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Attuazione della Direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi

Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157
(Gazz. Uff. n. 104, del 6 maggio).

Attuazione della direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi.

Art. 1. AMBITO DI APPLICAZIONE – 1. Le disposizioni del presente
decreto si applicano per l’aggiudicazione, da parte delle
amministrazioni aggiudicatrici di cui all’art. 2, degli appalti di
servizi il cui valore di stima sia pari o superiore a 200.000 ECU,
IVA esclusa.
Art. 2. AMMINISTRAZIONI AGGIUDICATRICI – 1. Sono amministrazioni
aggiudicatrici: le amministrazioni dello Stato, le regioni, le
province autonome di Trento e Bolzano, gli enti pubblici
territoriali, gli altri enti pubblici non economici, gli organismi
di diritto pubblico comunque denominati.
2. Nell’allegato 7 sono elencati, in modo non esaustivo, gli
organismi di diritto pubblico di cui al primo comma.
Art. 3. APPALTI PUBBLICI DI SERVIZI – 1. Gli appalti pubblici di
servizi sono contratti a titolo oneroso, conclusi per iscritto tra
un prestatore di servizi e un’amministrazione aggiudicatrice di cui
all’art. 2, aventi ad oggetto la prestazione dei servizi elencati
negli allegati 1 e 2.
2. Per gli appalti di servizi di cui all’allegato 2 e per quelli in
cui il valore di tali servizi prevalga rispetto a quello dei
servizi di cui all’allegato 1, il presente decreto si applica
limitatamente ai soli artt. 8, terzo comma, 20 e 21.
3. Gli appalti che, insieme alla prestazione di servizi,
comprendono anche l’esecuzione di lavori, sono considerati appalti
di servizi qualora i lavori assumano funzione accessoria rispetto
ai servizi ” siano complessivamente di importo inferiore al 50 per
cento del totale”, e non costituiscano l’oggetto principale
dell’appalto. (*)
4. Gli appalti che includono forniture e servizi sono considerati
appalti di servizi quando il valore totale di questi è superiore al
valore delle forniture comprese nell’appalto.
5. Il presente decreto si applica anche agli appalti di servizi
sovvenzionati, in misura superiore al 50 per cento, da
un’amministrazione aggiudicatrice ed aggiudicati dall’ente o
soggetto sovvenzionato e collegati agli appalti di lavori di cui
all’art. 3, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 19-12-1991, n. 406.
Art. 4 . CALCOLO DELL’IMPORTO STIMATO DELL’APPALTO – 1. Per
effettuare il calcolo dell’importo stimato dell’appalto le
amministrazioni aggiudicatrici si basano sulla remunerazione
complessiva dei prestatori di servizi, tenendo conto delle
disposizioni che seguono.
2. La scelta del metodo di valutazione non deve essere compiuta
allo scopo di eludere l’applicazione del presente decreto; nessun
insieme di servizi da appaltare può essere, inoltre, frazionato
allo scopo di sottrarlo alla sua applicazione.
3. In sede di valutazione dell’importo stimato dell’appalto occorre
tener conto:
a) nel caso di servizi assicurativi, del premio da pagare;
b) nel caso di servizi bancari e altri servizi finanziari, di
onorari, commissioni, interessi o altri tipi di remunerazione;
c) nel caso di contratti comprendenti la progettazione, degli
onorari o delle commissioni da pagare.
4. Quando un appalto di servizi rientrante tra quelli di cui al
terzo comma sia ripartito in più lotti, il suo valore, ai fini
dell’applicazione del presente decreto, è dato dalla somma del
valore dei singoli lotti; il presente decreto non si applica,
peraltro, per i lotti il cui valore stimato, al netto dell’IVA, sia
inferiore a 80.000 ECU, purchè il valore stimato complessivo dei
lotti così esentati non superi il 20 per cento del valore
complessivo stimato di tutti i lotti.
5. Negli appalti in cui non sia determinato il prezzo complessivo,
la base di calcolo dell’importo è data:
a) per gli appalti di durata determinata pari o inferiore a
quarantotto mesi, dal valore complessivo dell’appalto per l’intera
durata;
b) per gli appalti di durata indeterminata o superiore a
quarantotto mesi, dal valore mensile moltiplicato per quarantotto.
6. Per gli appalti che presentano carattere di regolarità o sono
destinati ad essere rinnovati entro un determinato periodo, il
valore dell’appalto deve stabilirsi, alternativamente:
a) in base al valore complessivo dei contratti analoghi relativi
alla stessa categoria di servizi, conclusi nel corso dei dodici
mesi o dell’esercizio finanziario precedente, rettificato, se
possibile, per tener conto dei cambiamenti in termine di quantità o
di valore che potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al
contratto iniziale;
b) in base al valore complessivo stimato dei contratti per i dodici
mesi successivi alla prima prestazione del servizio o per tutta la
durata dell’appalto quando questa sia superiore a dodici mesi.
7. Nei casi in cui l’appalto preveda espressamente delle opzioni,
