Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Istruzioni per l'applicazione delle "Norme tecniche per il calcolo, l'...

Istruzioni per l'applicazione delle "Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche" di cui al Decreto Ministeriale 9 gennaio 1996.

Con decreto del Ministro dei lavori pubblici in data 9 gennaio 1996
sono state approvate le “Norme tecniche per il calcolo,
l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato,
normale e precompresso e per le strutture metalliche”.
Dette norme (ovvero, secondo una terminologia più recente, “regole
tecniche”), costituiscono l’aggiornamento di quelle precedentemente
approvate con il decreto 14-2-1992.
Le nuove norme tecniche si distinguono per aver recepito,
integrandole e per quanto possibile adattandole al quadro normativo
nazionale, le norme europee sperimentali Eurocodice 2 –
Progettazione delle strutture di calcestruzzo (parte 1-1; regole
generali e regole per gli edifici) ed Eurocodice 3 – Progettazione
delle strutture di acciaio, (parte 1-1; regole generali e regole
per gli edifici) – nelle rispettive versioni in lingua italiana,
pubblicate a cura dell’UNI (UNI ENV 1992 – 1-1, ratificata in data
gennaio 1993 e UNI ENV 1993 -1-1 ratificata in data giugno 1994).
In sostanza, quindi, le nuove norme danno al progettista un’ampia
facoltà di scelta, potendo egli impiegare, con lo stesso valore
precettivo stabilito dalla legge 1086/1971, uno qualsiasi dei tre
metodi di verifica previsti (quello delle tensioni ammissibili e
quello degli stati limite nella duplice veste italiana ed europea);
tuttavia, l’adozione di uno dei tre procedimenti indicati ne
comporta l’applicazione unitaria ed integrale all’intero organismo
strutturale.
Relativamente al metodo degli stati limite, giova far notare che le
due versioni, italiana ed europea, si rifanno a criteri ispiratori
identici, pur essendo la versione italiana di gran lunga più
sintetica dell’altra, che si caratterizza per la diversa
impostazione espositiva, per la simbologia e per taluni
procedimenti pratici di calcolo.
Allo scopo di adeguare le verifiche contenute negli Eurocodici agli
stessi livelli di sicurezza previsti in ambito nazionale,
vengono forniti, nelle rispettive Sezioni III delle Parti 1 e 2 del
testo delle norme, i valori numerici e le varianti prescrittive che
costitui-
scono quindi il Documento di applicazione nazionale (DAN) per l’uso
degli Eurocodici.
Sono invece raccolte, in forma unitaria, in quanto valide, e da
applicare per tutti i casi, le prescrizioni riguardanti le azioni
da considerare nel calcolo e le loro combinazioni, i materiali ed
il collaudo statico.
In definitiva, con le istruzioni allegate alla circolare si è
inteso fornire agli operatori chiarimenti, indicazioni ed elementi
integrativi utili ai fini di una più agevole e univoca applicazione
delle nuove norme.
A. UTILIZZAZIONE DELLE NORME ED ILLUSTRAZIONE DELLE PRINCIPALI
INNOVAZIONI
A.1. INTRODUZIONE
L’elemento nuovo e di maggior rilievo che caratterizza il decreto
ministeriale 9-1-1996 è rappresentato dalla possibilità di
utilizzare in ambito nazionale sia il metodo di verifica delle
tensioni ammissibili che quello agli stati limite, nella duplice
versione italiana ed europea.
Viene pertanto resa possibile un’ampia facoltà di scelta della
normativa di riferimento che il progettista, liberamente e
responsabilmente, può adottare. Pertanto, mentre sotto il profilo
concettuale resta inalterato il quadro di riferimento costituito
dai due possibili metodi di verifica (tensioni ammissibili e stati
limite), sul piano operativo, con la nuova disciplina, si viene ad
affiancare, accanto al testo normativo relativo al metodo degli
stati limiti nella versione “nazionale”, un ulteriore testo
normativo nella versione “europea” anch’esso basato sul medesimo
metodo agli stati limite.
Quest’ultimo, ancorché concettualmente identico nei fondamenti
teorici a quello “nazionale”, tuttavia si diversifica e si
caratterizza per la diversa impostazione espositiva, per la
simbologia, per taluni procedimenti pratici di calcolo e per lo
sviluppo dei particolari costruttivi.
Il recepimento nell’ordinamento tecnico nazionale delle norme
europee sperimentali Eurocodice 2 – Progettazione delle strutture
in cemento armato normale e precompresso, Parte1.1; Regole generali
e regole per gli edifici – ed Eurocodice 3 – Progettazione delle
strutture in acciaio, Parte 1.1; Regole generali e regole per gli
edifici – nelle rispettive versioni in lingua italiana, pubblicate
a cura dell’UNI (UNI-ENV 1992-1-1, gennaio 1993, e UNI-ENV 1993-1-
1, giugno 1994), avviene in una situazione evolutiva, in forma tale
da assicurare ad esse parità di regime giuridico con la normativa
nazionale in termini di cogenza, nonché equivalenza di livelli di
sicurezza. Tale equivalenza è garantita attraverso la calibrazione
dei fattori parziali di sicurezza e degli altri parametri contenuti
nei Documenti di Applicazione Nazionale (nel seguito denominati
DAN), contenuti nelle Sezioni III delle Parti I e II del decreto
stesso.
