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Disposizioni operative per il funzionamento del Fondo centrale di gara...

Disposizioni operative per il funzionamento del Fondo centrale di garanzia per il credito navale istituito ai sensi dell'art. 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261

IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
Visto l’art. 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261, come novellato
dall’art. 1 della legge 30 novembre 1998, n. 413, il quale prevede
l’istituzione di un Fondo centrale di garanzia per il credito
navale, la cui gestione finanziaria, amministrativa e tecnica e’
affidata ad una banca, prescelta dal Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica mediante procedure di
evidenza pubblica;
Visto il decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, di concerto con il Ministro dei trasporti
e della navigazione del 17 dicembre 1999, n. 539, con il quale e’
stato adottato il regolamento recante le condizioni e le modalita’
dell’intervento del predetto Fondo e in particolare, l’art. 10 il
quale prevede che con decreto del Ministro del tesoro, su proposta
del gestore del Fondo, sentito il Ministro dei trasporti e della
navigazione, sono emanate le disposizioni operative necessarie per
il funzionamento del Fondo medesimo;
Visto il contratto stipulato in data 3 agosto 2000 tra il Ministero
del tesoro e il Mediocredito centrale S.p.a., risultato
aggiudicatario della gara di appalto per l’affidamento del aervizio
di gestione del Fondo di garanzia, il quale all’art. 2, comma 3,
prevede che la banca predisponga le necessarie disposizioni
operative, ai sensi dell’art. 10 del regolamento di attuazione;
Vista la proposta trasmessa dal Mediocredito centrale S.p.a. con
lettera del 20 ottobre 2000, prot. n. 63376;
Sentito il Ministro dei trasporti e della navigazione (nota del 16
novembre 2000, n. 23785);
Decreta:
Art. 1.
Sono approvate le disposizioni operative per il funzionamento del
Fondo centrale di garanzia per il credito navale, ai sensi
dell’art. 10 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica, di concerto con il Ministro dei
trasporti e della navigazione, del 17 dicembre 1999, n. 539, che si
allegano al presente decreto.
Art. 2.
Le disposizioni operative di cui all’art. 1 entrano in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. A decorrere da tale data possono pervenire al
Mediocredito centrale le richieste di ammissione all’intervento del
Fondo.
Roma, 14 dicembre 2000
p. Il Ministro: Pagano
PARTE I
Definizioni
Nel presente documento l’espressione:
a) “Fondo”, indica il Fondo centrale di garanzia per il credito
navale istituito ai sensi dell’art. 5 della legge 31 luglio 1997,
n. 261;
b) “banca” indica il soggetto finanziatore iscritto all’albo di cui
all’art. 13 del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385,
avente sede legale in uno dei Paesi membri dell’Unione europea;
c) “nave”, indica le unita’ navali a scafo metallico o realizzate
con materiali a tecnologia avanzata previste dall’art. 2 del
decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22
febbraio 1994, n. 132, di seguito indicate:
navi mercantili di stazza lorda internazionale non inferiore alle
400 tonnellate. Sono ammesse anche le navi passeggeri di stazza
lorda internazionale non inferiore alle 150 tonnellate, purche’
abbiano a pieno carico ed alla massima potenza continuativa una
velocita’ non inferiore ai 30 nodi;
rimorchiatori e spintori con apparato motore di potenza non
inferiore a 365 kw (500 cavalli vapore);
draghe semoventi ed altre navi per lavori in mare di stazza lorda
non inferiore a 400 tonnellate, ad esclusione delle piattaforme di
trivellazione.
Sono escluse le navi militari, le unita’ da diporto e quelle
abilitate esclusivamente al servizio marittimo dei porti e delle
rade, nonche’ le unita’ da pesca commissionate da amatori
nazionali, che non rientrino nei programmi di cui ai piani
nazionali di acquacoltura nelle acque marine e salmastre e nei
programmi comunitari di orientamento della flotta peschereccia.
