Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Criteri per la predisposizione, da parte delle societa' e degli enti g...

Criteri per la predisposizione, da parte delle societa' e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
Visti l’art. 10, comma 5 e l’art. 3, comma 1, lettera i), della
legge 26 ottobre 1995, n. 447, recante “Legge-quadro
sull’inquinamento acustico”;
Visto il decreto legislativo n. 285 del 30 aprile 1992, recante
“Nuovo codice della strada”;
Visto il proprio decreto in data 31 ottobre 1997, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 267 del 15 novembre 1997, recante
“Metodologia di misura del rumore aeroportuale”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica dell’11 dicembre
1997, n. 496, Regolamento recante norme per la riduzione
dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14
novembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1o
dicembre 1997, recante: “Determinazione dei valori limite delle
sorgenti sonore”;
Visto il proprio decreto 16 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 76 del 1o aprile 1998, recante “Tecniche di
rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998,
n. 459, Regolamento recante norme d’esecuzione dell’art. 11 della
legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia d’inquinamento acustico
derivante da traffico ferroviario;
Considerata la necessita’ di stabilire criteri omogenei per la
realizzazione delle attivita’ di risanamento dall’inquinamento da
rumore prodotto dall’esercizio delle infrastrutture dei trasporti;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422;
Visto il parere espresso dalla Conferenza unificata, nella seduta
del 23 novembre 2000;
Decreta:
Art. 1.
Campo d’applicazione
1. Il presente decreto stabilisce i criteri tecnici per la
predisposizione, da parte delle societa’ e degli enti gestori di
servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, ivi
comprese le autostrade, dei piani degli interventi di contenimento
ed abbattimento del rumore prodotto nell’esercizio delle
infrastrutture stesse, ai sensi dell’art. 10, comma 5, della legge
26 ottobre 1995, n. 447.
Art. 2.
Obblighi del gestore
1. Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
o delle relative infrastrutture, inclusi i comuni, le province e le
regioni, hanno l’obbligo di:
individuare le aree in cui per effetto delle immissioni delle
infrastrutture stesse si abbia superamento dei limiti di immissione
previsti;
determinare il contributo specifico delle infrastrutture al
superamento dei limiti suddetti; presentare al comune e alla
regione o all’autorita’ da essa indicata, ai sensi dell’art. 10,
comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, il piano di
contenimento ed abbattimento del rumore prodotto nell’esercizio
delle infrastrutture di cui sopra.
2. I piani vengono presentati secondo le modalita’ ed i termini
seguenti:
a) per le infrastrutture di tipo lineare di interesse regionale e
locale:
a.1) entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, la societa’ o l’ente gestore individua le aree
dove sia stimato o rilevato il superamento dei limiti previsti e
trasmette i dati relativi ai comuni e alla regione competente o
all’autorita’ da essa indicata;
a.2) entro i successivi diciotto mesi la societa’ o l’ente gestore
presenta ai comuni interessati ed alla regione competente o
all’autorita’ da essa indicata il piano di contenimento e
abbattimento del rumore di cui al comma 5 dell’art. 10 della legge
26 ottobre 1995, n. 447. Tale termine si applica anche nel caso in
cui si accerti il superamento dei valori limite successivamente
all’individuazione di cui al punto a.1), in ragione di sopravvenute
modificazioni di carattere strutturale o relative a modalita’ di
esercizio o condizioni di traffico dell’infrastruttura;
a.3) gli obiettivi di risanamento previsti dal piano devono essere
conseguiti entro quindici anni:
dalla data di espressione della regione o dell’autorita’ da essa
indicata, con proprio provvedimento se previsto;
dalla data di presentazione del piano qualora la regione, entro tre
anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, non
abbia emanato provvedimenti in materia.