la base per il calcolo del valore del contratto è data dal suo
massimo valore complessivo autorizzato, comprendente gli elementi
opzionali.
8. Per la determinazione del controvalore in moneta nazionale
dell’ECU valgono le disposizioni di cui all’art. 1, commi sesto e
settimo, del decreto legislativo 24-7-1992, n. 358.
Art. 5. APPALTI ESCLUSI – 1. Il presente decreto non si applica
agli appalti di lavori di cui al decreto legislativo 19-12-1991, n.
406, agli appalti di forniture di cui al decreto legislativo 24-7-
1992, n. 358, e agli appalti di lavori, di forniture o di servizi
di cui alla direttiva 93/38/CEE e relative norme d’attuazione.
2. Il presente decreto non si applica, inoltre:
a) ai contratti aventi per oggetto l’acquisizione o la locazione,
indipendentemente dalle modalità finanziarie, di terreni, edifici
esistenti o altri immobili o riguardanti, comunque, diritti
inerenti a tali beni; i contratti di servizi finanziari conclusi
precedentemente, contestualmente o successivamente al contratto di
acquisizione o locazione rientrano, tuttavia, indipendentemente
dalla forma, nel campo d’applicazione del presente decreto;
b) ai contratti aventi per oggetto l’acquisto, lo svolgimento, lo
sviluppo, la produzione o la coproduzione di programmi televisivi
da parte delle emittenti e a quelli concernenti il tempo di
trasmissione;
c) ai contratti aventi per oggetto servizi di telefonia, telex,
radiotelefonia, radioavviso e radiotelecomunicazione via satellite;
d) ai contratti aventi per oggetto servizi d’arbitrato e
conciliazione;
e) ai contratti per servizi finanziari relativi all’emissione,
all’acquisto, alla vendita e al trasferimento di titoli o di altri
strumenti finanziari e a quelli per i servizi forniti da banche
centrali;
f) ai contratti relativi a servizi di ricerca e selezione del
personale;
g) ai contratti per servizi di ricerca e di sviluppo diversi da
quelli i cui risultati appartengono esclusivamente alla
amministrazione aggiudicatrice perchè li utilizzi nell’esercizio
della propria attività, purchè la prestazione del servizio sia
interamente retribuita da tale amministrazione;
h) agli appalti pubblici di servizi aggiudicati a un ente che sia
esso stesso un’amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell’art. 2,
in base a un diritto di esclusiva di cui beneficia in virtù di
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, purchè
queste siano compatibili con il trattato;
i) agli appalti di servizi nel settore della difesa da aggiudicarsi
in conformità all’art. 223 del trattato;
l) agli appalti relativi a servizi dichiarati segreti o la cui
prestazione debba essere accompagnata, in base a disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative, da misure speciali di
sicurezza ovvero quando lo esiga la tutela degli interessi
essenziali della sicurezza dello Stato;
m) agli appalti relativi a servizi regolati da specifiche norme
procedurali e da aggiudicarsi in base:
1) a un accordo internazionale concluso con uno o più Stati
estranei alle Comunità europee, concernente servizi destinati alla
realizzazione, all’utilizzazione o allo sfruttamento in comune di
un progetto da parte degli Stati firmatari;
2) a un accordo internazionale concluso in relazione alla presenza
di truppe di stanza e concernente imprese di uno Stato membro o
estraneo alle Comunità europee;
3) alla procedura propria di un’organizzazione internazionale.
Art. 6. PROCEDURE D’AGGIUDICAZIONE – 1. Nel bando di gara
l’amministrazione aggiudicatrice indica quale delle seguenti
procedure intende utilizzare per l’aggiudicazione dell’appalto:
a) il pubblico incanto;
b) la licitazione privata;
c) l’appalto concorso, per settori diversi da quelli indicati
all’art. 26.2;
d) la trattativa privata.
2. Si intende per:
a) pubblico incanto, la procedura aperta in cui ogni impresa
interessata può presentare un’offerta;
b) licitazione privata, la procedura ristretta alla quale
partecipano soltanto le imprese invitate dall’amministrazione
aggiudicatrice;
c) appalto concorso, la procedura ristretta di cui alla lettera b),
nella quale il candidato redige, in base alla richiesta formulata
dalla amministrazione aggiudicatrice, il progetto del servizio ed
indica le condizioni e i prezzi ai quali è disposto ad eseguire
l’appalto;
d) trattativa privata, la procedura negoziata in cui
l’amministrazione aggiudicatrice consulta le imprese di propria
scelta e negozia con una o più di esse i termini del contratto.
Art. 7. TRATTATIVA PRIVATA – 1. Gli appalti del presente decreto
possono essere aggiudicati a trattativa privata, previa
pubblicazione di un bando, nei seguenti casi:
a) in caso di offerte irregolari, dopo che siano stati esperiti un
pubblico incanto, una licitazione privata o un appalto concorso,
oppure in caso …

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