Sono altresi’ esclusi i lavori di costruzione e trasformazione
navale effettuati per conto dello Stato;
d) “armatore”, indica l’impresa beneficiaria finale, italiana od
estera, economicamente e finanziariamente sana, operante nel
settore “trasporti marittimi e per vie d’acqua” (divisione 61 della
classificazione ISTAT 1991), committente di lavori di costruzione e
trasformazione delle navi, effettuati in cantieri italiani. Per
imprese economicamente e finanziariamente sane si intendono quelle
di cui venga accertata, sulla base della consistenza patrimoniale e
finanziaria, la possibilita’ di far fronte agli impegni finanziari
derivanti dalle operazioni per le quali e’ richiesto l’intervento
del Fondo;
e) “finanziamento”, indica il finanziamento, concesso da banche ad
armatori, garantito da ipoteca di primo grado sulla nave che ne e’
oggetto, di durata non superiore a dodici anni dall’ultimazione
della nave, di importo non superiore all’80% del prezzo
contrattuale, ad un tasso di interesse non inferiore a quello di
cui alla risoluzione del consiglio dell’OCSE del 3 agosto 1981, e
successive modificazioni, od a tasso di mercato, nei casi in cui il
finanziamento non sia assistito da altre agevolazioni pubbliche
finalizzate a ridurre gli oneri degli interessi;
f) “garanzia”, indica la garanzia prestata dal Fondo a favore di
banche per finanziamenti concessi ad armatori;
g) “Comitato”, indica l’organo, costituito da Mediocredito centrale
al proprio interno, al fine di esprimere un parere di carattere
tecnico, economico e finanziario sul finanziamento oggetto della
richiesta di garanzia. Alle riunioni del Comitato partecipano, come
osservatori, un rappresentante del Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica ed un rappresentante del
Ministero dei trasporti e della navigazione;
h) “tasso di riferimento” indica il tasso di riferimento del
credito navale di cui al decreto del Ministro del tesoro del 21
dicembre 1994;
i) “istanza giudiziale” indica, alternativamente o congiuntamente,
una delle seguenti operazioni:
presentazione in cancelleria della domanda di ammissione alla
procedura di limitazione, ex art. 623 cod. nav.;
deposito dell’istanza di anunissione allo stato passivo del
fallimento od altra procedura concorsuale a carico dell’armatore,
ex art. 639 cod. nav. e regio decreto n. 267/1942;
notifica dell’atto di precetto e/o pignoramento della nave, ex
articoli 647 e 650 cod. nav.;
deposito in cancelleria del ricorso per decreto ingiuntivo, ex art.
633 c.p.c.;
altre azioni legali, ancorche’ non ricomprese tra le precedenti, ma
comunque previste dalle norme di procedura, finalizzate ad ottenere
l’intervento dell’Autorita’ giudiziaria per il recupero dcl
credito.
PARTE II
Garanzia
A) Richiedenti, beneficiari, operazioni ammissibili:
1) Soggetti richiedenti: soggetti richiedenti la garanzia sono le
banche.
2) Soggetti beneficiari finali: soggetti beneficiari finali della
garanzia sono gli armatori. I soggetti beneficiari finali devono
essere valutati economicamente e finanziariamente sani dal
Mediocredito centrale sulla base dei criteri contenuti nella Parte
IV delle presenti disposizioni operative.
3) Misura massima dell’agevolazione:
3.1) copertura massima delle operazioni: la garanzia puo’ essere
concessa in misura non superiore al 40% dell’ammontare del
finanziamento;
3.2) copertura massima della perdita definitiva: nei limiti della
copertura massima delle operazioni, la garanzia copre fino al 90%
della perdita definitiva subita dalle banche per capitale,
interessi, contrattuali e di mora ad un tasso non superiore al
tasso di riferimento [per periodi superiori al semestre si applica
il tasso vigente il primo giorno di ciascun periodo successivo, in
regime di capitalizzazione semplice (360/360)] in vigore alla data
di avvio dell’istanza giudiziale per il recupero del credito, e
spese, comprese le spese legali giudiziali e stragiudiziali
sostenute, purche’ adeguatamente documentate;
3.3) cumulabilita’: la garanzia e’ cumulabile, sullo stesso
finanziamento, con altre garanzie pubbliche nei limiti delle misure
previste al punto 3.1. La garanzia e’ cumulabile, sullo stesso
investimento, con altri regimi di aiuto a condizione che l’importo
totale dell’aiuto accordato ad un singolo contratto non superi, in
equivalente sovvenzione, il massimale previsto dal regolamento CE
n. 1540 del 29 giugno 1998 e successive modificazioni ed
integrazioni.
