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Approvazione del Codice di procedura civile

VITTORIO EMANUELE III
Per grazia di Dio e per volontà della nazione
RE D’ITALIA E D’ALBANIA
IMPERATORE D’ETIOPIA
Vista la legge 30 dicembre 1923, n. 2814, che autorizza il Governo
del Re Imperatore ad emanare un nuovo Codice di procedura civile ;
Sentito il parere della Commissione delle assemblee legislative, a
termini dell’art. 2 della legge 30 dicembre 1923, n. 2814, e
dell’art. 3 della legge 24 dicembre 1925, n. 2260
Udito il consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Nostro Guardasigilli, ministro segretario di
Stato per la grazia e giustizia ;
Abbiamo decretato e decretiamo:

[Articolo unico]

1. Il testo del Codice di procedura civile è approvato ed avrà
esecuzione a cominciare dal 21 aprile 1942-XX.

2. Un esemplare del Codice di procedura civile, firmato da Noi e
contrassegnato dal Nostro Ministro Segretario di Stato per la
grazia e giustizia, servirà di originale e sarà depositato e
custodito nell’Archivio del Regno.

3. La pubblicazione del Codice di procedura civile si eseguirà col
trasmetterne un esemplare stampato a ciascuno dei comuni del regno,
per essere depositato nella sala comunale e tenuto ivi esposto,
durante un mese successivo, per sei ore in ciascun giorno, affinché
ognuno possa prenderne cognizione. Ordiniamo che il presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella
Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del regno d’Italia,
mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Codice di procedura civile

LIBRO PRIMO
DISPOSIZIONI GENERALI

TITOLO I
Degli organi giudiziari

CAPO I
Del giudice

SEZIONE I
Della giurisdizione e della competenza in generale

Art. 1

Giurisdizione dei giudici ordinari.

[1] La giurisdizione civile (1a), salvo speciali disposizioni di
legge [806], è esercitata dai giudici ordinari secondo le norme del
presente Codice [Cost. 102, 103; cc. 2907] (2a).

(1a) Vedi gli artt. 2907, 2908 e 2909 del cod. civ..

(2a) Vedi l’art. 1, R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 e gli artt. da 138
a 210, R.D. 11 dicembre 1993, n. 1775.

Art. 2

Inderogabilità convenzionale della giurisdizione (1).

(1)Articolo abrogato dall’art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.

Art. 2

Inderogabilità convenzionale della giurisdizione(359)

La giurisdizione italiana non può essere convenzionalmente derogata
a favore di una giurisdizione straniera, nè di arbitri che
pronuncino all’estero, salvo che si tratti di causa relativa ad
obbligazioni tra stranieri o tra uno straniero e un cittadino non
residente nè domiciliato nel Regno e la deroga risulti da atto
scritto .

(359)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 31 maggio
1995, n. 218.

Art. 3

Pendenza di lite davanti a giudice straniero (2).

(2)Articolo abrogato dall’art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.

Art. 3

Pendenza di lite davanti a giudice straniero(360)

La giurisdizione italiana non è esclusa dalla pendenza davanti a un
giudice straniero della medesima causa o di altra con questa
connessa .

(360)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 31 maggio
1995, n. 218.

Art. 4

Giurisdizione rispetto allo straniero (4).

(4)Articolo abrogato dall’art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.

Art. 4

Giurisdizione rispetto allo straniero (361)

Lo straniero può essere convenuto davanti ai giudici del Regno:

1) se quivi è residente o domiciliato anche elettivamente, o vi ha
un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma
dell’articolo 77, oppure se ha accettato la giurisdizione italiana,
salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati
all’estero;

2) se la domanda riguarda beni esistenti nel Regno o successioni
ereditarie di cittadino italiano o aperte nel Regno, oppure
obbligazioni quivi sorte o da eseguirsi;

3) se la domanda è connessa con altra pendente davanti al giudice
italiano, oppure riguarda provvedimenti cautelari da eseguirsi nel
Regno o relativi a rapporti dei quali il giudice italiano può
conoscere;

4) se, nel caso reciproco, il giudice dello Stato al quale lo
straniero appartiene può conoscere delle domande proposte contro un
cittadino italiano .

(361)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 31 maggio
1995, n. 218.

Art. 5

Momento determinante della giurisdizione e della competenza (6).