La regione puo’, d’intesa con le autonomie locali, in
considerazione della complessita’ degli interventi da realizzare,
dell’entita’ del superamento dei limiti e dell’eventuale esigenza
di delocalizzazione di insediamenti ed edifici, fissare termini
diversi;
b) per le reti di infrastrutture lineari di interesse nazionale o
di piu’ regioni:
b.1) entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto la societa’ o l’ente gestore individua le aree
dove sia stimato o rilevato il superamento dei limiti previsti e
trasmette i dati relativi ai comuni e alle regioni competenti o
alle autorita’ da esse indicate;
b.2) entro i successivi diciotto mesi la societa’ o l’ente gestore
presenta ai comuni interessati, alle regioni o alle autorita’ da
esse indicate, il piano di contenimento ed abbattimento del rumore
di cui al comma 5 dell’art. 10 della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Tale termine si applica anche al caso in cui si accerti il
superamento dei valori limite successivamente all’individuazione di
cui al punto b.1), in ragione di sopravvenute modificazioni di
carattere strutturale o relative a modalita’ di esercizio o
condizioni di traffico dell’infrastruttura;
b.3) gli obiettivi di risanamento previsti dal piano devono essere
conseguiti entro quindici anni:
dalla data di espressione della regione o dell’autorita’ da essa
indicata, con proprio provvedimento se previsto;
dalla data di presentazione del piano qualora la regione, entro tre
anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, non
abbia emanato provvedimenti in materia.
La regione puo’, d’intesa con le autonomie locali, in
considerazione della complessita’ degli interventi da realizzare,
dell’entita’ di superamento dei limiti e dell’eventuale esigenza di
delocalizzazione di insediamenti ed edifici, fissare termini
diversi;
c) per gli aeroporti:
c.1) entro diciotto mesi dall’individuazione dei confini delle aree
di rispetto di cui al decreto ministeriale 31 ottobre 1997, art.
6, comma 1, il gestore individua le aree dove sia stimato o
rilevato il superamento dei limiti previsti e trasmette i dati
relativi ai comuni e alle regioni competenti o alle autorita’ da
esse indicate;
c.2) entro i successivi diciotto mesi, nel caso di superamento dei
valori limite, l’esercente presenta ai comuni interessati ed alle
regioni o alle autorita’ da esse indicate il piano di contenimento
ed abbattimento del rumore di cui al comma 5 dell’art. 10 della
legge 26 ottobre 1995, n. 447. Tale termine si applica anche al
caso in cui si accerti il superamento dei valori limite
successivamente all’individuazione di cui al punto c.1), in ragione
di sopravvenute modificazioni di carattere strutturale o relative a
modalita’ di esercizio o condizioni di traffico
dell’infrastruttura;
c.3) gli obiettivi di risanamento previsti dal piano devono essere
conseguiti entro 5 anni:
dalla data di espressione della regione o dell’autorita’ da essa
indicata, con proprio provvedimento se previsto;
dalla data di presentazione del piano qualora la regione, entro tre
anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, non
abbia emanato provvedimenti in materia.
La regione puo’, d’intesa con le autonomie locali, in
considerazione della complessita’ degli interventi da realizzare,
dell’entita’ del superamento dei limiti e dell’eventuale esigenza
di delocalizzazione di insediamenti ed edifici, fissare termini
diversi;
d) per le altre infrastrutture:
d.1) entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto la societa’ o l’ente gestore individua le aree
dove sia stimato o rilevato il superamento dei limiti previsti e
trasmette i dati relativi ai comuni e alle regioni competenti o
alle autorita’ da esse indicate;
d.2) entro i successivi diciotto mesi la societa’ o l’ente gestore
presenta ai comuni interessati ed alle regioni o alle autorita’ da
esse indicate il piano di contenimento ed abbattimento del rumore
di cui al comma 5 dell’art. 10 della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Tale termine si applica anche al caso in cui si accerti il
superamento dei valori limite successivamente all’individuazione di
cui al punto d.1), in ragione di sopravvenute modificazioni di
carattere strutturale o relative a modalita’ di esercizio o
condizioni di traffico dell’infrastruttura;
d.3) gli obiettivi di risanamento previsti dal piano devono essere
conseguiti entro cinque anni:
dalla data di espressione della regione o dell’autorita’ da essa
indicata, con proprio provvedimento se previsto;
dalla data di presentazione del piano qualora la regione, entro tre
anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, non
abbia emanato provvedimenti in materia.
