del
tesoro, al predetto fondo. Nel caso di attività o manifestazioni
culturali di preminente interesse locale, e che coinvolgano le
regioni e gli enti locali territoriali, le somme derivanti ai sensi
del comma 5 sono assegnate direttamente al bilancio degli stessi
enti interessati, con destinazione per le finalità previste dal
presente articolo.
8. Il Ministero per i beni culturali e ambientali mette a
disposizione in apposite contabilità speciali da aprire in favore
dei propri organi, ai sensi dell’articolo 10 del regolamento
emanato con decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994,
n. 367, i fondi necessari alla realizzazione delle attività o
manifestazioni culturali.
9. Il rendiconto annuale, accompagnato dalla relazione illustrativa
del funzionario delegato che lo ha emesso, è reso pubblico e
portato a conoscenza di tutti i soggetti che hanno partecipato o
concorso finanziariamente alle iniziative culturali promosse. La
relazione illustrativa contiene, in particolare, valutazioni in
ordine alla regolarità, economicità, efficacia ed efficienza della
gestione in ordine agli obiettivi perseguiti e ai risultati
raggiunti.
10. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 13-bis, comma 1, la lettera h) è sostituita dalla
seguente: «h) le erogazioni liberali in denaro a favore dello
Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o
istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente
istituiti con decreto del Ministro per i beni culturali e
ambientali, di fondazioni e
associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che
svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di
documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che
organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad
apposita convenzione, per l’acquisto, la manutenzione, la
protezione o il restauro delle cose indicate nell’articolo 1 della
legge 1° giugno 1939, n. 1089, e nel decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, ivi comprese le erogazioni
effettuate per l’organizzazione in Italia e all’estero di mostre e
di esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale delle
cose anzidette, e per gli studi e le ricerche eventualmente a tal
fine necessari, nonché per ogni altra manifestazione di rilevante
interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-
promozionali, ivi compresi gli studi, le ricerche, la
documentazione…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info