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Delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa

Capo I
Art. 1.
1. Il Governo è delegato ad emanare entro il 31 marzo 1998 uno o
più decreti legislativi volti a conferire alle regioni e agli enti
locali, ai sensi degli artt. 5, 118 e 128 della Costituzione,
funzioni e compiti amministrativi nel rispetto dei principi e dei
criteri direttivi contenuti nella presente legge. Ai fini della
presente legge, per “conferimento” si intende trasferimento, delega
o attribuzione di funzioni e compiti e per “enti locali” si
intendono le province, i comuni, le comunità montane e gli altri
enti locali.
2 Sono conferite alle regioni e agli enti locali, nell’osservanza
del principio di sussidiarietà di cui all’art. 4, terzo comma,
lettera a), della presente legge, anche ai sensi dell’art. 3 della
legge 8-6-1990, n. 142, tutte le funzioni e i compiti
amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione
dello sviluppo delle rispettive comunità, nonché tutte le funzioni
e i compiti amministrativi localizzabili nei rispettivi territori
in atto esercitati da qualunque organo o amministrazione dello
Stato, centrali o periferici, ovvero tramite enti o altri soggetti
pubblici.
3. Sono esclusi dall’applicazione dei commi primo e secondo le
funzioni e i compiti riconducibili alle seguenti materie:
a) affari esteri e commercio estero, nonché cooperazione
internazionale e attività promozionale all’estero di rilievo
nazionale;
b) difesa, forze armate, esplosivi, armi e munizioni e materiale
strategico;
c) rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose;
d) tutela dei beni culturali e del patrimonio storico artistico;
e) vigilanza sullo stato civile e sull’anagrafe;
f) cittadinanza, immigrazione, rifugiati e asilo politico,
estradizione;
g) consultazioni elettorali, propaganda elettorale, elettorato
attivo e passivo, consultazioni referendarie escluse quelle
regionali;”h) moneta, perequazione delle risorse finanziarie,
sistema valutario e banche;
i) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi
internazionale;
l) ordine pubblico e sicurezza pubblica;
m) amministrazione della giustizia;
n) poste e telecomunicazioni;
o) previdenza sociale, eccedenze di personale temporanee e
strutturali;
p) ricerca scientifica;
q) istruzione universitaria, programmi scolastici, ordinamenti
scolastici, organizzazione generale dell’istruzione scolastica e
stato giuridico del personale;
r) vigilanza in materia di lavoro e cooperazione;
r-bis) trasporti aerei, marittimi e ferroviari di interesse
nazionale
4. Sono inoltre esclusi dall’applicazione dei commi primo e
secondo:
a) i compiti di regolazione e controllo già attribuiti con legge
statale ad apposite autorità indipendenti;
b) i compiti strettamente preordinati alla programmazione,
progettazione, esecuzione e manutenzione di grandi reti
infrastrutturali dichiarate di interesse nazionale con legge
statale ovvero, previa intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano, con i decreti legislativi di cui al primo comma; in
mancanza dell’intesa, il Consiglio dei Ministri delibera in via
definitiva su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;
c) i compiti di rilievo nazionale del sistema di protezione civile,
per la tutela dell’ambiente e della salute, per la difesa del
suolo, per gli indirizzi, le funzioni e i programmi nel settore
dello spettacolo, per la ricerca, la produzione, il trasporto e la
distribuzione di energia; gli schemi di decreti legislativi, ai
fini della individuazione dei compiti di rilievo nazionale, sono
predisposti previa intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e Bolzano; in mancanza dell’intesa, il Consiglio dei Ministri
delibera motivatamente in via definitiva;
d) i compiti esercitati localmente in regime di autonomia
funzionale dalle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura e dalle università degli studi;
e) il coordinamento dei rapporti con l’Unione europea e i compiti
preordinati ad assicurare l’esecuzione a livello nazionale degli
obblighi derivanti dal Trattato sull’Unione europea e dagli accordi
internazionali.
5. Resta ferma la disciplina concernente il sistema statistico
nazionale, anche ai fini del rispetto degli obblighi derivanti dal
Trattato sull’Unione europea e dagli accordi internazionali.
6. La promozione dello sviluppo economico la valorizzazione dei
sistemi produttivi e la promozione della ricerca applicata sono
interessi pubblici primari che lo Stato, le regioni, le province, i
comuni e gli altri enti locali assicurano nell’ambito delle
rispettive competenze, nel rispetto dei diritti fondamentali
dell’uomo e delle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità, delle esigenze della salute, della sanità e sicurezza
pubblica e della tutela dell’ambiente.