La regione puo’, d’intesa con le autonomie locali, in
considerazione della complessita’ degli interventi da realizzare,
dell’entita’ di superamento dei limiti e dell’eventuale esigenza di
delocalizzazione di insediamenti ed edifici, fissare termini
diversi.
3. Fatti salvi i termini e le scadenze di cui al comma 2, ai fini
della predisposizione dei piani di cui al presente decreto, i
comuni possono notificare alle societa’ ed enti gestori di servizi
pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, l’eventuale
superamento dei limiti previsti.
4. Il piano di cui al comma 1 tenendo anche conto delle indicazioni
contenute negli allegati 2 e 3, deve contenere:
a) l’individuazione degli interventi e le relative modalita’ di
realizzazione;
b) l’indicazione delle eventuali altre infrastrutture dei trasporti
concorrenti all’immissione nelle aree in cui si abbia il
superamento dei limiti;
c) l’indicazione dei tempi di esecuzione e dei costi previsti per
ciascun intervento;
d) il grado di priorita’ di esecuzione di ciascun intervento;
e) le motivazioni per eventuali interventi sui ricettori.
5. Entro sei mesi dalla data di ultimazione di ogni intervento
previsto nel piano di risanamento, la societa’ o l’ente gestore ivi
compresi i comuni, le province e le regioni, nelle aree oggetto
dello stesso piano, provvede ad eseguire rilevamenti per accertare
il conseguimento degli obiettivi del risanamento e trasmette i dati
relativi al comune ed alla regione o all’autorita’ da essa
indicata.
Art. 3.
Criteri di priorita’ degli interventi
1. Fermo restando quanto stabilito in materia di priorita’
dall’art. 5, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 459 del 18 novembre 1998, l’ordine di priorita’ degli interventi
di risanamento e’ stabilito dal valore numerico dell’indice di
priorita’ P, la cui procedura di calcolo e’ indicata nell’allegato
1 che costituisce parte integrante del presente decreto.
2. Per le infrastrutture di interesse nazionale o di piu’ regioni
saranno stabiliti ordini di priorita’ anche a livello regionale
sulla base delle determinazioni della Conferenza unificata di cui
all’art. 5.
3. La regione o l’autorita’ da esse indicata puo’ stabilire,
d’intesa con i comuni interessati, un ordine di priorita’ degli
interventi che prescinda dall’indice di priorita’ di cui al comma
1.
4. Nel caso di piu’ gestori concorrenti al superamento dei limiti
previsti nella zona da risanare, i gestori medesimi provvedono di
norma all’esecuzione congiunta delle attivita’ di risanamento. La
regione, o l’autorita’ da essa indicata, in sede di definizione
dell’ordine di priorita’ di cui al comma 3, tiene conto delle
esigenze di esecuzione congiunta degli interventi.
Art. 4.
Obiettivi dell’attivita’ di risanamento
1. Le attivita’ di risanamento devono conseguire il rispetto dei
valori limite del rumore prodotto dalle infrastrutture di
trasporto, stabiliti dai regolamenti di esecuzione di cui all’art.
11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, di quanto disposto
dall’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 14 novembre 1997, nonche’ dall’art. 15, comma 1, della
legge 26 ottobre 1995, n. 447.
2. Il rumore immesso nell’area in cui si sovrappongono piu’ fasce
di pertinenza, non deve superare complessivamente il maggiore fra i
valori limite di immissione previsti per le singole infrastrutture.
3. L’attivita’ di risanamento e’ svolta dai soggetti di cui
all’art. 1, comma 1, relativamente alle infrastrutture concorrenti,
che partecipano all’intervento di risanamento, secondo il criterio
riportato in allegato 4 che costituisce parte integrante del
presente decreto, oppure attraverso un accordo fra i medesimi
soggetti, le regioni e le province autonome, i comuni e le province
territorialmente competenti.
