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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 ottobre ...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, recante interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato ed in materia di protezione civile, nonché a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
1. Il decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, recante interventi
urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato ed in
materia di protezione civile, nonché a favore delle zone della
regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di
settembre ed ottobre 2000, è convertito in legge con le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Art. 2.
1. Nelle regioni danneggiate dalle calamità idrogeologiche di cui
al decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito, con
modificazioni, dalla presente legge, a decorrere dalla data di
entrata in vigore della medesima legge, chiunque voglia operare
tagli di bosco, anche ceduo, in zone con vincolo idrogeologico ai
sensi delle normative vigenti, deve inoltrare richiesta al sindaco
del comune su cui insiste l’area sottoposta a taglio.
2. Il sindaco, dopo aver acquisito il parere della competente
commissione del comune, dell’Autorità di bacino, del Corpo
forestale dello Stato competente per territorio, della
sovrintendenza competente in materia di beni ambientali, nonché
della regione, rilascia nulla osta allo svolgimento dei tagli,
indicando le prescrizioni di taglio.La presente legge, munita del
sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli
atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello
Stato.
Allegato
Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto-legge 12
ottobre 2000, n. 279.
All’articolo 1:
al comma 1, le parole da: “, sino al compimento” fino a: “vigore:”
sono sostituite dalle seguenti: “, qualora non siano in vigore
misure di salvaguardia adottate ai sensi dell’articolo 17, comma 6-
bis, della legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive
modificazioni, e sino all’approvazione dei piani stralcio per
l’assetto idrogeologico di cui al decreto-legge n. 180 del 1998 o
al compimento della perimetrazione prevista dall’articolo 1, comma
1-bis, del medesimo decreto-legge, con riferimento alle tipologie
di dissesto idrogeologico presenti in ciascuna area:”;
al comma 1, lettera a), è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“. Per i corsi d’acqua la cui larghezza, fissata dai paramenti
interni degli argini o dalle ripe naturali, risulti inferiore a 150
metri, le aree sono quelle comprese nel limite pari, per ciascun
lato, alla larghezza”;
al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
“b) nelle aree con probabilità di inondazione corrispondente alla
piena con tempo di ritorno massimo di 200 anni, come definite
nell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al presente comma e
identificate con delibera dei comitati istituzionali delle autorità
di bacino di rilievo nazionale e interregionale o dalle regioni per
i restanti bacini idrografici, e che non siano già ricomprese in
bacini per i quali siano approvati piani stralcio di tutela di
fasce fluviali o di riassetto idrogeologico o di sicurezza
idraulica, ai sensi dell’articolo 17, comma 6-ter, della legge 18
maggio 1989, n. 183, e successive modificazioni”;
il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Le tabelle di cui alla lettera a) del comma 1 sono aggiornate,
sentite le regioni e le province autonome interessate, con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Comitato
dei Ministri di cui all’articolo 4 della legge 18 maggio 1989, n.
183, e successive modificazioni, e sono integrate con i comuni
interessati dagli eventi dell’ottobre e del novembre 2000, non
appena saranno disponibili gli elenchi a tal fine predisposti dal
Dipartimento della protezione civile”;
il comma 3 è soppresso;
il comma 4 è sostituito dal seguente:
“4. La disposizione di cui al comma 4 dell’articolo 1 del decreto-
legge n. 180 del 1998 si applica anche alle aree di cui al comma 1
del presente articolo, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto ovvero,
per le nuove aree individuate ai sensi del comma 2, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, di aggiornamento delle tabelle, di cui
al comma 2. Ai piani di emergenza di cui al presente comma è data
adeguata informazione e pubblicità alla popolazione residente”;
al comma 5, le parole: “Per l’attuazione degli interventi e delle
misure di salvaguardia di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-
legge n. 180 del 1998”, sono sostituite dalle seguenti: “Per
l’attuazione degli interventi di cui all’articolo 1 comma 2, del
decreto-legge n. 180 del 1998 e delle misure di salvaguardia di cui
all’articolo 1, comma 1-bis del medesimo decreto-legge”;
al comma 7 dopo le parole: “il Dipartimento della protezione
civile, avvalendosi del Gruppo nazionale per la difesa dalle
catastrofi idrogeologiche del Consiglio nazionale delle ricerche,”,
sono inserite le seguenti: “in collaborazione con l’Agenzia
nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA), con il
Dipartimento per i servizi tecnici nazionali, nonché con il
Comitato tecnico di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 15 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
23 del 29 gennaio 1999,”; dopo la parola: “predispone”, sono
inserite le seguenti: “, sentite le regioni e le province
autonome,”; è aggiunto in fine, il seguente periodo: “A decorrere
dall’anno 2003, agli oneri relativi al costo di funzionamento e
gestione del programma di cui al presente comma si provvede a
carico dei fondi volti ad assicurare il funzionamento del Servizio
meteorologico nazionale distribuito, istituito dall’articolo 111
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”.
