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Disciplina delle concessioni e delle locazioni di beni immobili demani...

Disciplina delle concessioni e delle locazioni di beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato in favore di enti o istituti culturali, degli enti pubblici territoriali, delle Unità Sanitarie Locali, di ordini religiosi e degli enti ecclesiastici.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Art. 1
1. L’Amministrazione finanziaria può dare in concessione o
locazione, per la durata di non oltre diciannove anni, beni
immobili demaniali o patrimoniali dello Stato, non suscettibili
anche temporaneamente di utilizzazione per usi governativi:
a) a istituzioni culturali indicate nella tabella emanata con il
D.P.R. 6 novembre 1984, n. 834;
b) a enti pubblici, indicati con decreto del Ministro delle
finanze, da emanarsi sentito il Ministro per i beni culturali e
ambientali, che fruiscono di contributi ordinari previsti dalle
vigenti disposizioni e che perseguono esclusivamente fini di
rilevante interesse culturale;
b-bis) ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri
nazionale e regionali; (9)
c) ad altri enti o istituti o a fondazioni o associazioni
riconosciute, istituiti o costituiti successivamente alla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del predetto decreto, che
perseguono esclusivamente fini di rilevante interesse culturale e
svolgono, in relazione a tali fini, attività sulla base di un
programma almeno triennale. Le concessioni e le locazioni sono
rispettivamente assentite e stipulate per un canone ricognitorio
annuo non inferiore a lire centomila e non superiore al 10 per
cento di quello determinato, sentito il competente Ufficio Tecnico
Erariale, sulla base dei valori in comune commercio. Gli immobili
devono essere destinati a sede dei predetti soggetti o essere
utilizzati per lo svolgimento delle loro attività istituzionali o
statutarie.
2. Le concessioni e le locazioni di cui al comma precedente devono
prevedere la assunzione, da parte del concessionario o locatario,
degli oneri della manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo,
per quest’ultima, che lo Stato ritenga necessario provvedervi
direttamente, nonché degli oneri, delle contribuzioni e degli
obblighi di qualsiasi natura gravanti sull’immobile. Qualora
l’immobile oggetto della concessione faccia parte del demanio
artistico, storico o archeologico, le opere di ordinaria e
straordinaria manutenzione devono essere eseguite secondo le
prescrizioni delle competenti sovrintendenze.
3. Con decreto del Ministro delle finanze è nominata una
Commissione composta da due rappresentanti del Ministero delle
finanze, di cui uno appartenente alla Direzione generale del
demanio che la presiede, da un rappresentante del Ministero del
tesoro e da due rappresentanti del Ministero per i beni culturali e
ambientali. La Commissione esamina le richieste di concessione o
locazione tenendo in particolare conto quelle presentate da
soggetti che curano le raccolte museali, bibliografiche,
archivistiche e scientifiche. Qualora proponga l’accoglimento di
tali richieste in considerazione della rilevanza dell’attività
concretamente svolta, la Commissione indica l’ammontare del canone,
entro i limiti di cui al comma 1, avuto anche riguardo alla entità
delle opere di manutenzione straordinaria che il richiedente si
impegna ad eseguire.
4. Nel caso di richiesta di utilizzazione di una porzione
dell’immobile per finalità diverse da quelle di cui al comma 1,
deve essere corrisposto, per l’utilizzo di tale porzione, un
distinto canone determinato, sentito il competente Ufficio Tecnico
Erariale, sulla base dei valori in comune commercio.
5. La concessione è revocata e la locazione è risolta per
sopravvenuta necessità di utilizzazione dei beni per usi
governativi.
6. L’utilizzo dei beni per fini diversi da quelli per i quali è
stata assentita la concessione o stipulata la locazione, ne
determina rispettivamente la decadenza o la risoluzione. Gli stessi
effetti sono prodotti dalla violazione del divieto di
subconcessione o sublocazione ovvero dal mancato pagamento del
canone.
7. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche alle
concessioni, a favore di ordini religiosi, di immobili statali che
fanno parte del demanio artistico, storico o archeologico, anche ai
fini della loro custodia, costituenti abbazie, certose e monasteri,
per l’esercizio esclusivo di attività religiosa, di assistenza, di
beneficenza o comunque connessa con le prescrizioni di regole
monastiche.
(9) Lettera inserita dall’art. 32, comma 2, L. 7 dicembre 2000, n.
383.