Art. 5.
Oneri e modalita’ di risanamento
1. Gli oneri derivanti dall’attivita’ di risanamento sono a carico
delle societa’ e degli enti gestori delle infrastrutture dei
trasporti che vi provvedono in conformita’ a quanto previsto
dall’art. 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
2. Il Ministro dell’ambiente, d’intesa con la Conferenza unificata,
approva i piani relativi alle infrastrutture di interesse nazionale
o di piu’ regioni e provvede, ugualmente di intesa con la
Conferenza unificata, alla ripartizione degli accantonamenti e
degli oneri su base regionale, tenuto conto delle priorita’
valutate ai sensi dell’art. 3, comma 1, dei costi dei risanamenti
previsti per ogni regione e del costo complessivo a livello
nazionale.
3. Gli interventi strutturali finalizzati all’attivita’ di
risanamento devono essere effettuati secondo la seguente scala di
priorita’:
a) direttamente sulla sorgente rumorosa;
b) lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al
ricettore;
c) direttamente sul ricettore.
4. Gli interventi di cui alla lettera c) sono adottati qualora,
mediante le tipologie di intervento di cui ai punti a) e b) del
comma 2, non sia tecnicamente conseguibile il raggiungimento dei
valori limite di immissione, oppure qualora lo impongano
valutazioni tecniche, economiche o di carattere ambientale.
Art. 6.
Attivita’ di controllo
1. Le societa’ e gli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto
e delle relative infrastrutture comunicano entro il 31 marzo di
ogni anno, e comunque entro tre mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, al Ministero dell’ambiente e alle regioni e ai
comuni competenti, anche al fine del controllo dell’applicazione
delle disposizioni in materia di accantonamento delle risorse
finanziarie di cui all’art. 10, comma 5, della legge n. 447/1995:
a) l’entita’ dei fondi accantonati annualmente e complessivamente a
partire dalla data di entrata in vigore della legge n. 447/1995;
b) lo stato di avanzamento fisico e finanziario dei singoli
interventi previsti, comprensivo anche degli interventi conclusi.
2. L’attivita’ di controllo sul conseguimento degli obiettivi del
risanamento e’ svolta, nell’ambito delle competenze assegnate dal
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dalla normativa
statale e regionale.
Art. 7.
Norma di salvaguardia
1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale
e delle province autonome di Trento e Bolzano, che provvedono in
conformita’ dei rispettivi statuti e alle relative norme di
attuazione.
Art. 8.
Entrata in vigore
Il presente decreto entra in vigore sessanta giorni dopo sua la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 29 novembre 2000
p. Il Ministro: Calzolaio
Allegato 1
Indice di priorita’ degli interventi di risanamento.
Allegato 2
Criteri di progettazione degli interventi di risanamento.
Per la progettazione degli interventi di risanamento si possono
utilizzare modelli matematici che devono consentire:
la descrizione dell’ambiente di propagazione del rumore, la
morfologia del terreno, la presenza di edifici ed infrastrutture,
con la possibilita’ di attribuire valori dei coefficienti di
assorbimento o indici di isolamento per le superfici, almeno per
bande di ottava;
l’archivio di dati relativi alla potenza sonora delle sorgenti,
aggiornabile mediante rilievi strumentali: tale archivio deve
essere rappresentativo ad esempio del parco ferroviario nazionale,
delle tipologie delle autovetture circolanti, delle pavimentazioni;
l’archivio di dati relativi alle caratteristiche acustiche di
isolamento e di assorbimento dei materiali usati in edilizia e per
la realizzazione di interventi di contenimento ed abbattimento del
rumore, con possibilita’ di aggiornamento;
di tenere conto, negli algoritmi di calcolo, dei principali
fenomeni caratterizzanti la propagazione del rumore dalla sorgente
al ricettore, come le riflessioni del primo ordine e quelle
secondarie, le diffrazioni semplici e multiple, l’attenuazione per
divergenza e quella per assorbimento;
di ottenere risultati su base cartografica in scala non inferiore a
1:1000, sotto forma di punti singoli, curve di isolivello sia in
pianta che in sezione trasversale relative a situazioni precedenti
e seguenti l’intervento.