Il Servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori
pubblici intende seguire attentamente la risposta dei tecnici
italiani a questa innovazione normativa, raccogliendo osservazioni
e suggerimenti in vista di una futura revisione delle norme.
Per l’impiego del metodo delle tensioni ammissibili, salvo quanto
nel seguito precisato, si deve fare riferimento al decreto
ministeriale 14-2-1992, limitatamente alle parti che interessano e
riguardano tale metodo.
E’ inoltre necessario chiarire con esattezza i limiti entro i quali
avviene il recepimento delle Parti 1-1 degli Eurocodici EC2 ed EC3.
In effetti lo studio normativo degli Eurocodici Strutturali è
estremamente vasto ed interessa molti aspetti dell’ingegneria
strutturale; infatti ogni Eurocodice consta di più parti ciascuna
delle quali si riferisce ad un argomento specifico; in particolare
gli Eurocodici 2 e 3 comprendono, oltre la parte 1-1 relativa alle
“regole generali e regole per gli edifici”, numerose altre parti 1-
2, 1-3 ecc. afferenti tipologie specifiche di opere.
Si ribadisce che i documenti recepiti in ambito nazionale, come
chiaramente indicato sia all’art. 2 del decreto ministeriale, sia
al paragrafo 1 della Parte Generale delle Norme Tecniche, sono
esclusivamente i due sottoindicati:
a) UNI-ENV 1992-1-1 (gennaio 1993) Eurocodice 2, Progettazione
delle strutture in cemento armato normale e precompresso Parte 1.1:
Regole generali e regole per gli edifici;
b) UNI-ENV 1993-1-1 (giugno 1994) Eurocodice 3, Progettazione delle
strutture in acciaio Parte 1.1: Regole generali e regole per gli
edifici; ovviamente con le prescrizioni sostitutive, integrative e
soppressive contenute nei rispettivi DAN.
Sono quindi recepite dal decreto ministeriale solo le Parti 1-1 di
ciascuno dei due documenti normativi sopracitati, con esclusione
delle appendici, che non trovano collocazione nelle Norme Tecniche.
Nel seguito, le principali innovazioni delle norme tecniche,
rilevanti per gli scopi progettuali e costruttivi delle strutture
in c.a., in c.a.p. ed in acciaio, sono evidenziate e commentate al
fine di facilitarne l’avvicinamento da parte dei tecnici
progettisti.
Vengono anche illustrate le modalità da osservarsi per la corretta
utilizzazione di ciascuno dei tre metodi di verifica consentiti
dalle norme e vengono anche indicati i pertinenti riferimenti del
testo normativo.
A.2. ARTICOLAZIONE DELLE NORME TECNICHE
L’articolazione delle Norme Tecniche presenta anch’essa alcune
innovazioni (si veda l’indice sintetico in Tabella 1 ): è stata
introdotta una parte generale; ciascuna delle successive parti I
(c.a. e c.a.p.) e II (acciaio) è a sua volta suddivisa in tre
sezioni (prescrizioni generali, metodi agli stati limite,
Eurocodici); per quanto riguarda le altre parti e gli allegati, la
loro articolazione è rimasta invariata.
Nel testo delle Norme Tecniche sono state ampliate le parti
concernenti i metodi di calcolo agli stati limite ed inserite
precise indicazioni per la corretta applicazione degli Eurocodici,
attraverso le apposite Sezioni III, che costituiscono i rispettivi
DAN.
I concetti ed i criteri generali vengono illustrati nella Parte
Generale; nella Parte I – Cemento armato normale e precompresso e
nella Parte II – Acciaio, tali criteri vengono particolarizzati per
le applicazioni alle costruzioni in c.a., c.a.p. ed in acciaio
rispettivamente.
Tabella 1
Norme Tecniche – Indice
Parte Generale
Parte I – Cemento armato normale e precompresso
Sezione I – Prescrizioni generali e comuni
Sezione II – Metodo agli stati limite: progetto ed esecuzione
Sezione III – Eurocodice 2: UNI ENV 1992-1-1: criteri e
prescrizioni
Parte II – Acciaio
Sezione I – Prescrizioni generali e comuni
Sezione II – Metodo agli stati limite: progetto ed esecuzione
Sezione III – Eurocodice 3: UNI ENV 1993-1-1: criteri e
prescrizioni
Parte III – Manufatti prefabbricati prodotti in serie
Parte IV – Costruzioni composte da elementi in metalli diversi
dall’acciaio
Allegato 1 – Requisiti dei materiali
Allegato 2 – Controlli sul conglomerato
Allegato 3 – Controlli su acciai da precompresso
Allegato 4 – Controlli di barre e di fili di acciaio trafilato
Allegato 5 – Controlli di reti e tralicci elettrosaldati con fili
lisci o nervati di acciaio trafilato di diametro compreso tra 5 e
12 mm
Allegato 6 – Controlli dell’aderenza
Allegato 7 – Controlli sui laterizi
Allegato 8 – Su acciaio da costruire
A.3. PARTE GENERALE
La Parte Generale (si veda l’indice in Tabella 2) recepisce lo
stato dell’arte dei metodi di verifica disponibili: metodi agli
stati limite e delle tensioni ammissibili.
Nel caso in cui desideri adottare il metodo di verifica delle
tensioni ammissibili, il progettista dovrà far riferimento alla
precedente normativa tecnica (decreto ministeriale 14-2-1992 …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info