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Rimborsi spese e compensi per il responsabile dei lavori

L’AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
[Testo]
A questa Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, sono state
segnalate una serie di questioni concernenti il “rimborso spese”
della Tariffa professionale degli ingegneri ed architetti nonché il
compenso da riservare alla prestazione di “responsabile dei lavori”
di cui al decreto legislativo n. 494/1996.
Il consiglio dell’Autorità, ritenendo le questioni sollevate
d’interesse, ha approvato la seguente determinazione.
L’art. 4 della legge n. 143 del 2 marzo 1949 – testo unico della
Tariffa per ingegneri ed architetti – individua una serie di
prestazioni professionali nelle quali il tempo concorre come
elemento precipuo di valutazione, ed alle quali non si
adatterebbero le usuali tariffe “a percentuale”, “a quantità” o “a
discrezione”.
I rilievi planoaltimetrici da porre a base della progettazione sono
compresi nel citato art. 4, lettera a).
Conseguentemente l’attività relativa ai rilievi è da considerare
un’attività accessoria alla progettazione vera e propria. Detto
carattere accessorio è poi confermato dall’art. 17, comma 14-
quinquies, della legge n. 109/1994, che consente ad un certo numero
d’attività, tra cui appunto i rilevi planoaltimetrici, di essere
espletate mediante il subappalto; ciò in coerenza con il principio
affermato dalla giurisprudenza secondo cui il progettista è sempre
tenuto ad eseguire personalmente l’incarico, sia pure con l’ausilio
degli operatori materiali (vds in proposito la CIRC. LL.PP. del 7
ottobre 1996 n. 4488/UL).
Dal carattere di accessorietà discende il diritto al rimborso della
spesa relativa, in conformità all’art. 13 della stessa Tariffa
secondo cui al progettista “… gli sono dovuti a parte ed in
aggiunta gli eventuali compensi a rimborso di cui agli articoli 4,
6 e 17.”.
Si può pertanto concludere che l’onere sostenuto dal progettista
per l’effettuazione dei rilievi, deve essere compensato ai sensi
dell’art. 4 della Tariffa ed in aggiunta agli onorari a percentuale
della tabella A.
Nondimeno, si pone il problema di chiarire più in generale con
quali “modalità” deve essere esposta la spesa da parte del
progettista, ossia se la stessa deve essere ragguagliata ad una
percentuale forfettaria degli onorari di cui alla tabella A, oppure
analiticamente indicate e comprovate; modalità entrambe ammesse
dall’art. 13 della Tariffa.
Il regolamento della legge quadro approvato con decreto del
Presidente della Repubblica n. 554 del 21 dicembre 1999 ed in
vigore dal 28 luglio 2000 – all’art. 64, comma 1, lettera c), punto
1) a) – nel descrivere le modalità di svolgimento delle gare per
l’affidamento degli incarichi di progettazione, fa esplicito
riferimento ad una percentuale, al netto del ribasso offerto, per
il rimborso delle spese che figura nella compilazione delle
parcelle.
Conclusivamente, ed estendendo il più recente principio enunciato
dal regolamento, anche alle specifiche professionali relative ad
incarichi non conferiti mediante procedura concorsuale, le parcelle
professionali possono esporre, per ogni categoria di opere nelle
quali è stato disaggregato l’importo complessivo dei lavori, le
spese forfettariamente determinate.
E’ stata inoltre sollevata questione in ordine al rimborso per il
“plottaggio dei disegni”.
Si osserva che questa è un’attività materiale del professionista –
successiva alla elaborazione dei disegni – sorta evidentemente dopo
la Tariffa di cui alla legge n. 143/1949; certamente, la stessa non
può considerarsi un’attività intellettuale del progettista e, come
tale, non può considerarsi inclusa nel compenso a percentuale di
cui alla tabella A. L’attività materiale di cui trattasi rientra
perciò nelle spese di cui all’art. 6 della Tariffa che prevede il
rimborso “… di qualsiasi sussidio od opera necessaria
all’esecuzione di lavori fuori ufficio”.
Infine, relativamente alla questione se sia dovuto il compenso per
l’attività di responsabile dei lavori, nell’ipotesi in cui
l’Amministrazione si sia limitata a conferire, ai sensi del decreto
legislativo n. 494/1996, il solo incarico di responsabile dei
lavori e non anche di coordinatore per la sicurezza nella fase di
progettazione, la risposta non può che essere negativa nel senso
che spetta il compenso per l’incarico di coordinatore della
sicurezza, mentre, non spetta per le funzioni del responsabile dei
lavori, come delineate dal citato decreto legislativo n. 494/1996
per essere queste esplicitamente demandate dall’art. 8, comma 2,
del regolamento n. 554 approvato con decreto del Presidente della
Repubblica del 21 dicembre 1999, al responsabile del procedimento,
ai fini del rispetto delle norme sulla sicurezza, non può spettare
comunque alcuno.

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