Il progetto di risanamento deve assicurare il conseguimento dei
valori di immissione del rumore nelle zone interessate
dall’esercizio dell’infrastruttura.
La progettazione deve prevedere:
a) l’individuazione delle vie di propagazione del rumore dalla
sorgente all’ambiente ricevente;
b) le misure e/o le stime del livello massimo di rumore esterno
agli edifici in dB(A) con caratterizzazione dello spettro medio del
rumore;
c) il dimensionamento delle pareti delle facciate sulla base
dell’indice dell’isolamento acustico standardizzato di facciata di
cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre
1997, allegato A, e sulla base dei dati di progetto;
d) la verifica della condizione che l’indice dell’isolamento
acustico standardizzato di facciata sia maggiore o eguale a quello
stabilito nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5
dicembre 1997, allegato A, tabella B.
Progettazione acustica.
La progettazione acustica degli interventi di bonifica si articola
nei punti seguenti:
rilevazione dei flussi di traffico e loro disaggregazione per
tipologie di mezzi di trasporto e loro categorie, per periodi della
giornata, per velocita’ media;
caratterizzazione acustica della sorgente mediante l’acquisizione
dello spettro medio del rumore, dei livelli sonori equivalenti
continui diurni e notturni, della distribuzione statistica dei
livelli;
acquisizione della corografia della zona in scala non inferiore a
1:5000 e della planimetria dell’area interessata e della
infrastruttura in scala non inferiore a 1:1000, con l’indicazione
degli edifici da risanare: nel caso di strade urbane, devono essere
acquisite le sezioni stradali tipiche (L,U) ed i profili degli
edifici;
tracciamento di una mappa acustica dell’area circostante
l’infrastruttura da effettuare sulla base di misure e con l’ausilio
di un modello previsionale; la mappa deve contenere le curve di
isolivello, gli edifici da risanare;
individuazione di interventi opportuni, per il contenimento del
rumore immesso anche mediante l’utilizzo di modelli matematici di
dettaglio.
Progettazione esecutiva degli interventi di risanamento.
I progetti esecutivi devono comprendere:
il progetto acustico di dettaglio che tenga conto delle
peculiarita’ dell’infrastruttura;
il progetto strutturale, contenente i riferimenti alle normative
vigenti;
la valutazione dell’inserimento ambientale dell’intervento e la
motivazione tecnica ed ambientale delle scelte effettuate;
l’analisi e gli elenchi dei prezzi unitari;
i computi metrici;
la stima dei lavori.
In particolare, il progetto acustico di dettaglio deve tenere conto
delle caratteristiche costruttive dell’infrastruttura e della sua
potenzialita’ e deve avere i seguenti contenuti minimi:
livelli equivalenti di rumore immesso in corrispondenza dei
ricettori piu’ esposti, in condizioni ante-operam;
livelli equivalenti di rumore immesso in corrispondenza dei
ricettori piu’ esposti, in condizioni post-operam;
individuazione e dimensionamento degli interventi di abbattimento
del rumore per il conseguimento dei limiti di esposizione previsti
dalla legge;
corografia della zona in scala non inferiore a 1:5000;
planimetria dell’area interessata dall’intervento in scala non
inferiore a 1:1000;
eventuali sezioni significative in scala non inferiore a 1:200;
documentazione fotografica;
la individuazione degli interventi ed il controllo dei risultati,
ad intervento effettuato, devono essere eseguiti con l’ausilio di
modelli di calcolo e di misure di verifica in situ.
Requisiti degli interventi di risanamento.
Le forniture, i materiali e le opere per le attivita’ di
risanamento e bonifica dell’inquinamento da rumore devono essere
tali da assicurare la qualita’ degli interventi e la loro durata
nel tempo.
