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Conversione con modificazioni ed integrazioni del Decreto Legge 23 giugno 1995, n. 244, concernente misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e la realizzazione dei nuovi interventi nelle aree depresse, nonche' disposizioni in materia di lavoro e di occupazione.

Capo I INTERVENTI PER LO SVILUPPO NELLE AREE DEPRESSE
Art. 01. FINALITA’
“1. Fino alla definizione organica dell’intervento ordinario, di
cui agli obiettivi 1, 2 e 5b dei fondi strutturali, il presente
decreto dispone interventi immediati ed urgenti nei settori
specificati nel presente capo e nei capi II e III”.
Art. 1. AGEVOLAZIONI IN FORMA AUTOMATICA
1. “Ai fini dell’immediato avvio dell’intervento ordinario nelle
aree depresse”, le somme individuate dal Comitato interministeriale
per la programmazione economica (CIPE) per consentire l’erogazione
di incentivi industriali in forza automatica nelle aree depresse
del territorio nazionale ai sensi dell’art. 9, terzo comma, della
legge 22-3-1995, n. 85, affluiscono all’apposita sezione del fondo
di cui all’art. 14 della legge 17-2-1982, n. 46, prevista dall’art.
4, sesto comma, della legge 7-4-1995, n. 104, per essere versate
trimestralmente all’entrata del bilancio dello Stato in relazione
agli interventi di cui al secondo comma.
2. Ai sensi dell’art. 9, terzo comma, della legge 22-3-1995, n. 85,
il CIPE, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, nel rispetto dei principi e degli indirizzi
stabiliti dall’Unione europea per gli incentivi nelle aree
depresse, nei limiti delle risorse di cui al primo comma, individua
l’ammontare massimo dell’agevolazione, la tipologia degli
investimenti ammissibili alle agevolazioni in forma automatica,
detta le modalità e le procedure di attuazione, approvando altresì
un apposito modello di documento dal quale dovrà risultare in
particolare l’investimento da effettuare e l’importo del beneficio.
Il documento, da compilarsi conformemente al suddetto modello, sarà
utilizzato dal beneficiario delle agevolazioni, che si avvale del
conto fiscale di cui alla legge 30-12-1991, n. 413, e successive
modificazioni, solo dopo la liquidazione finale delle agevolazioni
stesse, effettuata sulla base di una verifica di regolarità
meramente formale, per il pagamento di imposte che affluiscono
sullo stesso conto fiscale, ivi incluse quelle dovute in qualità di
sostituto d’imposta, costituendo conseguentemente titolo di
corrispondente regolazione contabile per i concessionari della
riscossione, ai quali viene concessa una tolleranza di pari
importo. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23-8-1988,
n. 400, sono approvate le norme attuative sulla regolazione
contabile per i concessionari della riscossione.
3. Il documento di cui al secondo comma è presentato al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato ai fini della
prenotazione delle risorse. L’importo dell’agevolazione in forma
automatica è pari “al 60 per cento” dell’intensità massima delle
agevolazioni consentite dalla Unione europea. L’accesso alle
agevolazioni in forma automatica esclude ogni possibilità di
richiedere ed ottenere, a qualsiasi titolo, per i medesimi
investimenti, altre agevolazioni. La limitazione “del 60 per cento”
non vale per le agevolazioni aggiuntive eventualmente stabilite da
disposizioni normative finalizzate a favorire specialmente
l’occupazione, sempre nel rispetto dell’intensità massima
consentita dall’Unione europea.
4. Ai fini della fruizione dell’agevolazione, entro diciotto mesi
dalla presentazione del documento come prevista dal terzo comma,
l’investimento deve risultare effettuato ed interamente pagato
l’importo delle relative spese.
5. Fermo quanto previsto dalle disposizioni penali, al soggetto
beneficiario delle agevolazioni in forma automatica, che abbia
rilasciato false dichiarazioni, il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato applica una sanzione amministrativa
pecuniaria in misura da due a quattro volte l’importo
dell’agevolazione liquidata.
6. Nel periodo intercorrente tra la presentazione del documento e
la liquidazione della agevolazione il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato è tenuto ad acquisire la
documentazione antimafia ai sensi del decreto legislativo 8-8-1994,
n. 490, e successive modificazioni.
Art. 2. FONDO DI GARANZIA
1. Il fondo di garanzia di cui all’art. 9, terzo comma, del decreto
legge 23-2-1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge
22-3-1995, n. 85, ha lo scopo di migliorare la struttura
finanziaria delle piccole e medie imprese operanti nelle aree
dell’obiettivo 1 del territorio nazionale, anche attraverso il
raggiungimento di più elevati livelli di capitalizzazione. A questo
scopo, il fondo concede contributi in conto interessi per
operazioni di consolidamento dei debiti a breve termine esistenti
verso banche al 30 settembre 1994 e presta garanzie sulle medesime
operazioni, nonché su prestiti partecipativi e acquisizioni di
partecipazioni.
