Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Applicabilità dell'aliquota IVA del 4% ai lavori di ampliamento della...

Applicabilità dell'aliquota IVA del 4% ai lavori di ampliamento della prima casa non di lusso. Tabella A, parte seconda, nn. 21) e 39), allegata al D.P.R. n. 633/1972

L’argomento oggetto della presente circolare è stato esaminato in
occasione della riunione tenutasi il 28 giugno 2000 con i
responsabili dei Servizi di Consulenza Giuridica delle Direzioni
Regionali delle Entrate. Al riguardo, si partecipano le definitive
determinazioni cui è pervenuta la scrivente sulla base anche delle
osservazioni emerse nella predetta riunione o successivamente
pervenute dalle Direzioni Regionali.
Sono sorte perplessità in ordine all’applicabilità dell’aliquota
IVA del 4%, prevista dai nn. 21) e 39) della tabella A, parte
seconda, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, per la
cessione e costruzione di case di abitazione non di lusso, anche
alle prestazioni di servizi aventi ad oggetto lavori di
ampliamento, ossia di incremento di superficie, della “prima casa”,
nell’ipotesi in cui il committente sia una persona fisica per la
quale ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis all’art. 1
della Tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle
disposizioni sull’imposta di registro (ossia le condizioni che
individuano la “prima casa”).,
Al riguardo si fa presente che, ai sensi dell’art. 1 L. 19 luglio
1961, n. 659 le agevolazioni fiscali e tributarie, stabilite per la
costruzione di case di abitazione non di lusso, si applicano anche
all’ampliamento ed al completamento degli edifici già costruiti o
in corso di costruzione.
I dubbi sulla possibilità di applicare l’aliquota del 4% ai lavori
di ampliamento della “prima casa” nascono in primo luogo dal
carattere di specialità che riveste la normativa che agevola
l’acquisto dell’abitazione costituente prima casa, in secondo luogo
dalla considerazione che l’acquirente, per fruire del beneficio,
deve dichiarare nell’atto di acquisto, tra l’altro, “di non essere
titolare…. dei diritti di proprietà, uso e abitazione di altra casa
di abitazione nel territorio del comune in cui è sito l’immobile da
acquistare.”
Con circolare 2 marzo 1994, n. 1/E è stato precisato, in materia
d’IVA, sia pure in relazione alla previgente normativa, che le
medesime dichiarazioni richieste all’acquirente di una “prima casa”
devono essere rese all’appaltatore nel caso in cui una persona
fisica, anziché acquistare mediante compravendita la detta “prima
casa”, provveda a costruirla attraverso lo strumento dell’appalto.
Si ritiene che la “ratio” fondamentale delle disposizioni in tema
di “prima casa”, contenute nell’art. 3, comma 131, della L. 28
dicembre 1995, n. 549, sia quella di voler favorire, attraverso un
carico fiscale attenuato, l’acquisizione della prima casa,
normalmente destinata a costituire l’abitazione principale
dell’acquirente. Peraltro, non sembra estranea alle disposizioni in
esame anche la finalità di agevolare, entro certi limiti,
interventi idonei a migliorare le condizioni di utilizzazione della
“prima casa”. Significative, in tal senso, sono le norme che
consentono di fruire dell’agevolazione per l’acquisto, anche
successivo, di un posto macchina, di una cantina, e di una soffitta
costituenti pertinenza della “prima casa” e di non decadere dai
benefici qualora si ceda, prima dello scadere di un quinquennio
dall’atto dell’acquisto, l’immobile già assoggettato ad aliquota
agevolata, ma si provveda entro un anno dalla cessione ad
acquistarne un altro da adibire ad abitazione principale.
Per tale motivo, si ritiene che anche alle prestazioni di servizi
dipendenti da contratto di appalto relativi all’ampliamento di una
“prima casa” sia applicabile l’aliquota ridotta del 4%, e che a tal
fine chi commette i lavori, ove non possieda anche un’altra
abitazione nel medesimo comune, diversa da quella che va ad
ampliare, sia legittimato a dichiarare all’appaltatore di non
essere titolare di diritti su altra abitazione nel comune.
Tuttavia, va sottolineato che l’aliquota agevolata può essere
applicata solo nel caso in cui i lavori effettuati rimangano
contenuti nell’ambito del semplice ampliamento. Devono quindi
ricorrere le seguenti condizioni:
A) i locali di nuova realizzazione non devono configurare una nuova
unità immobiliare né avere consistenza tale da poter essere
successivamente destinati a costituire un’autonoma unità
immobiliare.
B) l’abitazione deve conservare, anche dopo l’esecuzione dei lavori
di ampliamento, le caratteristiche non di lusso, determinate sulla
base dei parametri dettati dal decreto del Ministro dei Lavori
Pubblici del 2 agosto 1969.
Le Direzioni Regionali vigileranno sulla corretta applicazione
delle presenti istruzioni.

Architetto.info