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Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell'edilizia privata

NON CONVERTITO IN LEGGE
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare
disposizioni al fine di rilanciare le attività economiche e
favorire la ripresa delle attività imprenditoriali, nonchè per la
semplificazione dei procedimenti in materia urbanistico-edilizia;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 23 gennaio 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dei lavori pubblici, di concerto con i Ministri delle
finanze, del tesoro, della difesa, dell’ambiente e per i beni
culturali e ambientali e per la famiglia e la solidarietà sociale
EMANA
il seguente decreto legge:
CAPO I – REGOLARIZZAZIONE DI VIOLAZIONI EDILIZIE
Art 1 – Modifiche all’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n.
724 – omissis –
CAPO II ALTRE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SANATORIA EDILIZIA E
DISPOSIZIONI VARIE
Art 2 – Disposizioni varie in materia di sanatoria e d’intervento
nelle zone interessate dall’abusivismo – omissis –
Art 3 – Commissari ad acta – omissis –
Art 4 – Osservatori regionali e osservatorio nazionale
sull’abusivismo edilizio – omissis –
Art 5 – Norme in materia di pianificazione urbanistica – – omissis

Art 6 – Norme transitorie e sanzionatorie – omissis –
Art 7 – Definizione del contenzioso in materia di opere pubbliche –
1. Il Ministro dei lavori pubblici entro il 31 marzo 1996 procede
al riesame di tutte le procedure di affidamento o di esecuzione
delle opere di propria competenza che per qualsiasi ragione
risultino sospese, anche di fatto, da più di quattro mesi, alla
data del 31 dicembre 1994, ad eccezione dei casi di provvedimenti
di sequestro adottati dall’autorità giudiziaria nell’ambito di
procedimenti penali nonchè dei casi di sospensione relativi alla
procedure di valutazione di impatto ambientale
2. Il riesame di cui al comma 1 ha per oggetto il perdurare
dell’interesse pubblico alla realizzazione dei lavori fino al lotto
funzionale, gli aspetti di tutela ambientale e di sicurezza, i
riflessi derivanti all’amministrazione appaltante da provvedimenti
giurisdizionali che eventualmente hanno determinato la sospensione
dei lavori, la congruità degli aspetti economici dell’affidamento e
dell’esecuzione dei lavori, sulla base di appositi criteri fissati
con decreto del Ministro dei lavori pubblici
3. Per i fini di cui ai commi 1 e 2 il Ministro dei lavori pubblici
nomina una o più commissioni. Fanno parte della commissione
magistrati amministrativi, contabile o avvocati dello Stato cui è
affidata la presidenza, nonchè almeno un funzionario, con qualifica
non inferiore a dirigente, dei ruoli centrali o periferici
dell’Amministrazione dei lavori pubblici o degli enti da essa
controllati o vigilati
4. I compensi spettanti ai componenti dei suddetti organi
collegiali sono determinati con decreto del Ministro dei lavori
pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro. La relativa spesa
è posta a carico del capitolo 1115 dello stato di previsione del
Ministero dei lavori pubblici nella misura di lire 60 milioni per
l’esercizio 1994 e di lire 120 milioni per l’esercizio 1995
5. La commissione esamina le ragioni della sospensione e formula al
Ministro le proposte conseguenti entro novanta giorni
6. Qualora la valutazione si concluda con esito positivo, la
procedura di affidamento o di esecuzione deve essere ripresa e
portata a conclusione
7. Possono essere oggetto del giudizio di valutazione di cui al
presente articolo anche le revoche di affidamenti intervenute a
seguito di norme, direttive o circolari, la cui efficacia sia stata
successivamente sospesa o che siano state abrogate
8. Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, ferme restando le
rispettive competenze in ordine all’adozione dei provvedimenti
conseguenti, possono chiedere al Ministro dei lavori pubblici
l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo alle
procedure di affidamento e di realizzazione di lavori di rispettiva
competenza, ove ricorrano le condizioni indicate nel presente
articolo
9. Ove ricorrano i presupposti di cui ai commi 1 e 2, le pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, provvedono, per quanto di loro
competenza, ad esaminare, entro e non oltre novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, i casi relativi
alle procedure di affidamento e di esecuzione delle opere pubbliche
che, pur rientrando nelle ipotesi di cui al presente articolo,
possono essere riavviate con provvedimento amministrativo, anche su
istanza delle imprese interessate
10. Sono fatti salvi gli effetti dei provvedimenti del Ministro dei
lavori pubblici relativi alla costituzione e al funzionamento della
commissione di cui al comma 3
11. Il riesame ed i provvedimenti di cui al presente articolo sono
estesi alle opere di competenza dell’ANAS. In tale ipotesi i poteri
e gli atti del Ministro dei lavori pubblici si intendono come di
competenza dell’amministratore straordinario e degli organi che
subentrano nei poteri di questo
12. I compensi spettanti ai componenti degli organi collegiali
nominati ai sensi del comma 12 gravano sugli strumenti finanziari
dell’ANAS nella misura di lire 40 milioni per l’esercizio 1994 e
lire 120 milioni per l’esercizio 1995
CAPO III – NORME IN MATERIA DI CONTROLLO DI SEMPLIFICAZIONE DEI
PROCEDIMENTI IN MATERIA URBANISTICO-EDILIZIA E DI INCENTIVAZIONE
DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA
Art 8 – Modifica alle norme in materia di controllo dell’attività
urbanistico-edilizia – omissis –
Art 9 – Semplificazione dei procedimenti in materia urbanistico-
edilizia – omissis –
Art 10 – Opere di particolare pregio artistico e/o architettonico –
omissis –
Art 11 – Opere riguardanti sedi di comunità terapeutiche e
necessarie all’abbattimento di barriere architettoniche – omissis –
Art 12 – Entrata in vigore – 1. Il presente decreto entra in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la
conversione in legge
————–
(1) Vedi Legge 23 dicembre 1996, n. 662 , art 61: “Restano validi
gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti
prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del D.L. 26
luglio 1994, n. 468, del D.L. 27 settembre 1994, n. 551, del D.L.
25 novembre 1994, n. 649, del D.L. 26 gennaio 1995, n. 24, del D.L.
27 marzo 1995, n. 88, del D.L. 26 maggio 1995, n. 193, del D.L. 26
luglio 1995, n. 310, del D.L. 20 settembre 1995, n. 400, del D.L.
25 novembre 1995, n. 498, del D.L. 24 gennaio 1996, n. 30, del D.L.
25 marzo 1996, n. 154, del D.L. 25 maggio 1996, n. 285, del D.L. 22
luglio 1996, n. 388, e del D.L. 24 settembre 1996, n. 495” Il
presente comma ha disposto la sanatoria degli atti adottati e degli
effetti
prodotti sulla base del D.L. 26 luglio 1994, n. 468, del D.L. 27
settembre 1994, n. 551, del D.L. 25 novembre 1994, n. 649, del D.L.
26 gennaio 1995, n. 24, del D.L. 27 marzo 1995, n. 88, del D.L. 26
maggio 1995, n. 193, del D.L. 26 luglio 1995, n. 310, del D.L. 20
settembre 1995, n. 400, del D.L. 25 novembre 1995, n. 498, del D.L.
24 gennaio 1996, n. 30, del D.L. 25 marzo 1996, n. 154, del D.L. 25
maggio 1996, n. 285, del D.L. 22 luglio 1996, n. 388, e del D.L. 24
settembre 1996, n. 495, non convertiti in legge

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