2. Il CIPE, su proposta del Ministro del tesoro, di concerto con i
Ministri del bilancio e della programmazione economica e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, stabilisce
criteri, modalità e procedure di funzionamento del fondo, nel
rispetto delle decisioni dell’Unione europea.
3. La gestione finanziaria, amministrativa e tecnica del fondo è
affidata a una banca, o a una società a prevalente partecipazione
bancaria, “individuata” dal Ministro del tesoro. La selezione del
soggetto cui affidare la gestione del fondo “avverrà con gara
indetta dal Ministro del tesoro nel rispetto della normativa
comunitaria, tenendo conto” della sua operatività, o di quella
delle banche partecipanti al suo capitale, nella concessione del
credito alle piccole e medie imprese operanti nelle aree obiettivo
1 del territorio nazionale, nonché dell’attitudine a operare nel
settore della garanzia sui crediti.
Art 3 -omissis –
Art. 4. INTERVENTI PER OPERE INFRASTRUTTURALI
1. Al fine di consentire la realizzazione di interventi per grandi
opere infrastrutturali nelle aree depresse del territorio
nazionale, il Ministro del tesoro è autorizzato a contrarre mutui,
anche con la Cassa depositi e prestiti, con ammortamento a totale
carico dello Stato, nei limiti delle risorse di cui al secondo
comma e subordinatamente all’adozione, ai sensi dell’art. 45 della
legge 23-12-1994, n. 724, di provvedimenti diretti a consentire
l’effettivo conseguimento delle risorse stesse.
2. Per le finalità di cui al primo comma è autorizzata la spesa di
lire 145 miliardi per il 1996, 200 miliardi per il 1977, 340
miliardi per il 1998, 515 miliardi per il 1999, 675 miliardi per
l’anno 2000 e di lire 709 miliardi annui a decorrere dall’anno
2001, al cui onere si provvede mediante corrispondente utilizzo
delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto al
capitolo 5941 dello stato di previsione del Ministero del tesoro
per l’anno 1995, intendendosi corrispondentemente ridotte le
relative dotazioni iscritte ai sensi dell’art. 2, terzo comma,
della legge 23-12-1994, n. 725.
3. Le somme derivanti dai mutui contratti ai sensi del primo comma
sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate, con decreto del Ministro del tesoro, al fondo di cui
all’art. 19 del decreto legislativo 3-4-1993, n. 96 , e successive
modificazioni e integrazioni. Le predette somme sono destinate al
finanziamento di opere approvate dal CIPE, su proposta del Ministro
del bilancio e della programmazione economica, “d’intesa con il
Ministro dei lavori pubblici” e d’intesa con le amministrazioni
interessate, con priorità per interventi di completamento
funzionale, per investimenti cofinanziati dall’Unione europea, “per
investimenti cofinanziati dai privati” e per investimenti
immediatamente eseguibili, ed affluiscono, sulla base delle
delibere di approvazione del CIPE, con decreto del Ministro del
tesoro, ad appositi capitoli da istituire negli stati di previsione
delle amministrazioni interessate.
Art. 5. INTERVENTI COFINANZIATI DAI FONDI STRUTTURALI DELLA UNIONE
EUROPEA
1. Per accelerare l’attuazione degli interventi ammissibili al
cofinanziamento dei fondi strutturali dell’Unione europea,
l’amministrazione pubblica competente ad emettere i provvedimenti
di concessione dei finanziamenti indice una conferenza di servizi
per l’acquisizione di pareri, autorizzazioni e intese tra diverse
amministrazioni necessari per l’attuazione degli interventi stessi,
ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 della legge 7-8-1990, n.
241, e successive modificazioni ed integrazioni. La stessa
amministrazione pubblica riferisce al Ministero del bilancio e
della programmazione economica sui provvedimenti assunti in
conseguenza dell’esito della conferenza di servizi.
2. Qualora, per cause dipendenti da comportamenti dei soggetti
beneficiari dei finanziamenti, non siano rispettati i tempi
stabiliti dalla Unione europea così che l’investimento non possa
più beneficiare della quota di finanziamento sui fondi strutturali
dell’Unione europea stessa, l’amministrazione pubblica competente
provvede alla revoca del finanziamento nazionale dandone
comunicazione al CIPE, che provvede a riassegnare le relative somme
ad interventi di pronta realizzabilità e cofinanziabili dalla
Unione europea nelle aree depresse. Il Ministro del tesoro è
autorizzato ad apportare con propri decreti, ove necessario, le
occorrenti variazioni di bilancio.
3. Le somme derivanti dai mutui di cui all’art. 1, ottavo comma,
della legge 19-12-1992, n. 488, e finalizzate alla realizzazione di
progetti strategici di rilevanza nazio…

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