Barriere acustiche artificiali.
Le barriere acustiche artificiali poste in fregio alle
infrastrutture viarie e ferroviarie devono essere obbligatoriamente
fonoassorbenti, laddove possano instaurarsi significativi fenomeni
di riflessioni dell’onda sonora in corrispondenza di edifici;
devono essere modulari, in massimo grado in modo da consentire la
rapida sostituzione di loro parti e la loro manutenzione.
I fornitori di barriere acustiche devono certificare e garantire
sia la durata della verniciatura che il mantenimento delle sue
proprieta’ di protezione.
Le barriere devono essere certificate da enti anche appartenenti ad
altre nazioni con le quali sia in vigore un accordo di
reciprocita’: le prove di certificazione del potere fonoisolante R
devono essere eseguite secondo la norma EN 1793-2 e l’indice di
valutazione del potere fonoisolante DL R si ricava secondo le norme
EN 1793-2 e EN 1793-3; il coefficiente di assorbimento acustico
alpha s deve essere certificato secondo la norma EN 1793-1 e
l’indice di valutazione dell’assorbimento acustico DL alpha si
ricava secondo le norme EN 1793-1 e EN 1793-3; la curva in
frequenza dell’indice di assorbimento acustico alpha s deve
soddisfare i seguenti requisiti minimi:
Frequenza (Hz) Coefficiente alpha s
125 0,20
250 0,50
500 0,65
1000 0,80
2000 0,75
4000 0,50
Le caratteristiche di assorbimento acustico delle pavimentazioni
antirumore possono essere verificate:
in laboratorio, applicando il metodo ad onde stazionarie (tubo di
Kundt) in condizioni di incidenza normale su carote prelevate in
situ dopo il quindicesimo giorno dalla stessa del conglomerato;
in situ in accordo con la norma ISO/DIS 13472-1.
Finestre fonoisolanti.
L’indice di isolamento acustico di una finestra deve essere
determinato secondo le modalita’ previste dalle norme ISO 140/3-95,
140/4-78,717/1-82 e successivi aggiornamenti.
Le finestre fonoisolanti possono essere del tipo autoventilate,
onde consentire, anche se chiuse, il passaggio dell’aria per
differenza di pressione fra ambiente esterno ed ambiente interno,
attraverso un aeratore avente sezione e profilo a labirinto ed
avente pareti interne ricoperte di materiale fonoassorbente.
Collaudo e certificazione.
Gli interventi di risanamento devono essere collaudati allo scopo
di accertarne la rispondenza alle previsioni progettuali. Il
collaudatore verifica la rispondenza dell’intera opera e delle sue
parti a quanto previsto dal progetto acustico.
Il collaudatore, tecnico competente in acustica ai sensi della
legge 26 ottobre 1995, n. 447, art. 2, comma 6, accertera’ altresi’
l’esistenza e la correttezza delle certificazioni di cui al punto
1.3.
Allegato 3
Allo scopo di rendere comparabili i costi delle attivita’ di
risanamento e di consentire una corretta programmazione dei piani
pluriennali di risanamento, puo’ essere fatto riferimento ai costi
unitari per le tipologie di intervento riportate in tabella 1, se
indicate nella relazione tecnica.
Se viene fatto riferimento ad altri tipi di intervento non
contenuti nella citata tabella, gli interventi stessi devono essere
descritti compiutamente ed i relativi costi unitari devono essere
chiaramente indicati.
Tabella 1
CARATTERIZZAZIONE E INDICE DEI COSTI DI INTERVENTI DI BONIFICA
ACUSTICA
pag. 37
pag. 38
Allegato 4
CRITERIO DI VALUTAZIONE DELLE PERCENTUALI DELL’ATTIVITA’ DI
RISANAMENTO DA ASCRIVERE A PIU’ SORGENTI SONORE CHE IMMETTONO
RUMOREIN UN PUNTO

Architetto.info