Art. 2.
1. La disciplina legislativa delle funzioni e dei compiti conferiti
alle regioni ai sensi della presente legge spetta alle regioni
quando è riconducibile alle materie di cui all’art. 117, primo
comma, della Costituzione. Nelle restanti materie spetta alle
regioni il potere di emanare norme attuative ai sensi dell’art.
117, secondo comma, della Costituzione.
2. In ogni caso, la disciplina della organizzazione e dello
svolgimento delle funzioni e dei compiti amministrativi conferiti
ai sensi dell’art. 1 è disposta, secondo le rispettive competenze e
nell’ambito della rispettiva potestà normativa, dalle regioni e
dagli enti locali.
2-bis. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
adottano, con delibera consiliare a maggioranza assoluta dei
componenti, i regolamenti per la disciplina delle materie di
propria competenza di cui al secondo comma del presente articolo
nonché quelli per l’esercizio delle funzioni di cui all’art. 2
della legge 29-12-1993, n. 580, e quelli relativi alle materie
disciplinate dallo statuto. Restano salve le competenze che in
materia regolamentare competono nel settore delle attività
produttive allo Stato e agli enti pubblici territoriali
Art. 3.
1. Con i decreti legislativi di cui all’art. 1 sono:
a) individuati tassativamente le funzioni e i compiti da mantenere
in capo alle amministrazioni statali, ai sensi e nei limiti di cui
all’art. 1;
b) indicati, nell’ambito di ciascuna materia, le funzioni e i
compiti da conferire alle regioni anche ai fini di cui all’art. 3
della legge 8-6-1990, n. 142, e osservando il principio di
sussidiarietà di cui all’art. 4, terzo comma, lettera a), della
presente legge, o da conferire agli enti locali territoriali o
funzionali ai sensi degli artt. 128 e 118, primo comma, della
Costituzione, nonché i criteri di conseguente e contestuale
attribuzione e ripartizione tra le regioni, e tra queste e gli enti
locali, dei beni e delle risorse umane, finanziarie, organizzative
e strumentali; il conferimento avviene gradualmente ed entro il
periodo massimo di tre anni, assicurando l’effettivo esercizio
delle funzioni conferite;
c) individuati le procedure e gli strumenti di raccordo, anche
permanente, con eventuale modificazione o nuova costituzione di
forme di cooperazione strutturali e funzionali, che consentano la
collaborazione e l’azione coordinata tra enti locali, tra regioni e
tra i diversi livelli di governo e di amministrazione anche con
eventuali interventi sostitutivi nel caso di inadempienza delle
regioni e degli enti locali nell’esercizio delle funzioni
amministrative ad essi conferite, nonché la presenza e
l’intervento, anche unitario, di rappresentanti statali, regionali
e locali nelle diverse strutture, necessarie per l’esercizio delle
funzioni di raccordo, coordinamento, indirizzo e controllo;
d) soppresse, trasformate o accorpate le strutture centrali e
periferiche interessate dal conferimento di funzioni e compiti con
le modalità e nei termini di cui all’art. 7, terzo comma,
salvaguardando l’integrità di ciascuna regione e l’accesso delle
comunità locali alle strutture sovraregionali;
e) individuate le modalità e le procedure per il trasferimento del
personale statale senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica;
f) previste le modalità e le condizioni con le quali
l’amministrazione dello Stato può avvalersi, per la cura di
interessi nazionali, di uffici regionali e locali, d’intesa con gli
enti interessati o con gli organismi rappresentativi degli stessi;
g) individuate le modalità e le condizioni per il conferimento a
idonee strutture organizzative di funzioni e compiti che non
richiedano, per la loro natura, l’esercizio esclusivo da parte
delle regioni e degli enti locali;
h) previste le modalità e le condizioni per l’accessibilità da
parte del singolo cittadino temporaneamente dimorante al di fuori
della propria residenza ai servizi di cui voglia o debba usufruire.
2. Speciale normativa è emanata con i decreti legislativi di cui
all’art. 1 per il comune di Campione d’Italia, in considerazione
della sua collocazione territoriale separata e della conseguente
peculiare realtà istituzionale, socio-economica, valutaria,
fiscale, doganale e finanziaria.
Art. 4.
1. Nelle materie di cui all’art. 117 della Costituzione, le
regioni, in conformità ai singoli ordinamenti regionali,
conferiscono alle province, ai comuni e agli altri locali tutte le
funzioni che non richiedono l’unitario esercizio a livello
regionale. Al conferimento delle funzioni le regioni provvedono
sentite le rappresentanze degli enti locali. Possono altresì es…

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