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Approvazione del codice della navigazione

(4a) Per il regolamento della navigazione aerea, vedi il R.D. 11
gennaio 1925, n. 356; per il regolamento della navigazione
marittima, vedi il D.P.R. 15 febbraio 1952, n. 328; per il
regolamento della navigazione interna, vedi il D.P.R. 28 giugno
1949, n. 631.

DISPOSIZIONI PRELIMINARI

Art. 1

Fonti del diritto della navigazione

In materia di navigazione, marittima, interna ed aerea, si
applicano il presente codice, le leggi, i regolamenti, le norme
corporative e gli usi ad essa relativi.

Ove manchino disposizioni del diritto della navigazione e non ve ne
siano di applicabili per analogia, si applica il diritto civile.

Art. 2

Mare territoriale (1)

Sono soggetti alla sovranità dello Stato i golfi, i seni e le baie,
le cui coste fanno parte del territorio della Repubblica, quando la
distanza fra i punti estremi dell’apertura del golfo, del seno o
della baia non supera le ventiquattro miglia marine. Se tale
distanza è superiore a ventiquattro miglia marine, è soggetta alla
sovranità dello Stato la porzione del golfo, del seno o della baia
compresa entro la linea retta tirata tra i due punti più foranei
distanti tra loro ventiquattro miglia marine.

E’ soggetta altresì alla sovranità dello Stato la zona di mare
dell’estensione di dodici miglia marine lungo le coste continentali
ed insulari della Repubblica e lungo le linee rette congiungenti i
punti estremi indicati nel comma precedente. Tale estensione si
misura dalla linea costiera segnata dalla bassa marea.

Sono salve le diverse disposizioni che siano stabilite per
determinati effetti da leggi o regolamenti ovvero da convenzioni
internazionali.

(1)Articolo sostituito dall’art. unico, L. 14 agosto 1974, n. 359.

Art. 2

Mare territoriale(2)

Sono soggetti alla sovranità dello Stato i golfi, i seni e le baie,
le cui coste fanno parte del territorio del Regno, quando la
distanza tra i punti estremi dell’apertura del golfo, del seno o
della baia non supera le venti miglia marine. Se tale distanza è
superiore a venti miglia marine, è soggetta alla sovranità dello
Stato la porzione del golfo, del seno o della baia compresa entro
la linea retta tirata tra i due punti più foranei distanti tra loro
venti miglia marine.

E’ soggetta altresì alla sovranità dello Stato la zona di mare
dell’estensione di sei miglia marine lungo le coste continentali ed
insulari del Regno e lungo le linee rette congiungenti i punti
estremi indicati nel comma precedente. Tale estensione si misura
dalla linea costiera segnata dalla bassa marea.

Sono salve le diverse disposizioni che siano stabilite per
determinati effetti da leggi o regolamenti ovvero da convenzioni
internazionali.

(2)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 14 agosto 1974,
n. 359.

Art. 3

Spazio aereo soggetto alla sovranità dello Stato

E’ soggetto alla sovranità dello Stato lo spazio aereo che sovrasta
il territorio del Regno ed il relativo mare territoriale.

Art. 4

Navi e aeromobili italiani in località non soggette alla sovranità
di alcuno Stato

Le navi italiane in alto mare e gli aeromobili italiani in luogo o
spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato sono considerati
come territorio italiano.

Art. 5

Legge regolatrice degli atti compiuti a bordo di navi e di
aeromobili in navigazione

Gli atti ed i fatti compiuti a bordo di una nave o di un aeromobile
nel corso della navigazione in luogo o spazio soggetto alla
sovranità di uno Stato estero sono regolati dalla legge nazionale
della nave o dell’aeromobile in tutti i casi nei quali, secondo le
disposizioni sull’applicazione delle leggi in generale, dovrebbe
applicarsi la legge del luogo dove l’atto è compiuto o il fatto è
avvenuto.

La disposizione del comma precedente si applica agli atti ed ai
fatti compiuti a bordo di una nave o di un aeromobile di
nazionalità estera nel corso della navigazione in luogo o spazio
soggetto alla sovranità dello Stato italiano, sotto condizione di
reciprocità da parte dello Stato al quale la nave o l’aeromobile
appartiene.

Art. 6

Legge regolatrice dei diritti reali e di garanzia su navi ed
aeromobili

La proprietà, gli altri diritti reali e i diritti di garanzia sulle
navi e sugli aeromobili, nonché le forme di pubblicità degli atti
di costituzione, trasmissione ed estinzione di tali diritti, sono
regolati dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile.

Art. 7

Legge regolatrice della responsabilità dell’armatore e
dell’esercente

La responsabilità dell’armatore della nave o dello esercente
dell’aeromobile per atti o fatti dell’equipaggio è regolata dalla
legge nazionale della nave o dell’aeromobile.

La stessa legge regola i limiti legali del debito complessivo o
della responsabilità dell’armatore o dell’esercente anche per le
obbligazioni da loro personalmente assunte.

