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Intervento sostitutivo nei confronti della regione Sardegna, per il mancato esercizio delle funzioni amministrative conferite dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, art. 31, comma 1

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa;
Visto, in particolare, l’art. 4, comma 4, lettera c), della citata
legge n. 59 del 1997, il quale prevede che sia anche riordinata la
disciplina delle attività economiche ed industriali, in particolare
per quanto riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese
operanti nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nel
comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione, al fine di
promuovere la competitività delle imprese nel mercato globale e la
razionalizzazione della rete commerciale, anche in relazione
all’obiettivo del contenimento dei prezzi e dell’efficienza della
distribuzione;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante riforma
della disciplina relativa al settore del commercio;
Visti gli articoli 5, 6, 9, 10, 12, 15 e 23 del citato decreto
legislativo n. 114 del 1998, ai sensi dei quali le regioni sono
tenute ad adottare propri atti attuativi delle disposizioni stesse;
Visti gli articoli 6 e 12 del decreto n. 114 del 1998 che assegnano
un termine alle regioni per l’attuazione degli adempimenti dagli
stessi previsti;
Visto il combinato disposto dei commi 1 e 6 dell’art. 26 del
decreto n. 114 del 1998, che presuppone la necessaria operatività
di tutti gli aspetti della nuova disciplina a partire dal 24 aprile
1999, ivi compresa quella conseguente alla adozione dei
provvedimenti di attuazione demandati alle regioni dagli articoli
5, 9, 10, 15 e 23 del decreto n. 114 del 1998;
Visto l’art. 31 del decreto n. 114 del 1998 il quale dispone quanto
segue: “Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera c) della legge 15
marzo 1997, n. 59, qualora le regioni non esercitano le funzioni
amministrative ad esse conferite dal presente decreto nei tempi dal
medesimo previsti, il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato richiede l’adempimento ponendo un termine non
inferiore a sessanta giorni. Qualora la regione inadempiente non
provveda nel termine assegnato, provvede il Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato sentita la regione inadempiente
previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano”;
Vista la nota n. 540461 del 27 maggio 1999 con la quale il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ha
assegnato alle regioni inadempienti il termine per la definizione
del provvedimenti di attuazione del decreto n. 114 del 1998;
Vista la nota n. 530588 del 4 agosto 1999 con la quale il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato ha prorogato il
predetto termine al 31 ottobre 1999;
Considerato che la regione Sardegna non ha provveduto ad adottare i
provvedimenti di attuazione del decreto n. 114 del 1998;
Considerato che la mancata adozione costituisce inattuazione del
decreto n. 114 del 1998, come rappresentato alle regioni dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato con note
n. 3963 del 6 ottobre 1999 e n. 530969 del 15 novembre 1999;
Ritenuta la necessità di procedere all’intervento sostitutivo nei
confronti della regione predetta;
Vista la nota n. 500825 del 27 gennaio 2000, con la quale è stato
inviato alla regione per la compilazione un formulario conoscitivo
relativo agli adempimenti attuativi previsti dal decreto n. 114 del
1998;
Vista la nota n. 501660 del 18 febbraio 2000, con la quale è stato
chiesto alla regione, ai sensi del predetto art. 31, il parere
sullo schema di decreto recante l’intervento sostitutivo;
Tenuto conto che non è pervenuta risposta da parte della regione;
Considerato che la mancata espressione del parere entro i termini
previsti nella suddetta nota, come esplicitato nella medesima, è da
considerarsi condivisione del testo trasmesso;
Vista l’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
espressa nella seduta del 3 agosto 2000;
Sulla proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di intesa con il Ministro degli affari regionali;
Decreta:
Titolo I
Disposizioni generali
Art. 1.
O g g e t t o
1. Le disposizioni del presente decreto costituiscono l’intervento
sostitutivo di cui all’art. 31 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 114.
Art. 2.
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alla regione
Sardegna.
Titolo II
Programmazione della rete distributiva
Art. 3.
