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Legge 2 febbraio 1974, n. 64. Decreto del Ministero dei Lavori Pubblic...

Legge 2 febbraio 1974, n. 64. Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 11 marzo 1988. Istruzioni applicative per la redazione della relazione geologica e della relazione geotecnica.

Con decreto del Ministero dei lavori pubblici 11-3-1988 sono state
approvate le “norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e
sulle rocce, la stabilità dei pendii e delle scarpate, i criteri
generali e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione ed il
collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di
fondazione”.
L’applicazione di tali norme ha suscitato frequenti dubbi
interpretativi circa le modalità di redazione delle relazioni
geologica e geotecnica, anche in riferimento alle competenze
professionali fra geologi e ingegneri, per cui vari quesiti sono
stati formulati da amministrazioni pubbliche incaricate di
approvare progetti, da ordini professionali e da associazioni di
categoria.
La rilevanza e la delicatezza delle questioni sopracitate, con
particolare riguardo alla sicurezza delle costruzioni ed alla
tutela della pubblica incolumità, pongono l’obbligo a questa
amministrazione di fornire i seguenti chiarimenti e precisazioni,
nel rispetto dei pareri emessi recentemente, sullo specifico
argomento, rispettivamente, dall’assemblea generale del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, nell’adunanza del17-12-1993, e dal
Consiglio di Stato, nell’adunanza generale del 2-6-1994.
Anzitutto, si rammenta che sia la relazione geologica, sia la
relazione geotecnica, sono prescritte dal decreto in parola, per la
realizzazione delle opere ivi indicate alle lettere E (manufatti di
materiali sciolti), F (gallerie e manufatti sotterranei), G
(stabilità dei pendii naturali e dei fronti di scavo), H
(fattibilità geotecnica di opere su grandi aree, I (discariche e
colmate) L (emungimenti da falde idriche), M (consolidamento di
terreni) ed O (ancoraggi).
Per la realizzazione degli interventi di cui alle lettere C (opere
di fondazione), D (opere di sostegno) ed N (drenaggi e filtri) è
invece richiesta soltanto la relazione geotecnica, salvo che gli
interventi stessi ricadano in zone classificate sismiche o soggette
a vincoli particolari; in tal caso sono richieste entrambe le
relazioni.
Riguardo alla finalità ed ai contenuti delle redazioni in parola si
precisa che la relazione geologica comprende, fondamentalmente, lo
studio dell’inquadramento geologico dei luoghi sulla base delle
conoscenze della geologia regionale, la identificazione delle
formazioni presenti nel sito; lo studio dei tipi litologici e della
struttura e dei caratteri fisici del sottosuolo. Per effettuare
tale studio e per fornire tali informazioni occorrono specifiche
indagini geologiche, sul campo ed in laboratorio.
La relazione geologica, pertanto, prende in esame ed interpreta
tutte le operazioni conoscitive riguardanti i caratteri naturali e
fisici dei terreni e delle rocce riferite ad una fase che precede
la definizione dei parametri tecnici di progetto; definizione,
quest’ultima, che compete alla relazione geotecnica.
Ai fini della sottoscrizione dei relativi atti il geologo ha la
competenza a redigere la relazione geologica con le relative
caratterizzazioni oltre che a programmare ed interpretare le
indagini geologiche necessarie.
Riguardo alle finalità ed ai contenuti della relazione geotecnica,
questa ha lo scopo di definire il comportamento meccanico del
volume di terreno che è influenzato, direttamente od
indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che, a sua volta,
influenza il comportamento del manufatto stesso (volume
significativo).
Anche con riferimento al paragrafo B.5 del decreto ministeriale 11-
3-1988 il contenuto della relazione geotecnica si riconduce ai
seguenti punti essenziali:
relazione sui criteri per l’impostazione delle indagini in sito ed
in laboratorio, esposizione dei risultati ed interpretazione
critica degli stessi. É bene precisare, in proposito, che le
indagini geotecniche si differenziano da quelle geologiche e
corredano la relazione geotecnica;
caratterizzazione geotecnica del terreno interessato dall’opera,
correlata con la relazione geologica. La caratterizzazione
geotecnica consiste nella modellazione del terreno, da parte del
progettista, con riguardo sia al tipo di terreno, sia al tipo di
problema e alle caratteristiche dell’opera da realizzare; tale fase
comporta anche la definizione numerica dei parametri caratteristici
del modello adottato;
calcolo degli sforzi e delle deformazioni, verifiche di stabilità
del complesso terreno-struttura, studio delle modalità esecutive e
relative prescrizioni, piano dei controlli in corso d’opera e in
esercizio.
Le suddette tematiche rappresentano aspetti tra loro strettamente
connessi od inscindibili dal contesto progettuale dell’intervento,
di cui solo il progettista ha piena ed esclusiva responsabilità e
pertanto la redazione della relazione geotecnica rientra
nell’ambito della esclusiva competenza dello stesso progettista.
Il progettista potrà avvalersi, per lo specifico studio geotecnico,
come per altri aspetti, della collaborazione di altri
professionisti qualificati negli specifici settori, i quali
potranno sottoscrivere la predetta relazione, unitamente al
progettista medesimo.

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