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Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali, di previdenza, di lavori socialmente utili e di formazione continua.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare
interventi in materia di integrazione salariale per garantire, in
attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, la continuita’
della percezione di un reddito in situazioni ed aree che presentino
gravi problemi occupazionali, nonche’ in materia di lavori
socialmente utili, al fine di consentire la continuita’ delle
attivita’ e delle correlate prestazioni individuali nella fase, in
corso di realizzazione, degli interventi volti a dare soluzione
occupazionale ai soggetti interessati, anche attraverso una piu’
diretta partecipazione delle amministrazioni regionali, tenuto
conto della diversita’ delle realta’ interessare;
Ritenuta, la straordinaria necessita’ ed urgenza di accelerare il
processo inteso a definire le condizioni per la realizzazione,
anche per i dipendenti delle amministrazioni dello Stato, di forme
di previdenza complementare;
Ritenuta, altresi’, la straordinaria necessita’ ed urgenza di
assicurare l’utilizzo di risorse destinate al finanziamento di
interventi di formazione continua;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 17 novembre 2000;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica
e con il Ministro per la funzione pubblica;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Disposizioni in materia di ammortizzatori sociali e di previdenza
1. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, la
percentuale di commisurazione alla retribuzione dell’indennita’
ordinaria di disoccupazione con requisiti normali, di cui
all’articolo 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile
1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio
1939, n. 1272, e successive modificazioni, e’ elevata al 40 per
cento dal 1o dicembre 2000 e per i soggetti con eta’ anagrafica
pari o superiore a 50 anni e’ estesa fino a nove mesi. Tali
incrementi non si applicano ai trattamenti di disoccupazione
agricoli, ordinari e speciali, ne’ all’indennita’ ordinaria con
requisiti ridotti di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto-legge
21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, nella legge 20
maggio 1988, n. 160.
2. Per il periodo dal 1o luglio 2000 al 30 giugno 2001, il divieto
di cumulo di cui all’articolo 1, comma 43, della legge 8 agosto
1995, n. 335, non opera tra il trattamento di reversibilita’ a
carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidita’,
la vecchiaia e i superstiti, nonche’ delle forme esclusive,
esonerative e sostitutive della stessa, e la rendita ai superstiti
erogata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro spettante in caso di decesso del lavoratore
conseguente ad infortunio sul lavoro a malattia professionale ai
sensi dell’articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica
30 giugno 1965, n. 1124. Le disposizioni di cui al presente comma
si applicano alle rate di pensione di reversibilita’ successive
alla data del 30 giugno 2000, anche se la pensione stessa e’ stata
liquidata in data anteriore.
3. All’articolo 68, comma 4, lettera a), della legge 17 maggio
1999, n. 144, le parole: “e fino a lire 590 miliardi a decorrere
dall’anno 2001” sono sostituite dalle seguenti: “, lire 562
miliardi per il 2001 e fino a lire 590 miliardi a decorrere
dall’anno 2002”.
4. All’onere derivante dai commi 1 e 2, valutato in lire 80
miliardi per il 2000, in lire 527 miliardi per il 2001 e in lire
562 miliardi a decorrere dal 2002, si provvede:
a) quanto a lire 80 miliardi per l’anno 2000, a lire 277 miliardi
per l’anno 2001 e a lire 245 miliardi per l’anno 2002, mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini del
bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per l’anno 2000 parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e della
previdenza sociale e quanto a lire 23 miliardi per l’anno 2001
mediante utilizzo delle proiezioni dello stanziamento relativo
all’accantonamento del Ministero degli affari esteri;
b) quanto a lire 227 miliardi per l’anno 2001 e a lire 317 miliardi
a decorrere dall’anno 2002, mediante riduzione dell’autorizzazione
di spesa di cui all’articolo 66, comma 1, della legge 17 maggio
1999, n. 144.
5. All’articolo 3, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
dopo la parola: “finalizzato” sono inserite le seguenti: “, a
decorrere dall’anno 2000,” e, in fine, sono aggiunte le seguenti
parole: “nel limite delle risorse impegnate allo scopo nell’ambito
del predetto Fondo”.
6. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e comunque
non oltre il 31 dicembre 2001 sono prorogati:
a) il trattamento straordinario di integrazione salariale di cui
all’articolo 62, comma 1, lettera a), della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, nel limite di lire 69 miliardi, onde consentire, anche
mediante appositi corsi di riqualificazione, la riammissione in
azienda dei lavoratori interessati al predetto trattamento ovvero
la loro riallocazione; qualora al termine della presente proroga
risultino residue eccedenze di personale a carattere strutturale,
ovvero non ricorrano le condizioni sopra indicate, le stesse
saranno gestite attraverso le disposizioni in materia di
integrazione salariale e di mobilita’ di cui alla legge 23 luglio
1991, n. 223;
b) il trattamento straordinario di integrazione salariale, con
scadenza entro l’11 agosto 2000, concesso ai sensi dell’articolo 3,
comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, per concordato
preventivo con cessione dei beni, in favore di un numero massimo di
100 lavoratori, dipendenti da societa’ appartenenti ad un unico
gruppo industriale con un organico superiore a 2000 unita’ alla
data di entrata in vigore della legge 23 dicembre 1999, n. 488, ed
operanti nelle aree territoriali di cui all’obiettivo 1 del
regolamento (CEE) n. 2081/1993 del Consiglio del 20 luglio 1993, e
successive modificazioni, nel limite di lire 3 miliardi e 850
milioni;
c) il trattamento straordinario di integrazione salariale e di
mobilita’ di cui all’articolo 62, comma 1, lettera b), della legge
23 dicembre 1999, n. 488, nei confronti di un numero massimo di
1900 unita’, nel limite di lire 46 miliardi e 400 milioni;
d) il trattamento straordinario di integrazione salariale di cui
all’articolo 62, comma 1, lettera e) della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, nel limite in lire 44 miliardi e 100 milioni;
e) il trattamento straordinario di integrazione salariale di cui
all’articolo 62, comma 1, lettera e), della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, nel limite di lire 7 miliardi e 300 milioni;
f) il trattamento straordinario di integrazione salariale di cui
all’articolo 62, comma 1, lettera f), della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, in favore di un numero massimo di centocinquanta
lavoratori, nel limite di lire 4 miliardi;
g) i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria e di
mobilita’ di cui all’articolo 62, comma 1, lettera g), della legge
23 dicembre 1999, n. 488, limitatamente alle agenzie di viaggio e
turismo, compresi gli operatori turistici ed alle imprese di
vigilanza, nel limite di lire 10 miliardi e 830 milioni;
h) i trattamenti di mobilita’ e di disoccupazione speciale di cui
all’articolo 45, comma 17, lettera f) della legge 17 maggio 1999,
n. 144, nel limite di lire 9 miliardi e 100 milioni;
i) i trattamenti di mobilita’ di cui all’articolo 62, comma 1,
lettera i), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, nel limite di
lire 16 miliardi, di cui lire 8,5 miliardi per i soggetti di cui al
primo periodo dell’articolo 45, comma 17, lettera c), della legge
17 maggio 1999, n. 144, e lire 7,5 miliardi per i soggetti di cui
al secondo periodo della medesima lettera c).
7. Ai lavoratori gia’ dipendenti da societa’ di cui all’articolo
62, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, che,
a seguito di risoluzione di contratto d’affitto e riconsegna
dell’azienda entro il giugno 2000, sono rientrati alle dipendenze
delle societa’ di cui al predetto articolo 62, comma 1, lettera c),
e’ concesso, a decorrere dalla data di risoluzione del contratto
d’affitto, e comunque non oltre il 31 dicembre 2001, il trattamento
straordinario di integrazione salariale in favore di un numero
massimo di 45 unita’, nel limite di lire 1 miliardo e 960 milioni.
8. All’articolo 46, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144,
come modificato dall’articolo 62, comma 4, lettera b), della legge
23 dicembre 1999, n. 488, le parole: “31 dicembre 2000” sono
sostituite dalle seguenti: “31 agosto 2001”. I relativi benefici
sano concessi nel limite di lire 1 miliardo e 100 milioni.
9. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, ai
lavoratori gia’ beneficiari del trattamento straordinario di
integrazione salariale di cui all’articolo 81, comma 5, della legge
23 dicembre 1998, n. 448, e’ concesso il trattamento di
disoccupazione speciale previsto dall’articolo 3, comma 3, del
decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, in deroga alla
disciplina vigente in tale materia, per la durata massima di 18
mesi a decorrere dalla data d…

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