B) Ammissione all’intervento del fondo:
4) Richieste di ammissione:
4.1) termine di presentazione delle richieste: la richiesta di
ammissione, sottoscritta congiuntamente dalla banca e dall’armatore
interessato, e’ presentata dalla banca al Mediocredito centrale
entro sei mesi dalla data della delibera di concessione del
finanziamento. Sono improcedibili le richieste arrivate al
Mediocredito centrale oltre il suddetto termine;
4.2) modulo di richiesta: le richieste di ammissione devono essere
inoltrate al Mediocredito centrale sul modulo di richiesta di cui
all’allegato 1, o su versione conforme, sottoscritto, su ogni
pagina, dalla banca e dall’armatore e compilato in ogni sua parte.
Sono improcedibili le richieste arrivate al Mediocredito centrale
non conformi al suddetto modulo, non sottoscritte con timbro e
firma autografa dell’armatore;
4.3) documentazione allegata. La richiesta di ammissione e’
corredata da:
4.3.1) copia degli ultimi due bilanci approvati dell’armatore (in
caso sia stato chiuso un unico esercizio puo’ essere allegata la
sola copia del bilancio relativa a tale esercizio; per gli armatori
che non abbiano ancora chiuso il primo esercizio deve essere
allegata la situazione economica e finanziaria alla data della
richiesta di ammissione);
4.3.2) relazione della banca contenente informazioni dettagliate
su:
la capacita’ dell’armatore di far fronte agli oneri derivanti dal
finanziamento;
i principi e le ipotesi assunte per la predisposizione del budget
triennale economico e finanziario, di cui all’allegato 1;
la struttura societaria dell’armatore;
la struttura del gruppo cui eventualmente appartiene l’armatore;
caratteristiche e tipologia della flotta posseduta, ivi comprese
informazioni su eventuali altre navi in corso di costruzione o di
trasformazione;
la situazione patrimoniale ed economica dell’armatore, aggiornata a
data recente;
le caratteristiche e il prezzo contrattuale della nave da costruire
ovvero dei lavori di trasformazione da effettuare;
la situazione generale del mercato e le motivazioni che hanno
portato alla costruzione o alla trasformazione della nave;
le prospettive di mercato e di crescita dell’armatore;
4.3.3) copia della delibera di concessione del finanziamento;
4.3.4) copia del contratto di costruzione o di trasformazione della
nave;
4.3.5) copia della perizia di valutazione della nave (solo in caso
di trasformazione).
