Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Aggiudicazione pubblici appalti nel settore della pubblica illuminazio...

Aggiudicazione pubblici appalti nel settore della pubblica illuminazione urbana. (Determinazione n. 55/00).

L’AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
Con esposto del 9 febbraio 2000, l’amministratore unico della
Lights in the world S.r.l. segnalava a questa Autorita’ per la
vigilanza sui lavori pubblici che alcune amministrazioni comunali
violavano la normativa vigente in materia di aggiudicazione delle
gare di appalto nel settore della illuminazione urbana. In
particolare, l’esponente denunciava che alcuni capitolati di
appalto contenevano l’indicazione di specifiche tecniche, nonche’
disegni di articoli per l’illuminazione pubblica riferiti a
prodotti compresi nei cataloghi della ditta “Domenico Neri S.r.l.”,
violando il disposto di cui all’art. 8, comma 6, del decreto
legislativo n. 358/1992 e dell’art. 21, comma 4, del decreto
legislativo n. 157/1995. Veniva allegata alla segnalazione la
documentazione relativa a dieci gare esperite da nove comuni per
lavori di illuminazione pubblica da cui risultava che era stato
fatto richiamo a prodotti ed articoli della ditta Neri ovvero
“tipo” Neri per descrivere le specifiche tecniche delle forniture;
Le stazioni appaltanti segnalate dall’esponente, richieste di
chiarimenti, si giustificavano richiamando “il particolare oggetto
dell’appalto”, costituito da prodotti di decoro da installare in
contesti di particolare valore architettonico anche a completamento
di precedenti interventi, per la cui piu’ precisa individuazione si
era ritenuto di fare riferimento a prodotti di una determinata
ditta con l’aggiunta delle espressioni “o equivalente”, “o
similare”, “tipo”;
Con riferimento ai dati indicati, l’Autorita’ per la vigilanza sui
lavori pubblici disponeva una audizione dell’esponente e del legale
rappresentante della ditta Neri S.r.l. Seguiva l’acquisizione di
memorie illustrative delle rispettive posizioni e la discussione
orale della questione;
Considerato che:
Nella relazione dell’ufficio ispettivo di questa Autorita’ di
vigilanza si fa riferimento a nove comuni che avrebbero pubblicato
bandi di gara relativi ad impianti di illuminazione pubblica
contenenti riferimenti a prodotti della ditta Neri S.r.l. Il dato
e’ contestato dalla ditta Neri la quale, nella memoria del 26
settembre 2000, precisa di avere venduto, relativamente ai casi
segnalati, suoi prodotti a ditte installatrici-appaltatrici di soli
quattro dei comuni indicati dall’ufficio ispettivo;
Al riguardo ritiene il consiglio della Autorita’ di vigilanza di
poter prescindere dall’ulteriore approfondimento della questione,
dal momento che si tratta, in ogni caso, di un numero esiguo di
stazioni appaltanti, le cui acquisite giustificazioni inducono ad
escludere che vi sia stata una dolosa violazione della normativa,
tale da configurare l’ipotesi di illecita concorrenza per cui se ne
debba fare segnalazione alla autorita’ competente;
Va anche dato atto che la Neri S.r.l., e’ azienda leader in un
ristretto mercato di produttori degli articoli in ghisa per
l’arredo e la illuminazione dei centri storici ed alla base della
sua attivita’ vi e’ un continuo studio delle varie tipologie di
articoli come realizzati nei secoli passati; ricerca prodromica
alla rielaborazione dei modelli ed alla creazione di nuovi disegni
che siano coerenti con le forme del passato ma che, allo stesso
tempo, si armonizzano con i gusti e le richieste piu’ recenti e,
non ultimo, siano conformi alle piu’ recenti esigenze e normative
di carattere piu’ specificamente tecnico;
Va poi precisato che, in base al disposto di cui all’art. 8, comma
6, del decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358 e dell’art. 21,
comma 4, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive
modificazioni, nelle gare di appalto relative alle forniture ed ai
servizi e’ vietata, salvo che sia giustificata dall’oggetto del
contratto, l’introduzione, nelle clausole contrattuali, di
specifiche tecniche che menzionino prodotti di una determinata
fabbricazione o provenienza, o ottenuti mediante un particolare
procedimento e che hanno l’effetto di favorire o di escludere
determinati fornitori o produttori. E’ vietata, in particolare,
l’indicazione di marchi, brevetti o tipi o l’indicazione di una
origine o di una produzione determinata. Tuttavia, tale indicazione
e’ consentita quando l’oggetto della prestazione richiesta non
possa essere descritto diversamente mediante specifiche tecniche
precise e comprensibili per tuffi gli interessati e sempre che la
stessa venga accompagnata con la dizione “o equivalente”;
Analoghe prescrizioni sono poi contenute nel comma 3 dell’art. 16
del regolamento generale 21 dicembre 1999, n. 554, relativo agli
appalti di lavori, secondo cui e’ vietato introdurre nei progetti
prescrizioni che menzionino prodotti di una determinata
fabbricazione o provenienza oppure procedimenti particolari che
abbiano l’effetto di favorire determinate imprese o eliminarne
altre o che indichino marchi brevetti o tipi o un’origine o una
produzione determinata. E’ ammessa l’indicazione specifica del
prodotto o del procedimento, purche’ accompagnata dalla espressione
“o equivalente”, allorche’ non sia altrimenti possibile la
descrizione dell’oggetto dell’appalto mediante prescrizioni
sufficientemente precise e comprensibili;
Sulla finalita’ perseguita delle indicate norme non vi e’ stata
sostanziale contrapposizione tra le parti, convenendo, entrambe,
che le stesse sono intese ad evitare, nei pubblici appalti,
l’elusione del principio della concorrenza, attraverso la
previsione, nel caso di procedure di gara formalmente aperte, di
clausole del bando che, richiedendo un determinato e specificato
bene, di fatto finiscono per favorire il relativo produttore;
Ne segue che, pur tenuto conto della specificita’ del mercato degli
appalti relativi alla illuminazione dei centri storici e le ragioni
della Neri S.r.l., fondate sulla notorieta’ del prodotto e sulla
sua affidabilita’ sul piano della qualita’ e della rispondenza alle
esigenze, anche culturali e storiche, non puo’ giustificarsi, una
generale deroga al principio della concorrenza, ma questo principio
e’ rispettato, peraltro, sia ove si individuino specifiche tecniche
dell’oggetto della prestazione, sia ove si faccia, per non esser
possibile descrivere in maniera sufficientemente precisa e
comprensibile l’oggetto stesso, espressa menzione nei bandi di gara
al prodotto di una ditta, perche’ seguita dall’espressione “o
equivalenti”;
Rimane, ovviamente, salva la valutazione in sede di accettazione
del prodotto, sulla sua idoneita’ specifica, valutazione rimessa
alla stazione appaltante;
Per le considerazioni esposte:
la notorieta’ di un prodotto e la sua affidabilita’ non
giustificano il fatto che se ne indichi in una gara di appalto il
marchio o la provenienza da una ditta determinata, a meno non
risulti impossibile individuarne diversamente il tipo mediante
specifiche tecniche sufficientemente precise e comprensibili da
parte di tutti gli interessati alla gara medesima, ma allora la
indicazione del marchio o della ditta deve essere seguita dalla
previsione nel bando dell’accettazione di prodotti “equivalenti”.
Roma, 14 dicembre 2000
Il presidente: Garri
Il segretario: Esposito

Architetto.info