Art. 8

Legge regolatrice dei poteri e dei doveri del comandante

I poteri, i doveri e le attribuzioni del comandante della nave o
dell’aeromobile sono regolati dalla legge nazionale della nave o
dell’aeromobile.

Art. 9

Legge regolatrice del contratto di lavoro

I contratti di lavoro della gente del mare, del personale navigante
della navigazione interna e del personale di volo sono regolati
dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile, salva, se la
nave o l’aeromobile è di nazionalità straniera, la diversa volontà
delle parti.

Art. 10

Legge regolatrice dei contratti di utilizzazione di navi e
aeromobili

I contratti di locazione, di noleggio, di trasporto sono regolati
dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile, salva la
diversa volontà delle parti.

Art. 11

Legge regolatrice della contribuzione alle avarie comuni

La contribuzione alle avarie comuni è regolata dalla legge
nazionale della nave o dell’aeromobile.

Art. 12

Legge regolatrice delle obbligazioni derivanti da urto di navi o
aeromobili

Le obbligazioni derivanti da urto di navi o di aeromobili in alto
mare o in altro luogo o spazio non soggetto alla sovranità di
alcuno Stato sono regolate dalla legge nazionale delle navi o degli
aeromobili, se è comune; altrimenti dalla legge italiana.

Art. 13

Legge regolatrice delle obbligazioni derivanti da assistenza,
salvataggio e ricupero

Le obbligazioni derivanti da assistenza, salvataggio e ricupero
compiuti in alto mare sono regolate dalla legge nazionale della
nave o dell’aeromobile che ha prestato il soccorso o compiuto il
ricupero.

La stessa legge regola la ripartizione del compenso per assistenza,
salvataggio e ricupero fra l’armatore o l’esercente e l’equipaggio.

Art. 14

Competenza giurisdizionale

Oltre che nei casi previsti dall’articolo 4 del codice di procedura
civile, le domande riguardanti urto di navi o di aeromobili ovvero
assistenza, salvataggio o ricupero in alto mare o in altro luogo o
spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato possono proporsi
avanti i giudici del Regno, se la nave o l’aeromobile che ha
cagionato l’urto o che è stato assistito o salvato, ovvero le
persone salvate o le cose salvate o ricuperate si trovano nel
Regno.

Parte prima
DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA E INTERNA

Libro primo
DELL’ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO DELLA NAVIGAZIONE

Titolo primo
DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI DELLA NAVIGAZIONE

Capo I
DELL’AMMINISTRAZIONE DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA

Art. 15

Ministro competente

L’amministrazione della marina mercantile è retta dal ministro per
le comunicazioni.

Art. 16

Circoscrizioni del litorale del Regno

Il litorale del Regno è diviso in zone marittime; le zone sono
suddivise in compartimenti e questi in circondari.

Alla zona è preposto un direttore marittimo, al compartimento un
capo del compartimento, al circondario un capo del circondario.
Nell’ambito del compartimento in cui ha sede l’ufficio della
direzione marittima, il direttore marittimo è anche capo del
compartimento. Nell’ambito del circondario in cui ha sede l’ufficio
del compartimento, il capo del compartimento è anche capo del
circondario.

Negli approdi di maggiore importanza in cui non hanno sede nè
l’ufficio del compartimento nè l’ufficio del circondario sono
istituiti uffici locali di porto o delegazioni di spiaggia
dipendenti, dall’ufficio circondariale.

Il capo del compartimento, il capo del circondario e i capi degli
altri uffici marittimi dipendenti sono comandanti del porto o
dell’approdo in cui hanno sede.

Art. 17

Attribuzioni degli uffici locali

Il direttore marittimo esercita le attribuzioni conferitegli dal
presente codice, dalle altre leggi e dai regolamenti.

Il capo del compartimento, il capo del circondario e i capi degli
altri uffici marittimi dipendenti, oltre le attribuzioni conferite
a ciascuno di essi dal presente codice, dalle altre leggi e dai
regolamenti, esercitano, nell’ambito delle rispettive
circoscrizioni, tutte le attribuzioni amministrative relative alla
navigazione e al traffico marittimo, che non siano specificamente
conferite a determinate autorità.

Art. 18

Personale dell’amministrazione marittima

Le funzioni amministrative attinenti alla navigazione e al traffico
marittimo sono esercitate dal corpo delle capitanerie di porto.

Ove se ne riconosca l’opportunità, l’esercizio di tali funzioni può
essere affidato, nei porti ed approdi di minore importanza, a
persone estranee a detto corpo.

Art. 19

Enti portuali

Nei porti di maggiore importanza taluni servizi portuali inerenti
alla navigazione possono essere affidati ad appositi enti
costituiti con legge.

Art. 20

Vigilanza sulla navigazione e sul traffico all’estero

La vigilanza sulla navigazione e sul traffico marittimo nazionale
all’estero è esercitata dalle autorità consolari.

Cap…

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