5) Istruttoria delle richieste di ammissione e delibera di
ammissibilita’:
5.1) comunicazione del numero di posizione: il Mediocredito
Centrale assegna alle richieste pervenute un numero di posizione
progressivo e comunica ai soggetti richiedenti e ai soggetti
beneficiai finali, in forma scritta (posta, fax o posta
elettronica), entro quindici giorni lavorativi dall’arrivo delle
richieste, il numero di posizione assegnato e il responsabile
dell’unita’ organizzativa competente per l’istruttoria, ovvero
comunica l’improcedibilita’;
5.2) data di arrivo: la data da prendere in considerazione ai fini
dell’assegnazione del numero di posizione progressivo delle
richieste e’ quella di arrivo al Mediocredito centrale. La
documentazione che arriva dopo le ore 17 e’ considerata arrivata il
primo giorno lavorativo successivo. I termini di scadenza che
cadono in un giorno di chiusura degli uffici si considerano
automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo;
5.3) termine per la delibera del Mediocredito centrale: le
richieste di ammissione, complete dei dati previsti dal modulo di
richiesta di cui all’allegato 1, sono deliberate, previo parere del
Comitato, nel rispetto dell’ordine cronologico di arrivo o di
completamento entro il termine di tre mesi dalla data di arrivo
della richiesta o di completamento della stessa;
5.4) completamento delle richieste di ammissione: qualora il
Mediocredito centrale nel corso dell’istruttoria richiedesse il
completamento dei dati previsti, ivi compresa la rettifica o
integrazione di dichiarazioni erronee o incomplete, ovvero le
integrazioni ed i chiarimenti necessari ai fini dell’istruttoria
stessa, il termine per la delibera decorre dalla data in cui
arrivano i dati, le rettifiche o integrazioni ovvero i chiarimenti
richiesti;
5.5) decadenza delle richieste di ammissione: le richieste vengono
rigettate qualora i dati previsti dal modulo di richiesta di cui
all’allegato 1, le rettifiche o integrazioni ovvero i chiarimenti,
non arrivino al Mediocredito centrale entro il termine di tre mesi
dalla data della richiesta del Mediocredito centrale stesso;
5.6) antimafia: l’ammissibilita’ all’intervento del Fondo e’
assoggettata alla vigente normativa antimafia. L’acquisizione delle
informazioni previste dalla normativa vigente sulla materia e’
regolamentata nell’apposita circolare del Mediocredito centrale;
5.7) comunicazione dell’esito delle richieste di ammissione:
il Mediocredito centrale comunica in forma scritta (posta, fax o
posta elettronica) alla banca e all’armatore l’ammissibilita’
all’intervento del Fondo, ovvero i motivi che hanno indotto a
ritenere inammissibile la richiesta, entro dieci giorni lavorativi
dalla data della delibera;
5.8) disponibilita’: l’ammissibilita’ all’intervento del Fondo e’
deliberata a seguito dell’esito positivo dell’istruttoria volta
all’accertamento dei requisiti soggettivi e alla valutazione della
situazione economico-finanziaria dell’armatore, subordinatamente
all’acquisizione del parere del Comitato e all’esistenza di
disponibilita’ impegnabili a carico del Fondo. Il Mediocredito
centrale comunica tempestivamente, con avviso da pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, a cura del Ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
l’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili e restituisce ai
soggetti richiedenti, le cui richieste non siano soddisfatte, la
documentazione da essi inviata. In caso di esaurimento delle
risorse disponibili, il Mediocredito centrale puo’ deliberare
condizionando l’efficacia della delibera alla ripristinata
disponibilita’ di risorse. Ove si rendano disponibili ulteriori
risorse finanziarie, il Mediocredito centrale comunica la data
dalla quale e’ possibile presentare le relative richieste, con
avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, a cura del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, almeno sessanta giorni prima del termine
iniziale;
5.9) comunicazioni al Mediocredito centrale: le banche devono
comunicare tempestivamente al Mediocredito centrale eventuali
variazioni della situazione economica, finanziaria e patrimoniale
dell’armatore, nonche’ ogni altro fatto ritenuto rilevante
sull’andamento della sua attivita’ di cui siano venute a conoscenza
successivamente alla presentazione della richiesta di ammissione
alla garanzia.
6) Adempimenti successivi alla delibera di ammissibilita’ delle
richieste:
6.1) comunicazione di inizio lavori: entro sei mesi dalla data di
ricevimento della delibera di ammissibilita’, l’armatore comunica
al Mediocredito centrale l’avvenuto inizio dei lavori di
costruzione o di trasformazione della nave, allegando un’apposita
dichiarazione del cantiere;
6.2) stato di avanzamento lavori: nel diciottesimo mese successivo
a quello di inizio dei lavori l’armatore trasmette al Mediocredito
centrale una dichiarazione, sottoscritta anche dal cantiere, sullo
stato di avanzamento dei lavori;
6.3) data completamento lavori: i lavori devono essere completati
entro tre anni dalla data di stipula del contratto di costruzione o
trasformazione della nave. Tale termine puo’ essere prorogato solo
qualora venga presentata richiesta prima della scadenza e venga
accertato che la complessita’ tecnica del progetto o ritardi dovuti
a perturbazioni inattese, gravi e giustificabili che si
ripercuotono sul programma di lavoro del cantiere, rendono
necessaria tale proroga.