Art. 1 (8)
1. L’Amministrazione finanziaria può dare in concessione o
locazione, per la durata di non oltre diciannove anni, beni
immobili demaniali o patrimoniali dello Stato, non suscettibili
anche temporaneamente di utilizzazione per usi governativi:
a) a istituzioni culturali indicate nella tabella emanata con il
D.P.R. 6 novembre 1984, n. 834;
b) a enti pubblici, indicati con decreto del Ministro delle
finanze, da emanarsi sentito il Ministro per i beni culturali e
ambientali, che fruiscono di contributi ordinari previsti dalle
vigenti disposizioni e che perseguono esclusivamente fini di
rilevante interesse culturale;
c) ad altri enti o istituti o a fondazioni o associazioni
riconosciute, istituiti o costituiti successivamente alla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del predetto decreto, che
perseguono esclusivamente fini di rilevante interesse culturale e
svolgono, in relazione a tali fini, attività sulla base di un
programma almeno triennale. Le concessioni e le locazioni sono
rispettivamente assentite e stipulate per un canone ricognitorio
annuo non inferiore a lire centomila e non superiore al 10 per
cento di quello determinato, sentito il competente Ufficio Tecnico
Erariale, sulla base dei valori in comune commercio. Gli immobili
devono essere destinati a sede dei predetti soggetti o essere
utilizzati per lo svolgimento delle loro attività istituzionali o
statutarie.
2. Le concessioni e le locazioni di cui al comma precedente devono
prevedere la assunzione, da parte del concessionario o locatario,
degli oneri della manutenzione ordinaria e straordinaria, salvo,
per quest’ultima, che lo Stato ritenga necessario provvedervi
direttamente, nonché degli oneri, delle contribuzioni e degli
obblighi di qualsiasi natura gravanti sull’immobile. Qualora
l’immobile oggetto della concessione faccia parte del demanio
artistico, storico o archeologico, le opere di ordinaria e
straordinaria manutenzione devono essere eseguite secondo le
prescrizioni delle competenti sovrintendenze.
3. Con decreto del Ministro delle finanze è nominata una
Commissione composta da due rappresentanti del Ministero delle
finanze, di cui uno appartenente alla Direzione generale del
demanio che la presiede, da un rappresentante del Ministero del
tesoro e da due rappresentanti del Ministero per i beni culturali e
ambientali. La Commissione esamina le richieste di concessione o
locazione tenendo in particolare conto quelle presentate da
soggetti che curano le raccolte museali, bibliografiche,
archivistiche e scientifiche. Qualora proponga l’accoglimento di
tali richieste in considerazione della rilevanza dell’attività
concretamente svolta, la Commissione indica l’ammontare del canone,
entro i limiti di cui al comma 1, avuto anche riguardo alla entità
delle opere di manutenzione straordinaria che il richiedente si
impegna ad eseguire.
4. Nel caso di richiesta di utilizzazione di una porzione
dell’immobile per finalità diverse da quelle di cui al comma 1,
deve essere corrisposto, per l’utilizzo di tale porzione, un
distinto canone determinato, sentito il competente Ufficio Tecnico
Erariale, sulla base dei valori in comune commercio.
5. La concessione è revocata e la locazione è risolta per
sopravvenuta necessità di utilizzazione dei beni per usi
governativi.
6. L’utilizzo dei beni per fini diversi da quelli per i quali è
stata assentita la concessione o stipulata la locazione, ne
determina rispettivamente la decadenza o la risoluzione. Gli stessi
effetti sono prodotti dalla violazione del divieto di
subconcessione o sublocazione ovvero dal mancato pagamento del
canone.
7. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche alle
concessioni, a favore di ordini religiosi, di immobili statali che
fanno parte del demanio artistico, storico o archeologico, anche ai
fini della loro custodia, costituenti abbazie, certose e monasteri,
per l’esercizio esclusivo di attività religiosa, di assistenza, di
beneficenza o comunque connessa con le prescrizioni di regole
monastiche.
(8) Testo precedente le modifiche apportate dalla L. 7 dicembre
2000, n. 383.
Art. 2
1. I rapporti tra lo Stato e le aziende autonome statali prive di
personalità giuridica, in materia di utilizzazione di beni
immobili, sono reciprocamente regolati a norma del secondo comma
dell’art. 1 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440.
2. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti i criteri
e le modalità per la concessione o la locazione di beni immobili
demaniali o patrimoniali dello Stato in favore di enti pubblici
territoriali ivi compresi gli Enti Parco Nazionali, delle Unità
Sanitarie Locali, nonché di enti ecclesiastici, civilmente
riconosciuti, della Chiesa cattolica e delle altre confessioni
religiose i cui rapporti con lo Stato siano regolati per legge
sulla base delle intese di cui all’art. 8 della Costituzione. Alle
concessioni e alle locazioni si applicano le disposizioni del comma
1 dell’articolo precedente per quanto riguarda la durata e
l’ammontare del canone annuo ricognitorio, nonché le …

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