Indirizzi generali per l’insediamento delle attività commerciali
1. In materia di insediamento delle attività commerciali nel
rispetto dei principi sanciti dal decreto n. 114 del 1998, e al
fine del conseguimento degli obiettivi di cui all’art. 1, comma 1,
del medesimo decreto, i comuni si attengono agli indirizzi generali
di seguito elencati:
a) rendere compatibili con il territorio gli insediamenti
commerciali e valorizzare la funzione commerciale anche al fine di
riqualificare e rivitalizzare il tessuto urbano economico, sociale
e culturale;
b) favorire un’articolazione della rete distributiva al dettaglio
atta a garantire la diversificazione delle tipologie di esercizi e
delle forme imprenditoriali, nonché la congruità ed adeguatezza
qualitativa e quantitativa in rapporto alla rete infrastrutturale;
c) favorire lo sviluppo e l’innovazione della rete distributiva,
promuovendo la crescita dell’imprenditoria e dell’occupazione,
nonché la qualità del lavoro e la formazione degli operatori e dei
dipendenti;
d) garantire al consumatore una presenza equilibrata delle diverse
strutture distributive anche al fine del corretto equilibrio tra
attività di diverse dimensioni e dell’incremento della concorrenza;
e) salvaguardare e riqualificare i centri storici e le aree di
valore storico, artistico e paesaggistico, favorendo la presenza di
insediamenti adeguati al fine di valorizzare la funzione
commerciale finalizzata alla qualità sociale della città e del
territorio;
f) favorire l’insediamento commerciale correlato a programmi di
assetto del territorio in termini di viabilità, parcheggi e
accessibilità;
g) favorire il recupero urbano dei quartieri periferici, con
particolare riguardo all’adeguatezza, anche in termini di servizi
di prossimità, e all’integrazione della rete di vendita nel
contesto sociale e ambientale e in relazione alle caratteristiche
del sistema insediativo, infrastrutturale e della mobilità;
h) applicare gli obiettivi di presenza e di sviluppo al fine di
contenere l’uso del territorio, assicurare le compatibilità
ambientali, salvaguardare l’equilibrio con le presenze delle altre
tipologie distributive e per valutare progetti di insediamento
rispetto agli assetti socio-economici, insediativi, della mobilità
e della rete distributiva in riferimento alla disponibilità di
servizi al consumatore;
i) favorire l’insediamento di attività commerciali, in particolare
di piccole e medie dimensioni, che valorizzino la qualità dei
centri urbani e del territorio, la riqualificazione di aree urbane,
la vivibilità e la sicurezza;
l) coordinare l’attività edilizia volta alla valorizzazione dei
suoli e al recupero delle aree dismesse con le esigenze di
equilibrato dimensionamento delle forme distributive;
m) promuovere una programmazione per la semplificazione del
procedimento amministrativo e per un sistema decisionale coordinato
e condiviso.
2. Per la realizzazione degli indirizzi generali indicati al comma
1, i comuni promuovono il metodo della consultazione e della
concertazione con i soggetti pubblici, le associazioni del
commercio maggiormente rappresentative, le associazioni dei
consumatori e le organizzazioni sindacali.
Art. 4.
Ambiti territoriali
1. Con deliberazione della giunta regionale, da adottarsi entro
trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto,
sono individuati gli ambiti territoriali indicati alle lettere a),
b), c) e d) del comma 3 dell’art. 6 del decreto n. 114 del 1998, ai
quali applicare gli indirizzi elencati all’art. 3 del presente
decreto, nonché i casi nei quali le autorizzazioni all’apertura di
una media struttura di vendita e all’ampliamento della superficie
di una media o di una grande struttura di vendita sono dovute ai
sensi dell’art. 10, comma 3, del decreto n. 114 del 1998.
Art. 5.
Criteri di programmazione urbanistica
1. Con deliberazione della giunta regionale, da adottarsi entro
trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto,
sono fissati i criteri di programmazione urbanistica riferiti al
settore commerciale, di cui all’art. 6, comma 2, del decreto n. 114
del 1998.
2. Ai fini dell’adeguamento previsto dall’art. 6, comma 5, del
decreto n. 114 del 1998, i comuni sulla base degli indirizzi di cui
all’art. 3 del presente decreto ed entro centottanta giorni dalla
emanazione dei criteri di cui al comma 1 del presente articolo,
valutano la conformità dei propri strumenti urbanistici generali e
attuativi con particolare riferimento al dimensionamento della
funzione commerciale nelle diverse tipologie dimensionali e alla
individuazione specifica di aree destinate alla localizzazione di
medie e grandi strutture di vendita.
Titolo III
Disposizioni particolari
Art. 6.
Promozione dell’attività commerciale nelle zone montane rurali e
insulari
1. Nelle aree montane, rurali e insulari, nei centri minori e nei
nuclei abitati di cui alla lettera a) del comma 1, dell’art. 10 de…

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