7) Concessione definitiva della garanzia:
7.1) richiesta di concessione definitiva della garanzia:
entro i tre mesi successivi all’erogazione a saldo del
finanziamento le banche fanno pervenire al Mediocredito centrale:
7.1.1) richiesta per la concessione definitiva della garanzia. Tale
richiesta deve pervenire sul modulo di cui all’allegato 2, completo
in ogni sua parte;
7.1.2) copia degli ultimi due bilanci approvati dell’armatore (in
caso sia stato chiuso un unico esercizio puo’ essere allegata la
sola copia del bilancio relativa a tale esercizio; per gli armatori
che non abbiano ancora chiuso il primo esercizio deve essere
allegata la situazione economica e finanziaria alla data della
richiesta di ammissione);
7.1.3) aggiornamento della relazione della banca di cui al punto
4.3.2;
7.1.4) copia del contratto di finanziamento e del relativo piano di
ammortamento;
7.1.5) copia dell’atto di quietanza del finanziamento, che deve
evidenziare la data di completamento dei lavori;
7.1.6) copia della documentazione attestante l’avvenuta
costituzione dell’ipoteca sulla nave;
7.2) antimafia: la concessione definitiva della garanzia e’
assoggettata alla vigente normativa antimafia. L’acquisizione delle
informazioni previste dalla normativa vigente sulla materia e’
regolamentata nell’apposita circolare del Mediocredito centrale;
7.3) delibera definitiva della garanzia: entro tre mesi dall’arrivo
della documentazione di cui al punto 7.1, previa verifica da parte
del Mediocredito centrale della permanenza dei requisiti di
ammissibilita’, ivi compresa la possibilita’ da parte dell’armatore
di far fronte agli impegni finanziari derivanti dalle operazioni
per le quali e’ richiesto l’intervento del Fondo, alla garanzia
medesima e dell’avvenuta costituzione dell’ipoteca sulla nave, a
seguito dell’acquisizione del parere del Comitato, il Mediocredito
centrale delibera la concessione definitiva della garanzia;
7.4) decorrenza della garanzia: fermo restando quanto previsto al
punto 11.1, l’efficacia della garanzia decorre dalla data di
adozione della deliberazione di concessione definitiva, che e’
comunicata dal Mediocredito centrale alla banca e all’armatore
entro i dieci giorni lavorativi successivi a tale data;
7.5) parere preventivo: ai fini della stipula del contratto di
finanziamento (richiesto al punto 7.1.4) e della costituzione
dell’ipoteca sulla nave (richiesta al punto 7.1.6), le banche
interessate possono chiedere al Mediocredito centrale un parere in
merito alla permanenza dei requisiti di ammissibilita’ prescritti
per la concessione definitiva della garanzia. Le banche devono, a
tale scopo, inviare la documentazione di cui ai punti 7.1.1, 7.1.2,
7.1.3.
8) Variazioni:
8.1) richiesta di variazione: al fine della conferma della
garanzia, i soggetti richiedenti, per ogni operazione ammessa,
devono preventivamente presentare richiesta di variazione della
delibera di ammissione in caso di variazioni sostanziali:
8.1.1) delle garanzie prestate in favore delle banche;
8.1.2) della titolarita’ degli armatori;
8.2) istruttoria e delibera delle richieste di variazione:
alle richieste di variazione si applicano, per quanto compatibili,
le modalita’ previste ai paragrafi 4 e 5 per le richieste di
ammissione.
C) Attivazione del fondo.