Dopo l’articolo 1, è inserito il seguente:
“Art. 1-bis. (Procedura per l’adozione dei progetti di piani
stralcio). – 1. I progetti di piano stralcio per la tutela dal
rischio idrogeologico di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-
legge n. 180 del 1998, sono adottati entro il termine perentorio
del 30 aprile 2001, per i bacini di rilievo nazionale con le
modalità di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 18 maggio
1989, n. 183, per i restanti bacini con le modalità di cui
all’articolo 20 della medesima legge e successive modificazioni.
2. L’adozione dei piani stralcio per l’assetto idrogeologico è
effettuata, sulla base degli atti e dei pareri disponibili, entro e
non oltre sei mesi dalla data di adozione del relativo progetto di
piano, ovvero entro e non oltre il termine perentorio del 30 aprile
2001 per i progetti di piano adottati antecedentemente alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. Ai fini dell’adozione ed attuazione dei piani stralcio e della
necessaria coerenza tra pianificazione di bacino e pianificazione
territoriale, le regioni convocano una conferenza programmatica,
articolata per sezioni provinciali, o per altro ambito territoriale
deliberato dalle regioni stesse, alle quali partecipano le province
ed i comuni interessati, unitamente alla regione e ad un
rappresentante dell’Autorità di bacino.
4. La conferenza di cui al comma 3 esprime un parere sul progetto
di piano con particolare riferimento alla integrazione a scala
provinciale e comunale dei contenuti del piano, prevedendo le
necessarie prescrizioni idrogeologiche ed urbanistiche. Il parere
tiene luogo di quello di cui all’articolo 18, comma 9, della legge
18 maggio 1989, n. 183. Il comitato istituzionale, di cui
all’articolo 12, comma 2, lettera a), della legge 18 maggio 1989,
n. 183, sulla base dell’unitarietà della pianificazione di bacino,
tiene conto delle determinazioni della conferenza, in sede di
adozione del piano.
5. Le determinazioni assunte in sede di comitato istituzionale, a
seguito di esame nella conferenza programmatica, costituiscono
variante agli strumenti urbanistici”.
Gli articoli 2 e 3 sono sostituiti dal seguente:
“Art. 2 (Attività straordinaria di polizia idraulica e di controllo
sul territorio). – 1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto, i
soggetti di cui al comma 4 provvedono ad effettuare, nell’ambito
degli ordinari stanziamenti di bilancio, una attività straordinaria
di sorveglianza e ricognizione lungo i corsi d’acqua e le relative
pertinenze, nonché nelle aree demaniali, attraverso sopralluoghi
finalizzati a rilevare le situazioni che possono determinare
maggiore pericolo, incombente e potenziale, per le persone e le
cose ed a identificare gli interventi di manutenzione più urgenti.
2. Le attività di cui al comma 1 ricomprendono quelle già svolte
negli ultimi tre anni in base ad ordinanze ai sensi dell’articolo 5
della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e sono effettuate ponendo
particolare attenzione su:
a) le opere e gli insediamenti presenti in alveo e nelle relative
pertinenze;
b) gli invasi artificiali, in base ai dati resi disponibili dal
servizio dighe;
c) i restringimenti nelle sezioni di deflusso prodotti dagli
attraversamenti o da altre opere esistenti;
d) le situazioni d’impedimento al regolare deflusso delle acque,
con particolare riferimento all’accumulo di inerti e relative opere
di dragaggio, anche lungo lotti diversi;
e) l’apertura di cave ed il prelievo di materiale litoide;
f) le situazioni di dissesto, in atto o potenziale, delle sponde e
degli argini;
g) l’efficienza e la funzionalità dell…

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