[1] La giurisdizione [37] e la competenza [7 ss.] si determinano
con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al
momento della proposizione della domanda, e non hanno rilevanza
rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge o dello stato
medesimo.

(6)Articolo sostituito dall’art. 2, L. 26 novembre 1990, n. 353.

Art. 5

Momento determinante della giurisdizione e della competenza(362)

La giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo allo
stato di fatto esistente al momento della proposizione della
domanda, e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi
mutamenti dello stato medesimo .

(362)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 26 novembre
1990, n. 353.

Art. 6

Inderogabilità convenzionale della competenza.

[1] La competenza non può essere derogata per accordo delle parti,
salvo che nei casi stabiliti dalla legge [28 ss.].

SEZIONE II
Della competenza per materia e valore

Art. 7

Competenza del giudice di pace (7) (3a) (183a)

[1] Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni
mobili di valore non superiore a lire cinque milioni, quando dalla
legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice [9, 16,
413, 444].

[2] Il giudice di pace è altresì competente per le cause di
risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di
natanti [c.c. 2054], purché il valore della controversia non superi
lire trenta milioni.

[3] (8)

[4] È competente qualunque ne sia il valore:

1) per le cause relative ad apposizione di termini [c.c. 951] ed
osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o
dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;

2) per le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei
servizi di condominio di case [c.c. 1117 ss.];

3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di
immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di
fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili
propagazioni che superino la normale tollerabilità [c.c. 844];

4) (9)

(7)Articolo sostituito dall’art. 1, L. 30 luglio 1984, n. 399 e,
successivamente, dall’art. 17, L. 21 novembre 1991, n. 374.

(8)Comma abrogato dall’art. 1, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432,
convertito, con modificazioni, dalla L. 20 dicembre 1995, n. 534.

(9)Numero abrogato dall’art. 1, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432,
convertito, con modificazioni, dalla L. 20 dicembre 1995, n. 534.

(3a) Per le cause pendenti, vedi l’art. 43, L. 21 novembre 1991, n.
374

(183a) Per la competenza penale del giudice di pace, vedi il D.Lgs.
28 agosto 2000, n. 274.

Art. 7

Competenza del giudice di pace (364)(363)

Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili
di valore non superiore a lire cinque milioni, quando dalla legge
non sono attribuite alla competenza di altro giudice.

Il giudice di pace è altresì competente per le cause di
risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di
natanti, purchè il valore della controversia non superi lire trenta
milioni.

Il giudice di pace è inoltre competente, con il limite di valore di
cui al secondo comma, per le cause di opposizione alle ingiunzioni
di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che con la
sanzione pecuniaria sia stata anche applicata una sanzione
amministrativa accessoria. Resta ferma la competenza del pretore in
funzione di giudice del lavoro e per le cause di opposizione alle
ingiunzioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie.

E’ competente qualunque ne sia il valore:

1) per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza
delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi
riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;

2) per le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei
servizi di condominio di case;

3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di
immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di
fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili
propagazioni che superino la normale tollerabilità;

4) per le cause di opposizione alle sanzioni amministrative
irrogate in base all’art. 75 del testo unico approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 .

(364)Testo precedente le modifiche apportate dal D.L. 18 ottobre
1995, n. 432.

(363)Articolo sostituito dall’art. 1, L. 30 luglio 1984, n. 399 e,
successivamente, dall’art. 17, L. 21 novembre 1991, n. 374.

Art. 7

Competenza del conciliatore (1062)(1063)

Il conciliatore è competente per le cause relative a beni mobili di
valore non superiore a lire un milione quando dalla legge non sono
attribuite alla competenza di altro giudice.

(1064) .

(1062)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 21 novembre
1991, n. 374.

(1063)Articolo sostituito dall’art. 1, L. 30 luglio 1984, n. 399.

(1064)Comma abrogato dall’art. 89, comma 1, L. 26 novembre 1990, n.
353.

Art. 7

Competenza del conciliatore (367)(365)

Il conciliatore è competente per le cause relative a beni mobili di
valore non superiore a lire un milione quando dalla legge non sono
attribuite alla competenza di altro giudice.

E’ altresì competente per tutte le cause relative alle modalità di
uso dei servizi condominiali .

(367)Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 26 novembre
1990, n. 353..

(365)Articolo sostituito dall’art. 1, L. 30 luglio 1984, n. 399.

Art. 7

Competenza del conciliatore(368)

Il conciliatore è comp…

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