9) Acconto sulla futura perdita:
9.1) istanza giudiziale: l’istanza giudiziale per il recupero del
credito nei confronti dell’armatore inadempiente deve essere
avviata entro dodici mesi dalla data del primo inadempimento
dell’armatore;
9.2) comunicazione dell’avvio dell’istanza giudiziale per il
recupero del credito: la comunicazione dell’avvio dell’istanza
giudiziale per il recupero del credito deve arrivare al
Mediocredito centrale, entro tre mesi dall’avvio dell’istanza
giudiziale stessa;
9.3) acconto sulla futura perdita: la garanzia puo’ essere
attivata, su espressa richiesta, in misura non superiore al 30%
della somma delle rate scadute e non pagate e del capitale residuo
alla data di presentazione dell’istanza giudiziale per il recupero
del credito. Gli interessi relativi alle rate scadute e non pagate
sono calcolati in misura non superiore al tasso di riferimento;
9.4) documentazione. Alla richiesta di intervento del Fondo deve
essere allegata, corredata della relativa documentazione, una
dichiarazione della banca che attesti:
9.4.1) la data del primo inadempimento;
9.4.2) la data di risoluzione del contratto o della dichiarazione
di decadenza dal beneficio del termine e l’importo delle rate
scadute e non pagate, nonche’ del capitale residuo a tale data;
9.4.3) la data di avvio dell’istanza giudiziale per il recupero del
credito con indicazioni sugli atti intrapresi, sullo stato
dell’istanza stessa e sulle eventuali somme gia’ recuperate;
9.5) istruttoria delle richieste di acconto sulla futura perdita:
alle richieste di acconto si applicano, per quanto compatibili, le
modalita’ previste al paragrafo 5 per le richieste di ammissione;
9.6) disponibilita’: la liquidazione dell’acconto sulla futura
perdita e’ deliberata nei limiti dell’esistenza di disponibilita’
del Fondo.
10) Liquidazione della perdita:
10.1) termine di arrivo della richiesta: per la liquidazione della
perdita le banche devono far arrivare al Mediocredito centrale,
entro tre mesi dall’esito dell’istanza giudiziale per il recupero
del credito, apposita richiesta, redatta sul modulo di cui
all’allegato 3, o su versione conforme, sottoscritto, su ogni
pagina, dalla banca, compilato in ogni sua parte e corredato di una
relazione sull’attivita’ di recupero svolta, con relativa
documentazione, e dell’elenco delle somme recuperate con
indicazione delle relative date di incasso;
10.2) liquidazione anticipata: il Mediocredito centrale puo’
deliberare l’irrecuperabilita’ del credito e l’anticipata
liquidazione della perdita, nei limiti dell’esistenza di
disponibilita’ del Fondo, a condizione che la banca trasmetta una
relazione dettagliata sulle azioni di recupero intraprese, sullo
stato delle stesse e sulle motivazioni in base alle quali non si
ritenga utile esperire ulteriori azioni per il recupero del
credito;
10.3) determinazione della perdita liquidabile: la somma a
conguaglio, a favore o a carico del Fondo, e’ corrisposta previa
verifica del Mediocredito centrale della perdita definitiva a
carico delle banche. La perdita liquidabile e’ determinata nel modo
seguente:
10.3.1) importo massimo liquidabile: si rileva l’importo massimo
liquidabile secondo quanto deliberato in sede di ammissione
dell’operazione all’intervento del Fondo;
10.3.2) ammontare dell’esposizione: con riferimento alla data di
avvio dell’istanza giudiziale per il recupero del credito si rileva
l’esposizione del soggetto richiedente per:
a) rate di capitale e interessi, calcolati ad un tasso non
superiore al tasso di riferimento, applicato secondo quanto
previsto al punto 3.2, scadute e non pagate;
b) interessi di mora contrattualmente previsti, calcolati ad un
tasso non superiore al tasso di riferimento, applicato secondo
quanto previsto al punto 3.2, dalla data dell’inadempimento alla
data di avvio dell’istanza giudiziale per il recupero del credito;
c) residua quota di capitale a scadere;
10.3.3) interessi a carico del Fondo: sull’ammontare
dell’esposizione di cui al punto 10.3.2, al netto, a scalare,
dell’acconto di cui al punto 9.3 e dei recuperi di cui al punto
10.3.4, il Fondo riconosce interessi dalla data di avvio
dell’istanza giudiziale per il recupero del credito fino alla data
di conclusione dell’istanza giudiziale stessa ovvero fino alla data
della delibera del Mediocredito centrale di irrecuperabilita’ del
credito (punto 10.2). Il tasso da utilizzare per il calcolo e’ il
tasso di riferimento, applicato secondo quanto previsto al punto
3.2, in vigore alla data di avvio dell’istanza giudiziale per il
recupero del credito;
10.3.4) recuperi: dall’ammontare dell’esposizione sono dedotte le
somme a ogni titolo recuperate, da imputarsi, nell’ordine, al
capitale, agli interessi ed alle spese;
10.3.5) spese: all’ammontare dell’esposizione sono aggiunte le
spese, comprese le spese legali giudiziali e stragiudiziali,
purche’ adeguatamente documentate;
10.3.6) ammontare della perdita liquidabile: nei limiti
dell’importo massimo liquidabile di cui al punto 10.3.1, e secondo
la percentuale di copertura della perdita deliberata in sede di
ammissione dell’operazione all’intervento del Fondo, la perdita e’
liquidabile per un importo non superiore al 90% della perdita
definitiva non coperta dai recuperi di cui al punto 10.3.4,
diminuito dell’eventuale acconto;
10.3.7) conguaglio a favore del Fondo: la somma a conguaglio a
favore del Fondo, maggiorata degli interessi al tasso di
riferimento, applicato secondo quanto previsto al punto 3.2,
vigente alla data di erogazione dell’acconto, deve essere
restituita dalle banche entro un mese dalla data della richiesta
del Mediocredito centrale. In caso di ritardo, sulla somma da
rimborsare sono dovuti interessi di mora nella misura del tasso di
riferimento, applicato secondo quanto previsto al punto 3.2,
vigente alla data di accredito dell’acconto aumentato del 30%;
10.3.8) modalita’ di calcolo della perdita liquidabile: si indicano
di seguito le modalita’ di calcolo della perdita liquidabile:
Imax = Importo massimo liquidabile (punto 10.3.1);
Esp = Ammontare dell’esposizione (punto 10.3.2);
Acc = Ammontare dell’acconto (punto 9.3);
Rec = Ammontare recuperi (punto 10.3.4);
Int = Interessi a scalare riconosciuti dal Fondo (punto 10.3.3);
Sp = Spese (punto 10.3.5);
Pdef = Ammontare della perdita definitiva Pdef = Esp – Rec + Int +
Sp;
Cmax = Copertura massima perdita (punto 10.3.6);
Iliq = Importo liquidabile in sede di conguaglio:
Iliq = Cmax – Acc per Cmax < Imax; Iliq = Imax - Acc per Cmax > Imax;
10.4) istruttoria delle richieste di liquidazione della perdita:
alle richieste di liquidazione della perdita si applicano, per
quanto compatibili, le modalita’ previste al paragrafo 5 per le
richieste di ammissione;
10.5) disponibilita’: la liquidazione della perdita e’ deliberata
nei limiti dell’esistenza di disponibilita’ del Fondo.
11) Inefficacia: la garanzia del Fondo e’ inefficace nei seguenti
casi:
11.1) l’inadempimento del debitore si sia verificato nei dodici
mesi successivi alla data di inizio del periodo di ammortamento del
finanziamento;
11.2) sia stata concessa sulla base di dati, notizie o
dichiarazioni, mendaci, inesatte o reticenti che le banche
avrebbero potuto verificare con la dovuta diligenza professionale;
11.3) non sia stato rispettato quanto previsto al punto 8.1 per le
richieste di variazioni;
11.4) le banche non abbiano avviato l’istanza giudiziale per il
recupero del credito entro dodici mesi dalla data del primo
inadempimento del debitore;
11.5) la comunicazione dell’avvio dell’istanza giudiziale per il
recupero del credito non sia pervenuta al Mediocredito centrale
entro tre mesi dalla data di tale operazione;
11.6) la commissione una tantum non sia stata versata entro il
termine previsto nella parte III delle presenti disposizioni
operative;
11.7) non sia stato rispettato il termine di tre mesi, dall’esito
dell’istanza giudiziale per il recupero del credito, entro il quale
la banca deve far pervenire al Mediocredito centrale apposita
richiesta per la liquidazione della perdita definitiva;
11.8) la perdita sia stata causata da inosservanza, negligenza o
mancato adempimento, da parte della banca, delle azioni, cautele e
garanzie per il recupero del credito.
Nei casi previsti ai punti 11.7 e 11.8 la banca deve restituire
l’acconto eventualmente percepito maggiorato di interessi nella
misura del tasso di riferimento pro-tempore vigente, a decorrere
dalla data di accredito dell’acconto, incrementato del 30%,
applicato secondo quanto previsto al punto 3.2.
PARTE III
Versamenti al Fondo
1. L’armatore entro sei mesi dalla data di ricezione della
deliberazione di ammissibilita’, contestualmente alla comunicazione
di cui al punto 7.1 della parte II delle presenti disposizioni
operative, versa una quota pari al 20% dell’ammontare della
commissione complessiva. Il mancato rispetto del predetto obbligo
comporta per l’armatore la revoca della deliberazione di
ammissibilita’. Tale quota viene trattenuta al Fondo, a titolo di
ristoro dei costi di amministrazione sostenuti, anche nel caso in
cui non siano stati ultimati i lavori e, quindi, non sia stata
concessa la garanzia.
2. La banca finanziatrice versa al Fondo, entro quindici giorni
dalla data di ricevimento della deliberazione di concessione della
garanzia, una commissione una tantum pari all’1,6% dell’importo
garantito, al netto dell’anticipazione di cui al punto precedente.
3. Nel caso in cui non siano stati ultimati i lavori e, quindi, non
sia stata concessa la garanzia, il gestore trattiene al Fondo, a
titolo di ristoro dei costi di amministrazione del medesimo, la
quota di commissione versata anticipatamente, secondo quanto
previsto al punto 1.
PARTE IV
Criteri di valutazione economico-finanziaria degli armatori per
l’ammissione delle operazioni
Si esplicitano i criteri adottati per la delibera di ammissibilita’
alla garanzia e per la successiva concessione definitiva della
garanzia.
A) Si rileva il rispetto o meno dei seguenti parametri, calcolati
sugli ultimi due bilanci approvati dell’armatore (in caso sia stato
chiuso un unico esercizio i parametri verranno calcolati sul
bilancio relativo a tale esercizio; per gli armatori che non
abbiano ancora chiuso il primo esercizio i parametri verranno
calcolati sulla situazione economica e finanziaria alla data della
richiesta di ammissione):
rapporto tra margine operativo lordo (MOL) e fatturato, non
inferiore al 15%;
rapporto tra margine operativo lordo (MOL) e servizio complessivo
del debito (somma degli importi annuali in scadenza per capitale ed
interessi), non inferiore a 1,2.
B) Si effettua, quindi, la valutazione, basandosi su quattro indici
calcolati sugli ultimi due bilanci approvati dell’armatore (in caso
sia stato chiuso un unico esercizio gli indici verranno calcolati
sul bilancio relativo a tale esercizio; per gli armatori che non
abbiano ancora chiuso il primo esercizio gli indici verranno
calcolati sulla situazione economica e finanziaria alla data della
richiesta di ammissione), evidenziando in particolare:
a) la copertura finanziaria delle immobilizzazioni;
b) l’indipendenza finanziaria;
c) l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato;
d) la percentuale di liquidita’ generata dalla gestione sul totale
attivo;
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